Dio non gioca a dadi

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Raccolta di esempi e varianti sull'espressione einsteiniana Dio non gioca a dadi.

  • Contrariamente all'intuizione di Einstein, non solo Dio gioca a dadi, ma sembra essere l'unico del quale possiamo fidarci per un gioco onesto. (Hans Christian von Baeyer)
  • ...Dio gioca a dadi... eccome! (Davide La Rosa)
  • – Dio non gioca a dadi, lo sapevi? [...] Poniamo il caso che tu getti un dado, e da quel lancio esca il numero sei.
    – Preferirei il numero uno, perché è il primo.
    – Va bene, uno o sei è lo stesso. Dunque, poniamo che sia uscito il numero uno: sarebbero potuti essere anche il cinque o il quattro, perché hanno la stessa possibilità di uscire, no?
    – In effetti, sì.
    – Riesci a immaginare un mondo dove è uscito il cinque e un altro dove è uscito il quattro? È possibile che esistano innumerevoli mondi in cui innumerevoli Koriyama gettano innumerevoli dadi? (Noein)
  • – Einstein odiava [...] la teoria quantistica, diceva: «Dio non gioca a dadi con l'universo.»
    – Sembra che non solo giochi a dadi, ma li lanci dove noi non li possiamo trovare.
    – Dio è di nuovo tra le specie in via d'estinzione. (La teoria del tutto)
  • Einstein [...] sbagliò quando disse: «Dio non gioca a dadi». La considerazione dei buchi neri suggerisce infatti non solo che Dio gioca a dadi, ma che a volte ci confonda gettandoli dove non li si può vedere. (Stephen Hawking)
  • Non è una fortuna, classe? Ora possiamo verificare scientificamente ciò di cui vi stavo parlando! Einstein disse che Dio non gioca a dadi con l'universo, invece lo fa. Ha lanciato quei dadi cosmici su Gotham City! Non è il più adatto a sopravvivere. È il più fortunato! (Batman: Cataclisma)
  • Vuol dire che io, come Dio, non gioco ai dadi, e non credo nelle coincidenze. (V, V per Vendetta)

Albert Einstein[modifica]

  • La meccanica quantistica è degna di ogni rispetto, ma una voce interiore mi dice che non è ancora la soluzione giusta. È una teoria che ci dice molte cose, ma non ci fa penetrare più a fondo il segreto del Grande Vecchio. In ogni caso, sono convinto che questi non gioca a dadi col mondo.[1] (4 dicembre 1926)
  • Tu [Cornelius Lanczos] sei l'unica persona che io conosca che condivide il mio atteggiamento verso la fisica; la fede nella comprensione della realtà attraverso qualcosa di fondamentalmente semplice e unito... Come è difficile riuscire a dare un'occhiata alle carte di Dio. Ma non credo per un solo istante che Lui giochi a dadi[1] o che adoperi metodi «telepatici» (come vorrebbe l'attuale teoria dei quanti). (21 marzo 1942)
  • Le nostre prospettive scientifiche sono ormai agli antipodi. Tu ritieni che Dio giochi a dadi col mondo[1]; io credo invece che tutto ubbidisca a una legge, in un mondo di realtà obiettive che cerco di cogliere per via furiosamente speculativa. Lo credo fermamente, ma spero che qualcuno scopra una strada più realistica – o meglio un fondamento più tangibile – di quanto non abbia saputo fare io. Nemmeno il grande successo iniziale della teoria dei quanti riesce a convincermi che alla base di tutto vi sia la casualità, anche se so bene che i colleghi più giovani considerano quest'atteggiamento come un effetto della sclerosi. Un giorno si saprà quale di questi due atteggiamenti istintivi sarà stato quello giusto. (7 settembre 1944)

Note[modifica]

  1. a b c Questa citazione, ripetuta più volte dallo scienziato in varianti leggermente diverse, è una delle massime più famose di Einstein. Essa viene spesso citata semplicemente come «Dio non gioca a dadi» o «Dio non gioca a dadi con l'Universo».
    In una delle occasioni in cui Einstein fece tale affermazione, Bohr avrebbe risposto: «Einstein, smettila di dire a Dio cosa deve fare!». Nonostante l'aneddoto venga riportato molto spesso, mancano fonti attendibili a sostegno. D'altra parte, alcune fonti riportano un episodio molto simile. Lo stesso Bohr infatti, ricordando l'incontro con Einstein al congresso Solvay del 1927, scrive: «Da parte sua, Einstein ci chiese scherzando se potevamo credere effettivamente che la Provvidenza divina fosse ricorsa al "giuoco dei dadi", al che io replicai facendo osservare che già gli antichi pensatori avevano ammonito di essere molto cauti nel definire gli attributi della Provvidenza col linguaggio comune.» Anche Werner Karl Heisenberg, presente in quell'occasione, ricorda la battuta: «Al che Bohr poté soltanto rispondere: "Ma non tocca a noi dire a Dio come deve far andare il mondo."»

Voci correlate[modifica]