Luigi Cozzi

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Luigi Cozzi

Luigi Cozzi (1947 – vivente), regista, sceneggiatore e scrittore italiano.

Incipit di alcune opere[modifica]

Daria e la chiesa[modifica]

«Vuoi conoscere cosa c'è nel tuo futuro? Nel tuo lavoro? Nell'amore? Scegli una carta, e io ti rivelerò ogni cosa...»
Così diceva Eleonora, quella piccola sibilla tanto graziosa che, apparsa d'improvviso una sera sul televisore rotto della mia casa, leggeva le carte e prediceva il fato, mentre una scritta in sovrimpressione indicava chiaramente a che numero del prefisso 144 la si poteva interpellare... E, se tu la facevi sul serio quella chiamata, lei rispondeva per davvero e ti parlava con voce soffice e modulata, anche se ormai da tempo per legge ogni linea con quel prefisso era stata disattivata. Eppure, lei parlava lo stesso, e ti diceva cose belle e liete, cercando di convincerti a scegliere una carta dal mazzo che teneva in mano: e, se tu lo facevi e la ascoltavi, poi credevi... credevi... credevi...

Fantasma di cane[modifica]

In questa mia strana città... oh, sì, in questa mia città tanto strana dove per me persino una goccia è animata e la porta di un'altra dimensione si è spalancata... qui ho anche pianto... già, ho proprio pianto il pomeriggio in cui mi morì il cane. Ho pianto come una fontana, e piangevo ancora sotto la pioggia mentre gli scavavo una fossa nel mio giardino, perché era lì che intendevo metterlo a riposare per sempre, poiché non me ne volevo mai più separare...

Il concerto del diavolo[modifica]

Narra la storia che Niccolò Paganini nacque a Genova, nel 1782. Narra sempre, la storia, che suo padre e la sua famiglia appartenevano ai ceti benestanti dell'epoca.
E, narra sempre la storia, che Niccolò diventò famoso per come suonava in modo sublime il violino, fin dalla più tenera età, quando compì le sue prime tournée nell'Italia di allora, divisa in vari Stati.
Ma a fianco della storia c'è anche la leggenda.

Il papiro di Torino[modifica]

A volte mi capita, sfogliando la mia piccola agenda alla ricerca del numero telefonico di qualcuno, di imbattermi nei nomi di amici o parenti che da tempo mi hanno lasciato. Io conservo infatti ogni agenda finché non è del tutto mal ridotta e consumata, ed è per questo che mi può capitare di ritrovare sulle pagine sciupate i recapiti o i numeri di persone ormai decedute da anni e, quando vi poso gli occhi sopra, vengo preso da un senso di smarrimento o di vertigine. Per qualche istante, infatti, mi viene da pensare che basterebbe semplicemente ricomporre il loro numero per poterci di nuovo parlare, come se la morte non fosse calata da tempo a porre fine per sempre a ogni rapporto, a ogni forma di comunicazione.

Bibliografia[modifica]

  • Luigi Cozzi, Daria e la chiesa, in "Storie di streghe", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1996. ISBN 8881834480
  • Luigi Cozzi, Fantasma di cane, in "Storie di fantasmi", a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, Newton & Compton, 1995.
  • Luigi Cozzi, Il concerto del diavolo, in "Storie di diavoli", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1997.
  • Luigi Cozzi, Il papiro di Torino, in "Storie di mummie", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1998.

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