Ennio Fantastichini

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Ennio Fantastichini

Ennio Fantastichini (1955 – vivente), attore italiano.

Citazioni di Ennio Fantastichini[modifica]

  • CasaPound... vent'anni fa gli avremmo sparato.[1]
  • Tengo molto alla casa a Pantelleria, in piena riserva, una casa isolata, in mezzo alle montagne. Lì posso starmene nudo, non c'è nessuno, posso avere quella libertà nel rapporto con la natura che più amo. Sopra casa mia c'è un falco che ha fatto il nido. [...] Per me le vacanze sono dove non c’è nessuno.[1]
  • Se devo dire cosa mi è rimasto davvero dentro, rispondo di essere rimasto profondamente antifascista, è un sentimento forte.[1]
  • Sono un timido e odio il tappeto rosso. Per me il mestiere d’attore è solitario, interiore. Non appartengo alla categoria di quelli che dicono: mi diverto e mi pagano pure.[2]

Da Io e il mio corpo, Ennio Fantastichini

Intervista di Paola Piacenza, Iodonna.it, 17 giugno 2016.

  • Il linguaggio del corpo è il linguaggio del silenzio.
  • Noi attori siamo manovali della poesia, lavoriamo una materia complessa: movimenti, suoni, pause.
  • Per un attore il corpo è la geografia del linguaggio: il mio approccio al personaggio lo chiamo "l'avvicinamento".
  • Il nostro cinema è pieno di parole, è un cinema "over-talked" come dicono gli americani. Un vizio demagogico, il nostro.
  • Antonio Rezza, che è un artista monumentale, racconta, nei suoi spettacoli, semplicemente stando fermo, guardandoti: basta il modo in cui occupa lo spazio. Una sua espressione vale 10 pagine di dialogo. [...] Uno come Antonio può recitare in tutto il mondo, varcare i confini, lui non ha bisogno di parole.
  • Russell Crowe è un altro simbolo dell'abbandono. Dal Gladiatore a The Nice Guys c'è un abisso.
  • Arriva quel momento in cui il corpo non ti fa più volare, non ti rende dionisiaco, ti schiaccia a terra.

Filmografia[modifica]

Altri progetti[modifica]

  • a b c Citato in «Sono tempi nuovi ma io sono rimasto analogico e fortemente antifascista», corriereromagna.it.
  • Citato in Ennio Fantastichini: “Sono timido e odio il tappeto rosso Sento la responsabilità dei miei ruoli”, lastampa.it.