Eduard Bernstein

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Eduard Bernstein

Eduard Bernstein (1850 – 1932), politico, filosofo e scrittore tedesco.

  • In tutti i Paesi avanzati, i privilegi della borghesia capitalista cedono gradualmente alle organizzazioni democratiche. (citato in AA.VV., Il libro della politica, traduzione di Sonia Sferzi, Gribaudo, 2018, p. 202. ISBN 9788858019429)

Citazioni su Eduard Bernstein[modifica]

  • Che Lenin avrebbe attaccato con violenza la revisione del pensiero di Marx operata da Bernstein era ovvio; è evidente, tuttavia, che non lo fece perché pensava che Bernstein avesse torto, bensì perché temeva che Bernstein potesse avere ragione. (Robert Conquest)
  • Dalla constatazione che le condizioni economiche del proletariato, anche grazie alle lotte politiche condotte, erano andate migliorando Bernstein prendeva le mosse per «revisionare» l'intera tradizione marxista. Egli respingeva la teoria del crollo della società capitalistica per l'impossibilità di superare le crisi di sottoconsumo. Da qui Bernstein passava a negare la necessità di un passaggio rivoluzionario al socialismo e sosteneva la possibilità di una trasformazione sociale mediante riforme. Il riformismo e l'introduzione del suffragio universale avrebbero consegnato il potere ai lavoratori. (Umberto Cerroni)
  • L'idea formulata dal socialista evoluzionista Eduard Bernstein, secondo cui il socialismo si sarebbe realizzato attraverso la pacifica metamorfosi della società borghese, si fonda sulla semplificazione del processo storico da una parte, e sulla confusione tra l'evoluzione, cioè la storia che non è fatta da noi, e la storia che è fatta da noi, dall'altra. La propaganda dell'atto non ottiene se non la propria autodistruzione, a meno che non sia direttamente connessa con i processi concernenti la trasformazione radicale della società e della sua base materiale, e quindi delle sue rappresentazioni mentali e spirituali. (Lawrence Krader)
  • Nessuno nel Partito socialdemocratico tedesco riteneva strano che l'arcirevisionista Eduard Bernstein curasse l'edizione della corrispondenza tra Marx ed Engels nel 1913, sebbene Lenin individuasse tracce di «opportunismo» nei suoi giudizi di curatore. (Eric Hobsbawm)

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