Discussione:Friedrich Nietzsche

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Sezione Senza fonte: "Che cosa è verità? Inerzia; l'ipotesi che ci rende soddisfatti; il minimo dispendio di forza intellettuale." E' il frammento numerato come 537 della 'Volontà di potenza' sez. 3, 'Principio di una nuova posizione di valori'. La Volontà di Potenza è la raccolta dei frammenti postumi, è titolata e numerata così nella nuova edizione curata da Ferraris e Kobau per Bompiani, nell'edizione Adelphi non so come sia numerato o in quale volume si trovi, comunque il titolo originale era 'Frammenti Postumi'. Credo che anche altri siano tratti dai frammenti postumi ma al momento non riesco a individuarli... Ci sarebbe bisogno di una nuova sezione per i Frammenti. Spero di essere stato utile! Jacopo

Grazie mille, ma perché non hai corretto tu stesso la voce? ;-) Nemo 22:55, 22 nov 2007 (CET)
E' che non sono ancora registrato, e sarebbe stata la prima volta che lo facevo (avevo paura di combinare pasticci). Però sto iniziando a capire come funziona. Se trovo altri aforismi li raccolgo in una sezione Volontà di Potenza! Jacopo

Citazione[modifica]

Ancora non ho capito come funziona questo sito. Ce n' è una di Nietzsche particolarmente bella che non è stata inserita, se qualcuno più pratico di me vuole farmi questo favore...

"Tutto lo spirito che gli uomini applicano per combattere i mali manca loro per inventare la gioia" (da Frammenti Postumi)Il precedente commento non firmato è stato inserito da PrincipeDiBabilonia (discussioni · contributi), in data 13:41, 11 lug 2008.

Ciao! Trovi tutte le info di base nella tua pagina di discussione. Puoi inserire tu stesso la citazione, e ricorda che citazioni tratte da opere protette dal diritto d'autore devono essere sempre accompagnate dalla menzione del titolo dell'opera, dei nomi dell'autore, dell'editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull'opera.
Indicare quindi solo Frammenti Postumi non basta, servono anche editore e traduttore. Grazie. Doppia {Di} 13:53, 11 lug 2008 (CEST)

Citazione Sbagliata[modifica]

I deboli e i malriusciti dovranno perire: primo principio della nostra filantropia. Inoltre li si dovrà aiutare a farlo. (da L'anticristo)

Vorrei far notare che questa è una classica mal traduzione delle parole di Nietzsche.

La parola che erroneamente viene tradotta con "I Malriusciti" nell'opera in lingua originale è "Schlechtweggekommenen" che letteralmente in italiano si tradurrebbe più o meno come "coloro che hanno intrapreso una cattiva strada"

Quindi fate un pò voi

--Dream River 21:30, 18 nov 2008 (CET)

beh, se possiedi un'edizione dell'opera puoi inserire la traduzione che hai sottomano, indicando nella bibliografia l'edizione che hai usato compresa di traduttore. Purtroppo chi l'hai inserita non ha messo l'edizione dell'opera nè il traduttore. --Quaro75 21:36, 18 nov 2008 (CET)
in effetti in bibliografia sono indicate due traduzioni per L'Anticristo e, a uno sguardo incompleto, nel riportare le citazioni si è fatta confusione fra le due edizioni. Per la citazione in questione, confermo che il riferimento è Adelphi 1970 e 1977 (in mio possesso: e ho l'impressione che le citazioni siano state raccolte dal web, con i riferimenti aggiunti a mo' di autoconferma).
Il termine Schlechtweggekommenen ha effettivamente dato origine a molti equivoci: non è nè malriuscitodeviato la corretta traduzione, bensì fallito (controllare con lexicool.com), un po' come dire sfigato insomma, colui che non riesce a combinare niente di buono. --DonatoD (scrivimi) 14:02, 17 nov 2010 (CET)

Mirella Ulivieri[modifica]

e chi è questa "Mirella Ulivieri" che campeggia come titolo? Il precedente commento non firmato è stato inserito da 78.14.156.94 (discussioni · contributi), in data 22:56, 10 dic 2009.

è un modo di raggruppare le citazioni provenienti dalla stessa traduzione dell'opera. In effetti è molto fuorviante. bisognerebbe riferirsi all'anno dell'edizione e alla casa editrice, e magari non utilizzare un paragrafo, ma indicare tutto in parentesi tonde alla fine della singola citazione. --Quaro75 (scrivimi) 09:34, 11 dic 2009 (CET)
Secondo me il paragrafo è utile per evitare di ripetersi troppo appesantendo la pagina; di solito il sistema è usato per gli incipit, ma in questo caso se non ricordo male serve anche a separare le citazioni inserite/controllate interamente da un nostro utente dalle altre di provenienza un po' mista. Ho aggiunto un "Traduzione di"; non vedo perché ridurre il rilievo dato all'opera dei traduttori, che è importantissima e per legge va attribuita quanto quella dell'autore. --Nemo 11:39, 24 lug 2010 (CEST)
Dovrei essere in grado di riportare il tutto alla sola Ulivieri. Lo faccio, o lasciamo così? --DOPPIA•DI 14:54, 24 lug 2010 (CEST)
Per me possono tranquillamente esserci entrambe le versioni. Il mio era solo un dubbio: mettiamoci nei panni dell'utente che non sa niente di diritto d'autore e tantomeno delle convenzioni di wikiquote; arriva sulla pagina di Nietzsche per approfondire un po' una citazione e sotto l'opera Umano, troppo umano si vede un paragrafo "Mirella Ulivieri". Secondo me era spiazzante. E magari per 5 utenti che si sono posti la domanda, uno l'ha scritta in discussione... --Quaro75 (scrivimi) 13:18, 25 lug 2010 (CEST)
Vanno comunque controllate una a una, in quanto diverse appartengono alla traduzione della Ulivieri. Nel momento in cui scrivo ne ho già riposizionate alcune nella L'uomo solo con se stesso. Tanto vale semplificare le cose, e tenere un unico riferimento. --DOPPIA•DI 16:59, 8 ago 2010 (CEST)

ECCE HOMO Explicit?[modifica]

Salve, gradirei sapere da quale edizione è stato tratto l'explicit riportato. Grazie. --DonatoD (scrivimi) 14:08, 17 nov 2010 (CET)

okay, qui: [[1]] Verità ha inserito come explicit dei versi che, palesemente, non appartengono a Ecce Homo, bensì ai Ditirambi di Dioniso. Non so chi è il traduttore però, nell'edizione che io ho (Einaudi) la traduzione è differente. Creo la sezione e sposto. Successivamente implementerò. --DonatoD (scrivimi) 11:30, 18 nov 2010 (CET)

Zarathustra e bibliografia[modifica]

ho provato a mettere un po' d'ordine nelle citazioni (quelle di altri, non di Montinari), ma rinuncio: troppa imprecisione per poter risalire ai traduttori, alla bibliografia.
--DonatoD (scrivimi) 09:55, 19 nov 2010 (CET)

Quale fonte?[modifica]

Un anonimo ha inserito una citazione in L'Anticristo. Maledizione del Cristianesimo, ma secondo Antonio Socci appartiene ai Frammenti postumi. Qualcuno può controllare? --Micione (scrivimi) 15:14, 9 gen 2012 (CET)

Citazione già presente in Volontà di potenza: soppressa.
--DonatoD (scrivimi) 13:27, 13 giu 2012 (CEST)

Senza fonte[modifica]

  • Che differenza resta tra un convinto e un ingannato? Nessuna, se è stato ben ingannato.
  • Chi soffre è una preda di tutti: di fronte ad un sofferente tutti si sentono saggi.
  • Dove la moralità è troppo forte l'intelletto perisce.
  • E io sopporto soltanto più poeti, che tra l'altro hanno anche dei pensieri, come Pindaro e Leopardi.
  • Gli uomini passano per essere crudeli, le donne invece lo sono. Le donne sembrano sentimentali, gli uomini invece lo sono.
  • Gli uomini si cullano nel mondo dell'apollineo per escludere il dolore dalla vita e per poter continuare a vivere senza guardare l'altra faccia dolorosa dell'esistenza.
  • Gli uomini sono per la maggior parte troppo indaffarati con se stessi per essere cattivi.
  • Il cristianesimo richiede fede e nient'altro che fede, e respinge con passione la ricerca delle motivazioni.
  • Il prestigio dei medici riposa sull'ignoranza delle persone sane e malate: e questa ignoranza a sua volta riposa sul prestigio dei medici.
  • L'esistenza è in realtà un tempo imperfetto che non diventa mai un presente.
  • L'onore è sempre una virtù antica.
  • L'uomo è difficile da scoprire, ed egli è per se stesso la più difficile delle scoperte.
  • La cattiveria è rara, la maggior parte degli uomini si occupa troppo di se stessa per essere malvagia.
  • La felicità non è fare tutto ciò che si vuole, ma volere tutto ciò che si fa.
  • La migliore saggezza è tacere e passare oltre: questo – adesso l'ho imparato!
  • La morale in Europa oggi è la morale del branco.
  • La nostra fede in altri rivela in che cosa noi vorremmo credere di noi stessi.
  • La vista continua di persone sofferenti fa diminuire continuamente la compassione. Invece, si diventa tanto più sensibili al dolore degli altri quanto più si è capaci di partecipare alla loro gioia.
  • La voce dell'uomo è l'apologia della musica.
  • Le donne fini credono che una cosa non esista affatto, quando non è possibile parlarne in società.
  • Lo stupido ti trascina verso il basso per batterti con le sue stesse armi.
  • Ma quale differenza non resta sempre tra il mal di denti e il dolore che risveglia la vista del mal di denti?
  • Non augurate mai ad un invidioso di avere figli: sarebbe geloso di loro perché non può più avere la loro età.
  • Ogni cosa finita, perfetta, viene ammirata; ogni cosa in divenire, sottovalutata.
  • Per chi è molto solo, il rumore è già una consolazione.
  • Potrebbe darsi che lo spirito umano abbia già compreso il mondo, ma non lo sappia ancora...
  • Quando la menzogna si accorda con il nostro carattere diciamo le bugie migliori.
  • Quando la riconoscenza di un gran numero per uno solo perde ogni pudore, allora nasce la gloria.
  • Quanto più pensiamo a tutto quello che fu e che sarà, tanto più pallido ci diventa quel che è ora.
  • Riguardo a sacrificio e spirito di sacrificio le vittime la pensano diversamente dagli spettatori: ma da tempo immemorabile non si è mai data loro la possibilità di dirlo.
  • Se l'uomo percepisce la verità in uno stato di coscienza, vedrà ovunque solo la miseria e l'assurdità della vita... e un grande disgusto lo assalirà.
  • Se le foglie appassiscono – che c'è da lamentarsi?
  • Si è maggiormente in pericolo di essere investiti quando si è appena scansata una vettura.
  • Spesso si contraddice un'opinione quando ciò che non è congeniale in realtà è il tono in cui è stata trasmessa.
  • Tutti gli uomini che facciamo aspettare a lungo nell'anticamera del nostro favore vanno in fermentazione o divengono acidi.
  • Un politico divide l'umanità in due classi: strumenti e nemici. Il ché significa che ne conosce una sola, la seconda.
  • Un uomo labirintico non cerca mai la verità, ma unicamente la sua Arianna."Ein labyrinthischer Mensch sucht niemals die Wahrheit, sondern einzig seine Ariadne."Friedrich Nietzsche - Nachlass, KSA 10: 4[55];citata da Roland Barthes, La camera chiara, Einaudi, Torino, 1980, pp. 74-7+5 : [...]Io sapevo che al centro di quel Labirinto non avrei trovato altro che quella sola foto, confermando così le parole di Nietzsche: ‘Un uomo labirintico non cerca mai la verità,ma unicamente la sua Arianna’.
  • Una bella donna ha qualcosa in comune con la verità: entrambe danno più felicità quando si desiderano che quando si posseggono.
  • Una passeggiata in un manicomio mostra che la fede non prova nulla.
  • Uno va dal prossimo perché cerca se stesso, un altro, perché vorrebbe perdere se stesso.
  • Vi è un grado di falsità incallita, che si chiama coscienza pulita.
  • Vi sono perdite che comunicano all'anima una sublimità, nella quale essa si astiene dal lamento e cammina in silenzio come sotto alti neri cipressi.
  • Wagner non è un sillogismo, ma una malattia.

Ordine testi[modifica]

L'ordine adesso in vigore è quello cronologico, mentre in bibliografia vale l'ordine alfabetico. Situazione normale?... Lo chiedo perché non mi sembra di aver visto l'ordine cronologico in nessun'altra pagina. Per me può anche andar bene così, forse però occorrerebbe specificarlo. Pareri?
--DonatoD (scrivimi) 22:32, 14 giu 2012 (CEST)

Nessuna risposta?[modifica]

Nessuna risposta?... Allora domani provvedo a stabilire l'ordine alfabetico come in tutte le altre voci (o quasi tutte, ritengo).
--DonatoD (scrivimi) 09:47, 5 set 2012 (CEST)

Fonte (url intero) per SosSio GiametTa e non Sosio Giameta[modifica]

Opac. --Mauro Lanari (scrivimi) 21:16, 21 mar 2016 (CET)