Cocchiere

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Un cocchiere al Lord Mayor Show, Londra 2006.

Citazioni sul cocchiere.

Tommaso Garzoni[modifica]

  • All'ultimo questa professione è stata illustrata dai vari animali che i poeti antichi hanno assignato ai carri dei lor dei, per fargli fama ancora in questo, sì come in tutte le azioni hanno pigliato cura d'onorarli. Quindi Properzio assegna i linci al carro di Bacco, dicendo di Ariadna da lui rapita: Lyncibus in caelum vecta Ariadna tuis; e Ovidio nel terzo delle Metamorfosi Lillo assegna ancora i tigri mentre dice: Quem circa tygris, simulacraque inania lyncum.
  • Anfito e Telechio furono carrocchieri di Castore e di Polluce per testimonio di Plinio nel libro sesto, e d'Ammiano Marcellino; Batone, secondo Celio, fu cocchiero di Anfiarao. Patiranfo, secondo Erodoto, fu cocchiero del re Serse. Sillio nel sestodecimo libro fa che Cirno fosse cocchiero di Melampode. Ovidio nel Ibin fa che Mirtilo fosse cocchiero di Enomao. Il Tortellio grammatico vuole che Mennone fosse cocchiero d'Idomeneo, Mnesteo di Diomede, Midone di Pilemene, duce de' Plafagoni. Virgilio nel settimo dell'Eneida, fa che Ideo fosse auriga di Priamo, e nel duodecimo che Metisco fosse cocchiero di Turno.
  • 'O cucchiere 'affitto te piglia | cu 'o «signurì» e te lassa | cu 'o «chi t'è muorto» (proverbio napoletano)
  • Questa professione de' carrettieri, ovvero cocchieri, viene onorata poi da una gran moltitudine di persone ch'attesero alle carrozze d'uomini illustri, con gran segno di valore in cotale professione: come Automedonte fu cocchiero d'Achille.

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