Proverbi italiani

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Indice
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Note · Bibliografia · Voci correlate
«Il buon amico nel mal si conosce» (illustrazione di Giuseppe Maria Mitelli)

Raccolta di proverbi italiani.

Proverbi[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi: Proverbi toscani.

A[modifica]

A caval nuovo cavaliere vecchio.[2]
  • A chi batte forte, si apron le porte.[7]
  • A chi Dio vuole aiutare, niente gli può nuocere.[4]
  • A chi fortuna zufola, ha un bel ballare.[4]
  • A chi ha abbastanza, non manca nulla.[4]
  • A chi mangia sempre polli vien voglia di polenta.[8]
  • A chi non piace il vino, il Signore faccia mancar l'acqua.[8]
  • A chi non può imparare l'abbicì, non si può dare in mano la Bibbia.[4]
  • A chi non vuol credere, poco valgono mille testimoni.[8]
  • A chi non vuol credere sono inutili tutte le prove.[8]
  • A chi non vuol far fatiche, il terreno produce ortiche.[9]
  • A chi prende moglie ci vogliono due cervelli.[4]
  • A chi tanto e a chi niente.[2]
A chi troppo e a chi niente.[10]
  • A chi ti porge un dito non prendere la mano.[2]
  • A chi vuole fare del male non manca l'occasione.[4]
  • A ciascun giorno basta la sua pena.[2][11]
  • A ciascuno sta bene il proprio abito.[4]
  • A donna di gran bellezza, dalla poca larghezza.[4]
  • A duro ceppo, dura accetta.[4]
  • A goccia a goccia si scava la pietra.[12][13]
A goccia a goccia s'incava la pietra.[2]
  • A gran salita, gran discesa.[4]
  • A granello a granello si riempie lo staio e si fa il monte.[4]
  • A grassa cucina povertà vicina.[4]
  • A lavar la testa all'asino si perde il ranno e il sapone.[14]
  • A lume spento è pari ogni bellezza.[4]
  • A mali estremi estremi rimedi.[1]
  • A muro basso ognuno ci si appoggia.[1]
  • A nemico che fugge ponti d'oro.[1]
  • A ogni uccello suo nido è bello.[1]
  • A padre avaro figliuol prodigo.[15]
  • A pagare e a morire c'è sempre tempo.[16]
  • A paragone del molto che ignoriamo, è meno di niente quanto noi sappiamo.[4]
  • A pazzo relatore, savio ascoltatore.[8]
  • A pensar male, s'indovina sempre.[17]
A pensar male ci s'indovina.[2]
  • A Roma ci vogliono tre cose: pane, panni e pazienza.[8]
  • A rubar poco si va in galera, a rubar tanto si fa carriera.[1]
  • A san Lorenzo il dente la noce già sente.[2]
  • A san Martino [11 novembre], apri la botte e assaggia il vino.[8]
  • A San Martino ogni mosto è vino.[18]
  • A san Mattia la neve va via.[4]
  • A scherzar con la fiamma, ci si scotta.[19]
  • A tal fortezza, tal trincea.[4]
  • A torto si lagna del mare chi due volte ci vuole tornare.[4]
  • A tutto c'è rimedio fuorché alla morte.[1]
  • A usanza nuova non correre.[2]
  • A Venezia chi vi nasce mal si pasce, chi ci viene ci sta bene.[8]
  • Abbattuto l'albero scompare l'ombra.[8]
  • Acquista buona fama e mettiti a dormire.[4]
  • Ad ogni primavera segue un autunno.[4]
  • Ad un grasso mezzogiorno spesso tien dietro una cena magra.[4]
  • Ai bugiardi e agli spacconi non è creduto.[8]
  • Ai voli troppo alti e repentini sogliono i precipizi esser vicini.[20]
A voli troppo alti e repentini sogliono i precipizi esser vicini.[2]
  • Abate cupido, per un'offerta ne perde cento.[4]
  • Abate rigoroso rende i frati penitenti.[4]
  • Abiti stranieri, costumi stranieri; costumi stranieri, gente straniera; la gente straniera sloggia gli antichi abitanti.[4]
  • Abito troppo portato e donna troppo vista vengono presto a noia.[4]
  • Abbondanza genera baldanza.[4]
  • Accade in un'ora quel che non avviene in mill'anni.[2]
Accade in un'ora quel che non avviene in cent'anni.[2]
  • Accendere una candela ai Santi e una al diavolo.[4]
  • Accendere una fiaccola per far lume al sole.[4]
  • Acqua che corre non porta veleno.[4]
  • Acqua cheta rompe i ponti.[18]
  • Acqua di san Lorenzo [10 agosto] venuta per tempo; se alla Madonna viene va ancora bene; tardiva sempre buona quando arriva.[2]
  • Acqua e chiacchiere non fanno frittelle.[21]
  • Acqua lontana non spegne il fuoco.[22]
  • Acqua passata, non macina più.[23]
  • Ad albero vecchio ed a muro cadente, non manca mai edera.[4]
  • Ad ognuno la sua croce.[24]
  • Ad ognuno pare bello il suo.[4]
  • Agosto ci matura il grano e il mosto[18].
  • Agosto: moglie mia non ti conosco.[1][25]
  • Ai macelli van più bovi che vitelli.[2]
  • Ai pazzi ed ai fanciulli, non si deve prometter nulla.[8]
  • Ai pazzi si dà sempre ragione.[8]
  • Aiutati che Dio t'aiuta.[26]
Aiutati che il ciel t'aiuta.[27]
Aiutati che io ti aiuto.[18]
  • Al baciarsi presto tien dietro il coricarsi.[4]
  • Al bisogno si conosce l'amico.[1]
  • Al buio la villana è bella quanto la dama.[2]
  • Al buio, le donne sono tutte uguali.[8]
  • Al buio tutti i gatti sono bigi.[18]
  • Al confessor, medico e avvocato, non tenere il ver celato.[28]
Al confessore, al medico e all'avvocato non si tiene il ver celato.[2]
  • Al contadin non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere.[1]
  • Al cuore non si comanda.[1]
Al cazzo non si comanda.[2]
Al destino non si comanda.[2]
  • Al fratello piace più veder la sorella ricca, che farla tale.[8]
  • Al levar le tende si conosce il guadagno.[4]
Al tempo non si comanda.[2]
Al tempo e al culo non si comanda.[2]
  • Al gatto che lecca lo spiedo non affidar arrosto.[8]
  • Al genio non si danno le ali, ma le si tagliano.[4]
  • Al medico, al confessore e all'avvocato, bisogna dire ogni peccato.[8]
  • Al povero manca il pane, al ricco l'appetito.[8]
  • Al primo colpo non cade l'albero.[2]
Al primo colpo non cade un albero.[2]
  • Al suono si riconosce la pignata.[29]
  • Al villano, se gli porgi il dito, si prende la mano.[30]
  • All'A tien dietro il B nel nostro abbicì.[4]
  • All'eco spetta l'ultima parola.[4]
  • All'orsa paion belli i suoi orsacchiotti.[8]
  • All'uccello ingordo crepa il gozzo.[2]
  • All'ultimo si contano le pecore.[1]
  • All'umiltà felicità, all'orgoglio calamità.[8]
  • Alla fame è presto ridotto chi s'imbarca senza biscotto.[4]
  • Alla fine anche le pernici allo spiedo vengono a noia.[8]
  • Alla fine loda la vita e alla sera loda il giorno.[4]
  • Alla guerra si va pieno di denari e si torna pieni di vizi e di pidocchi.[4]
  • Alle barbe dei pazzi, il barbiere impara a radere.[8]
  • Alle volte si crede di trovare il sole d'agosto e si trova la luna di marzo.[8]
  • Altri tempi, altri costumi.[2]
  • Ambasciator non porta pena.[2]
  • Amare e non essere amato è tempo perso.[4]
  • Ambasciatore che tarda notizia buona che porta.[2]
  • Amico beneficato, nemico dichiarato.[8]
  • Amicizia che cessa, non fu mai vera.[4]
  • Amico beneficato, nemico dichiarato.[4]
  • Amico di buon tempo mutasi col vento.[4]
  • Amico di ventura, molto briga e poco dura.[31]
  • Amor che nasce di malattia, quando si guarisce passa via.[8]
  • Ammogliarsi è un piacere che costa caro.[4]
  • Amor, dispetto, rabbia e gelosia, sul cuore della donna han signoria.[8]
  • Amor nuovo va e viene, amor vecchio si mantiene.[8]
  • Amor regge il suo regno senza spada.[8]
  • Amore con amor si paga.[2]
  • Amore di parentato, amore interessato.[4]
  • Amore di villeggiatura poco vale e poco dura.[2]
  • Amore di fratello, amore di coltello.[8]
  • Amore è il vero prezzo con che si compra amore.[32]
  • Amore non si compra né si vende.[32]
  • Amore onorato, né vergogna né peccato.[8]
  • Amore scaccia amore.[4]
  • Anche fra le spine nascono le rose.[33]
  • Anche i fanciulli diventano uomini.[4]
  • Anche il più verde diventa fieno.[4]
  • Anche il sole ha le sue macchie.[4]
  • Anche l'abate fu prima frate.[4]
  • Anche l'ambizione è una fame.[4]
  • Anche la legna storta dà il fuoco diritto.[4]
  • Anche le bestie le ha fatte il Signore.[8]
  • Anche le colombe hanno il fiele.[4]
  • Anche le pulci hanno la tosse.[2]
  • Anche le uova della gallina nera sono bianche; ma staremo a vedere se anche i suoi pulcini sono bianchi.[4]
  • Anche un giogo dorato pesa.[8]
  • Andar bestia, e tornar bestia, dice il moro.[34]
  • Anno nevoso anno fruttuoso.[18]
  • Anno nuovo vita nuova.[1]
  • Approfitta degli errori degli altri, piuttosto che censurarli.[4]
  • Aprile dolce dormire.[2]
  • Aprile e maggio sono la chiave di tutto l'anno.[4]
  • Aprile ogni goccia un barile.[2]
  • Aprile piovoso, maggio ventoso, anno fruttuoso.[4]
  • Ara nel mare e nella rena semina, chi crede alle parole della femmina.[8]
  • Arcobaleno porta il sereno.[2]
  • Aria rossa o piscia o soffia.[2]
  • Asino che ha fame mangia d'ogni strame.[2]
  • Assai bene balla a chi fortuna suona.[4]
  • Assai domanda chi ben serve e tace.[35]
  • Assai domanda chi si lamenta.[8]
  • Assalto francese e ritirata spagnola.[2]
  • Attacca l'asino dove vuole il padrone e, se si rompe il collo, suo danno.[1]
  • Avuta la grazia, gabbato lo santo.[8]

B[modifica]

Bandiera vecchia onor di capitano.[2]
  • Basta un matto per casa.[8]
  • Batti il ferro finché è caldo.
Batti il ferro quando è caldo.[1]
  • Bei gatti e grossi letamai mostrano il buon agricoltore.[36]
  • Bella cosa presto è rapita.[4]
  • Bella in vista, dentro è trista.[4]
  • Bella ostessa, conti traditori.[2]
Bella ostessa, brutti conti.[37]
Bell'ostessa, conto caro.[38]
  • Bella vigna poca uva.[2]
  • Bellezza di corpo non è eredità.[4]
  • Bello in fasce brutto in piazza.[1]
  • Ben sa la botte di qual vino è piena.[4]
  • Ben si caccia il diavolo, ma Satana ritorna.[4]
  • Bene per male è carità, male per bene è crudeltà.[8]
  • Bene educato, non mentì mai.[4]
  • Bene perduto è conosciuto.[4]
  • Beni di fortuna passano come la luna.[2]
  • Bevi il vino e lascia andar l'acqua al mulino.[8]
  • Bisogna dire pane al pane e vino al vino.[2]
  • Bisogna far buon viso a cattivo gioco.[1]
  • Bisogna fare di necessità virtù.[2]
  • Bisogna fare il pane con la farina che si ha.[4]
  • Bisogna fare la festa quando cade, e prendere il tempo come viene.[4]
Bisogna fare la festa quando è il santo.[4]
  • Bisogna mangiare per vivere e non vivere per mangiare.[2]
  • Bisogna prendere gli avvenimenti quando Dio li manda.[4]
  • Bocca che tace nessuno l'aiuta.[2]
Bocca che tace mal si può aiutare.[39]
  • Bocca chiusa ed occhio aperto non fecero mai male a nessuno.[4]
  • Bologna la grassa, ma Padova la passa.[8]
  • Botte buona fa buon vino.[2]
  • Brutta cosa è il povero superbo e il ricco avaro.[8]
  • Brutta di viso ha sotto il paradiso.[2]
  • Brutto in fasce bello in piazza.[1]
  • Buca il marmo fin d'acqua una goccia.[8]
  • Bue sciolto lecca per tutto.[8]
  • Bue fiacco stampa più forte il piede in terra.[4]
  • Bue vecchio, solco diritto.[4]
  • Buon fuoco e buon vino, scaldano il mio camino.[8]
  • Buon sangue non mente.[2]
  • Buon tempo e mal tempo non dura tutto il tempo.[1]
  • Buon vino e bravura, poco dura.[8]
  • Buon vino fa buon sangue.[1][8]
  • Buon vino, favola lunga.[8]
  • Buona fama presto è perduta.[4]
  • Buona greppia, buona bestia.[8]
  • Buona guardia giova a molte cose.[4]
  • Buona la forza, migliore l'ingegno.[4]
  • Buone parole e pere marce non rompono la testa a nessuno.[31]
  • Burlando si dice il vero.[4]

C[modifica]

  • Cader non può, chi ha la virtù per guida.[4]
  • Cambiano i suonatori ma la musica è sempre quella.[1]
  • Cambiare e migliorare sono due cose; molto si cambia nel mondo, ma poco si migliora.[4]
  • Campa cavallo che l'erba cresce.[2]
Campa, cavallo mio, che l'erba cresce.[1]
  • Can che abbaia non morde.[1]
  • Cane affamato non teme bastone.[40][2]
  • Cane e gatta tre ne porta e tre ne allatta.[8]
  • Cane non mangia cane.[41]
  • Cane ringhioso e non forzoso, guai alla sua pelle![4]
  • Capelli lunghi, cervello corto.[4]
  • Carta canta e villan dorme.[1]
  • Casa fatta e vigna posta, non si sa quello che costa.[42]
  • Casa mia, casa mia, per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia.[43]
Casa mia, casa mia, benché piccola tu sia, tu mi sembri una badia.[2]
Casa mia, casa mia, pur piccina che tu sia mi sembri una badia.[9]
  • Castiga il buono e si emenderà; castiga il cattivo e peggiorerà.[4]
  • Cavallo vecchio, tardi muta ambiatura[44].[45]
  • Cavolo riscaldato non fu mai buono.[2]
Cavolo riscaldato, frate sfratato e serva ritornata non furon mai buoni.[2]
  • Cento teste, cento cappelli.[46]
  • Certe macchie ben si possono grattare ma non togliere.[4]
  • Cessato il guadagno, cessata l'amicizia.[47]
  • Chi a tutti facilmente crede, ingannato si vede.[4]
  • Chi accarezza la mula rimedia calci.[2]
Chi accarezza la mula buscherà calci.[2]
  • Chi accetta l'eredità accetti anche i debiti.[4]
  • Chi ad altri inganni tesse, poco bene per sé ordisce.[4]
  • Chi alza il piede per ogni paglia, si può rompere facilmente una gamba.[8]
  • Chi ama me, ama il mio cane.[48]
  • Chi ara terra bagnata, per tre anni l'ha dissipata.[49]
  • Chi asino nasce, asino muore.[4]
  • Chi balla senza suono, come asino si ritrova.[50]
  • Chi ben coltiva il moro, coltiva nel suo campo un gran tesoro.[45]
  • Chi ben comincia è a metà dell'opera.[51]
Chi ben comincia è alla metà dell'opera.[2]
Chi ben comincia è alla metà dell'opra.[1]
  • Chi bene semina, bene raccoglie.[4]
  • Chi beve vin, campa cent'anni.[52]
Chi beve birra campa cent'anni.[53][2]
  • Chi biasima il suo prossimo che è morto, dica il vero, dica il falso, ha sempre torto.[4]
  • Chi caccia volentieri trova presto la lepre.[4]
  • Chi cade in povertà, perde ogni amico.[4]
  • Chi cava e non mette, le possessioni si disfanno.[54]
  • Chi cavalca o trotta alla china, o non è sua la bestia, o non la stima.[8]
  • Chi cento ne fa una ne aspetta.[1]
  • Chi cerca lealtà e fedeltà nel mondo, non trova che ipocrisia.[4]
  • Chi cerca, trova.[2][55]
Chi cerca trova e chi domanda intende.[2]
  • Chi coglie acerbo il senno, maturo ha sempre d'ignoranza il frutto.[8]
  • Chi compra sprezza e chi ha comprato apprezza.[2]
  • Chi contro Dio getta la pietra, in capo gli torna.[8]
  • Chi d'estate secca serpi, nell'inverno mangia anguille.[4]
  • Chi d'estate vuole stare al fresco, ci starà anche d'inverno.[4]
  • Chi da gallina nasce, convien che razzoli.[8]
  • Chi da savio operare vuole, pensi al fine.[4]
  • Chi dà ghiande non può riavere confetti.[4]
Chi di gallina nasce convien che razzoli.[2]
  • Chi dal lotto spera soccorso, mette il pelo come un orso.[8]
  • Chi per ricevere, non dà nulla.[8]
  • Chi del vino è amico, di se stesso è nemico.[8]
  • Chi di spada ferisce di spada perisce.[1][56]
  • Chi di speranza vive disperato muore.[1]
  • Chi di una donna brutta s'innamora, lieto con essa invecchia e l'ama ancora.[8]
  • Chi di coltel ferisce, di coltel perisce.[4]
  • Chi di spirito e di talenti è pieno domina su quelli che ne hanno meno.[4]
  • Chi dice A arrivi fino alla Z.[4]
  • Chi dice A deve dire anche B.[4]
  • Chi dice donna dice danno.[1]
  • Chi dice donna dice guai, chi dice uomo peggio che mai.[8]
  • Chi dice male, l'indovina quasi sempre.[4]
  • Chi dice quel che vuole sente quel che non vorrebbe.[1]
  • Chi disprezza compra.[1]
  • Chi disprezza vuol comprare e chi loda vuol lasciare.[2]
  • Chi domanda ciò che non dovrebbe, ode quel che non vorrebbe.[2]
  • Chi domanda non erra.[2]
Chi domanda non fa errore.[57]
Chi fa una legge, deve anche preoccuparsi che sia eseguita.[4]
  • Chi fa le fave senza concime le raccoglie senza baccelli.[2]
  • Chi fa falla e chi non fa sfarfalla.[1]
  • Chi fa un'ingiustizia, la dimentica; chi la riceve, se ne ricorda.[4]
  • Chi fosse indovino, sarebbe ricco.[4]
  • Chi fugge il giudizio, si condanna.[4]
  • Chi fugge un matto, ha fatto buona giornata.[8]
  • Chi getta un seme lo deve coltivare, se vuol vederlo con il tempo germogliare.[59]
  • Chi gioca al lotto, è un gran merlotto.[8]
  • Chi gioca al lotto, in rovina va di botto.[8]
  • Chi gioca al lotto, in rovina va di trotto.[8]
  • Chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato.[18].
  • Chi ha avuto il beneficio, se lo dimentica.[4]
  • Chi ricorda un beneficio, lo rinfaccia.[4]
  • Chi ha carro e buoi fa bene i fatti suoi.[2]
  • Chi ha da far con un incostante, tien l'anguilla per la coda.[4]
  • Chi ha denti non ha pane e chi ha pane non ha denti.[1]
  • Chi ha farina non ha la sacca.[1]
  • Chi ha fatto ingiuria ad altri, da altri convien che la sopporti.[4]
  • Chi ha imbarcato il diavolo, deve stare in sua compagnia.[4]
  • Chi ha ingegno, lo mostri.[60]
  • Chi ha per letto la terra, deve coprirsi col cielo.[8]
  • Chi ha polvere spara.[1]
  • Chi ha portato la tonaca puzza sempre di frate.[2]
  • Chi ha tempo non aspetti tempo.[1]
  • Chi ha tutto il suo in un loco l'ha nel fuoco.[2]
  • Chi ha un mestiere in mano, dappertutto trova pane.[4]
  • Chi il vasto mare intrepido ha solcato, talvolta in piccol rio muore annegato.[61]
  • Chi la dura la vince.[1]
  • Chi la fa l'aspetti.[1]
  • Chi lascia la via vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova.[1]
Chi lascia la via vecchia per la nuova peggio si trova.[18]
  • Chi lavora con diligenza, prega due volte.[4]
  • Chi lavora, Dio gli dona.[4]
  • Chi mal semina mal raccoglie.[1]
  • Chi male una volta si marita, ne risente tutta la vita.[4]
  • Chi male vive, male muore.[2]
  • Chi maltratta le bestie, non la fa mai bene.[8]
  • Chi mangia sempre pan bianco, spesso desidera il nero.[8]
  • Chi mangia sempre torta se ne sazia.[8]
  • Chi mena per primo mena due volte.[1]
  • Chi molto parla, spesso falla.[62]
  • Chi mordere non può non mostri i denti.[38]
  • Chi muore giace e chi vive si dà pace.[1]
  • Chi nasce afflitto muore sconsolato.[1]
  • Chi nasce è bello, chi si sposa è buono e chi muore è santo.[1]
  • Chi nasce matto non guarisce mai.[8]
  • Chi nasce tondo non può morir quadrato.[57]
  • Chi non ama le bestie, non ama i cristiani.[8]
  • Chi non apre la bocca, non le piove dentro.[4]
  • Chi non beve in compagnia o è un ladro o è una spia.[1]
  • Chi non caccia non prende.[4]
  • Chi non crede di esser matto, è matto davvero.[8]
  • Chi non comincia non finisce.[1]
  • Chi non dà a Cristo, dà al fisco.[8]
  • Chi non è con me è contro di me.[2]
  • Chi non è volpe, dal lupo si guardi, perché ne sarà preda presto o tardi.[4]
  • Chi non fu buon soldato, non sarà buon capitano.[63]
  • Chi non ha fede, non ne può dare.[8]
  • Chi non ha il gatto mantiene i topi e chi ce l'ha li mantiene tutti e due.[8]
  • Chi non ha testa abbia gambe.[57]
  • Chi non lavora non mangia.[2]
  • Chi non mangia ha già mangiato.[2]
  • Chi non muore si rivede.[2]
  • Chi non naufragò in mare, può naufragare in porto.[8]
  • Chi non può bastonare il cavallo, bastona la sella.[4]
  • Chi non risica, non rosica.[1]
  • Chi non sa adulare non sa regnare.[4]
  • Chi non sa fare non sa comandare.[63]
  • Chi non sa leggere la sua scrittura è asino di natura.[64]
  • Chi non sa niente non è buono a niente.[4]
  • Chi non sa tacere non sa parlare.[2]
  • Chi non sa ubbidire, non sa comandare.[63]
  • Chi non segue il consiglio dei genitori, tardi se ne pente.[4]
  • Chi non semina non raccoglie.[2]
  • Chi non si innamora da giovane, si innamora da vecchio.[8]
  • Chi non trovò ombra nell'estate, la troverà nell'inverno.[4]
  • Chi non vuol essere consigliato, non può essere aiutato.[4]
  • Chi pecca in segreto fa la penitenza pubblica.[8]
  • Chi pecora si fa, il lupo se la mangia.[1]
  • Chi per grazia prega, non ha mai bene.[4]
  • Chi perde ha sempre torto.[1]
  • Chi perdona senza dimenticare, non perdona che metà.[4]
  • Chi pesca con l'amo d'oro, qualcosa piglia sempre.[8]
  • Chi piglia leone in assenza, teme la talpa in presenza.[8]
  • Chi più ha più vuole.[1]
Chi più ha più ne vorrebbe.[2]
  • Chi più lavora, meno mangia.[4]
  • Chi più ne fa è fatto papa.[4]
  • Chi più ne ha più ne metta.[2]
  • Chi più sa meno crede.[1]
  • Chi più spende meno spende.[2]
  • Chi poco sa presto parla.[2]
  • Chi porta fiori, porta amore.[8]
  • Chi predica al deserto, perde il sermone.[65]
  • Chi prende l'anguilla per la coda, può dire di non tenere nulla.[4]
  • Chi prima arriva meglio alloggia.[2]
  • Chi prima nasce prima pasce.[1]
  • Chi prima non pensa dopo sospira.[2]
  • Chi rende male per bene, non vedrà mai partire da casa sua la sciagura.[8]
  • Chi ride il venerdì piange la domenica.[1]
  • Chi rimane in umile stato, non ha da temer caduta.[8]
  • Chi Roma non vede, nulla crede.[8]
  • Chi ruba poco, ruba assai.[66]
  • Chi rompe paga e i cocci sono suoi.[1]
  • Chi ruba un regno è un ladro glorificato, e chi un fazzoletto, un ladro castigato.[4]
  • Chi ruba una volta è sempre ladro.[4]
  • Chi s'accapiglia si piglia.[67]
  • Chi s'aiuta Iddio l'aiuta.[1]
  • Chi sa fa e chi non sa insegna.[1]
  • Chi sa il gioco non l'insegni.[1]
Chi sa il trucco non l'insegni.[1]
  • Chi sa senza Cristo non sa nulla.[8]
  • Chi scopre il segreto perde la fede.[1]
  • Chi semina buon grano avrà buon pane; chi semina lupino non avrà né pan né vino.[2]
  • Chi semina con l'acqua raccoglie col paniere.[2]
  • Chi semina raccoglie.[2]
  • Chi semina vento raccoglie tempesta.[1][68]
  • Chi serba serba al gatto.[1]
  • Chi si diletta di frodare gli altri, non si deve lamentare se gli altri lo ingannano.[4]
  • Chi si fa i fatti suoi campa cent'anni.[57]
  • Chi si fida nel lotto, non mangia di cotto.[8]
  • Chi si fida di greco, non ha il cervel seco.[69]
  • Chi si guarda dal calcio della mosca, gli tocca quello del cavallo.[4]
  • Chi si immagina di essere più di quello che è, si guardi nello specchio.[4]
  • Chi si loda si sbroda.[4]
  • Chi si scusa si accusa.[1]
  • Chi si somiglia si piglia.[2]
  • Chi si vanta da solo non vale un fagiolo.[2]
  • Chi si contenta gode.[1]
  • Chi si prende d'amore, si lascia di rabbia.[8]
  • Chi si umilia sarà esaltato, chi si esalta sarà umiliato.[8]
  • Chi si vanta del delitto è due volte delinquente.[4]
  • Chi siede in basso, siede bene.[8]
  • Chi sta tra due selle si trova col culo in terra.[2]
  • Chi tace acconsente.[1][70]
  • Chi tace davanti alla forza, perde il suo diritto.[4]
  • Chi tanto e chi niente.[1]
Chi troppo e chi niente.[1]
Chi ha più fretta, più tardi finisce.[4]
Chi fa in fretta fa due volte.[4]
Chi pesca e ha fretta, spesse volte prende dei granchi.[4]
  • Chi va via perde il posto all'osteria.[74]
  • Chi vanta se stesso e abbassa gli altri, gli altri abbasseranno lui.[4]
  • Chi vende a credenza spaccia assai: perde gli amici e i quattrin non ha mai.[75][2]
Chi dà a credito spaccia assai perde gli amici e danar non ha mai.[2]
  • Chi va alla festa e non è invitato, ben gli sta se ne è scacciato.[4]
  • Chi vince ha sempre ragione.[76]
  • Chi vive in libertà non tenti il fato.[4]
  • Chi vive sei giorni nell'oasi, il settimo anela il deserto.[8]
  • Chi vivrà vedrà.[2]
  • Chi vuol d'avena un granaio la semini di febbraio.[2]
  • Chi vuol dell'acqua chiara vada alla fonte.[4]
  • Chi vuol esser libero, non metta il collo sotto il giogo.[8]
  • Chi vuol guarire deve soffrire.[4]
  • Chi vuol impetrare, la vergogna ha da levare.[77]
  • Chi vuol lavoro degno assai ferro e poco legno.[2]
  • Chi vuol pane, meni letame.[78]
  • Chi vuol presto impoverire, chieda prestito all'usuraio.[8]
  • Chi vuol provar le pene dell'inferno, la stia in Puglia e all'Aquila d'inverno.[8]
  • Chi vuole arricchire in un anno, è impiccato in sei mesi.[4]
  • Chi vuole assai, non domandi poco.[79]
  • Chi vuole essere amato, divenga amabile.[9]
  • Chi vuole essere sicuro della sua farina, deve portare egli stesso il sacco al mulino.[4]
  • Chi vuole i santi se li preghi.[1]
  • Chi vuole la figlia accarezzi la madre.[4]
  • Chi vuole vada e chi non vuole mandi.[1]
  • Chiara notte di capodanno, dà slancio a un buon anno.[8]
  • Chiodo scaccia chiodo.[2]
Chiodo schiaccia chiodo.[9]
  • Chitarra e schioppo fanno andare la casa a galoppo.[8]
  • Ci vuole altro che un'accozzaglia di gente per fare un esercito.[4]
  • Ci vuole ingegno per governare i pazzi.[4]
  • Ciascuno è artefice della sua fortuna.[2][80]
Ciascuno è artefice della propria fortuna.[2]
  • Ciascuno porta il suo ingegno al mercato.[4]
  • Cielo a pecorelle acqua a catinelle.[1]
  • Ciò che è male per uno, è bene per un altro.[4]
  • Ciò che non si può cambiare bisogna saperlo sopportare.[4]
  • Col fuoco non si scherza.[1]
  • Col latino, con un ronzino e con un fiorino si gira il mondo.[4]
  • Col nulla non si fa nulla.[1]
  • Col pane tutti i guai sono dolci.[1]
  • Col tempo e con la paglia maturano le nespole.[2]
Col tempo e con la paglia maturano le sorbe e la canaglia.[2]
  • Colla sola lealtà, non si pagano i merletti della cuffia.[4]
  • Come farai, così avrai.[4]
  • Come i piedi portano il corpo, così la benevolenza porta l'anima.[4]
  • Comincia, che Dio provvede al resto.[4]
  • Compar di Puglia, l'un tiene e l'altro spoglia.[8]
  • Comun servizio ingratitudine rende.[8]
  • Con arte e con ingegno, si acquista mezzo regno; e con ingegno ed arte, si acquista l'altra parte.[4]
  • Con i matti non ci son patti.[8]
  • Con l'inchiostro, una mano può innalzare un furfante ed abbassare un galantuomo.[8]
  • Con la pietra si prova l'oro, con l'oro la donna e con la donna l'uomo.[8]
  • Con la più alta libertà, abita la più bassa servitù.[4]
  • Con le buone maniere si ottiene tutto.[81]
  • Con un bicchier di vino si fa un amico.[8]
  • Con un occhio si frigge il pesce e con l'altro si guarda il gatto.[8]
  • Conchiuder lega è facile, difficile il mantenerla.[4]
  • Confidenza toglie riverenza.[4]
  • Contadini, scarpe grosse e cervelli fini.[1]
  • Contro due donne neanche il diavolo può metterci il becco.[8]
  • Contro la forza la ragion non vale.[1]
  • Contro la nebbia forza no vale.[4]
  • Corpo satollo anima consolata.[1]
  • Corpo sazio non crede a digiuno.[1]
  • Cortesia schietta, domanda non aspetta.[82]
  • Cosa fatta capo ha.[2][83]
  • Cucina grassa, magra eredità.[4]
  • Cuor contento gran talento.[84]
  • Cuor contento il ciel l'aiuta.[85]
Cuor contento il ciel lo guarda.[2]
  • Cuor contento non sente stento.[2]

D[modifica]

  • D'aprile ogni goccia val mille lire.[2]
  • D'aquila non nasce colomba.[4]
  • Da colpa nasce colpa.[4]
  • Da cosa nasce cosa.[86]
  • Da falsa lingua, cattiva arringa.[8]
  • Da Lodi, tutti passan volentieri.[8]
  • Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io.[2]
  • Dàgli, dàgli, le cipolle diventano agli.[87]
  • Dai giudici siciliani, vacci coi polli nelle mani.[8]
  • Dall'asino non cercar lana.[4]
  • Dall'opera si conosce il maestro.[4]
Dall'immagine si conosce il pittore.[4]
Dalla mano si riconosce l'artista.[4]
Dal canto si conosce l'uccello.[4]
  • Dal passato è facile predire il futuro.[4]
  • Dalla casa si conosce il padrone.[4]
  • Danaro e santità, metà della metà.[8]
Denari e santità metà della metà.[88]
  • Date a Cesare quel che è di Cesare.[2][89]
  • Davanti al cameriere non vi è Eccellenza.[4]
  • Davanti l'abisso e dietro i denti di un lupo.[4]
  • Debole catena muover può gran peso.[8]
  • Dei vizi è regina l'avarizia.[90]
  • Del senno di poi son piene le fosse.[1]
  • Delle calende non me ne curo purché a san Paolo non faccia scuro.[2]
  • Detto senza fatto, ad ognuno pare un misfatto.[4]
  • Di Bergamaschi, fiorentini e passere, n'è pieno tutto il mondo.[8]
  • Di buone intenzioni è lastricato l'inferno.[91]
  • Di chi è l'asino, lo pigli per la coda.[4]
  • Di maggio si dorme per assaggio.[2]
  • Di malerba non si fa buon fieno.[4]
  • Di quello che non ti interessa, non dire né bene né male.[4]
  • Di tutte le arti maestro è l'amore.[8]
  • Dice la serpe: non mi toccar che non ti tocco.[8]
  • Dicembre favaio.[18]
  • Dicono che è mercante anche chi perde, ma questo presto ridurrassi al verde.[92]
  • Dieci ne pensa il topo e cento il gatto.[93]
  • Dimmi con chi vai, e ti dirò chi sei.[94]
  • Dio aiuti il povero, perché il ricco può aiutar se stesso.[8]
  • Dio dà la piaga e dà anche la medicina.[4]
  • Dio guarisce e il medico è ringraziato.[4]
  • Dio li fa e poi li accoppia.[1]
  • Dio manda il freddo secondo i panni.[1]
  • Dio mi guardi da chi studia un libro solo.[4]
  • Dio misura il vento all'agnello tosato.[4]
  • Dio vede e provvede.[2]
  • Disse la volpe ai figli: "Quando a tordi, quando a grilli".[4]
  • Dolore comunicato è subito scemato.[4]
  • Domandando si va a Roma.[2]
  • Domandare è lecito, rispondere è cortesia.[2]
  • Donna al volante, pericolo costante.[95]
  • Donna adorna, tardi esce e tardi torna.[8]
  • Donna baffuta sempre piaciuta.[2]
Donna barbuta, sempre piaciuta.[95]
  • Donna barbuta coi sassi si saluta.[2]
  • Donna bianca, poco gli manca.[8]
  • Donna rossa coscia grossa.[8]
  • Donna che canti dolcemente in scena, pei giovani inesperti è una sirena.[8]
  • Donna che dona, di rado è buona.[8]
  • Donna che piange, ovver che dolce canti, son due diversi, ambo possenti incanti.[8]
  • Donna che sa il latino è rara cosa, ma guardati dal prenderla in isposa.[8]
  • Donna e fuoco, toccali poco.[8]
  • Donne e motori gioie e dolori.[96]
  • Donna e vino ubriaca il grande e il piccolino.[8]
  • Donna giovane e uomo anziano possono riempire la casa di figli.[8]
  • Donna io conosco, ch'è una santa a messa e che in casa è un'orribil diavolessa.[8]
  • Donna nana tutta tana.[2]
  • Donna nobil per natura è un tesor che sempre dura.[8]
  • Donna pelosa, donna virtuosa.[2]
  • Donna pregata nega, trascurata prega.[8]
  • Donna prudente, gioia eccellente.[8]
  • Donna savia e bella è preziosa anche in gonnella.[8]
  • Donna si lagna, donna si duole, donna s'ammala quando lo vuole.[8]
  • Donne e sardine, son buone piccoline.[8]
  • Donne, danno, fanno gli uomini e li disfanno.[8]
  • Dopo desinare non camminare; dopo cena, con dolce lena.[4]
  • Dopo il fatto il consiglio non vale.[4]
  • Dopo il fatto viene troppo tardi il pentimento.[4]
  • Dopo la grazia di Dio, la miglior cosa è la libertà.[8]
  • Dove c'è l'amore, la gamba trascina il piede.[8]
  • Dove è castigo è disciplina, dove è pace è gioia.[4]
  • Dove entra la fortuna, esce l'umiltà.[8]
  • Dove l'accidia attecchisce ogni cosa deperisce.[4]
  • Dove la fedeltà mette le radici, Dio fa crescere un albero.[4]
  • Dove men si pensa rompe Po.[97]
  • Dove non c'è amore, non c'è umanità.[8]
  • Dove non si crede né all'inferno né al paradiso, il diavolo intasca tutte le entrate.[8]
  • Dove non vi è educazione, non vi è onore.[4]
  • Dove non vi sono capelli, male si pettina.[4]
  • Dove può il vino non può il silenzio.[8]
  • Dove regna Bacco e Amore, Minerva non si lascia vedere.[4]
  • Dove regna il vino, non regna il silenzio.[8]
  • Dove son carogne son corvi.[8]
  • Dove sono i pulcini, ivi è l'occhio della chioccia.[8]
  • Dove vola il cuore, striscia la ragione.[8]
  • Due cani che un solo osso hanno, difficilmente in pace stanno.[4]
  • Due noci in un sacco e due donne in casa fanno un bel fracasso.[8]
  • Due polente insieme non furon mai viste.[8]
  • Dura più un carro rotto che uno nuovo.[4]

E[modifica]

  • È cattivo sparviero quel che non torna al richiamo.[8]
  • È difficile far diventare bianco un moro.[4]
  • È difficile guardarsi dai ladri di casa.[4]
  • È difficile piegare un albero vecchio.[4]
  • È facile lamentarsi quando c'è chi ascolta.[8]
  • È impossibile come cavalcare un raggio di sole.[4]
  • È impossibile volare senza ali.[4]
  • È inutile piangere sul latte versato.[90]
  • È l'acqua che fa l'orto.[90]
L'acqua fa l'orto.[90]
  • È la donna che fa l'uomo.[57]
  • È lieve astuzia ingannar gelosia, che tutto crede quando è in frenesia.[4]
  • È meglio avere la cura di un sacco di pulci che una donna.[4]
  • È meglio contentarsi che lamentarsi.[8]
  • È meglio correggere i propri difetti, che riprendere quelli degli altri.[4]
  • È meglio esser digiuno fuori, che satollo in prigione.[8]
  • È meglio essere testa d'anguilla che coda di storione.[8]
  • È meglio essere uccel di bosco, che uccel di gabbia.[8]
  • È meglio essere umile a cavallo, che orgoglioso a piedi.[8]
  • È meglio gelare nella nuda cameretta della verità, che crogiolarsi nella pelliccia della menzogna.[4]
  • È meglio mangiarsi l'eredità, che conservarla per il convento.[4]
  • È meglio meritar la lode che ottenerla.[4]
  • È meglio sentir cantare l'usignolo, che rodere il topo.[8]
  • È meglio testa di lucertola che coda di drago.[8]
  • È meglio un esercito di cervi sotto il comando di un leone, che un esercito di leoni sotto il comando di un cervo.[4]
  • È meglio un leone che mille mosche.[8]
  • È più facile biasimare, che migliorare.[4]
  • È più facile lagnarsi, che rimuovere gl'impedimenti.[8]
  • È più facile trovar dolce l'assenzio, che in mezzo a poche donne il silenzio.[8]
  • È un bel predicare il digiuno a corpo pieno.[4]
  • È una bella risposta quella che si attaglia ad ogni domanda.[8]
  • Ebrei e rigattieri, spendono poco e gabbano volentieri.[4]
  • Ecco il rimedio per l'ipocondria: mangiare e bere in buona compagnia.[8]
  • Errare è umano, perseverare è diabolico.[98]
Errare è umano, perseverare diabolico.[2]
  • Errore non è inganno.[4]
  • Errore non paga debito.[4]
  • Errore riconosciuto conduce alla verità.[4]
  • Esser dotto poco vale, quando gli altri non lo sanno.[8]
  • Èssere più torbo che non è l'acqua dei maccheroni.[8]

F[modifica]

  • Fa quel che il prete dice, non quel che il prete fa.[1]
  • Fa quello che fanno gli altri, e nessuno si farà beffe di te.[4]
  • Faccia bella, anima bella.[4]
  • Facile è criticare, difficile è l'arte.[99][100]
  • Fare debiti non è vergogna, ma pagarli è questione d'onore.[4]
  • Fare l'amore fa bene all'amore.[101]
  • Fate del bene al villano, dirà che gli fate del male.[8]
  • Fatta la legge trovato l'inganno.[1][102]
  • Fatti asino e tutti ti metteranno la soma.[4]
  • Fatti di miele e ti mangieranno le mosche.[4]
  • Fatti le ali e poi vola.[4]
  • Febbraio, febbraietto mese corto e maledetto.[2]
  • Femmine e galline, se giran troppo si perdono.[8]
  • Ferita d'amore non uccide.[8]
  • Finché c'è vita c'è speranza.[1]
  • Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.[1]
  • Fidati dell'arte, ma non dell'artigiano.[4]
  • Fino alla bara sempre s'impara.[103]
  • Firenze la bella, Padova la dotta, Ravenna l'antica, Roma la santa.[8]
  • Fortezza che parlamenta, è prossima ad arrendersi.[4]
  • Fortuna cieca, i suoi acceca.[4]
  • Fortuna instupidisce colui ch'ella favorisce.[4]
  • Fortunato al gioco, sfortunato in amore.[4]
  • Fra Modesto non fu mai priore.[8]
  • Fra sepolto tesoro e occulta scienza, non vi conosco alcuna differenza.[8]
  • Fra un usuraio e un assassino poco ci corre.[8]
  • Frutto precoce facilmente si guasta.[8]
  • Fuggire l'acqua sotto la grondaia.[4]
  • Funghi e poeti: per uno buono dieci cattivi.[8]

G[modifica]

  • Gallina che non razzola ha già razzolato.[104]
  • Gallina vecchia fa buon brodo.[105]
  • Gallo senza cresta è un cappone, uomo senza barba è un minchione.[4]
  • Gatta inguantata non prese mai topo.[8]
  • Gattini sventati, fanno gatti posati.[106]
  • Gatto e donna in casa, cane e uomo fuori.[36]
  • Gatto rinchiuso diventa leone.[8]
  • Gatto scottato dall'acqua calda, ha paura della fredda.[4]
  • Gelosia non mette ruga.[4]
  • Genova, aria senza uccelli, mare senza pesce, monti senza legna, uomini senza rispetto.[8]
  • Gioco di mano gioco di villano.[1]
  • Giovani di buon cuore, indoli buone, crescono cattivi per poca educazione.[4]
  • Giugno la falce in pugno.[2]
  • Gli abiti e gli uomini presto invecchiano.[4]
  • Gli abiti e i costumi sono mutabili.[4]
  • Gli abiti sono freddi, ma ricevono il calore da chi li porta.[4]
  • Gli amori nuovi fanno dimenticare i vecchi.[4]
  • Gli eredi dell'avaro sono onnipotenti, perché possono risuscitare i morti.[4]
  • Gli eretici rubano la parola di Dio.[4]
  • Gli errori degli altri sono i nostri migliori maestri.[4]
  • Gli errori non si conoscono finché non siano commessi.[4]
  • Gli errori si pagano.[8]
  • Gli estremi si toccano.[4]
  • Gli idoli separano papa e imperatore.[4]
  • Gli uccelli dalle stesse piume devono stare nello stesso nido.[8]
  • Gli uomini onesti non temono né la luce, né il buio.[8]
  • Gobba a ponente luna crescente, gobba a levante luna calante.[2]
  • Gotta inossota, mai fi sanata.[107]
  • Gran giustizia, grande offesa.[4]
  • Grande amore, gran dolore.[8]
  • Greco in mare, Greco in tavola, Greco non aver a far seco.[69]
  • Gru e donne fan volentieri il nido in alto.[8]
  • Guardalo, figlia, guardalo tutto, l'uomo senza denari com'è brutto.[4]
  • Guardare e non toccare è una cosa da imparare.[2]
  • Guardati da chi accende il fuoco e grida poi contro le fiamme.[4]
  • Guardati da cane rabbioso e da uomo sospettoso.[8]
  • Guardati da chi giura in coscienza.[8]
  • Guardati da chi non ha cura della sua reputazione.[8]
  • Guardati da chi ride e guarda da un'altra parte.[8]
  • Guardati da tre cose: da cavallo focoso, da uomo infido e da donna svergognata.[8]
  • Guardati da tutte quelle cose che possono nuocere all'anima e al corpo.[8]
  • Guardati dai fanciulli che ascoltano: anche i piccoli vasi hanno orecchie.[8]
  • Guardati dai matti, dagli ubriachi, dagli ipocriti e dai minchioni.[8]
  • Guardati dai tumulti, e non sarai né testimonio né parte.[8]
  • Guardati dal diffamare, perché le prove sono difficili.[8]
  • Guardati dall'ipocrisia, perché è una cattiva malattia.[8]
  • Guardati dalla primavera di gennaio.[8]
  • Guardati in tua vita di non dare a niun smentita.[8]
  • Guerra, peste e carestia, vanno sempre in compagnia.[108]

H[modifica]

  • Ha cento volte un uomo flemma e giudizio, alla centuna corre al precipizio.[61]
  • Ha la giustizia in mano bilancia e spada, perché il giusto s'innalza e l'empio cada.[4]
  • Ha più il ricco in un angolo, che il povero in tutta la casa.[8]
  • Ha un buon sapore l'odore del guadagno.[4]
  • Ha un coraggio da leone, quello che non fa violenza ai deboli.[8]
  • Ho veduto assai volte un piccol male non rispettato, divenir mortale.[61]

I[modifica]

  • I baci sono come le ciliegie: uno tira l'altro.[2]
  • I cani abbaiano come sono nutriti.[4]
  • I cattivi esempi si imitano facilmente, meno i buoni.[4]
  • I debiti sono gli eredi più prossimi.[4]
  • I denari del lotto se ne van di galoppo.[8]
  • I denari servono al povero di beneficio, ed all'avaro di gran supplizio.[4]
  • I desideri non riempiono il sacco.[4]
  • I doni dei nemici sono pericolosi.[4]
  • I fanciulli diventano uomini e le ragazze spose.[4]
  • I fanciulli e gli ubriachi cadono nelle mani di Dio.[4]
  • I figli dei gatti mangiano i topi.[8]
  • I figli sono pezzi di cuore.[2]
  • I fiori tanto profumano per i poveri come per i ricchi.[8]
  • I frati non s'inchinano all'abate, ma al mazzo delle sue chiavi.[4]
  • I gamberi son buoni nei mesi della erre.[8]
  • I gatti e i veri uomini cadono sempre in piedi.[109]
  • I genii si incontrano.[4]
  • I genitori amano i figli, più che i figli i genitori.[4]
  • I giovani vogliono essere più accorti dei vecchi.[4]
  • I giuramenti degli innamorati sono come quelli dei marinai.[4]
  • I granchi son pieni quando la luna è tonda.[8]
  • I ladri grandi fanno impiccare i piccoli.[4]
  • I loquaci e i vantatori son mal veduti da tutti.[8]
  • I matti ed i fanciulli hanno un angelo dalla loro.[8]
  • I matti fanno le feste ed i savi le godono.[4]
  • I medici vogliono essere vecchi, i farmacisti ricchi ed i barbieri giovani.[4]
  • "I miei datteri sono più dolci", dice il vischio che cresce sulla palma.[8] [wellerismo]
  • I paperi vogliono portare a bere le oche.[4]
  • I parenti sono come le scarpe: più sono stretti, più fanno male.[2]
  • I pazzi crescono senza innaffiarli.[8]
  • I pazzi e i fanciulli possono dire quello che vogliono.[8]
  • I pazzi si conoscono dai gesti.[8]
  • I peccati di gioventù si piangono in vecchiaia.[8]
  • I poeti nascono, e gli oratori si formano.[8]
  • I poveri cercano il mangiare per lo stomaco; e i ricchi lo stomaco per mangiare.[8]
  • I poveri hanno la salute e i ricchi le medicine.[8]
  • I pulci di vendemmia li tiene l'uomo e non le femmine.[110]
  • I ricchi devono consolare i poveri.[8]
  • I rimproveri del padre fanno più che le legnate della madre.[8]
  • I soldi non fanno la felicità.[2]
  • I veri amici sono come le mosche bianche.[4]
  • Il ben di un anno se ne va in una bestemmia.[4]
  • Il ben fare non è mai tardo.[4]
  • Il bisognino fa trottar la vecchia.[2]
  • Il bue dice cornuto all'asino.[111]
  • Il bue mangia il fieno perché si ricorda che è stato erba.[2]
  • Il caffè deve essere caldo come l'inferno, nero come il diavolo, puro come un angelo e dolce come l'amore.[112][113]
  • Il cane che ho nutrito è quel che mi morde.[8]
  • Il cane è il miglior amico dell'uomo.[2]
  • Il cane pauroso abbaia più forte.[4]
  • Il cane rode l'osso perché non può inghiottirlo.[4]
  • Il coccodrillo mangia l'uomo e poi lo piange.[8]
  • Il colombo che rimane in colombaia è al sicuro dal falco.[8]
  • Il colore più caro agli ebrei è il giallo.[4]
  • Il coraggio copre l'eroe meglio che lo scudo il codardo.[8]
  • Il corvo piange la pecora e poi la mangia.[8]
  • Il cuor cattivo rende ingratitudine per beneficio.[8]
  • Il cuor magnanimo si piglia con poco amore, e il cuore dello stolto con poca adulazione.[8]
  • Il dare è onore, il chiedere è dolore.[8]
  • Il delitto non si deve tollerare, ma anche meno si deve approvare.[4]
  • Il denaro è il nervo della guerra.[4]
  • Il denaro può molto, ma l'amore può tutto.[4]
  • Il diavolo ben si lascia pigliare per la coda, ma non se la lascia strappare.[4]
  • Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.[1]
  • Il diavolo vuol farsi cappuccino.[2]
Il diavolo vuol farsi santo.[2]
  • Il domandare è senno, il rispondere è obbligo.[8]
  • Il dubbio è padre del sapere.[4]
  • Il fare insegna a fare.[4]
  • Il fatto non si può disfare.[4]
  • Il ferro è duro, ma il fuoco lo rende morbido.[4]
  • Il figlio al padre s'assomiglia, alla madre la figlia.[4]
  • Il filo sottile facilmente si strappa.[4]
  • Il fiorentino mangia sì poco e sì pulito, che sempre si conserva l'appetito.[8]
  • Il fuoco che non mi scalda, non voglio che mi scotti.[4]
Il fuoco che non mi brucia, non lo spengo.[4]
  • Il gatto ama i pesci, ma non vuole bagnarsi le zampe.[114]
  • Il gatto brontola sempre, anche quando gode.[8]
  • Il gatto che si è bruciato, ha paura anche dell'acqua fredda.[109]
  • Il gatto è una tigre domestica.[8]
  • Il gatto lecca oggi, domani graffia.[115]
  • Il gatto non è gatto se non è ladro.[116]
  • Il gatto non ti accarezza, si accarezza vicino a te.[117]
  • Il generoso non ha mai abbastanza denaro.[4]
  • Il gioco è bello quando dura poco.[2]
  • Il gioco, il lotto, la donna e il fuoco non si contentan mai di poco.[8]
  • Il giudizio è opera di Dio.[4]
  • Il grano rado non fa vergogna all'aia.[118]
  • Il Greco dice la verità solo una volta all'anno.[4]
  • Il lamentarsi non riempie camera vuota.[8]
  • Il lavorare senza pregare, è una botte senza vino, e oro senza splendore.[4]
  • Il lavoro nobilita l'uomo.[119]
  • Il letto si chiama rosa, se non si dorme si riposa.[120]
  • Il lotto è la tassa degli imbecilli.[8]
  • Il lotto è un inganno continuo.[8]
  • Il lupo non caca agnelli.[2]
  • Il lupo perde il pelo ma non il vizio.[1]
  • Il lupo quando acciuffa una pecora, ne guarda già un'altra.[4]
  • Il magnanimo è superiore all'ingiuria, all'ingiustizia, al dolore.[8]
  • Il magnanimo non ricorre all'astuzia.[8]
  • Il male che non ha riparo è bene tenerlo nascosto.[4]
  • Il male peggiore dei mali è il timore.[8]
  • Il male viene in grandi quantità, e se ne va via a poco a poco.[4]
  • Il matrimonio è la tomba dell'amore.[2]
  • Il mattino ha l'oro in bocca.[121]
Le ore del mattino hanno l'oro in bocca.[122]
  • Il meglio è nemico del bene.[1]
  • Il merlo ingrassa in gabbia, il leone muore di rabbia.[8]
  • Il miele non è fatto per gli asini.[4]
  • Il miglior tiro ai dadi è non giocarli.[4]
  • Il mondo ricompensa come il caprone che dà cornate al suo padrone.[8]
  • Il nano è piccolo anche se è sul campanile.[8]
  • Il passato deve essere maestro dell'oggi.[4]
  • Il passato non deve prendere a prestito dall'oggi.[4]
  • Il peggior passo è quello dell'uscio.[2]
  • Il pesce puzza dalla testa.[1]
  • Il Piemonte è la sepoltura dei francesi.[8]
  • Il poeta ben trova le palme, ma non i datteri.[8]
  • Il politico bacia con la bocca, e tira calci con i piedi.[8]
  • Il Portogallo[123] è piccolo, ma è un pezzo di zucchero.[8]
  • Il povero non può e il ricco non vuole.[8]
  • Il primo amore non si arrugginisce.[8]
  • Il primo amore non si scorda mai.[8]
  • Il primo anno ci si abbraccia, il secondo si fascia, il terzo anno si ha la malattia e la cattiva Pasqua.[4]
  • Il ramo assomiglia al tronco.[4]
  • Il ricco ha tanto bisogno del povero, quanto il povero del ricco.[8]
  • Il ricco vive, il povero vivacchia.[8]
  • Il riso abbonda sulla bocca degli stolti.[2]
Il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi.[124]
  • Il riso nasce nell'acqua ma deve morire nel vino.[8]
  • Il sapere è di tutti.[2]
  • Il «se» e il «ma» sono due corbellerie da Adamo in qua.[4]
  • Il silenzio è d'oro e la parola d'argento.[1]
  • Il sospirar non vale.[8]
  • Il superfluo del ricco è il necessario del povero.[8]
  • Il tatto è tattica.[8]
  • Il tatto è tutto.[8]
  • Il tempo è denaro.[125]
  • Il troppo gestire è da pazzi.[8]
  • Il troppo tirare, l'arco fa spezzare.[4]
  • Il ventre non ha orecchie.[2]
  • Il vero infermo è quello che non vuol esser guarito.[8]
  • Il vino al sapore, il pane al colore.[8]
  • Il vino è buono per chi lo sa bere.[8]
  • Il vino è forte ma il sonno lo vince, ma più forte d'ogni cosa è la donna.[8]
  • Il vino è il latte dei vecchi.[8]
  • Il vino è mezzo vitto.[8]
  • Il vino fa ballare i vecchi.[8]
  • Il vino la mattina è piombo, a mezzodì argento, la sera oro.[8]
  • Impara a vivere lo sciocco a sue spese, il savio a quelle altrui.[4]
  • Impara l'arte e mettila da parte.[1]
  • In amore e in guerra niente regole.[8]
  • In bocca chiusa non entran mosche.[2]
  • In Campania si inganna persino il diavolo.[8]
  • In casa del calzolaio non si hanno scarpe.[4]
  • In chiesa coi santi e in taverna coi ghiottoni.[1]
  • In compagnia prese moglie un frate.[1]
  • In febbraio la beccaccia fa il nido.[8]
  • In Lazio si nasce coi sassi in mano.[8]
  • In Sardegna non vi son serpenti, né in Piemonte bestemmie.[8]
  • In tanta incostanza e quantità delle cose umane, nulla, se non quello che è passato, è sicuro.[4]
  • In terra di ciechi, beato chi ha un occhio.[34]
  • In terra di ladri, la valigia dinanzi.[8]
  • In vaso mal lavato, il vino è tosto guastato.[8]
  • Ingegno e capelli, crescono soltanto con gli anni.[4]
  • Insieme non vanno la pudicizia e la beltà.[4]
  • Inventare è poco, diffondere l'invenzione è tutto.[4]

L[modifica]

  • L'abbaiare dei cani non arriva in cielo.[4]
  • L'abbondanza non lascia dormire il ricco.[4]
  • L'abete che fa ombra crede di fare frutti.[4]
  • L'abete cresce in altezza, ma la felce cresce in larghezza.[4]
  • L'abito non fa il monaco.[2]
  • L'abuso insegna il vero uso.[4]
  • L'acqua cheta rovina i ponti.[2]
  • L'acqua corre al mare.[126]
  • L'acqua e il fuoco sono buoni servitori, ma cattivi padroni.[4]
  • L'acqua fa male e il vino fa cantare.[8]
  • L'acqua fa marcire i pali.[5]
  • L'acqua di maggio inganna il villano: par che non piova e si bagna il gabbano[127].[2]
  • L'allegria è di ogni male il rimedio universale.[4]
  • L'allodola vola in alto, ma fa il suo nido in terra.[8]
  • L'altezza è mezza bellezza.[2]
  • L'ambizione e la vendetta muoiono sempre di fame.[4]
  • L'ambizione è nemica della ragione.[4]
  • L'amore di carnevale muore in quaresima.[8]
  • L'amore è cieco.[2]
L'amore è cieco, ma vede lontano.[8]
L'erba che non voglio, cresce nell'orto.[4]
L'erba non cresce sulla strada maestra.[4]
  • L'eredità paterna ai paterni, la materna ai materni.[4]
  • L'errore che si confessa è mezzo rimediato.[4]
  • L'errore è un cocchiere che conduce sopra una falsa strada.[4]
  • L'esercizio è buon maestro.[4]
  • L'esperienza nel mondo conduce alla diffidenza, la diffidenza conduce al sospetto, il sospetto all'astuzia, l'astuzia alla malvagità e la malvagità a tutto.[4]
  • L'estate ce la porta sant'Urbano e l'autunno san Bartolomeo.[4]
  • L'estate davanti e l'inverno dietro.[4]
  • L'estate di San Martino dura tre giorni e un pochinino.[2]
  • L'estate per chi lavora, l'inverno per chi dorme.[4]
L'estate è una schiava, l'inverno un padrone.[4]
  • L'estate per il povero è migliore dell'inverno.[4]
  • L'eternità è una compera lunga.[4]
  • L'eternità non ha capelli grigi.[4]
  • L'eterno parlatore né ode né impara.[4]
  • L'idolo si adora finché non è infranto.[4]
  • L'ignorante ha le ali di un'aquila e gli occhi di un gufo.[4]
  • L'inchiostro è il mio campo, su cui posso scrivere valorosamente; la penna, il mio aratro; le parole, la mia semente.[8]
  • L'inchiostro è nero, e tinge le dita e la reputazione.[8]
  • L'inferno e i tribunali son sempre aperti.[4]
  • L'ingegno viene con gli anni, e se ne va con gli anni.[4]
  • L'ingratitudine converte in ghiaccio il caldo sangue.[8]
  • L'ingratitudine è la mano sinistra dell'egoismo.[8]
  • L'ingratitudine è un'amara radice da cui crescono amari frutti.[8]
  • L'ingratitudine nuoce anche a chi non è reo.[8]
  • L'ingratitudine taglia i nervi al beneficio.[8]
  • L'intelletto è nella testa e non negli anni.[4]
  • L'intelletto non viene mai prima degli anni.[4]
  • L'inverno al fuoco e l'estate all'ombra.[4]
  • L'invidia è annessa alla felicità.[4]
  • L'invidia è un gufo che non può sopportare la luce della prosperità degli altri.[4]
  • L'invidia è una bestia che rode le proprie gambe, quando non ha altro da rodere.[4]
  • L'invidia somiglia alla gramigna, che mai non muore, e da per tutto alligna.[4]
  • L'ipocrisia intasca il denaro, e la verità va mendica.[4]
  • L'ira senza forza, non vale una scorza.[4]
  • L'ira turba la mente e accieca la ragione.[4]
  • L'Italia è il paese dove corre latte e miele.[4]
  • L'Italia è un paradiso abitato da demoni.[4]
  • L'Italia per nascervi, la Francia per viverci e la Spagna per morirvi.[4]
  • L'occasione fa l'uomo ladro.[1]
  • L'occhio del padrone ingrassa il cavallo.[1]
  • L'oggi non deve calunniare il passato.[4]
  • L'olivo benedetto vuol trovar pulito e netto.[2]
  • L'ombra di un principe dev'essere la liberalità.[4]
  • L'orgoglio è stoltezza, l'umiltà è saviezza.[8]
  • L'orologio dell'amore ritarda sempre.[8]
  • L'ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza.[2]
L'ospite e il pesce dopo tre dì rincresce.[1]
  • L'ozio è il padre di tutti i vizi.[1]
  • L'ozio in gioventù non è la via della virtù.[4]
  • L'uguaglianza e misurar tutti con la stessa spanna, è la legge della morte.[8]
  • L'umiliarsi è da saggio, l'avvilirsi è da bestia.[8]
  • L'umiliazione va dietro al superbo.[8]
  • L'umiltà è il miglior modo di evitare l'umiliazione.[8]
  • L'umiltà è la corona di tutte le virtù.[8]
  • L'umiltà è la madre dell'onore.[8]
  • L'umiltà è una virtù che adorna tanto la vecchiaia, quanto la gioventù.[8]
  • L'umiltà ottiene spesso più dell'alterigia.[8]
  • L'umiltà sta bene a tutti.[8]
  • L'umiltà sta bene con la castità.[8]
  • L'unione fa la forza.[1]
  • L'uomo avaro e l'occhio sono insaziabili.[4]
  • L'uomo deve tenere aperta la bocca a lungo prima che c'entri un colombo arrostito.[4]
  • L'uomo fu creato per lavorare, come l'uccello per volare.[4]
  • L'uomo ordisce e la fortuna tesse.[1]
  • L'uomo politico accende una candela a Dio e un'altra al diavolo.[8]
  • L'uomo per la parola e il bue per le corna.[1]
  • L'uomo propone e Dio dispone.[1]
  • L'uomo propone e la donna dispone.[2]
  • L'uomo si conosce al bicchiere.[4]
  • L'uomo si giudica male dall'aspetto.[4]
  • L'usura arricchisce, ma non dura.[8]
  • L'usura è il miglior apostolo del diavolo.[8]
  • L'usura è la figlia primogenita dell'avarizia.[8]
  • L'usura è un assassinio.[8]
  • L'usura è vietata da Dio.[8]
  • L'usura veglia quando l'uomo dorme.[8]
  • L'usuraio arricchisce col sudor dei poveri.[8]
  • L'usuraio ha un torchio a sangue.[8]
  • L'usuraio ingrassa andando a spasso.[8]
  • La bestemmia gira gira torna addosso a chi la tira.[4]
  • La buona cantina fa il buon vino.[8]
  • La buona mamma fa la buona figlia.[4]
  • La calma è la virtù dei forti.[2]
  • La capacità si vede nelle difficoltà.[4]
  • La carestia è il pane dell'usuraio.[4]
  • La carne migliore è quella intorno all'osso.[4]
  • La carne senz'osso non fa brodo.[4]
  • La carrucola non frulla, se non è unta.[4]
  • La cicala prima canta e poi muore.[8]
  • La coda è la più lunga da scorticare.[1]
  • La compassione è la figlia dell'amore.[4]
  • La contentezza viene dalle budella.[1]
  • La corda troppo tesa si spezza.[1]
  • La cupidigia rompe il sacco.[4]
  • La difficoltà sta nell'iniziare.[4]
  • La diffidenza aguzza gli occhi.[4]
  • La diffidenza è la morte dell'amore.[4]
  • La diffidenza porta più avanti della fiducia.[4]
  • La donna a 15 anni scherza, a 20 brilla, a 25 ama, a 30 brama, a 35 sente, a 40 vuole e a 50 paga.[8]
  • La donna bisogna praticarla un giorno, un mese e un'estate per sapere che odore sa.[8]
  • La donna buona vale una corona.[8]
  • La donna deve avere tre m: matrona in strada, modesta in chiesa, massaia in casa.[8]
  • La donna e l'orto vogliono un sol padrone.[8]
  • La donna ha più capricci che ricci.[8]
  • La donna oziosa non può essere virtuosa.[8]
  • La donna per piccola che sia, vince il diavolo in furberia.[8]
  • La donna più sciocca vale due uomini.[8]
  • La donna troppo in vista, è di facile conquista.[8]
  • La fame caccia il lupo dal bosco.[1]
La fame caccia il lupo dalla tana.[4]
La fame spinge il lupo nel villaggio.[4]
  • La fame condisce tutte le vivande.[4]
La fame non vede la muffa nel pane.[4]
  • La fame è cattiva consigliera.[1]
  • La fame, gran maestra, anche le bestie addestra.[4]
  • La fame muta le fave in mandorle.[4]
  • La farina del diavolo va tutta in crusca.[1]
  • La femmina è cosa mobile per natura.[4]
  • La fortuna aiuta gli audaci.[2]
  • La fedeltà non è mai rimeritata abbastanza, e l'infedeltà mai abbastanza.[4]
  • La fortuna del savio ha per figliola la modestia.[8]
  • La fortuna è cieca.[2]
  • la furia non fu mai buona.[4]
  • La gallina del vicino sembra un fagiano.[130]
  • La gatta frettolosa fece i gattini ciechi.[1]
  • La gatta grassa fa onore alla casa.[109]
  • La gatta, mette il piede davanti alla vacca.[131]
  • La gatta non s'accosta alla pentola che bolle.[36]
  • La gatta vorrebbe mangiar pesci, ma non pescare.[132]
  • La gelosia della moglie è la via al suo divorzio.[4]
  • La gelosia è il peggiore di tutti i mali.[4]
  • La gelosia è una passione che cerca avidamente quel che tormenta.[4]
  • La generosità è un muro che non si può alzare più alto di quello che arrivano i materiali.[4]
  • La gente ricca alleva male i suoi cani, e la gente povera i suoi figlioli.[8]
  • La gioventù fugge, e la bellezza sfiorisce.[4]
  • La gioventù vuol fare il suo corso.[4]
  • La lealtà se ne è andata dal mondo e la dirittura si è messa a dormire.[4]
  • La lega fa forte i deboli.[4]
  • La liberalità è un muro che non si deve rizzare più alto di quello che comportino i materiali.[4]
  • La liberalità non sta nel dare molto, ma saggiamente.[4]
  • La libertà del povero è di lasciarlo mendicare.[4]
  • La libertà è da Dio; le libertà, dal diavolo.[4]
  • La libertà è più cara degli occhi e della vita.[4]
  • La libertà fila con le sue mani il filo della sua tenda.[4]
  • La lingua batte dove il dente duole.[1]
  • La lingua non ha osso e sa rompere il dosso.[4]
  • La lingua spagnola è la più amabile; quando il diavolo tentò Eva, le parlo in spagnolo.[8]
  • La lode propria puzza, quella degli amici zoppica.[4]
  • La luna di gennaio è la luna del vino.[2]
  • La luna è bugiarda: quando fa la C diminuisce, e quando fa la D cresce[133]
  • La luna non cura l'abbaiar dei cani.[2]
  • La luna regge il lume ai ladri.[133]
  • La luna, se non riscalda, illumina.[133]
  • La Lombardia è il giardino del mondo.[8]
  • La madre del peggio è sempre incinta.[134]
  • La madre degli imbecilli è sempre incinta.[135]
La madre dei fessi è sempre incinta.[135]
  • La magnificenza spesso copre la povertà.[4]
  • La mala erba non muore mai.[1]
  • La mala nuova la porta il vento.[1]
  • La malerba cresce presto.[2]
  • La malinconia e le cure fanno invecchiare anzitempo.[4]
  • La miglior difesa è l'attacco.[1]
  • La minestra lunga sa di fumo.[8]
  • La modestia è il dattero che matura raramente sull'albero della ricchezza.[8]
  • La modestia è madre d'ogni creanza.[8]
  • La necessità aguzza l'ingegno.[2]
  • La notte è fatta per gli allocchi.[8]
  • La notte porta consiglio.[1]
  • La parola del ricco è simile al sole, e quella del povero è simile al vapore.[8]
  • La pazienza è la virtù dei forti.[9]
  • La peggio ruota è quella che stride.[8]
  • La peggior carne da conoscere è quella dell'uomo.[4]
  • La penitenza corre dietro al peccato.[8]
  • La pianta si conosce dal frutto.[1]
  • La pittura è una poesia tacita, e la poesia una pittura loquace.[8]
  • La polenta è utile per quattro cose: serve da minestra, serve da pane, sazia e scalda le mani.[8]
  • La prima acqua è quella che bagna.[1]
  • La prima eredità al primo figlio, l'ultima eredità all'ultimo figlio.[4]
  • La provvidenza quel che toglie rende.[4]
  • La pulce che esce di dietro l'orecchio con il diavolo si consiglia.[8]
  • La puttana e la lattuga una stagione dura.[8]
  • La rana è usa ai pantani, se non ci va oggi ci andrà domani.[8]
  • La rana non morde, perché non ha denti.[8]
  • La rana, o salta o piscia, ma mai non sbrana.[8]
  • La razza comincia dalla bocca.[8]
  • La roba dei pazzi è la prima ad andarsene.[8]
  • La ruota della fortuna gira.[4]
  • La ruota della fortuna non è sempre una.[4]
  • La scorza fa bella la castagna.[4]
  • La scimmia è sempre scimmia, anche vestita di seta.[8]
  • La sera leoni e la mattina coglioni.[2]
  • La speranza è cattivo denaro.[136]
  • La superbia è figlia dell'ignoranza.[1]
  • La speranza è il pane dei poveri.[2]
  • La speranza è il patrimonio dei poveri.[2]
  • La speranza è il sogno dell'uomo desto.[2]
  • La speranza è l'ultima a morire.[2]
  • La speranza è la miglior consolazione nella miseria.[136]
  • La speranza è la miglior musica del dolore.[136]Citato in Grisi, p. 265.</ref>
  • La speranza è la ricchezza dei poveri.[2]
  • La speranza è sempre verde.[2]
  • La speranza è un balsamo per i cuor piagati.[136]
  • La speranza è un sogno nella veglia.[2]
  • La speranza infonde coraggio anche al codardo.[136]
  • La speranza ingrandisce, l'esperienza rimpicciolisce.[57]
  • La superbia mostra l'ignoranza.[137]
  • La superbia va a cavallo e torna a piedi.[1]
  • La troppa umiltà vien dalla superbia.[8]
  • La vera libertà è non servire al vizio.[4]
  • La verità è nel vino.[8]
  • La verità viene sempre a galla.[2]
  • La veste copre gran difetti.[54]
  • La via dell'inferno è lastricata di buone intenzioni.[1]
  • La vipera morta non morde seno, ma pure fa male coll'odor del veleno.[8]
  • La virtù sta nel mezzo.[138]
  • La vita è breve e l'arte è lunga.[54]
  • La volpe si conosce dalla coda.[4]
  • Lamentarsi, supplicare e bere acqua è lecito a tutti.[8]
  • Latte e vino, tossico fino.[8]
  • Lavora come se avessi a campare ognora, adora come avessi a morire allora.[4]
  • Lavoro non ingrassò mai bue.[4]
  • Le belle penne rendono bello l'uccello.[4]
  • Le bellezze durano fino alle porte, la bontà fino alla morte.[4]
  • Le braccia e le mani del povero appartengono al ricco.[8]
  • Le bugie hanno le gambe corte.[1]
  • Le bugie sono lo scudo degli uomini dappoco.[4]
  • Le chiacchiere non fanno farina.[1]
  • Le colombe che rimangono in colombaia, sono sicure dal nibbio.[8]
  • Le cose lunghe diventano serpi.[1]
Le cose lunghe prendono vizio.[1]
  • Le dita della mano sono disuguali.[8]
  • Le donne hanno lunghi i capelli e corti i cervelli.[4]
  • Le donne hanno quattro malattie all'anno, e tre mesi dura ogni malanno.[8]
  • Le bestie vanno trattate da bestie.[8]
  • Le cattive nuove sono le prime ad arrivare.[8]
  • Le cattive nuove volano.[1]
  • Le disgrazie non vengono mai sole.[1]
  • Le donne hanno sette anime... e mezza.[8]
  • Le donne ne sanno una più del diavolo.[2]
  • Le donne piglian bene le pulci.[8]
  • Le lacrime sono le armi delle donne.[4]
  • Le leghe e le corde fradice non durano a lungo.[4]
  • Le montagne stanno ferme, gli uomini s'incontrano.[139]
  • Le ore del mattino hanno l'oro in bocca.[1]
  • Le parole sono femmine e i fatti sono maschi.[1]
  • Le piante che fruttano troppo presto, si seccano.[8]
  • Le querce non fanno limoni.[2]
  • Le ragazze sono d'oro, le sposate d'argento, le vedove di rame e le vecchie di latta.[8]
  • Le rane han perso la coda perché non seppero chiedere aiuto.[8]
  • Le rose cascano, le spine restano.[140]
  • Le teste di legno fan sempre del chiasso.[54]
  • Le Trentine vengono giù pollastre e se ne vanno sù galline.[8]
  • Le vie della provvidenza sono infinite.[1]
  • Li miricule de la fratta quand’è bbun quand s’ha fatt; quand peró si fa li ficure schiaffete n’gul li miricule.
  • Lingua cheta e fatti parlanti.[4]
  • Lo sbadiglio non vuol mentire: o che ha sonno o che vorrebbe dormire, o che ha qualche cosa che non può dire.[8]
  • Lo scarafaggio corre sempre allo sterco.[8]
  • Lo scimunito parla col dito.[8]
  • Lo scorpione dorme sotto ogni lastra.[8]
  • Lo smargiasso ciancia in guerra, il valente combatte muto.[8]
  • Loda il gran campo e il piccolo coltiva.[141]
  • Loda il monte e tieniti al piano.[2]
  • Loda il pazzo e fallo saltare, se non è pazzo lo farai diventare.[8]
  • Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.[142]
Lontan dagli occhi, lontan dal cuore.[2]

M[modifica]

  • Ma in premio d'amore amor si rende.[32]
  • Maggio ortolano, molta paglia e poco grano.[18]
  • Maggiore il santo, maggiore la sua umiltà.[8]
  • Mai gli uomini sanno essere abbastanza riconoscenti verso gli inventori.[4]
  • Mal comune mezzo gaudio.[2]
  • Mal può rendere ragion del proprio fatto chi lardo o pesce lascia in guardia al gatto.[61]
  • Mal si giudica il cavallo dalla sella.[3]
  • Male che si vuole non duole.[9]
  • Male ignoto si teme doppiamente.[8]
  • Male non fare, paura non avere.[2]
  • Male voluto non fu mai troppo.[57]
  • Maledetto il ventre che del pan che mangia non si ricorda niente.[8]
  • Manca tanto la pazienza ai poveri, quanto la compassione ai ricchi.[8]
  • Mano dritta e bocca monda possono andare per tutto il mondo.[4]
  • Martello d'oro non rompe le porte del cielo.[45]
  • Marzo è pazzo.[18]
  • Marzo pazzerello guarda il sole e prendi l'ombrello.[2]
  • Marzo molle, gran per le zolle.[18]
  • Medico vecchio e chirurgo giovane.[143]
  • Mediocre bestiame ben pasciuto è di maggior vantaggio che molto bestiame mal mantenuto.[144]
  • Meglio andare a letto senza cena, che alzarsi con debiti.[4]
  • Meglio aperto rimprovero, che odio segreto.[8]
  • Meglio dietro agli uccelli, che dietro ai signori.[8]
  • Meglio è aver il marito senza amore che con gelosia.[4]
  • Meglio essere ben educato, che nascere nobile.[4]
  • Meglio essere invidiati che compatiti.[145]
  • Meglio fare la serva in casa propria, che la padrona in casa altrui.[4]
  • Meglio fave in libertà, che capponi in schiavitù.[8]
  • Meglio fringuello in man che tordo in frasca.[2]
Meglio fringuello in tasca che tordo in frasca.[2]
  • Meglio l'uovo oggi che la gallina domani.[1]
  • Meglio mangiar carote in pace che molte pietanze in disunione.[8]
  • Meglio pane con amore, che gallina con dolore.[4]
  • Meglio poco che niente.[1]
  • Meglio soli che male accompagnati.[1]
  • Meglio tardi che mai.[1]
  • Meglio un fiorino guadagnato, che cento ereditati.[4]
  • Meglio un magro accordo che una grassa sentenza.[2]
  • Meglio un morto in casa che un pisano all'uscio.[2]
  • Meglio un asino vivo che un dottore morto.[1]
  • Meglio una festa che cento festicciole.[1]
  • Meglio una volta arrossire che mille impallidire.[8]
  • Meno siamo meglio stiamo.[57]
  • Merito non conosciuto poco vale.[8]
  • Milan può far, Milan può dir, ma non può far dell'acqua vin.[8]
  • Milano la grande, Venezia la ricca, Genova la superba, Bologna la grassa.[8]
  • Mille errori sono più facilmente pronunciati che una verità.[4]
  • Moglie e buoi dei paesi tuoi.[1]
Donne e buoi dei paesi tuoi.[2]
  • Moglie maglio.[1]
  • Molte cose si giudicano impossibili a farsi prima che siano fatte.[4]
  • Molte mani fanno l'opera leggera.[4]
  • Molte volte la belleza più adorabile si unisce alla stupidaggine più insopportabile.[4]
  • Molte volte si perde per negligenza quello che si è guadagnato con giustizia.[4]
  • Molti hanno buone carte in mano, ma non le sanno giocare.[4]
  • Molti inventano oro con la bocca ed hanno piombo alle mani e ai piedi.[4]
  • Molti parlano d'Orlando anche se non videro mai il suo brando.[8]
  • Molti sfuggono alla pena, ma non ai rimorsi della coscienza.[8]
  • Molti si immaginano di avere il pulcino, che non hanno ancora l'uovo.[4]
  • Molti si lamentano del buon tempo.[8]
  • Molti sono i verseggiatori, pochi i poeti.[8]
  • Molti squartano un gatto e giurano che era un leone.[8]
  • Molti voti fanno l'abate.[4]
  • Molto denaro, molti amici.[4]
  • Molto fumo e poco arrosto.[1]
  • Molto può nuocere una piccola negligenza.[8]
  • Morire di fame in una madia di pane.[4]
  • Morta la serpe, spento il veleno.[8]
  • Morto un papa se ne fa un altro.[1]
  • Mulo buon mulo, ma cattiva bestia.[8]
  • Muore il ricco, gli fanno il funerale; muore il povero, nessuno gli dice: vale.[8]
  • Muove la coda il cane non per te, ma per il pane.[4]

N[modifica]

Ne uccide più la gola che la spada.[2]
  • Necessità fa legge e tribunale.[2]
  • Negli ordini pari, i pareri sono dispari.[8]
  • Nel bere e nel camminare si conoscono le donne.[8]
  • Nel bosco tagliato non ci stanno assassini.[8]
  • Nel dubbio astieniti.[2]
  • Nel monte di Brianza, senza vin non si danza.[8]
  • Nel regno dei ciechi anche un orbo è re.[146]
Nel regno dei ciechi anche un guercio è re.[146]
  • Nel regno di Dio, poveri e ricchi sono uguali.[8]
  • Nell'autunno non bisogna più sognare di rose e tulipani.[4]
  • Nell'estate si deve pensare all'inverno, e nella gioventù alla vecchiaia.[4]
  • Nell'eternità si arriva sempre in tempo.[4]
  • Nell'inverno il pazzo sogna rose, e nell'estate il savio le raccoglie.[4]
  • Nella botte piccola c'è il buon vino.[8]
  • Nella felicità ragione, nell'infelicità pazienza.[8]
  • Nella gotta, il medico non vede gotta.[147]
  • Nelle sventure si conosce l'amico.[1]
  • Nessuna corona è più bella di quella dell'umiltà.[8]
  • Nessuna fortezza è così salda che non si lasci conquistare dall'oro.[4]
  • Nessuna ingiustizia rimane impunita.[4]
  • Nessuna mela è così bella che non abbia qualche difetto.[4]
  • Nessuna nuova, buona nuova.[1]
  • Nessuno è profeta in patria.[148][149]
  • Nessuno può dare quello che non ha.[4]
  • Nessuno può difendersi dalla beffa.[4]
  • Ne uccide più Bacco che Marte.[4]
  • Neve di Dicembre dura fin che dura la brina.[8]
  • Niuna guardia è migliore di quella che una donna fa a se stessa.[4]
  • Non accettare i rimproveri o consigli da chi educare non seppe i propri figli.[4]
  • Non aspettar che l'abete porti pomi.[4]
  • Non bisogna fare il diavolo più nero di quello che è.[8]
  • Non bisogna fasciarsi il capo prima di romperselo.[8]
  • Non bisogna mai usare due pesi e due misure.[8]
  • Non bisogna scuotere l'orzo dal sacco prima di avere il frumento.[8]
  • Non c'è alcuno così povero che non possa aiutare, né alcuno così ricco che non abbia bisogno d'aiuto.[8]
  • Non c'è cosa più triste sulla terra dell'uomo ingrato.[8]
Non si muove foglia che Dio non voglia.[1]
Non c'è due senza tre e il quarto vien da sé.[2]
  • Non c'è cosa così cattiva che non sia buona a qualche cosa.[4]
  • Non c'è eretico che non abbia la sua credenza.[4]
  • Non c'è fumo senza arrosto.[1]
  • Non c'è gallina né gallinaccia che di gennaio l'uova non faccia.[2]
  • Non c'è male senza bene.[4]
  • Non c'è miglior cieco di quello che non vuole vedere.[4]
  • Non c'è pane senza pena.[1]
  • Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.[2]
  • Non c'è regola senza eccezioni.[1]
  • Non c'è rosa senza spine.[2]
  • Non cade foglia che Dio non voglia.[1]
  • Non ci fu mai frettoloso che non fosse pazzo.[8]
  • Non ci rimane nessuna vigna da vendemmiare, e né meno nessuna donna da maritare.[150]
  • Non credere a donna, quand'anche sia morta.[4]
  • Non destare il can che dorme.[1]
  • Non dire quattro se non l'hai nel sacco.[2]
Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco.[151]
  • Non è arte il giocare, ma lo smettere.[4]
  • Non è bene esser poeta nel villaggio.[8]
  • Non è bene riporre denaro in una cassa di cui non si ha la chiave.[4]
  • Non è contento quel che si lamenta.[8]
  • Non è in nessun luogo chi è in ogni luogo.[4]
  • Non è mai gran gagliardia, senza un ramo di pazzia.[8]
  • Non è povero, se non chi si crede tale.[8]
  • Non è sempre savio chi non sa esser qualche volta pazzo.[8]
  • Non è tutto oro quel che luccica.[152]
Non è tutto oro quel che riluce.[152]
  • Non esiste amore senza gelosia.[8]
  • Non fa la stessa viva sensazione il solletico a tutte le persone.[8]
  • Non facendo niente, più pena si sente.[4]
  • Non far mai bene, non avrai mai male.[8]
  • Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.[153][2]
  • Non fare il male ch'è peccato, non fare il bene ch'è sprecato.[1]
  • Non fare il passo più lungo della gamba.[2]
  • Non gira il corvo che non sia vicina la carogna.[8]
  • Non ha Venezia tanti gondolieri quanti Vicenza conti e cavalieri.[8]
  • Non lodare il bel giorno prima di sera.[4]
  • Non mettere il rasoio in mano a un pazzo.[8]
  • Non mi morse mai scorpione, ch'io non mi medicassi col suo olio.[8]
  • Non nominar la corda in casa dell'impiccato.[1]
  • Non ogni abisso ha un parapetto.[4]
  • Non ogni lettera va alla posta, non ogni domanda vuole risposta.[8]
  • Non pensa il cuore quel che dice la bocca.[4]
  • Non perde il cervello se non chi l'ha.[8]
  • Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi.[1]
  • Non sempre va d'accordo la campana dell'orologio con la meridiana.[8]
  • Non serve dire «Di tal acqua non berrò».[4]
  • Non si comincia bene se non dal cielo.[4]
  • Non si dà fumo senza fuoco.[4]
  • Non si entra in Paradiso a dispetto dei Santi.[1]
  • Non si fa niente per niente.[1]
  • Non si finisce mai di imparare.[4]
  • Non si legge mai libro senza imparare qualcosa.[4]
  • Non si possono cavar le castagne dal fuoco colla zampa del gatto.[154]
  • Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.[1]
  • Non si sa mai per chi si lavora.[4]
  • Non si sta mai tanto bene che non si possa star meglio, né tanto male che non si possa star meglio.[8]
  • Non sono cacciatori tutti quelli che portano il fucile.[4]
  • Non sono in Arno tanti pesciolini, quanti in Venezia gondole e camini.[8]
  • Non sono uguali tutti i giorni.[4]
  • Non ti far povero a chi non ha da farti ricco.[8]
  • Non ti fidar d'un tratto, di grazia o di bontà.[8]
  • Non ti vantar farfalla, tuo padre era un bruco.[8]
  • Non tutte le ciambelle riescono col buco.[1]
  • Non tutte le lacrime vengono dal cuor.[4]
  • Non tutti i matti rompono i piatti.[8]
  • Non tutti i pazzi stanno al manicomio.[8]
  • Non tutti possiamo abitare in piazza.[8]
  • Non tutti sono ammalati quelli che sono in letto.[8]
  • Non tutti sono infelici come credono.[8]
  • Non tutti sono infermi quelli che gridano ahi![8]
  • Non tutti vedono la serpe che sta nascosta sotto l'erba.[4]
  • Non tutto il male vien per nuocere.[2]
  • Non v'è mai tanta pace in convento, come quando i frati portano tonache uguali.[8]
  • Non vi è donna senza amore.[8]
  • Non vi è inganno che non si vinca con l'inganno.[4]
  • Non vi è lino senza resca, né donna senza pecca.[4]
  • Non vi è nulla che ricercando non si possa penetrare.[4]
  • Non vi è peggior burla che la vera.[4]
  • Non vi fu mai gatta che non corresse ai topi.[8]
  • Non vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso.[1]
  • Non vo' dormire né fare la guardia.[4]
  • Notte, amore e vino fanno spesso l'uomo meschino.[8]
  • Novembre vinaio.[18]
  • Nulla è così buono che a lungo andare non venga a noia.[8]
  • Nutri il corvo e ti caverà gli occhi.[8]
  • Nutri la serpe in seno, ti renderà veleno.[8]

O[modifica]

Occhio che piange cuore che sente.[2]
  • Occhio non vede, cuore non duole.[2]
  • Occhio per occhio, dente per dente.[2][156]
  • Olio di lucerna ogni mal governa.[2]
  • Oggi a me domani a te.[2]
  • Ogni Abele ha il suo Caino.[4]
  • Ogni animale per non morir s'aiuta.[157]
  • Ogni bel gioco dura poco.[1]
  • Ogni bella scarpa diventa ciabatta, ogni bella donna diventa nonna.[8]
  • Ogni bene infine svanisce, ma la fama non perisce.[4]
  • Ogni cuffia per la notte è buona.
  • Ogni disuguaglianza, l'amore uguaglia.[4]
  • Ogni erba si conosce dal seme.[4]
  • Ogni fatica merita ricompensa.[4]
  • Ogni gatta ha il suo febbraio.[8]
  • Ogni giorno non è festa.[4]
Ogni giorno non si fanno nozze.[4]
  • Ogni grillo si crede cavallo.[8]
  • Ogni lasciata è persa.[1]
  • Ogni legno ha il suo tarlo.[1]
  • Ogni lucciola non è un fuoco.[8]
  • Ogni matto fa il suo atto.[8]
  • Ogni medaglia ha il suo rovescio.[1]
  • Ogni pazzo vuol dar consiglio.[8]
  • Ogni pelo ha la sua ombra.[4]
  • Ogni promessa è debito.[1]
  • Ogni rana si crede gran dama.[8]
  • Ogni rana si crede una Diana.[8]
  • Ogni scimmia trova belli i suoi scimmiotti.[8]
  • Ogni serpe ha il suo veleno.[8]
  • Ogni simile ama il suo simile.[1]
  • Ogni uccello fa il suo verso.[8]
  • Ognun per sé e Dio per tutti.[1]
  • Ognun vede le proprie oche come cigni.[8]
  • Ognuno all'arte sua e il lupo alle pecore.[2]
  • Ognuno ama sentirsi lodare.[4]
  • Ognuno che ha un gran coltello, non è un boia.[4]
  • Ognuno fa degli errori.[4]
  • Ognuno faccia il suo mestiere.[2]
  • Ognuno ha la sua croce.[1]
  • Ognuno tira l'acqua al suo mulino.[2]
  • Orto, uomo morto.[141]
  • Orzo e paglia fanno il caval da battaglia.[8]
  • Ospite raro ospite caro.[1]
  • Ottobre mostaio.[18]

P[modifica]

  • Paese che vai usanza che trovi.[1]
  • Paga il giusto per il peccatore.[1]
  • Pancia affamata, vita disperata.[4]
  • Pancia piena non crede a digiuno.[1]
  • Pancia vuota non sente ragioni.[1]
  • Pane finché dura, vino con misura.[158]
  • Pane padovano, vino vicentino, carne furlana, trippe trevigiane, donne veneziane.[8]
  • Parenti, amici, pioggia, dopo tre giorni vengono a noia.[8]
  • Parenti serpenti.[1]
Parenti serpenti, cugini assassini, fratelli coltelli.[2]
  • Parere e non essere è come filare e non tessere.[2]
  • Parlare francese come una vacca spagnola.[4]
  • Passata la festa gabbato lo santo.[1]
  • Passato il fiume scordato il santo.[4]
  • Patti chiari, amici cari.[2]
  • Patti chiari amicizia lunga.[2]
  • Pazzi e buffoni hanno pari libertà.[8]
  • Pazzo è colui che bada ai fatti altrui.[8]
  • Pazzo per natura, savio per scrittura.[8]
  • Peccati vecchi, penitenza nuova.[8]
  • Peccato celato è mezzo perdonato.[159]
  • Peccato confessato è mezzo perdonato.[8]
  • Per amore anche una donna onesta, può perdere la testa.[8]
  • Per chi vuol esser libero, non c'è catena che tenga.[8]
  • Per essere amabili, bisogna amare.[9]
  • Per fare l'elemosina non manca mai la borsa.[4]
  • Per il saggio le lacrime delle donne sono come goccie salate.[4]
  • Per imparare qualche cosa, non è mai troppo tardi.[4]
  • Per l'abbondanza del cuore la bocca parla.[4]
  • Per l'oro, l'abate vende il convento.[4]
  • Per la santa Candelora[160] dell'inverno siamo fora, ma se piove o tira vento, dell'inverno siamo dentro.[2]
Per la santa Candelora se tempesta o se gragnola dell'inverno siamo fora; ma se è sole o solicello siamo solo a mezzo inverno.[2]
  • Per natura tutti gli uomini sono simili; per l'educazione diventano interamente diversi.[4]
  • Per ogni civetta che si sente cantare sul tetto, non bisogna metter lutto.[8]
  • Per quanto alletti la bellezza di un fiore, nessuno lo coglie se ha cattivo odore.[4]
  • Per san Lorenzo la noce è fatta.[2]
  • Per San Lorenzo la noce si spacca nel mezzo.[161]
  • Per san Lorenzo piove dal cielo carbone ardente.[2]
  • Per Santa Caterina [25 novembre], le bestie fuori dalla cascina.[162]
  • Per trovare ingiustizie non occorrono lanterne.[4]
  • Per un punto Martin perse la cappa.[2]
  • Per una scopa formano un mercato tre donne e assordan tutto il vicinato.[8]
  • Perde le lacrime chi piange davanti al giudice.[4]
  • Perdona a tutti, ma non a te.[163]
  • Perdonare è da uomini, scordare è da bestie.[163]
  • Pesce che va all'amo, cerca d'esser gramo.[8]
  • Pianta a cui spesso si muta luogo, non prende vigore.[4]
  • Piccola fiamma non fa gran luce.[8]
  • Piccola pietra rovesciar può il carro.[8]
  • Piccola scintilla può bruciar la villa.[8]
  • Piccole ruote portano gran pesi.[8]
  • Piccolo ago scioglie stretto nodo.[8]
  • Piglia il bene quando viene, ed il male quando conviene.[8]
  • Piove sempre sul bagnato.[2]
  • Pisa, pesa per chi posa.[8]
  • Più alta la condizione, più si deve essere umili.[8]
  • Più briccone, più fortunato.[4]
  • Più il fiume è profondo, più scorre il silenzio.[4]
  • Più si chiacchiera, meno si ama.[8]
  • Poca brigata vita beata.[1]
  • Poeta si nasce, oratori si diventa.[164]
  • Poeti e Santi campano tutti quanti.[165]
  • Poeti, pittori e pellegrini a fare e a dire sono indovini.[8]
  • Polenta e latte bollito, in quattro salti è digerito.[8]
  • Portare frasconi a Vallombrosa.[4]
  • Prendi la bruna per amante e la bionda per moglie.[8]
  • Preghiera di gatto e brontolio di pulce non arrivano in cielo.[114]
  • Preghiera umile entra in cielo.[8]
  • Prevedere per provvedere e prevenire.[166]
  • Prima della morte non chiamare nessuno felice.[4]
  • Prima di ammogliarsi bisogna fare il nido.[4]
  • Prima di andare alla pesca esamina ben bene la tua rete.[8]
  • Prima di domandare, pensa alla risposta.[167]
  • Prima lusingare e poi graffiare, è arte dei gatti.[8]
  • Prodigo e bevitor di vino, non fa né forno né mulino.[8]
  • Pugliesi, cento per forca e un per paese.[8]
  • Puoi ben drizzare il tenero virgulto, non l'albero già fatto adulto.[4]
  • Putto in vino e donna in latino non fecero mai buon fine.[4]

Q[modifica]

  • Qual proposta tal risposta.[1]
  • Qualche intervallo il pazzo ha di saviezza, qualche intervallo il savio ha di stoltezza.[8]
  • Quale uccello, tale il nido.[168]
  • Quand'anche si trapiantassero in paradiso, i cardi non porterebbero mai rose.[8]
  • Quando arriva la gloria svanisce la memoria.[2]
  • Quando c'è l'esercito, si trova anche il generale.[4]
  • Quando c'è la salute c'è tutto.[57]
  • Quando canta la rana, la pioggia non è lontana.[8]
  • Quando ci sono molti galli a cantare non si fa mai giorno.[18]
  • Quando è finito il raccolto dei datteri, ciascuno trova da ridire alla palma.[8]
  • Quando fischia l'orecchio dritto, il cuore è afflitto; quando il manco, il cuore è franco.[8]
  • Quando gli eretici si accapigliano, la chiesa ha pace.[4]
  • Quando il colombo ha il gozzo pieno, le vecce gli sembrano amare.[8]
  • Quando il culo è avvezzo al peto non si può tenerlo cheto.[2]
  • Quando il fanciullo è satollo anche il miele non ha più gusto.[4]
  • Quando il gatto lecca il pelo viene acqua giù dal cielo.[36]
  • Quando il gatto non c'è i topi ballano.[1]
  • Quando il gatto non può arrivare al lardo dice che è rancido.[8]
  • Quando il gatto si lecca e si sfrega le orecchie con la zampina, pioverà prima che sia mattina.[8]
  • Quando il gozzo è pieno, le ciliegie sono acerbe.[8]
  • Quando il grano ricasca, il contadino si rizza.[57]
  • Quando il lardo è divorato, poco val cacciare il gatto.[8]
  • Quando il mandorlo non frutta, la semente ci va tutta.[8]
  • Quando il sole splende, non ti curar della luna.[8]
  • Quando il tempo è chiaro in autunno, vento nell'inverno.[4]
  • Quando in autunno sono grassi i tassi e le lepri, l'inverno è rigoroso.[4]
  • Quando l'amore è a pezzi non c'è alcuna colla che lo riappiccichi.[8]
  • Quando l'angelo diventa diavolo, non c'è peggior diavolo.[4]
  • Quando l'avaro muore, il danaro respira.[4]
  • Quando l'Italia suona la chitarra, la Spagna le nacchere, la Francia il liuto, l'Irlanda l'arpa, la Germania la tromba, l'Inghilterra il violino, l'Olanda il tamburo, nulla è uguale ad esse.[8]
  • Quando la barba fa bianchino, lascia la donna e tienti al vino.[169]
  • Quando la cicala canta in settembre, non comprare gran da vendere.[8]
  • Quando la fame entra dalla porta, l'amore esce dalla finestra.[8]
  • Quando la grazia di Dio è nel cuore, gli occhi nuotano nell'allegria.[4]
  • Quando la guerra comincia s'apre l'inferno.[4]
  • Quando la neve si scioglie si scopre la mondezza.[1]
  • Quando la pera è matura casca da sé.[1]
Quando la pera è matura bisogna che caschi.[18]
  • Quando la radice è tagliata, le foglie se ne vanno.[8]
  • Quando la ragione dorme, il cuore scappuccia.[8]
  • Quando la luna è bianca il tempo è bello; se è rossa, vuole dire vento; se pallida, pioggia.[4]
  • Quando la rana canta il tempo cambia.[8]
  • Quando piove col sole le vecchie fanno l'amore.[1]
Quando piove col sole il diavolo fa l'amore.[1]
Quando piove col sole le streghe fanno l'amore.[2]
Quando piove col sole si marita la volpe.[170][2]
  • Quando piove d'agosto, piove miele e mosto.[8]
  • Quando non dice niente, non è dal savio il pazzo differente.[8]
  • Quando non sai, frequenta in domandare.[171]
  • Quando si è in ballo bisogna ballare.[1]
  • Quando si è patito si è inclini a compatire.[4]
  • Quando si mangia non si parla.[57]
  • Quando sono fidanzate hanno sette mani e una lingua, quando sono sposate hanno sette lingue e una mano.[8]
  • Quando un povero dà al ricco, Dio ride in cielo.[8]
  • Quando una cosa è accaduta, poco vale lamentarsi.[8]
  • Quando viene la forza, il diritto è morto.[4]
  • Quanto più è alto il monte, tanto più profonda la valle.[4]
  • Quanto più la rana si gonfia, più presto crepa.[8]
  • Quanto più se n'ha, tanto più se ne vorrebbe.[4]
  • Quattro lumi non s'accendono.[2]
  • Quattro nuove invenzioni vanta il mondo: scorticare senza coltello, arrostire senza fuoco, lavare senza sapone, e invece degli occhiali vedere attraverso le dita.[4]
  • Quel che con l'acqua mischia e guasta il vino, merita di bere il mare a capo chino.[8]
  • Quel che è disposto in cielo, conviene che sia.[4]
  • Quel che è fatto è reso.[2]
  • Quel che non può l'ìngegno, può spesso la fortuna.[4]
  • Quel che si dà al ricco, si ruba al povero.[8]
  • Quel che si fa a fin di bene, non dispiace mai a Dio.[4]
  • Quel che si fa all'oscuro, appare al sole.[4]
  • Quel che supera il mio intelletto, lo lascio stare.[4]
  • Quella bellezza l'uomo saggio apprezza che dura sempre, fino alla vecchiaia.[4]
  • Quelli che hanno meno ingegno, ne hanno da vendere più degli altri.[4]
  • Quello che abbaia è il cane sdentato.[4]
  • Quello che deve durare per l'eternità non si deve scrivere con l'acqua.[4]
  • Quello che è accaduto ieri, può accadere oggi.[4]
  • Quello che è passato, è scordato.[4]
  • Quello che ha da essere, sarà.[4]
  • Quello che non avviene oggi, può avvenire domani.[4]
  • Quello che non è stato può essere.[4]
  • Quello che non può l'intelletto, può spesso il caso.[4]
  • Quello che puoi fare oggi, non rimandarlo a domani.[4]
  • Quello che si dice all'eco nel bosco, il bosco lo ripete.[4]
  • Quello che si impara in gioventù, non si dimentica mai più.[4]
  • Quello che si usa non si scusa.[172]
  • Quello è mio zio, che vuole il bene mio.[4]
  • Quello è un fanciullo accorto che conosce suo padre.[4]
  • Questo devi sapere che la gelosia di un Arabo è la stessa gelosia.[4]
  • Quieta non muovere.[18]

R[modifica]

  • Raglio d'asino non giunse mai al cielo.[2]
  • Rana di palude sempre si salva.[8]
  • Rane, malsane.[8]
  • Render nuovi benefici all'ingratitudine è la virtù di Dio e dei veri uomini grandi.[8]
  • Ricchezza mal disposta a povertà s'accosta.[8]
  • Ricchezza mal disposta a povertà s'accosta.[8]
  • Ricchezze nell'India, sapere in Europa, e pompa fra gli ottomani.[8]
  • Ricchi e poveri non portano che un lenzuolo all'altro mondo.[8]
  • Ricco e grande fortuna potrà farti, ma mai il comune senso potrà darti.[4]
  • Ride ben chi ride ultimo.[2]
Ride ben chi ride l'ultimo.[2]
  • Roba calda il corpo non salda.[173]
  • Roba d'altri, tutti scaltri.[4]
  • Roma a chi nulla in cent'anni, a chi molto in tre dì.[8]
  • Roma non fu fatta in un giorno.[2]
  • Roma santa, Aquila bella, Napoli galante.[174]
  • Rosso di mattina, pioggia vicina.[175]
  • Rosso di sera bel tempo si spera; rosso di mattina acqua vicina.[2]
Rosso di sera, buon tempo si spera; rosso di mattina mal tempo si avvicina.[1]
  • Rosso e giallaccio pare bello ad ogni faccia, verde e turchino si deve essere più che bellino.[176]
  • Rovo, in buona terra covo.[141]

S[modifica]

Pietra che rotola non fa muschio.[2]
  • Sbagliando s'impara.[1]
  • Scalda più l'amore che mille fuochi.[8]
  • Scherza coi fanti e lascia stare i Santi.[1]
  • Scherzando intorno al lume che t'invita, farfalla perderai l'ali e la vita.[61]
  • Scherzo di mano, scherzo di villano.[1]
Gioco di mano, gioco di villano.[1]
  • Schiena di mulo, corso di barca, buon per chi n'accatta.[8]
  • Scusa non richiesta, accusa manifesta.[178][179]
  • Se ari male, peggio mieterai.[45]
  • Se fossero buoni i nipoti non si leverebbero dalla vigna.[180]
  • Se gioventù sapesse, se vecchiaia potesse.[139]
  • Se i gatti sapessero volare, le beccacce sarebbero rare.[114]
  • Se il coltivatore non è più forte della su' terra questa finisce per divorarlo.[45]
  • Se il ladro lasciasse il suo rubare, non ci sarebbero più forche.[4]
  • Se il giovane sapesse di quanto ha bisogno la vecchiaia, chiuderebbe spesso la borsa.[4]
  • Se il poeta s'erige a oratore predicherà agli orecchi e non al cuore.[8]
  • Se il primo bottone hai fatto essere secondo, tutti sbagliati saranno da cima a fondo.[4]
  • Se il re sputa sopra un abete si chiama subito abete reale.[4]
  • Se il ricco conoscesse la fame del povero, gli darebbe del suo pane.[8]
  • Se il tuo gatto è ladro non scacciarlo di casa.[8]
  • Se il virtuoso è povero, il lodarlo non basta; il dovere primo è d'aiutarlo.[8]
  • Se la pazzia fosse dolore, in ogni casa si sentirebbe stridere.[8]
  • Se le lattughe lasci in guardia alle oche, al ritorno ne troverai ben poche.[181]
  • Se ne vanno gli amori e restano i dolori.[4]
  • Se nessuno sa quel che sai, a nulla serve il tuo sapere.[8]
  • Se non è zuppa è pan bagnato.[1]
  • Se non hai mai rubato, la parola ladro non è per te un'ingiuria.[4]
  • Se occhio non mira, cuor non sospira.[8]
  • Se piovesse oro, la gente si stancherebbe a raccoglierlo.[8]
  • Se son rose fioriranno.[1]
  • Se un fratello compie un omicidio, gli altri non sono responsabili.[4]
  • Se vuoi che t'ami, fa' che ti brami.[8]
  • Se vuoi portare l'uomo a incretinire, fallo ingelosire.[4]
  • Segui il filo e troverai il gomitolo.[4]
  • Senza denari non canta un cieco.[1]
Senza denari non si canta messa.[1]
  • Senza umiltà tutte le virtù sono vizi.[8]
  • Sempre ti graffierà chi nacque gatto.[8]
  • Senza umanità non vi è né virtù, né vero coraggio, né gloria durevole.[8]
  • Seren d'inverno e nuvolo d'estate, non ti fidare.[4]
  • Sette in un colpo! disse quel sarto che aveva ammazzato sette mosche.[8] [wellerismo]
  • Settembre, l'uva è fatta e il fico pende.[18]
  • Si bacia il fanciullo a causa della madre, e la madre a causa del fanciullo.[4]
  • Si dice il peccato, ma non il peccatore.[2]
  • Si mantiene un esercito per mille giorni, e non se ne fa uso che per un momento.[4]
  • Si può conoscere la tua opinione dal tuo sbadigliare.[8]
  • Si stava meglio quando si stava peggio.[182][2]
  • Sia l'astrologo che l'indovina ti portano alla rovina.[4]
  • Sin che si vive, s'impara sempre.[4]
  • Sol gente di mal'affare, bestie e botte, van fuori di notte.[183]
  • Son padrone del mondo oggi le donne e cedon toghe e spade a cuffie e gonne.[8]
  • Sono meglio cento beffe che un danno.[4]
  • Sono sempre gli stracci che vanno all'aria.[1]
  • Sopra l'albero caduto ognuno corre a fare legna.[4]
  • Sopra ogni vino, il greco è divino.[8]
  • Sotto la neve pane, sotto l'acqua fame.[1]
  • Spesso a chiaro mattino, v'è torbida sera.[184]
  • Spesso chi commette un'ingiustizia, ne subisce una peggiore.[4]
  • Spesso vince più l'umiltà che il ferro.[8]
  • Sposa bagnata sposa fortunata.[185]
  • Stretta la foglia, larga la via dite la vostra che ho detto la mia.[2]
Larga la foglia, stretta la via dite la vostra che ho detto la mia.[2]
  • Stringe più la camicia che la gonnella.[4]
  • Studia non per sapere di più, ma per sapere meglio degli altri.[186]
  • Studio in gioventù, onore alla vecchiaia.[4]
  • Sulla pelle della serpe nessuno guarda alle macchie.[8]
  • Superbia povera spiace anche al diavolo; umiltà ricca piace anche a Dio.[8]

T[modifica]

  • T'annoia il tuo vicino? Prestagli uno zecchino.[4]
  • Tal lascia l'arrosto che poi brama il fumo.[4]
  • Tale padre, tale figlio.[2][187]
  • Tanti galli a cantar non fa mai giorno.[1]
  • Tanti idoli, tanti templi.[4]
  • Tanti pochi fanno un assai.[188]
  • Tanto fumo e poco arrosto.[2]
  • Tanto l'amore quanto il fuoco devono essere attizzati.[8]
  • Tanto l'amore quanto la minestra di fagioli vogliono uno sfogo.[8]
  • Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.[1]
  • Tempo chiaro e dolce a capodanno, assicura bel tempo tutto l'anno.[8]
  • Tenga bene a mente un bugiardo quando mente.[4]
  • Tentar non nuoce.[1]
  • Terra assai, terra poca.[141]
  • Terra bianca, tosto stanca.[189]
  • Terra coltivata raccolta sperata.[2]
  • Terra nera buon grano mena.[2]
  • Testa di lucertola, collo di gru, gambe di ragno, pancia di vacca, groppa di baldracca.[8]
  • Testa di pazzo non incanutisce mai.[8]
  • Tinca di maggio e luccio di settembre.[8]
  • Tinca in camicia, luccio in pelliccia.[8]
  • Tira più un pelo di fica che cento paia di buoi.[2]
Tira più un capello di donna che cento paia di buoi.[8]
  • Tolta la causa, cessato l'effetto.[8]
  • Tondi l'agnello e lascia il porcello.[8]
  • Torinesi e Monferrini, pane, vino e tamburini.[8]
  • Tra cani non si mordono.[1]
  • Tra i due litiganti il terzo gode.[1]
  • Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare.[1]
  • Tra l'incudine e il martello, mano non metta chi ha cervello.[4]
  • Tra moglie e marito non mettere il dito.[1]
  • Trattar male il povero è il disonor del ricco.[8]
  • Tre cose cacciano l'uomo di casa: fumo, goccia e femmina arrabbiata.[4]
  • Tre cose fanno l'uomo ammalato: amore, vino e bagno.[8]
  • Tre sono le meraviglie, Napoli, Roma e la faccia tua.[190]
  • Trenta monaci e un abate non farebbero bere un asino per forza.[4]
  • Triste e guai, chi crede troppo e chi non crede mai.[8]
  • Triste quel cane che si lascia prendere la coda in mano.[8]
  • Triste quell'estate, che ha saggina e rape.[8]
  • Tromba di culo, sanità di corpo.[173]
  • Troppa manna, nausea.[8]
  • Troppa modestia è orgoglio mascherato.[8]
  • Troppe soddisfazioni tolgono ogni voglia.[8]
  • Troppi cuochi guastano la cucina.[1]
  • Troppo povero e troppo ricco fa ugual disgrazia.[8]
  • Tu scherzi col tuo gatto e l'accarezzi, ma so ben io qual fine avran quei vezzi.[8]
  • Tutta la strada non fallisce il saggio che, accortosi a metà, corregge il viaggio.[4]
  • Tutte le strade portano a Roma.[1]
  • Tutti del pazzo tronco abbiamo un ramo.[8]
  • Tutti i fiumi vanno al mare.[1]
  • Tutti i giorni sono buoni per andare a caccia. ma non per prendere uccelli.[4]
  • Tutti i guai son guai, ma il guaio senza pane è il più grosso.[1]
  • Tutti i gusti son gusti.[1]
  • Tutti i mestieri danno il pane.[191]
  • Tutti i nodi vengono al pettine.[1]
  • Tutti i peccati mortali sono femmine.[8]
  • Tutti i salmi finiscono in gloria.[1]
  • Tutto ciò che dura a lungo annoia.[8]
  • Tutto è bene quel che finisce bene.[1][192]
  • Tutto il cervello non è in una testa.[4]
  • Tutto il mondo è paese.[1][193]
  • Tutto quello che è bianco non è farina.[4]
  • Tutto s'accomoda fuorché l'osso del collo.[31]

U[modifica]

  • Uccellin che mette coda vuol mangiare a tutte l'ore.[2]
  • Ucci ucci, sento odor di cristianucci.[2]
  • Umiltà e cortesia adornano più di una veste tessuta d'oro.[8]
  • Un bel tacer non fu mai scritto.[2][194]
  • Un abete non fa foresta.[4]
  • Un'anima magnanima consulta le altre; un'anima volgare disprezza i consigli.[8]
  • Un bell'abito è una lettera di raccomandazione.[4]
  • Un buon abate loda sempre il suo convento.[4]
  • Un buon principio va sempre a buon fine.[4]
  • Un cattivo libro ha spesso un buon titolo, ed una fronte onesta, un cervello ribaldo.[4]
  • Un cuor magnanimo vuol sempre il bene, anche se il premio mai non ottiene.[8]
  • Un esercito senza generale è come un corpo senz'anima.[4]
  • Un fratello aiuta l'altro.[4]
  • Un granello fa traboccare la bilancia.[4]
Un granello di polvere fa scoppiare tutta la bomba.[4]
  • Un ladro non ruba sempre, ma bisogna guardarsi da lui.[4]
  • Un lume è più presto spento che acceso.[4]
  • Un male tira l'altro.[4]
  • Un padre campa cento figli e cento figli non campano un padre.[2]
  • Un pazzo ne fa cento.[8]
  • Un piccolo buco fa affondare un gran bastimento.[8]
  • Un povero virtuoso val più di un ricco vizioso.[8]
  • Una bella barba e un cuor valente adornano l'uomo.[4]
  • Una bella giornata non fa estate.[4]
  • Una bella lacrima trova facilmente un fazzoletto che la asciughi.[4]
  • Una bugia ha bisogno di sette bugie.[4]
  • Una ciliegia tira l'altra.[2]
Una cosa tira l'altra.[18]
  • Una estate vale più di dieci inverni.[4]
Una parola tira l'altra.[2]
Una ma buona.[18]
  • Una fa, due stentano, ma a tre ci vuol la serva.[8]
  • Una Fenice fra le donne è quella, che altra donna confessa essere bella.[8]
  • Una mano lava l'altra e tutte e due lavano il viso.[1]
  • Una mela al giorno leva il medico di torno.[2]
  • Una ne paga cento.[1]
Una ne paga tutte.[1]
Un fiore non fa giardino.[4]
Un fiore non fa primavera.[4]
  • Una volta corre il cane e una volta la lepre.[1]
  • Una volta per uno non fa male a nessuno.[1]
  • Uno semina, l'altro raccoglie.[66]
  • Uomo a cavallo, sepoltura aperta.[2]
  • Uomo avvisato mezzo salvato.[1]
  • Uomo da nessuno invidiato, è uomo non fortunato.[4]
  • Uomo di vino, non vale un quattrino.[8]
  • Uomo morto non fa più guerra.[195]
  • Uomo senza quattrini è un morto che cammina.[2]
  • Uomo zelante, uomo amante.[4]
L'uomo misero è un morto che cammina.[2]
  • Uovo di un'ora, pane di un giorno, vino di un anno, donna di quindici e amici di trent'anni.[8]

V[modifica]

  • Va più di un asino al mercato.[4]
  • Val più un piacere da farsi che cento di quelli fatti.[8]
  • Val più una messa in vita che cento in morte.[4]
  • Vale più la pratica che la grammatica.[1]
  • Vale più un fatto che cento parole.[196]
  • Vale più un gusto che un casale.[1]
  • Vale più un testimone di vista che cento d'udito.[2]
  • Vale più uno a fare.[18]
  • Vanga e zappa non vuol digiuno.[45]
  • Vanga piatta poco attacca, vanga ritta terra ricca, vanga sotto ricca il doppio.[2]
  • Vecchiaia d'aquila, giovinezza d'allodola.[4]
  • Vedere e non toccare è una cosa da crepare.[2]
  • Venezia bella, fabbricata sul mare; chi non la vede non la può stimare.[8]
  • Venezia la bella, e Padova sua sorella.[8]
  • Vento fresco mare crespo.[197]
  • Ventre pieno non crede a digiuno.[18]
  • Ventre vuoto non sente ragioni.[18]
  • Vi sono dei matti savi, e dei savi matti.[8]
  • Vicino alla chiesa lontano da Dio.[2]
  • Vicino alla serpe c'è il biacco.[8]
  • Vigna nel sasso e orto in terren grasso.[198]
  • Vincere un ambo al lotto è un malefizio, che più accresce la speranza al vizio.[8]
  • Vino amaro, tienilo caro.[8]
  • Vino battezzato non vale un fiato.[8]
  • Vino battezzato, non va al palato.[8]
  • Vino dentro, senno fuori.[8]
  • Vino di fiasco la sera buono e la mattina guasto.[8]
  • Vino e sdegno fan palese ogni disegno.[8]
  • Vino non è buono che non rallegra l'uomo.[8]
  • Vivi e lascia vivere.[1]
  • Vizio di natura fino alla fossa dura.[2]
Vizio di natura, fino alla morte dura.[199]
  • Voglio piuttosto un asino che mi porti, che un cavallo che mi getti in terra.[4]
  • Volpe che dorme, ebreo che giura, donna che piange, malizie sopraffine colle frangie.[4]

Note[modifica]

  1. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp bq br bs bt bu bv bw bx by bz ca cb cc cd ce cf cg ch ci cj ck cl cm cn co cp cq cr cs ct cu cv cw cx cy cz da db dc dd de df dg dh di dj dk dl dm dn do dp dq dr ds dt du dv dw dx dy dz ea eb ec ed ee ef eg eh ei ej ek el em en eo ep eq er es et eu ev ew ex ey ez fa fb fc fd fe ff fg fh fi fj fk fl fm fn fo fp fq fr fs ft fu fv fw fx fy fz ga gb gc gd ge gf gg gh gi gj gk gl gm gn go gp gq gr gs gt gu gv gw gx gy gz ha hb hc hd he hf hg hh hi hj hk hl hm hn ho hp hq hr hs ht hu Citato ne Il nuovo Zingarelli.
  2. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp bq br bs bt bu bv bw bx by bz ca cb cc cd ce cf cg ch ci cj ck cl cm cn co cp cq cr cs ct cu cv cw cx cy cz da db dc dd de df dg dh di dj dk dl dm dn do dp dq dr ds dt du dv dw dx dy dz ea eb ec ed ee ef eg eh ei ej ek el em en eo ep eq er es et eu ev ew ex ey ez fa fb fc fd fe ff fg fh fi fj fk fl fm fn fo fp fq fr fs ft fu fv fw fx fy fz ga gb gc gd ge gf gg gh gi gj gk gl gm gn go gp gq gr gs gt gu gv gw gx gy gz ha hb hc hd he hf hg hh hi hj hk hl hm hn ho hp hq hr hs ht hu hv hw hx hy hz ia ib ic id ie if ig ih ii ij ik il im in io ip iq ir is it Citato in Lapucci.
  3. a b c d e f g Citato in Carlo Volpini, 516 proverbi sul cavallo, Cisalpino-Goliardica, 1984.
  4. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp bq br bs bt bu bv bw bx by bz ca cb cc cd ce cf cg ch ci cj ck cl cm cn co cp cq cr cs ct cu cv cw cx cy cz da db dc dd de df dg dh di dj dk dl dm dn do dp dq dr ds dt du dv dw dx dy dz ea eb ec ed ee ef eg eh ei ej ek el em en eo ep eq er es et eu ev ew ex ey ez fa fb fc fd fe ff fg fh fi fj fk fl fm fn fo fp fq fr fs ft fu fv fw fx fy fz ga gb gc gd ge gf gg gh gi gj gk gl gm gn go gp gq gr gs gt gu gv gw gx gy gz ha hb hc hd he hf hg hh hi hj hk hl hm hn ho hp hq hr hs ht hu hv hw hx hy hz ia ib ic id ie if ig ih ii ij ik il im in io ip iq ir is it iu iv iw ix iy iz ja jb jc jd je jf jg jh ji jj jk jl jm jn jo jp jq jr js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km kn ko kp kq kr ks kt ku kv kw kx ky kz la lb lc ld le lf lg lh li lj lk ll lm ln lo lp lq lr ls lt lu lv lw lx ly lz ma mb mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf ng nh ni nj nk nl nm nn no np nq nr ns nt nu nv nw nx ny nz oa ob oc od oe of og oh oi oj ok ol om on oo op oq or os ot ou ov ow ox oy oz pa pb pc pd pe pf pg ph pi pj pk pl pm pn po pp pq pr ps pt pu pv pw px py pz qa qb qc qd qe qf qg qh qi qj qk ql qm qn qo qp qq qr qs qt qu qv qw qx qy qz ra rb rc rd re rf rg rh ri rj rk rl rm rn ro rp rq rr rs rt ru rv rw rx ry rz sa sb sc sd se sf sg sh si sj sk sl sm sn so sp sq sr ss st su sv sw sx sy sz ta tb tc td te tf tg th ti tj tk tl tm tn to tp tq tr ts tt tu tv tw tx ty tz ua ub uc ud ue uf ug uh ui uj uk ul um un uo up uq ur us ut uu uv uw ux uy uz va vb vc vd ve vf vg vh vi vj vk vl vm vn vo vp vq vr vs vt vu vv vw vx vy vz wa wb wc wd we wf wg wh wi wj wk wl wm wn wo wp wq wr Citato in Donato.
  5. a b Citato in Max Pfister, Lessico etimologico italiano, vol. 3, Reichert, 1987.
  6. Citato in Schwamenthal, § 14.
  7. Citato in Schwamenthal, § 29.
  8. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp bq br bs bt bu bv bw bx by bz ca cb cc cd ce cf cg ch ci cj ck cl cm cn co cp cq cr cs ct cu cv cw cx cy cz da db dc dd de df dg dh di dj dk dl dm dn do dp dq dr ds dt du dv dw dx dy dz ea eb ec ed ee ef eg eh ei ej ek el em en eo ep eq er es et eu ev ew ex ey ez fa fb fc fd fe ff fg fh fi fj fk fl fm fn fo fp fq fr fs ft fu fv fw fx fy fz ga gb gc gd ge gf gg gh gi gj gk gl gm gn go gp gq gr gs gt gu gv gw gx gy gz ha hb hc hd he hf hg hh hi hj hk hl hm hn ho hp hq hr hs ht hu hv hw hx hy hz ia ib ic id ie if ig ih ii ij ik il im in io ip iq ir is it iu iv iw ix iy iz ja jb jc jd je jf jg jh ji jj jk jl jm jn jo jp jq jr js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km kn ko kp kq kr ks kt ku kv kw kx ky kz la lb lc ld le lf lg lh li lj lk ll lm ln lo lp lq lr ls lt lu lv lw lx ly lz ma mb mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf ng nh ni nj nk nl nm nn no np nq nr ns nt nu nv nw nx ny nz oa ob oc od oe of og oh oi oj ok ol om on oo op oq or os ot ou ov ow ox oy oz pa pb pc pd pe pf pg ph pi pj pk pl pm pn po pp pq pr ps pt pu pv pw px py pz qa qb qc qd qe qf qg qh qi qj qk ql qm qn qo qp qq qr qs qt qu qv qw qx qy qz ra rb rc rd re rf rg rh ri rj rk rl rm rn ro rp rq rr rs rt ru rv rw rx ry rz sa sb sc sd se sf sg sh si sj sk sl sm sn so sp sq sr ss st su sv sw sx sy sz ta tb tc td te tf tg th ti tj tk tl tm tn to tp tq tr ts tt tu tv tw tx ty tz ua ub uc ud ue uf ug uh ui uj uk ul um un uo up uq ur us ut uu uv uw ux uy uz va vb vc vd ve vf vg Citato in Selene.
  9. a b c d e f g Citato in Marino Ferrini, I proverbi dei nonni, Il Leccio, 2002³.
  10. Citato in Schwamenthal, § 52.
  11. Cfr. Matteo, 6, 34.
  12. La locuzione latina gutta cavat lapidem (letteralmente "la goccia perfora la pietra") venne utilizzata da Tito Lucrezio Caro, Publio Ovidio Nasone e Albio Tibullo. Cfr. voce su Wikipedia.
  13. Citato in Schwamenthal, § 78.
  14. Citato in Schwamenthal, § 85.
  15. Citato in Schwamenthal, § 122.
  16. Citato in Schwamenthal, § 123.
  17. Citato in Schwamenthal, § 131.
  18. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y Citato in Vocabolario della lingua italiana.
  19. Citato in Schwamenthal, § 170.
  20. Citato in Schwamenthal, § 278.
  21. Citato in Schwamenthal, § 235.
  22. Citato in Schwamenthal, § 242.
  23. Citato in Schwamenthal, § 243.
  24. Citato in Schwamenthal, § 255.
  25. Titolo di un'opera di Achille Campanile del 1930, passato a proverbio e modo di dire comune.
  26. Citato in Schwamenthal, § 281.
  27. Citato in Schwamenthal, § 281.
  28. Citato in Schwamenthal, § 288.
  29. Citato in Castagna, p. 137.
  30. Citato in Schwamenthal, § 317.
  31. a b c Citato in Vezio Melegari, Manuale della barzelletta, Mondadori, Milano, 1976, p. 35.
  32. a b c Citato in Francesco Protonotari, Nuova antologia di scienze, lettere ed arti, volume settimo, Direzione della nuova antologia, Firenze, 1868, p. 454.
  33. Citato in Grisi, p. 34.
  34. a b Citato in Orlando Pescetti, Proverbi italiani raccolti e ridotti sotto a certi capi, e luoghi communi per ordine d'alfabeto, Verona, 1603, p. 123.
  35. Citato in Grisi, p. 254.
  36. a b c d e Citato in Paronuzzi, p. 68.
  37. Citato in Schwamenthal, § 585.
  38. a b Citato in Giulio Franceschi, Proverbi e modi proverbiali italiani, Hoepli, 1908.
  39. Citato in Grisi, p. 24.
  40. Giovanni Verga, I Malavoglia.
  41. Citato in Schwamenthal, § 768.
  42. Citato in Schwamenthal, § 804.
  43. Citato in Schwamenthal, § 805.
  44. Andatura di cavallo, asino o mulo, a passi corti e veloci, mossi in contrattempo.
  45. a b c d e f g Citato in Francesco Picchianti, Proverbi italiani, A. Salani, 1886.
  46. Citato in Schwamenthal, § 848.
  47. Citato in Schwamenthal, § 854.
  48. Citato in Schwamenthal, § 878.
  49. Citato in Schwamenthal, § 886.
  50. Citato in Castagna, p. 172.
  51. Citato in Grisi, p. 113.
  52. Citato in Schwamenthal, § 906.
  53. Slogan pubblicitario degli anni Ottanta.
  54. a b c d Citato in Augusto Arthaber, Dizionario comparato di proverbi e modi proverbiali, Hoepli, 1972.
  55. Cfr. Gesù, Discorso della Montagna: «Cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova».
  56. Cfr. Gesù, Vangelo secondo Matteo: «Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada».
  57. a b c d e f g h i j k Temistocle Franceschi, Atlante paremiologico italiano, Edizioni dell'Orso, 2000.
  58. Citato in Schwamenthal, § 1066.
  59. Citato in Grisi, p. 11.
  60. Citato in Amadeus Voldben, Il giardino della saggezza, Amedeo Rotondi, 1967.
  61. a b c d e Citato in Grisi, p. 106.
  62. Citato in Schwamenthal, § 1324.
  63. a b c Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 583.
  64. Citato in Grisi, p. 247.
  65. Citato in Schwamenthal, § 1541.
  66. a b Citato in Emanuel Strauss, Concise Dictionary of European Proverbs, Routledge, 2013.
  67. Citato nel film Riso amaro.
  68. Cfr. Libro di Osea: «E poiché hanno seminato vento | raccoglieranno tempesta».
  69. a b Citato in Giuseppe Giusti, Dizionario dei proverbi italiani.
  70. Ripreso da un Decretale di Papa Bonifacio VIII: Qui tacet, consentire videtur.
  71. Citato in Schwamenthal, § 1742.
  72. Citato in Schwamenthal, § 1744.
  73. Citato in Schwamenthal, § 1753.
  74. Citato in Schwamenthal, § 1754.
  75. Cfr. Cristoforo Poggiali, Proverbj, motti e sentenze ad uso ed istruzione del popolo, 1821: «Chi dà a credenza, molte merci spaccia; | Ma un presto fallimento si procaccia».
  76. Citato in Schwamenthal, § 1762.
  77. Citato in Schwamenthal, § 1788.
  78. Citato in Schwamenthal, § 1796.
  79. Citato in Schwamenthal, § 1821.
  80. Dal latino: Faber est suae quisque fortunae (Appio Claudio Cieco).
  81. Citato in Schwamenthal, § 1933.
  82. Citato in Schwamenthal, § 1994.
  83. La frase è attribuita (Niccolò Machiavelli, Istorie fiorentine, II, 3; Giovanni Villani, Nuova Cronica, VI, 38) a Mosca dei Lamberti che, nel 1215, a Firenze, convinse così gli Amidei a uccidere Buondelmonte de' Buondelmonti; dal delitto nacquero le fazioni dei guelfi e dei ghibellini. Citato anche nella Divina Commedia di Dante Alighieri (Inferno, 28, 106-108): Gridò: "Ricordera' ti anche del Mosca, | che disse, lasso!, 'Capo ha cosa fatta', | che fu mal seme per la gente tosca". È possibile che Mosca dei Lamberti adattò al momento un proverbio già noto ai suoi tempi (Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921); secondo l'Accademia della Crusca (Dizionario della lingua italiana, 1827) corrisponderebbe al latino «Factum infectum fieri nequit».
  84. Citato in Schwamenthal, § 2034.
  85. Citato in Schwamenthal, § 2035.
  86. Citato in Schwamenthal, § 2047.
  87. Riferito alle insidie che l'amore riserva alle virtù delle fanciulle. Citato in Castagna, p. 56.
  88. Citato in Schwamenthal, § 2142.
  89. Cfr. Gesù, Vangelo secondo Matteo: «Rendete dunque a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio».
  90. a b c d Citato in Paola Guazzotti e Maria Federica Oddera, Il Grande dizionario dei proverbi italiani, Zanichelli, 2006.
  91. Citato in Schwamenthal, § 2168.
  92. Citato in Grisi, p. 145.
  93. Citato in Schwamenthal, § 2245.
  94. Citato in Schwamenthal, § 2253.
  95. a b c Citato in Valter Boggione, Chi dice donna, UTET, 2005.
  96. Citato in Schwamenthal, § 2357.
  97. Proverbio ferrarese, secondo Riccardo Bacchelli, citato più volte nell'opera Il Mulino del Po. Fa riferimento alle esondazioni imprevedibili del fiume, ed, in metafora, al fatto che il destino spesso colpisce dove ci si sente più sicuri.
  98. Citato in Grisi, p. 62.
  99. Citato in Giuseppe Pittàno, Frase fatta capo ha. Dizionario dei modi di dire, proverbi e locuzioni, Zanichelli, 1992.
  100. Ripreso dalla commedia francese Le Glorieux di Philippe Néricault Destouches.
  101. Citato in Piero Angela, Ti amerò per sempre: La scienza dell'amore, Mondadori, Milano, 2005, p. 68. ISBN 88-04-51490-6
  102. Dal latino: Facta lex inventa fraus.
  103. Citato in Schwamenthal, § 2697.
  104. Citato in Schwamenthal, § 2769.
  105. Citato in Schwamenthal, § 2771.
  106. Citato in Schwamenthal, § 2783.
  107. Citato in Florio, lettera G.
  108. Citato in Gustavo Strafforello, La sapienza del mondo: ovvero, Dizionario universale dei proverbi, A.F. Negro, 1883, p.279.
  109. a b c Citato in Paronuzzi, p. 72.
  110. Citato in Castagna, p. 178.
  111. Citato in Schwamenthal, § 666.
  112. Citato in Anna Fata, Lo zen e l'arte di cucinare, Edizioni Il Punto d'Incontro, Vicenza, 2010, p. 178. ISBN 978-88-8093-714-2
  113. Cfr. Michail Aleksandrovič Bakunin: «Il caffè, per esser buono, deve essere nero come la notte, dolce come l'amore e caldo come l'inferno».
  114. a b c Citato in Paronuzzi, p. 70.
  115. Citato in Roberto Allegri, 1001 cose da sapere e da fare con il tuo gatto, Newton Compton, Roma, 2014, § 100. ISBN 978-88-541-6678-3
  116. Citato in Brigitte Bulard-Cordeau, Il piccolo libro dei gatti, traduzione di Giovanni Zucca, Fabbri Editori, Milano, 2012, p. 40. ISBN 978-88-58-66237-3
  117. Citato in Schwamenthal, § 2784.
  118. Citato in Grisi, p. 11.
  119. Citato in Schwamenthal, § 3037.
  120. Citato in Castagna, p. 151.
  121. Citato in Schwamenthal, § 3266.
  122. Citato in Schwamenthal, § 4058.
  123. Nei dialetti siciliani e nel napoletano l'arancia viene chiamata portogallo.
  124. Citato in Schwamenthal, § 4901.
  125. Citato in Schwamenthal, § 5487.
  126. Citato in Schwamenthal, § 211.
  127. Veste da lavoro usata, specialmente in Toscana, da contadini e operai.
  128. Citato in Schwamenthal, § 440.
  129. Con riferimento a chi fa fatica a digerire le arance.
  130. a b Citato in Paolo De Nardis, L'invidia. Un rompicapo per le scienze sociali, Meltemi Editore, 2000, p. 38. ISBN 8883530527
  131. Citato in Schwamenthal, § 2779.
  132. Citato in Schwamenthal, § 2780.
  133. a b c Citato in Grisi, p. 130.
  134. Citato in Luigi Pozzoli, Sul respiro di Dio. Commento alle letture festive. Anno B, Paoline, Milano, 1999, p. 14.
  135. a b Citato in Schwamenthal, § 3129.
  136. a b c d e Citato in Grisi, p. 265.
  137. Citato in Grisi, p. 270.
  138. Citato in Grisi, p. 303.
  139. a b Citato in Ann H. Swenson, Proverbi e modi proverbiali, Nerbini, 1931.
  140. Citato in Grisi, p. 109.
  141. a b c d Citato in Ugo Rossi-Ferrini, Proverbi agricoli, I Fermenti, 1931.
  142. Citato in Grisi, p. 39.
  143. Citato in Castagna, p. 18.
  144. Citato in Carlo Giuseppe Sisti, Agricoltura pratica della Lombardia, Milano, 1828, p. 99.
  145. Citato in Schwamenthal, § 3296.
  146. a b Citato in Schwamenthal, § 3528.
  147. Citato in Florio, lettera N.
  148. Citato in Schwamenthal, § 3566.
  149. Cfr. Gesù, Vangelo secondo Luca: «Nessun profeta è ben accetto in patria».
  150. Citato in Castagna, p. 75.
  151. Citato in Paronuzzi, p. 66.
  152. a b Citato in Schwamenthal, § 3691.
  153. Cfr. Etica della reciprocità.
  154. Citato in Schwamenthal, § 3770.
  155. Cfr. anche Salvator Rosa.
  156. Questo detto, ripreso dal Libro dell'Esodo («occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, bruciatura per bruciatura, ferita per ferita, livido per livido»), è chiamato Legge del taglione.
  157. Citato in Grisi, p. 270.
  158. Citato in Schwamenthal, § 4130.
  159. Citato in Focus storia n. 49, novembre 2010, p. 74, che inoltre spiega: «Il proverbio compare in una novella del Decameron di Giovanni Boccaccio (la quarta della prima giornata)».
  160. 2 febbraio: in tale giorno la Chiesa cattolica celebra la presentazione al Tempio di Gesù (Luca 2,22-39), popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo. La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l'usanza ebraica, una donna era considerata impura del sangue mestruale per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre.
  161. Citato in Schwamenthal, § 4306.
  162. Citato in Schwamenthal, § 4352.
  163. a b Citato in Grisi, p. 197.
  164. Citato in Schwamenthal, § 4498.
  165. Citato in Schwamenthal, § 4499.
  166. Citato in Piero Angela, A cosa serve la politica?, Mondadori, Milano, 2011, p. 145. ISBN 978-88-04-60776-2
  167. Citato in Schwamenthal, § 4568.
  168. Citato in Schwamenthal, § 4615.
  169. Citato in Schwamenthal, § 4698.
  170. Una leggenda simile esiste anche in Giappone: i demoni-volpe (le kitsune) preferirebbero celebrare i loro matrimoni sotto la pioggia mentre splende il sole; il regista Akira Kurosawa ne prese spunto per il primo episodio (Raggi di sole nella pioggia) del film Sogni (1990).
  171. Citato in Schwamenthal, § 4757.
  172. Citato in Schwamenthal, § 4850.
  173. a b Citato in Augusta Forconi, Le parole del corpo. Modi di dire, frasi proverbiali, proverbi antichi e moderni del corpo umano, SugarCo, 1987.
  174. Citato in Castagna, p. 136.
  175. Citato in Castagna, p. 35.
  176. Citato in Castagna, p. 24.
  177. 21 marzo, prima della riforma del calendario liturgico del 1969.
  178. Citato in Schwamenthal, § 5051.
  179. Dal latino medievale: Excusatio non petita, accusatio manifesta.
  180. Citato in Castagna, p. 8.
  181. Citato in Grisi, p. 78.
  182. Attribuita a Francesco Domenico Guerrazzi.
  183. Citato in Schwamenthal, § 5314.
  184. Citato in Grisi, p. 254.
  185. Citato in Schwamenthal, § 5385.
  186. Citato in Grisi, p. 269.
  187. Cfr. Libro di Ezechiele: «Ecco, ogni esperto di proverbi dovrà dire questo proverbio a tuo riguardo: Quale la madre, tale la figlia».
  188. Citato in Schwamenthal, § 5454.
  189. Citato in Schwamenthal, § 5513.
  190. Citato in Castagna, p. 73.
  191. Citato in Schwamenthal, § 5630.
  192. Titolo di una commedia di William Shakespeare, scritta fra il 1602 e il 1603.
  193. Petronio Arbitro, Satyricon, 45, 4.
  194. Cfr. Iacopo Badoer: «Un bel tacer | mai scritto fu».
  195. Citato in Schwamenthal, § 5721.
  196. Citato in Schwamenthal, § 5765.
  197. Citato in Schwamenthal, § 5817.
  198. Citato in Castagna, p. 39.
  199. Citato in Schwamenthal, § 5924.

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]