Distruggete Frankenstein!

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Distruggete Frankenstein!

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Titolo originale

Frankenstein Must Be Destroyed

Lingua originale inglese
Paese Regno Unito
Anno 1969
Genere horror
Regia Terence Fisher
Soggetto Anthony Nelson Keys
Sceneggiatura Bert Batt
Produttore Anthony Nelson Keys
Interpreti e personaggi
Note
Casa di produzione: Hammer Film Productions

Distruggete Frankenstein!, film britannico del 1969 con Peter Cushing, regia di Terence Fisher.

Frasi[modifica]

  • La pazzia è sempre triste, ma che un uomo così brillante sia potuto diventare pazzo, è veramente un peccato. (Professor Richter)
  • Non invochi l'Onnipotente, dott. Holst. Credo che ora sia molto in collera con lei. (Barone Frankenstein)
  • Ricordati, il dott. Knox aveva Burke e Hare ad assisterlo. Pensa a che cosa fecero per la chirurgia fra tutti loro. (Barone Frankenstein)
  • Io sono diventato la vittima di tutti gli sperimenti che Frankenstein e io abbiamo praticato. Questo corpo appartiene a un'altra persona. (Dott. Frederick Brandt)
  • Questa volta sono io il ragno, e tu la mosca. Vero, Frankenstein? (Dott. Frederick Brandt)
  • Ti lascerò la scelta tra le fiamme o la polizia, Frankenstein. (Dott. Frederick Brandt)

Dialoghi[modifica]

  • Ispettore Fisch: Dunque, ho saputo che vi hanno rubato un cadavere. Il dottor Herman Streich, suppongo. Saprebbe dirmi esattamente in che giorno era ancora lì?
    Assistente dell'obitorio: Il giorno in cui c'è stato messo. Non ci divertiamo di andarli a controllare. Sa, non è prevedibile che camminino.
    Ispettore Fisch: Cerchi di portare rispetto! Lei ha perduto un cadavere, e le sue spiritosaggini sono assolutamente gratuite.
    Assistente dell'obitorio: L'ho visto il giorno in cui è stato immesso nella cella.
    Ispettore Fisch: È venuto nessun individuo a chiedere chi ci fosse giacente in obitorio?
    Assistente dell'obitorio: No.
    Ispettore Fisch: Sicuro? Neanche un uomo con la faccia butterata dal vaiolo? Ci rifletta bene.
    Assistente dell'obitorio: Nessuno, tantomeno con vaiolo, brufoli, bubboni o i peli usciti fuori dal naso. Non abbiamo visitatori.
    Ispettore Fisch: Se ne vada! E passando, lasci al sottufficiale di servizio la sua deposizione, maleducato!
  • Ospite col giornale: Avete letto del povero dottor Heidecke? È stato decapitato.
    Ospite con la pipa: Il mondo è pieno di maniaci. Avete mai pensato quanti deliquenti possano passarci a fianco per la strada?
    Idraulico: A proposito, oggi sono stato vicino probabilmente al pazzo più pericoloso del secolo.
    Ospite con la pipa: Chi?
    Idraulico: Il dott. Frederick Brandt. Ve lo ricordate?
    Ospite con la pipa: Sens'altro. Ma dove lo hai visto? Non per strada immagino.
    Idraulico: No, naturalmente. Sono dovuto passare al manicomio oggi per trattare un nuovo impianto idraulico, e lo incontrato nel cortile della passeggiata.
    Ospite col giornale: Il nome non mi è nuovo, ma non riesco a ricordarmi.
    Idraulico: Brandt è quel dottore che scatenò una polemica furiosa nel campo medico almeno cinque anni fa con certe sue fantastiche e diaboliche teorie circa la possibilità di trapianto di cervelli umani, passandoli da una testa dentro l'altra. E quel che è bello è che pretendeva che dopo questo trattamento tutti e due avrebbero sopravvissuto. Quante baggianate!
    Ospite con la pipa: Mi sembra di ricordare che anche un altro tizio ebbe la stessa idea a quell'epoca. Uno straniero. Oddio, come si chiamava?
    Idraulico: Frankenstein, il barone Frankenstein. Abitava in Boemia.
    Ospite con la pipa: Proprio lui! Furono entrambi cancellati dall'albo dei medici se non sbaglio.
    Idraulico: Infatti. E Frankenstein venne anche espulso dal suo paese. La Chiesa, in modo particolare, fu inflessibile. Erano due discepoli del Diavolo. Naturalmente, data l'impresa in cui si era imbarcato, Brandt ci perse la ragione. È più che logico.
    Barone Frankenstein: Scusatemi, non sapevo che foste tutti dottori.
    Idraulico: Dottori? Noi non siamo dottori.
    Barone Frankenstein: Ah, mi dispiace. Credevo che sapeste quello che stavate dicendo.
    Ospite col giornale: Lei è veramente scortese.
    Barone Frankenstein: A sentire certe stupidaggini, esplode il lato peggiore del mio carattere.
    Idraulico: Stupidaggini?!
    Barone Frankenstein: Sì! Stupidaggini. Sono gli sciocchi come voi che hanno ostacolato il progresso in tutte le epoche. Voi fate delle osservazioni su dei fatti che non riuscite neanche a comprendere.
    Idraulico: Le sue osservazioni e le sue maniere sono eccezionalmente sgarbate. Ma se lei desidera intavolare una discussione, la prego, ci spieghi la parola "progresso" nel suo contenuto.
    Barone Frankenstein: Non lo capireste mai. Ma vi farò un paragone che vi darà un'idea aprossimativa. Se l'uomo non si fosse dedicato alle innovazioni e agli esperimenti, questa sera lei avrebbe mangiato in una caverna, avrebbe seminato le ossa sul pavimento e si sarebbe pulito le dita con una pelle di animale. Comunque, il suo abito non è immacolato.
  • Barone Frankenstein: Brandt ha un segreto che devo conoscere, e perché ciò sia possibile io devo curare la sua insanità.
    Dott. Karl Holst: Quale segreto?
    Barone Frankenstein: Ci interessavamo dei problemi di trappianto del cervello umano e gli avevamo risolti.
    Dott. Karl Holst: È follia pura.
    Barone Frankenstein: E io ti assicuro di no. Avevamo trovato entrambi un sistema di trapianto immediato da un corpo all'altro, e ci tenevamo in corrispondenza sull'argomento. Ma nessuno dei due era riuscito a congelare i cervelli senza distruggere le cellule vitali e conservarli per un uso futuro. Le mie ricerche fallirono, invece Brandt scoprì la tecnica. Mi scrisse, ci accordammo di incontrarci per la prima volta e lui mi avrebbe svelato il segreto. Disgraziatamente, due giorni prima del nostro incontro egli impazzì. Il troppo lavoro lo aveva distrutto e scomparve. Subito dopo, io venni espulso dal paese.
    Dott. Karl Holst: È terrificante. Ancora non mi spiego perché lei lo facesse.
    Barone Frankenstein: Il nostro scopo era quello di conservare all'infinito i grandi talenti e i geni del mondo. Quando muoiono, i loro cervelli sono all'apice della potenza creativa, e noi li facciamo marcire sottoterra perché i corpi che li ospitano si sono deteriorati. Noi vogliamo asportare questi cervelli nell'istante della morte e ibernarli, preservando così per i posteri tutto ciò che contengono.
    Dott. Karl Holst: È agghiacciante.
  • Ispettore Fisch: Che cosa è stata asportata?
    Magazziniere: Strumenti chirurgici di vario genere.
    Ispettore Fisch: Sì...
    Magazziniere: Seghe...
    Ispettore Fisch: Sì...
    Magazziniere: Siringhe ipodermiche e cose del genere...
    Ispettore Fisch: Sì...
    Magazziniere: Io direi senz'altro che l'assassino è un dottore.
    Ispettore Fisch: Oh, ma guarda che scoperta! Le sarei molto obbligato se mi dicesse anche che aspetto ha, quanto è alto e quanto pesa.
    Magazziniere: Mi dispiace, io pensavo solo...
    Ispettore Fisch: Lasci pensare a me, lei controlli il suo magazzino. E soprattutto si ricordi di mettere personale più giovane a fare il guardiano notturno. Quel povero vecchio aveva più di settant'anni!
  • Dott. Karl Holst: È semplicemente fantastico.
    Barone Frankenstein: Non è fantasia, Karl, è progresso. Il trapianto di tutti gli organi umani è una logica evoluzione della chirurgia, ma te e quei testardi dei tuoi contemporanei rifiutate l'evidenza dei fatti.
  • Dott. Frederick Brandt: Non aver paura.
    Ella Brandt: Non mi toccare!
    Dott. Frederick Brandt: Non voglio farti del male, Ella. Sono tuo marito.
    Ella Brandt: Non lo dire nemmeno! Tu non sei più niente di umano!

Explicit[modifica]

A che serve morire?! Lavoreremo insieme, lascerò tutta la gloria a te! No! (Barone Frankenstein) [ultime parole]

Citazioni su Distruggete Frankenstein![modifica]

  • Mentre ne La maledizione di Frankenstein il barone era un personaggio quasi positivo, in questo film è una figura completamente negativa, cinico, arrogante, esacerbato dal rifiuto della società e dai continui fallimenti. Non si tratta di una contraddizione, ma di due aspetti del medesimo carattere. [...] Ricco di pathos, di amarezza, di tensione, articolato e complesso, ma narrato con buon ritmo, è un film che testimonia ancora una volta l'importanza di Fisher. (Rudy Salvagnini)

Luigi Cozzi[modifica]

  • È destinato essere, almeno nelle intenzioni del regista Fisher, l'ultimo film di questa serie, perché è appunto la prima pellicola della saga che si conclude (a parte La maschera di Frankenstein) con la morte dello scienziato. E, a tutti gli effetti, Distruggete Frankenstein è davvero la "summa" conclusiva di queste straordinarie quattro storie dedicate da Fisher alle gesta del Barone: quando nel 1973 Fisher riprenderà in mano i nodi di questo tema, dirigendo Frankenstein and the Monster from Hell, non si tratterà infatti più di una vera continuazione o riapertura della saga, bensì quasi solamente di una sorta di "nota a piè di pagina" rispetto al ciclo precedente. La vera, autentica, definitiva conclusione del ciclo di Frankenstein della Hammer Film e di Terence Fisher avviene infatti nel 1969 con questo mirabile Distruggete Frankenstein.
  • Mai come in questo film di Fisher viene sottolineato che la scienza di Frankenstein funziona, certo, e in effetti il Barone non sbaglia nulla nei suoi esperimenti: è però l'applicazione, cioè l'uso che lui fa di questa scienza senza errore a essere del tutto sbagliato, e infatti le conseguenze dei suoi esperimenti riusciti sono tutte tragiche... e tragiche diventano perché, nel compierli, Frankenstein non si è curato per nulla degli aspetti umani delle sue azioni, ritenendo semplicemente che nel nome di una scienza superiore e senza sbaglio tutto sia concesso. Ma non è così, perché le conseguenze sugli esseri umani dei risultati di quella scienza impeccabile possono invece essere devastanti... forse perché mentalmente e spiritualmente l'uomo non vi è ancora preparato... e infatti in Distruggete Frankenstein tutti gli esperimenti del Barone hanno successo, ma si trasformano comunque in tragedie perché, compiendoli, lo scienziato gelido e senza cuore non si è curato di prevederne le ripercussioni sulla mente delle persone. Così questo Frankenstein di Fisher trionfa sulla carne e sulla materia grazie alla scienza portentosa, ma ogni sua impresa si trasforma in un disastro perché lo spirito e l'anima non vengono presi in considerazione mentre in realtà alla fine prendono inevitabilmente il sopravvento.
  • Qui, infatti, il personaggio centrale del ciclo, appunto quello del Barone, è reso in un modo ancora più spietato e cinico.

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