Fava

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Fave

Citazioni sulle fave.

  • Ahi! Ahi! Perché tanto Pitagora venerò le fave? E morì insieme con i suoi discepoli. V'era un campo di fave: per non calpestarle fu ucciso dagli Agrigentini, in un trivio. (Diogene Laerzio)
  • E anche il precetto "astieniti dalle fave" aveva molte ragioni di ordine religioso e fisico e psicologico. (Giamblico)
  • Giova ancora la fava, perché fritta soda, e bollente messa in aceto forte medica i tormini. Infranta in cibo, e cotta con l'aglio, si piglia ogni giorno contra le tossi disperate, e le marcie raccolte nel petto; e masticata a bocca digiuna è adoperata ancora a maturare i fìgnolì, ed a levargli via; e cotta nel vino, a torre gli enfiati dei testicoli e delle parti genitali. La farina di fava ancora, cotta con lo aceto, matura e apre gli enfiati, e medica i lividori e le incotture. (Plinio il Vecchio)
  • Le fave non vanno bene, il grande Pitagora è morto per colpa di un allergia alle fave. Non bisogna sottovalutarle. (Cowboy Bebop: il film)
  • Le fave, e soprattutto quelle nere, erano considerate come una funebre offerta, poiché credevasi che in esse si rinchiudessero le anime dei morti, e che fossero somiglianti alle porte dell'inferno. (Pellegrino Artusi)

Proverbi[modifica]

  • Meglio fave in libertà, che capponi in schiavitù. (Italiano)

Toscani[modifica]

  • Chi fa le fave senza concio, le raccoglie senza baccelli.
  • Chi semina fave, pispola grano.
  • Fava e mela, coll'acqua allega.
  • Figlio di fava e babbo di lino.
  • Formento, fava e fieno non si vollero mai bene.
  • Le fave nel motaccio, e il gran nel polveraccio.
  • Oggi fave, domani fame.
  • Quando le fave sono in fiore, ogni pazzo è in vigore.
  • Son meglio le fave che durano, che i capponi che vengon meno.
  • Tra mal d'occhio e l'acqua cotta, al padron non gliene tocca.

Modi di dire[modifica]

Note[modifica]

  1. Essere un imboccafave, un mangia-fave: riferito a chi crede ingenuamente a tutto quel che gli si dice; detto di chi, senza un reale motivo, resta sbalordito di tutto ciò che vede, oppure di chi ha sempre dipinta sul volto un'espressione incantata, assente, come se guardasse nel vuoto.
  2. Per una mangiata di fave. Per un prezzo, ad un costo irrisorio o per un guadagno irrisorio.

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