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Stephen Hawking

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Stephen Hawking

Stephen William Hawking (1942 – 2018), cosmologo, matematico e fisico teorico britannico.

Citazioni di Stephen Hawking

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  • [Dopo la scoperta della particella] Avevo scommesso con Gordon Kane dell'Università del Michigan che il bosone di Higgs non sarebbe stato trovato. Sembra proprio che io abbia appena perso 100 dollari.
I had a bet with Gordon Kane of Michigan University that the Higgs particle wouldn't be found. It seems I have just lost $100.[1]
  • C'è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull'autorità, e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento. E la scienza vincerà perché funziona.[2]
  • Come si spiega dunque la mancanza di visitatori extraterrestri? È possibile che là, tra le stelle, vi sia una specie progredita che sa che esistiamo, ma ci lascia cuocere nel nostro brodo primitivo. Però è difficile che abbia tanti riguardi verso una forma di vita inferiore: forse che noi ci preoccupiamo di quanti insetti o lombrichi schiacciamo sotto i piedi? Una spiegazione più plausibile è che vi siano scarsissime probabilità che la vita si sviluppi su altri pianeti o che, sviluppatasi, diventi intelligente. Poiché ci definiamo intelligenti, anche se forse con motivi poco fondati, noi tentiamo di considerare l'intelligenza una conseguenza inevitabile dell'evoluzione, invece è discutibile che sia così. I batteri se la cavano benissimo senza e ci sopravviveranno se la nostra cosiddetta intelligenza ci indurrà ad autodistruggerci in una guerra nucleare. [...] Lo scenario futuro non somiglierà a quello consolante definito da Star Trek, di un universo popolato da molte specie di umanoidi, con una scienza e una tecnologia avanzate ma fondamentalmente statiche. Credo che invece saremo soli e che incrementeremo molto, e molto in fretta, la complessità biologica ed elettronica.[3]
  • Con l'ingegneria genetica potremo [...] migliorare il genere umano.[4]
  • Considero il cervello come un computer che smetterà di funzionare quando i suoi componenti si guastano. Non c'è paradiso né aldilà per i computer rotti. È una fiaba per persone che hanno paura del buio.
I regard the brain as a computer which will stop working when its component fail. There is no heaven or afterlife for broken-down computers. That is a fairy story for people afraid of the dark.[5]
  • [Sulla meccanica quantistica] Einstein [...] sbagliò quando disse: «Dio non gioca a dadi». La considerazione dei buchi neri suggerisce infatti non solo che Dio gioca a dadi, ma che a volte ci confonda gettandoli dove non li si può vedere.[6] [attribuita erroneamente anche a Richard Feynman]
  • Grazie al modello matematico posso dirvi Come è nato l'universo: non chiedetemi il Perché.[7]
  • I buchi neri non sono così neri.
Black holes ain't as black as they are painted.[8]
  • [Il Cobe[9] ha compiuto] la più grande scoperta del secolo, se non di ogni tempo.[10]
  • Il destino finale delle stelle di grande massa è collassare al di là dell'orizzonte degli eventi, formando un buco nero che racchiude una singolarità.[11]
  • Il mio obiettivo è semplice. È la piena comprensione dell'universo, perché è così com'è e perché esiste.
My goal is simple. It is a complete understanding of the universe, why it is as it is and why it exists at all.[12]
  • [Ultime parole famose] L'acceleratore LHC sprigiona un'energia mai raggiunta prima e secondo le teorie dovrebbe essere sufficiente per trovare questa fantomatica particella la quale spiega la massa delle cose, e quindi rappresenta una misura fondamentale per decifrare la materia. [...] Ma credo che sarebbe più eccitante se non lo trovassimo, il bosone di Higgs. Dimostrerebbe che c'è qualcosa di sbagliato nelle nostre idee e che dobbiamo pensare di più per trovare altre spiegazioni. Per questo ho scommesso cento dollari che non lo troveremo.[13]
  • Le osservazioni indicano che l'universo si sta espandendo a un ritmo crescente. Si espanderà per sempre, diventando più vuoto e più buio.[14]
  • Noi siamo il prodotto delle fluttuazioni quantistiche primordiali.[15]
  • Per quanto difficile possa essere la vita, c'è sempre qualcosa che è possibile fare. Guardate le stelle invece dei vostri piedi.[16]
  • Possiamo dire che il tempo ha avuto inizio con il Big Bang, nel senso che semplicemente il tempo precedente non era definito.[17]
  • Se le macchine finiranno per produrre tutto quello di cui abbiamo bisogno, il risultato dipenderà da come le cose verranno distribuite. Tutti potranno godere di una vita serena nel tempo libero, se la ricchezza prodotta dalla macchina verrà condivisa, o la maggior parte delle persone si ritroveranno miseramente in povertà se la lobby dei proprietari delle macchine si batteranno contro la redistribuzione della ricchezza. Finora, la tendenza sembra essere verso la seconda opzione, con la tecnologia che sta creando crescente disuguaglianza.
If machines produce everything we need, the outcome will depend on how things are distributed. Everyone can enjoy a life of luxurious leisure if the machine-produced wealth is shared, or most people can end up miserably poor if the machine-owners successfully lobby against wealth redistribution. So far, the trend seems to be toward the second option, with technology driving ever-increasing inequality.[18]

Dal big bang ai buchi neri

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Un famoso scienziato (secondo alcuni fu Bertrand Russell) tenne una volta una conferenza pubblica su un argomento di astronomia. Egli parlò di come la Terra orbiti attorno al Sole e di come il Sole, a sua volta, compia un'ampia rivoluzione attorno al centro di un immenso aggregato di stelle noto come la nostra galassia. Al termine della conferenza, una piccola vecchia signora in fondo alla sala si alzò in piedi e disse: «Quel che lei ci ha raccontato sono tutte frottole. Il mondo, in realtà, è un disco piatto che poggia sul dorso di una gigantesca tartaruga». Lo scienziato si lasciò sfuggire un sorriso di superiorità prima di rispondere: «E su che cosa poggia la tartaruga?». «Lei è molto intelligente, giovanotto, davvero molto», disse la vecchia signora. «Ma ogni tartaruga poggia su un'altra tartaruga!»

Citazioni

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  • A parte la sfortuna di contrarre la mia grave malattia dei motoneuroni, sono stato fortunato sotto quasi ogni altro aspetto.
  • Qualsiasi teoria fisica è sempre provvisoria, nel senso che è solo un'ipotesi: una teoria fisica non può cioè mai venire provata.
  • La teoria generale della relatività di Einstein, considerata a sé, prediceva che lo spazio-tempo ebbe inizio nella singolarità del big bang e che finirà o nella singolarità della grande compressione (big crunch) se l'universo, giunto al termine dell'espansione, invertirà il suo moto avviandosi a un collasso universale, o in una singolarità all'interno di un buco nero (se a subire il collasso gravitazionale sarà solo una regione locale, come una stella). (cap. VIII, p. 136)
  • Viviamo in un mondo che ci disorienta con la sua complessità. Vogliamo comprendere ciò che vediamo attorno a noi e chiederci: Qual è la natura dell'universo? Qual è il nostro posto in esso? Da che cosa ha avuto origine l'universo e da dove veniamo noi? [...] quand'anche ci fosse una sola teoria unificata possibile, essa sarebbe solo un insieme di regole e di equazioni. Che cos'è che infonde vita nelle equazioni e che costruisce un universo che possa essere descritto da esse? L'approccio consueto della scienza, consistente nel costruire un modello matematico, non può rispondere alle domande del perché dovrebbe esserci un universo reale descrivibile da quel modello. Perché l'universo si dà la pena di esistere? [...] Se però perverremo a scoprire una teoria completa, essa dovrebbe essere col tempo comprensibile a tutti nei suoi principi generali, e non solo a pochi scienziati. Noi tutti – filosofi, scienziati e gente comune – dovremmo allora essere in grado di partecipare alla discussione del problema del perché noi e l'universo esistiamo. Se riusciremo a trovare la risposta a questa domanda, decreteremo il trionfo definitivo della ragione umana: giacché allora conosceremmo la mente di Dio.

La grande storia del tempo

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  • Il principio di indeterminazione segnò la fine del tipo di scienza sognato da Laplace, ovvero di un modello dell'universo completamente deterministico: non è certo possibile predire con esattezza gli eventi futuri se non si può misurare con precisione nemmeno lo stato attuale dell'universo! (cap. IX, p.110)
  • Una delle proprietà rivoluzionarie della meccanica quantistica è data dal fatto che essa non predice un singolo risultato ben definito per una determinata osservazione: predice invece un certo numero di diversi esiti possibili, indicando la probabilità di ciascuno di essi. (cap. IX, p. 111)
  • Come suggerisce il nome [cunicolo spazio-temporale], si tratta di un piccolo cunicolo dello spazio-tempo che può collegare due regioni quasi piatte molto distanti l'una dall'altra. È un po' come trovarsi alla base di un'alta catena montuosa. Per arrivare dall'altra parte, normalmente bisogna fare prima molta strada in salita e quindi ridiscendere a valle. Ciò non sarebbe però necessario nel caso ci fosse un tunnel scavato orizzontalmente da una parte all'altra della montagna, attraverso la roccia. Analogamente possiamo immaginare di creare (o di scoprire) un tunnel spazio-temporale che vada dai pressi del nostro sistema solare fino a Proxima Centauri. Anche se nello spazio ordinario la distanza che separa la Terra da Proxima Centauri è di circa 40 milioni di milioni di chilometri, attraverso questo tunnel la distanza da percorrere potrebbe essere di solo qualche milione di chilometri. (cap. X, p. 133)
  • [...] se è davvero possibile viaggiare nel passato, perché nessuno è mai tornato dal futuro per insegnarci come si fa? (cap. X, p. 138)
  • Se esiste veramente una teoria completa della fisica che governa ogni cosa, è presumibile che determini anche le nostre azioni. Essa lo fa però in un modo che è impossibile da calcolare concretamente quando abbiamo a che fare con un organismo complesso come un essere umano, e racchiude inoltre un certo grado di casualità dovuta agli effetti della meccanica quantistica. Pertanto potremmo dire che gli esseri umani ci appaiono dotati di libero arbitrio perché non siamo in grado di predire come si comporteranno. (cap. X, p. 140)
  • La principale difficoltà nell'individuazione di una teoria che unifichi la gravità con le altre forze consiste nel fatto che la teoria della gravità – la relatività generale – è l'unica a non essere una teoria quantistica: essa, cioè, non tiene conto del principio di indeterminazione. Dunque, dato che le teorie parziali delle altre forze dipendono sostanzialmente dalla meccanica quantistica, per unificare la gravità con le altre teorie occorrerà trovare un modo per incorporare questo principio nella relatività generale; in altre parole, bisognerà trovare una teoria quantistica della gravità, un compito che finora nessuno è stato in grado di portare a termine. (cap. XI, p. 148)
  • Prima dell'avvento della teoria delle stringhe, si pensava che ogni particella fondamentale occupasse un singolo punto dello spazio. Nelle teorie delle stringhe, invece, gli oggetti fondamentali non sono particelle puntiformi, bensì entità che hanno una lunghezza ma nessun'altra dimensione, come un pezzo di filo infinitamente sottile. (cap. XI, p. 152)
  • La teoria delle stringhe ha una storia curiosa. Essa venne inventata sul finire degli anni Sessanta nel tentativo di trovare una teoria per descrivere la forza forte[19]. L'idea di fondo era che le particelle come il protone e il neutrone potessero essere considerate come onde in movimento lungo una corda. Le forze forti tra le particelle corrisponderebbero così a pezzi di corda che verrebbero a sistemarsi tra altri pezzi di corda, un po' come in una ragnatela. Perché questa teoria potesse dare il valore effettivamente osservato dalla forza forte tra le particelle, tali corde – o stringhe – dovevano essere simili a elastici con un potenziale di trazione di circa dieci tonnellate. (cap. XI, p. 153)

Incipit di Buchi neri e universi neonati

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Sono nato l'8 gennaio 1942, esattamente trecento anni dopo la morte di Galileo. Stimo però che quello stesso giorno devono essere nati circa duecentomila altri bambini. Non so se qualcuno di loro abbia in seguito manifestato un qualche interesse per l'astronomia. Nacqui a Oxford, benché i miei genitori abitassero a Londra, perché Oxford era un posto più favorevole in cui nascere durante la seconda guerra mondiale: c'era infatti un accordo per cui i tedeschi non avrebbero bombardato Oxford e Cambridge e gli inglesi avrebbero analogamente risparmiato dalle bombe Heidelberg e Göttingen. È un peccato che un accordo così civile non sia stato esteso anche ad altre città.

Citazioni su Stephen Hawking

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  • Se il grande astrofisico ricordasse un po' della filosofia studiata nel primo anno di liceo non dimenticherebbe che una delle tesi più note del materialismo classico, che ha attraversato la cultura moderna (Karl Marx, per esempio, ne è un grande estimatore), è quella del greco Democrito. La sua teoria delle klinamen, spiegava l'origine del mondo dal contatto di particelle di materia, che si incontrano a causa di una determinata inclinazione, formando il Tutto, così a caso, senza un disegno divino. (Stefano Zecchi)
  • Stephen Hawking è un genio, in più parla come un robot. Un amico migliore non potrebbe esistere. (The Big Bang Theory)

Note

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  1. (EN) Citato in Nick Collisons, Higgs boson: Prof Stephen Hawking loses $100 bet, Telegraph.co.uk, 4 luglio 2012.
  2. Citato in Enrico Franceschini, Hawking: "Non fu Dio a creare l'universo", Repubblica.it, 3 settembre 2010.
  3. Da L'universo in un guscio di noce.
  4. Citato in AA.VV., Il libro dell'ecologia, traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2019, p. 37. ISBN 9788858024362
  5. (EN) Citato in Time, 30 maggio 2011.
  6. Da La Natura dello Spazio e del Tempo, con Roger Penrose, traduzione di Libero Sosio, Sansoni.
  7. Citato in Luca Goldoni, Vita da bestie, BUR, 2001.
  8. Da Reith Lecture 2: Black holes ain’t as black as they are painted, 2015; BBC Radio 4 file audio.
  9. Il Cosmic Background Explorer (COBE), è stato un satellite scientifico lanciato dalla NASA il 18 novembre 1989. La sua missione era di misurare lo spettro della radiazione cosmica di fondo a microonde (CMBR) e di cercare eventuali disuniformità in questa radiazione.
  10. Citato in AA.VV., Il libro dell'astronomia, traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2017, p. 284. ISBN 9788858018347
  11. Da Stephen Hawking e George F.R. Ellis, The Large Scale Structure of Spacetime, Cambridge University Press, 1973, ISBN 9781139810951. Citato in AA.VV., Il libro della fisica, traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2021, p. 287. ISBN 9788858029589
  12. Citato in John Boslough, Stephen Hawking's Universe, 1985, Cap. 7, "The Final Question", p. 77.
  13. Da un'intervista alla BBC; citato in Giovanni Caprara, Oggi la prova del Big Bang, ma Hawking scommette: fallirà, Corriere.it, 10 settembre 2008.
  14. Citato in AA.VV., Il libro dell'astronomia, traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2017, p. 174. ISBN 9788858018347
  15. Da Da dove veniamo?, Internazionale, n. 912, 26 agosto 2011, p. 94.
  16. Citato in Elena Dusi, Tanti auguri, prof Hawking ma alla festa dei 70 non c'è Repubblica.it, 8 gennaio 2011.
  17. Citato in AA.VV., Il libro della filosofia, traduzione di Daniele Ballarini e Anna Carbone, Gribaudo, 2018, p. 95. ISBN 9788858014165
  18. (EN) Da una risposta ad una domanda su Reddit; visibile in Science AMA Series: Stephen Hawking AMA Answers!, Reddit.com, 8 ottobre 2015. Citato in Alexander C. Kaufman, Stephen Hawking Says We Should Really Be Scared Of Capitalism, Not Robots, HuffingtonPost.it, 10 agosto 2015.
  19. L'interazione nucleare forte tiene uniti i quark, costituenti elementari dei protoni e dei neutroni, ed anche quest'ultimi all'interno del nucleo.

Bibliografia

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  • Stephen W. Hawking, Buchi neri e universi neonati. Riflessioni sull'origine e il futuro del cosmo, traduzione di Libero Sosio, Rizzoli, 1993.
  • Stephen W. Hawking, Dal Big Bang ai buchi neri. Breve storia del tempo (A Brief History of Time), traduzione di Libero Sosio, Rizzoli, 1990.
  • Stephen W. Hawking, L'universo in un guscio di noce (The Universe in a Nutshell), traduzione di Paolo Siena, BUR, 2001.
  • Stephen Hawking, La grande storia del tempo (A Briefer History of Time), traduzione di Daniele Didero, BUR Scienza, Milano, 20083. ISBN 978-88-17-01351-2

Voci correlate

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Altri progetti

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