Fausto Gresini

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Fausto Gresini (1992)

Fausto Gresini (1961 – 2021), pilota motociclistico e dirigente sportivo italiano.

Citazioni di Fausto Gresini[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [«Qual è il ricordo più bello che ha di Marco?»] La sua voglia di vivere. Era una persona splendida, grazie al suo carattere, al suo temperamento che piaceva a tutte le persone che incontrava. Marco era veramente unico. [...] Lui era già un campione. Ma non importa cosa sarebbe diventato, io mi sono fermato a quel giorno in cui Marco ha perso la vita. Mi sono fermato a questa tragedia e voglio ricordare Marco per quello che veramente era, una persona eccezionale.[1]
  • [«Come si lavora con piloti così giovani?»] Vanno seguiti e indirizzati, il bello è che sono come delle spugne e, se dai loro le indicazioni giuste, vedi i miglioramenti in poco tempo. Fondamentale è che questi piloti abbiano tenacia e siano in grado di seguirti in questo percorso.[2]
  • Sono abituato a essere solo [ride, ndr]. Ogni giorno apro la mia piccola azienda, che dà lavoro a più di 60 persone in Italia e che cerca di fare rimanere il nostro motociclismo ad alti livelli. Devo ammettere che non mi sento considerato dalla nostra Federazione. Credo che, senza il nostro impegno, molti piloti che abbiamo fatto correre avrebbero fatto molta più fatica ad arrivare nel Mondiale.[2]
  • [Sugli inizi] Non avevo le possibilità economiche. Quindi la sera, insieme al mio capo di allora, ci mettevamo a lavorare sulla moto con cui disputavo le prime gare.[3]
  • [Dopo la morte del suo pilota Daijirō Katō al Gran Premio del Giappone 2003] Quello fu un momento difficile. Ti chiedi fino a che punto ti piace davvero quel lavoro, se potevi fare qualcosa di diverso, t'interroghi su ogni azione che hai fatto per capire sei hai commesso qualche errore. [...] La mia fortuna è stata quella di essere stato un pilota e i piloti sanno qual è il rischio. Ho sempre pensato che lui ci avrebbe chiesto di continuare a correre. E alla gara successiva vinse il suo compagno di squadra, Sete Gibernau. Fu la nostra prima vittoria in classe regina come squadra.[3]
  • [Nel 2020] Per adesso penso che la MotoE sia complementare alla MotoGp. C'è ancora molto da fare ed è tutto possibile. Forse da fuori non si vede, ma questo è un mondo in continua evoluzione e tante soluzioni poi sono usate nelle tecnica di tutti i giorni.[4]

"Sono un uomo felice, voglio bene a tutti e questo affetto mi viene restituito"

Da un'intervista inedita di Massimo Calandri, la Repubblica, 2020; citato in repubblica.it, 23 febbraio 2021.

  • In sella alla moto credo di aver fatto delle cose belle. O no? [se la rideva. Due titoli mondiali in 125 cc] E poi è arrivato un momento fondamentale, delicatissimo: ho dovuto scegliere se diventare un vecchio pilota, o un giovane manager. Ancora una volta è stata la passione, a decidere. Intorno al '97, eravamo 5 o 6 persone: con Fabrizio Cecchini, che mi ha seguito per tutta la carriera. Chi l'avrebbe detto, che alla fine avrei messo su un'azienda da 20 milioni di fatturato, con 70 dipendenti e 11 piloti?
  • Se non ho un problema, me lo vado comunque a cercare: mi ci butto dentro. Non mi sono mai tirato indietro, io.
  • Quattro figli, due maschi e due femmine: e dalla stessa moglie, attenzione. Roba da premio Nobel. [scherzava, ndr]
  • Mia madre lavorava in una segheria, mio padre guidava le ruspe. A 13 o 14 anni ho capito che dovevo imparare un mestiere, sono andato in officina. Meccanico. Però appena c'era un attimo libero, correvo ai bordi del circuito di Imola: guardavo gli altri correre, e sognavo. [«Cosa?»] Di poter esserci un giorno anche io, e arrivare ultimo. Sì, ultimo al traguardo: ma in pista, come un pilota vero.

Citazioni su Fausto Gresini[modifica]

  • Con Fausto avevo un bel rapporto. Lui era molto simile a me, ottimista e deciso nelle sue scelte. Mi ha fatto crescere, ma dovevi rigare dritto. Era come un secondo genitore nel paddock. Quando sono arrivato al Motomondiale, cazzeggiavo. Lui mi ha trasmesso l'etica del lavoro. Se mi distraevo mi riprendeva, ma quando c'era da scherzare non si tirava mai indietro. (Enea Bastianini)

Note[modifica]

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