La maledizione dei Frankenstein

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La maledizione dei Frankenstein

Immagine Frankenstein Created Woman & The Mummy's Shroud Double Bill Trailer 1 (Peter Cushing sketch).png.
Titolo originale

Frankenstein Created Woman

Lingua originale inglese
Paese Regno Unito
Anno 1967
Genere Horror
Regia Terence Fisher
Sceneggiatura Anthony Hinds
Produttore Anthony Nelson Keys
Interpreti e personaggi
Note
Casa di produzione: Hammer Film Productions

La maledizione dei Frankenstein, film del 1967 con Peter Cushing, diretto da Terence Fisher.

Frasi[modifica]

  • O Christina, non sperar! | Nessuno mai ti sposerà! || E il tuo letto verginal | Sempre tale resterà! || Ma se trovi il tipo che si distenda a fianco a te, tu la guancia non mostrar | per non fartelo scappar! (Anton)
  • O cuor mio, non disperar, ché eterna la vita poi non è. | Lassù in cielo un angelo c'è che è un po' zoppo e aspetta te! (Anton)
  • Morale? Scrupoli senza fondamento! (Barone Frankenstein)
  • Cadaveri se ne trovano, anime no. (Barone Frankenstein)

Dialoghi[modifica]

  • Barone Frankenstein: Non capisco questa tua costante sfiducia nella mia scienza.
    Dott. Hertz: Lei era morto. Dillo tu, Hans!
    Barone Frankenstein: Clinicamente sì, ma l'anima non si è divisa dal corpo. Per un'ora intera non ho vissuto. È stata un'ora, non è vero? Un'ora esatta.
    Dott. Hertz: Sì, al secondo, eh Hans?
    Barone Frankenstein: Bene. Il mio corpo è rimasto senza vita, ma l'anima non se n'è staccata. Come mai? Era sempre rinchiusa prigioniera dentro di me? Potrebbe restarlo in eterno? Solo per forza di volontà?
    Dott. Hertz: Non sono in grado di risponderle. A me basta constatare che lei è qui e che sta bene.
  • Christina Kleve: Il Barone. Come vorrei che tu non lavorassi per lui!
    Hans Werner: Ma anch'io devo guadagnare da vivere!
    Christina Kleve: Questo è vero, ma...
    Hans Werner: Ma?
    Christina Kleve: Sai quali voci corrono.
    Hans Werner: No. Cosa mormorano quando volta le spalle?
    Christina Kleve: Lo sai.
    Hans Werner: Non lo so, ma posso immaginarlo. Che è una specie di mostro che ha fatto un patto col Diavolo. Che pratica la stregoneria e celebra messe nere. Non è vero?
    Christina Kleve: Sì, pressapoco.
    Hans Werner: E divora bambini appena nati e certe volte si trasforma in rospo. Allora sta' bene a sentire: dovendo scegliere fra lui e loro, sceglierò sempre lui!
  • Anton: Ehì, tu, Kleve, vino! Il migliore, o quel che di meglio si può avere in questo locale.
    Kleve: Certo, signoria. Bianco o rosso?
    Anton: Sentito? Si può scegliere! Vediamo, cosa ci consiglia il tuo raffinato gusto di intenditore?
    Kleve: Quello bianco è eccellente.
    Anton: Quello bianco è eccellente! Allora portaci il rosso. E intendiamoci, che non sappia di sughero, o potresti rimetterci la licenza.
  • Dott. Hertz: Questa è magia.
    Barone Frankenstein: Tutto ciò che non comprendiamo è magia finché non lo comprendiamo.
  • Barone Frankenstein: Ci siamo riusciti, Hertz.
    Dott. Hertz: Ci siamo?
    Barone Frankenstein: Una struttura tale che niente vi può penetrare, e niente può sfuggirne!
    Dott. Hertz: Barone, una domanda: a quale scopo?
    Barone Frankenstein: A quale scopo? Ma è ovvio, ridare la vita dopo la morte. Dopo la morte! La grande nemica è vinta.
  • Barone Frankenstein: Mi ero illuso che la mia teoria sarebbe riuscita comprensibile perfino a un confusionario come te. Tuttavia, se lo vuoi, mi spiegherò in modo ancora più elementare.
    Dott. Hertz: Certo. Anzi, la prego.
    Barone Frankenstein: Prima di tutto, mi occorreva una prova concreta che l'anima non lascia il corpo al momento della morte. Questo lo hai constatato.
    Dott. Hertz: Sì, sì...
    Barone Frankenstein: Ne sei convinto?
    Dott. Hertz: Certo.
    Barone Frankenstein: Bene. In secondo luogo, sono riuscito a creare un elemento così solido e compatto da risultare inattaccabile. Nulla che possa entrarvi, ripeto, niente che possa uscirne. Chiaro questo?
    Dott. Hertz: Suppongo di sì.
    Barone Frankenstein: Qui non esistono supposizioni, ma solo fatti, constatati.
    Dott. Hertz: Coi miei occhi.
    Barone Frankenstein: Allora! Vuol dire che ci sei.
    Dott. Hertz: Come... ci sono... Ma che nesso hanno con la sconfitta della morte?
    Barone Frankenstein: Devo dirtelo sillabando?
    Dott. Hertz: Magari. Sono un confusionario, un vecchio alcolizzato e per tre quarti arrugginito. Un po' duro d'orecchio, anche.
    Barone Frankenstein: Si muore perché il corpo muore, non l'anima. La morte è un fatto fisico, non dello spirito. L'organismo perisce sia perché decade con l'età sia per malattie, ma lo spirito gli sopravvive. Perciò se io riesco a trasferire l'anima in questo impianto, a risanare il corpo e a ridargli l'anima, ho vinto la morte. Non è così?
    Dott. Hertz: Se lo dice lei.
    Barone Frankenstein: Lo dico. Lo dico e lo farò.
  • Capo della polizia: Il Barone Victor Frankenstein?
    Barone Frankenstein: Sissignore.
    Capo della polizia: Lei esercita una professione, Barone?
    Barone Frankenstein: Sono un uomo di studi, ma non vedo che importanza abbia.
    Giudice: Risponda alla domanda.
    Capo della polizia: La sua professione?
    Barone Frankenstein: Sono un dottore.
    Capo della polizia: In medicina?
    Barone Frankenstein: In medicina, legge, fisica...
    Karl: E stregoneria!
    Barone Frankenstein: Non mi risulta che negli atenei esista questa facoltà, ma se verrà istituita, io avrò diritto alla prima laurea.
  • Barone Frankenstein: Ha ricordato. Ha ricordato il padre sulla ghigliottina.
    Dott. Hertz: Chi?
    Barone Frankenstein: Hans, è chiaro. Dovresti averlo capito, ormai.
    Dott. Hertz: Oh, già, l'anima di Hans è nel corpo di lei.
    Barone Frankenstein: Sì. Non sempre, però. C'è una lacuna. Devo fare altre prove.
    Dott. Hertz: Oh, no, no, non ora, dorme adesso, era così sconvolta! Non può rendersi conto di ciò che le accade. È come sdoppiata!
  • Portavoce: Tutto il villaggio sa che lei è un uomo di scienza. Ma ci sono cose che persino il più dotto degli uomini non può capire.
    Barone Frankenstein: Vuole insinuare che Hans è stato richiamato in vita con pratiche di stregoneria?
    Portavoce: È lei che l'ha detto, non io!
    Barone Frankenstein: E lo stregone sarebbe il sottoscritto, immagino.
    Portavoce: Noi non sappiamo niente di quello che succede qui, ma la notte si sentono strani rumori, e si vedono lampi paurosi uscire dalle finestre!
    Barone Frankenstein: Il mio tempo è prezioso.
    Portavoce: È necessario che lei si spieghi, o dovremo provvedere!
    Barone Frankenstein: Come "provvedere"? Sentiamo.
    Portavoce: Gli editti contro la stregoneria e i suoi iniziati sono sempre operanti.
    Barone Frankenstein: Mi manderete al rogo? Eh, già...
  • Capo della polizia: E noi dovremmo prestare fede a una simile fandonia? Ci prende per idioti?
    Barone Frankenstein: Sì.
    Dott. Hertz: Non ha detto che la verità, glielo assicuro.
    Capo della polizia: In tal caso noi siamo qui per catturare quel mostro, e...
    Barone Frankenstein: E cosa? Distruggerlo?
    Capo della polizia: Se necessario.
    Barone Frankenstein: In nome della giustizia, ritengo!

Explicit[modifica]

  • Barone Frankenstein: Christina! Ti prego! C'è qualcosa che devi sapere. Non li hai uccisi tu, quei tre uomini. Un altro guidava la tua mano. È il momento di dirti chi sei.
    Christina Kleve: È inutile, lo so.
    Barone Frankenstein: Ascolta...!
    Christina Kleve: [Ultime parole] Come so che ormai devo scomparire. [si butta nel torrente]
    Barone Frankenstein: Christina!

Citazioni su La maledizione dei Frankenstein[modifica]

  • Dopo il modesto La rivolta di Frankenstein, Terence Fisher riprende possesso della serie prodotta dalla Hammer e lo fa con un film del tutto particolare, strano, nel quale il protagonista diventa un po' filosofo, interessato agli aspetti metafisici dell'esistenza e con una caratterizzazione misurata e positiva anche sotto l'aspetto psicologico. [...] Lo spunto narrativo è originale e lo svolgimento è ricco di amarezza e di ineluttabilità. (Rudy Salvagnini)
  • È il 3° Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (Il Morandini)
  • La maledizione di Frankenstein è un film singolare che racconta una strana storia, una vicenda davvero contorta e satura di doppi sensi erotici: la bellissima ragazza, Christina, è in realtà un uomo, e quindi la creazione del Barone Frankenstein è praticamente un ermafrodita, e infatti l'uomo col corpo di donna usa le sue capacità di seduzione per conquistare sessualmente, l'uno dopo l'altro, tutti i colpevoli. Al tempo stesso, il film racconta una storia d'amore che va oltre la morte, la vicenda di un giovane e di una donna che si amano a tal punto che a un certo momento, grazie all'esperimento di Frankenstein, vengono fusi in un corpo unico... diventando realmente un'anima e un corpo solo, proprio come si dice a volte che sono certi innamorati. [...] Lo scienziato qui è quasi un fattore esterno alla vera trama della pellicola, una sorta di catalizzatore che fa muovere la vicenda (e che spinge il destino dei due amanti "maledetti" verso l'inevitabile conclusione di una seconda tragedia). (Luigi Cozzi)

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