Proverbi italiani

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Indice
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Note · Bibliografia · Voci correlate
Italia a mo' di bandiera italiana

Raccolta di proverbi italiani.

Proverbi[modifica]

A[modifica]

A caval nuovo cavaliere vecchio.[2]
A chi troppo e a chi niente.[9]
  • A chi ti porge un dito non prendere la mano.[2]
  • A ciascun giorno basta la sua pena.[2][10]
  • A goccia a goccia si scava la pietra.[11]
A goccia a goccia s'incava la pietra.[2]
  • A lavar la testa all'asino si perde il ranno e il sapone.[12]
  • A mali estremi estremi rimedi.[1]
  • A muro basso ognuno ci si appoggia.[1]
  • A nemico che fugge ponti d'oro.[1]
  • A ogni uccello suo nido è bello.[1]
  • A padre avaro figliuol prodigo.[13]
  • A pagare e a morire c'è sempre tempo.[14]
  • A pazzo relatore, savio ascoltatore.[7]
  • A pensar male, s'indovina sempre.[15]
A pensar male ci s'indovina.[2]
  • A Roma ci vogliono tre cose: pane, panni e pazienza.[7]
  • A rubar poco si va in galera, a rubar tanto si fa carriera.[1]
  • A san Lorenzo il dente la noce già sente.[2]
  • A scherzar con la fiamma, ci si scotta.[16]
  • A tutto c'è rimedio fuorché alla morte.[1]
  • A usanza nuova non correre.[2]
  • A Venezia chi vi nasce mal si pasce, chi ci viene ci sta bene.[7]
  • Ai bugiardi e agli spacconi non è creduto.[7]
  • Ai voli troppo alti e repentini sogliono i precipizi esser vicini.[17]
A voli troppo alti e repentini sogliono i precipizi esser vicini.[2]
  • Accade in un'ora quel che non avviene in mill'anni.[2]
Accade in un'ora quel che non avviene in cent'anni.[2]
  • Acqua di san Lorenzo [10 agosto] venuta per tempo; se alla Madonna viene va ancora bene; tardiva sempre buona quando arriva.[2]
  • Acqua e chiacchiere non fanno frittelle.[18]
  • Acqua lontana non spegne il fuoco.[19]
  • Acqua passata, non macina più.[20]
  • Ad ognuno la sua croce.[21]
  • Agosto: moglie mia non ti conosco.[1][22]
  • Ai macelli van più bovi che vitelli.[2]
  • Ai pazzi ed ai fanciulli, non si deve prometter nulla.[7]
  • Ai pazzi si dà sempre ragione.[7]
  • Aiutati che Dio t'aiuta.[23]
Aiutati che il ciel t'aiuta.[24]
  • Al buio la villana è bella quanto la dama.[2]
  • Al buio, le donne sono tutte uguali.[7]
  • Al confessor, medico e avvocato, non tenere il ver celato.[25]
Al confessore, al medico e all'avvocato non si tiene il ver celato.[2]
  • Al contadin non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere.[1]
  • Al cuore non si comanda.[1]
Al cazzo non si comanda.[2]
Al destino non si comanda.[2]
Al tempo non si comanda.[2]
Al tempo e al culo non si comanda.[2]
Al primo colpo non cade un albero.[2]
  • Al suono si riconosce la pignata.[26]
  • Al villano, se gli porgi il dito, si prende la mano.[27]
  • All'orsa paion belli i suoi orsacchiotti.[7]
  • All'uccello ingordo crepa il gozzo.[2]
  • All'ultimo si contano le pecore.[1]
  • All'umiltà felicità, all'orgoglio calamità.[7]
  • Alla fine anche le pernici allo spiedo vengono a noia.[7]
  • Alle barbe dei pazzi, il barbiere impara a radere.[7]
  • Alle volte si crede di trovare il sole d'agosto e si trova la luna di marzo.[7]
  • Altri tempi, altri costumi.[2]
  • Ambasciator non porta pena.[2]
  • Ambasciatore che tarda notizia buona che porta.[2]
  • Amico beneficato, nemico dichiarato.[7]
  • Amico di ventura, molto briga e poco dura.[28]
  • Amor che nasce di malattia, quando si guarisce passa via.[7]
  • Amor, dispetto, rabbia e gelosia, sul cuore della donna han signoria.[7]
  • Amor nuovo va e viene, amor vecchio si mantiene.[7]
  • Amor regge il suo regno senza spada.[7]
  • Amore con amor si paga.[2]
  • Amore di villeggiatura poco vale e poco dura.[2]
  • Amore di fratello, amore di coltello.[7]
  • Amore è il vero prezzo con che si compra amore.[29]
  • Amore non si compra né si vende.[29]
  • Amore onorato, né vergogna né peccato.[7]
  • Anche fra le spine nascono le rose.[30]
  • Anche le bestie le ha fatte il Signore.[7]
  • Anche le pulci hanno la tosse.[2]
  • Andar bestia, e tornar bestia, dice il moro.[31]
  • Anno nevoso anno fruttuoso.[1]
  • Anno nuovo vita nuova.[1]
  • Aprile dolce dormire.[2]
  • Aprile ogni goccia un barile.[2]
  • Ara nel mare e nella rena semina, chi crede alle parole della femmina.[7]
  • Arcobaleno porta il sereno.[2]
  • Aria rossa o piscia o soffia.[2]
  • Asino che ha fame mangia d'ogni strame.[2]
  • Assai domanda chi ben serve e tace.[32]
  • Assai domanda chi si lamenta.[7]
  • Assalto francese e ritirata spagnola.[2]
  • Attacca l'asino dove vuole il padrone e, se si rompe il collo, suo danno.[1]
  • Avuta la grazia, gabbato lo santo.[7]

B[modifica]

Bandiera vecchia onor di capitano.[2]
  • Basta un matto per casa.[7]
  • Batti il ferro finché è caldo.
Batti il ferro quando è caldo.[1]
  • Bei gatti e grossi letamai mostrano il buon agricoltore.[33]
  • Bella ostessa, conti traditori.[2]
Bella ostessa, brutti conti.[34]
Bell'ostessa, conto caro.[35]
  • Bella vigna poca uva.[2]
  • Bello in fasce brutto in piazza.[1]
  • Bene per male è carità, male per bene è crudeltà.[7]
  • Beni di fortuna passano come la luna.[2]
  • Bisogna dire pane al pane e vino al vino.[2]
  • Bisogna far buon viso a cattivo gioco.[1]
  • Bisogna fare di necessità virtù.[2]
  • Bisogna mangiare per vivere e non vivere per mangiare.[2]
  • Bocca che tace nessuno l'aiuta.[2]
Bocca che tace mal si può aiutare.[36]
  • Bologna la grassa, ma Padova la passa.[7]
  • Botte buona fa buon vino.[2]
  • Brutta di viso ha sotto il paradiso.[2]
  • Brutto in fasce bello in piazza.[1]
  • Bue sciolto lecca per tutto.[7]
  • Buon sangue non mente.[2]
  • Buon tempo e mal tempo non dura tutto il tempo.[1]
  • Buon vino fa buon sangue.[1]
  • Buona greppia, buona bestia.[7]
  • Buone parole e pere marce non rompono la testa a nessuno.[28]

C[modifica]

  • Cambiano i suonatori ma la musica è sempre quella.[1]
  • Campa cavallo che l'erba cresce.[2]
Campa, cavallo mio, che l'erba cresce.[1]
  • Can che abbaia non morde.[1]
  • Cane affamato non cura bastone.[2]
Cane affamato non teme bastone.[37][2]
  • Cane e gatta tre ne porta e tre ne allatta.[7]
  • Cane non mangia cane.[38]
  • Carta canta e villan dorme.[1]
  • Casa fatta e vigna posta, non si sa quello che costa.[39]
  • Casa mia, casa mia, per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia.[40]
Casa mia, casa mia, benché piccola tu sia, tu mi sembri una badia.[2]
Casa mia, casa mia, pur piccina che tu sia mi sembri una badia.[8]
Cavolo riscaldato, frate sfratato e serva ritornata non furon mai buoni.[2]
  • Cento teste, cento cappelli.[43]
  • Cessato il guadagno, cessata l'amicizia.[44]
  • Chi accarezza la mula rimedia calci.[2]
Chi accarezza la mula buscherà calci.[2]
  • Chi ama me, ama il mio cane.[45]
  • Chi ara terra bagnata, per tre anni l'ha dissipata.[46]
  • Chi balla senza suono, come asino si ritrova.[47]
  • Chi ben coltiva il moro, coltiva nel suo campo un gran tesoro.[42]
  • Chi ben comincia è a metà dell'opera.[48]
Chi ben comincia è alla metà dell'opera.[2]
Chi ben comincia è alla metà dell'opra.[1]
  • Chi beve vin, campa cent'anni.[49]
Chi beve birra campa cent'anni.[50][2]
  • Chi cava e non mette, le possessioni si disfanno.[51]
  • Chi cavalca o trotta alla china, o non è sua la bestia, o non la stima.[7]
  • Chi cento ne fa una ne aspetta.[1]
  • Chi cerca, trova.[2][52]
Chi cerca trova e chi domanda intende.[2]
  • Chi coglie acerbo il senno, maturo ha sempre d'ignoranza il frutto.[7]
  • Chi compra sprezza e chi ha comprato apprezza.[2]
  • Chi contro Dio getta la pietra, in capo gli torna.[7]
  • Chi da gallina nasce, convien che razzoli.[7]
Chi di gallina nasce convien che razzoli.[2]
  • Chi per ricevere, non dà nulla.[7]
  • Chi di spada ferisce di spada perisce.[1][53]
  • Chi di speranza vive disperato muore.[1]
  • Chi di una donna brutta s'innamora, lieto con essa invecchia e l'ama ancora.[7]
  • Chi dice donna dice danno.[1]
  • Chi dice donna dice guai, chi dice uomo peggio che mai.[7]
  • Chi dice quel che vuole sente quel che non vorrebbe.[1]
  • Chi disprezza compra.[1]
  • Chi disprezza vuol comprare e chi loda vuol lasciare.[2]
  • Chi domanda ciò che non dovrebbe, ode quel che non vorrebbe.[2]
  • Chi domanda non erra.[2]
Chi domanda non fa errore.[54]
  • Chi dopo la polenta beve acqua, alza la gamba e la polenta scappa.[7]
  • Chi dorme d'agosto dorme a suo costo.[2]
  • Chi dorme non piglia pesci.[1]
  • Chi è causa del suo mal pianga se stesso.[1]
  • Chi è in difetto è in sospetto.[1]
  • Chi è morso dalla serpe, teme la lucertola.[7]
  • Chi è svelto a mangiare è svelto a lavorare.[1]
  • Chi è tosato da un usuraio, non mette più pelo.[7]
  • Chi fa da sé fa per tre.[1]
  • Chi fa l'altrui mestiere, fa la zuppa nel paniere.[55]
  • Chi fa le fave senza concime le raccoglie senza baccelli.[2]
  • Chi fa falla e chi non fa sfarfalla.[1]
  • Chi fugge un matto, ha fatto buona giornata.[7]
  • Chi getta un seme lo deve coltivare, se vuol vederlo con il tempo germogliare.[56]
  • Chi ha carro e buoi fa bene i fatti suoi.[2]
  • Chi ha denti non ha pane e chi ha pane non ha denti.[1]
  • Chi ha farina non ha la sacca.[1]
  • Chi ha ingegno, lo mostri.[57]
  • Chi ha polvere spara.[1]
  • Chi ha portato la tonaca puzza sempre di frate.[2]
  • Chi ha tempo non aspetti tempo.[1]
  • Chi ha tutto il suo in un loco l'ha nel fuoco.[2]
  • Chi il vasto mare intrepido ha solcato, talvolta in piccol rio muore annegato.[58]
  • Chi la dura la vince.[1]
  • Chi la fa l'aspetti.[1]
  • Chi lascia la via vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova.[1]
  • Chi mal semina mal raccoglie.[1]
  • Chi male vive, male muore.[2]
  • Chi maltratta le bestie, non la fa mai bene.[7]
  • Chi mangia sempre pan bianco, spesso desidera il nero.[7]
  • Chi mangia sempre torta se ne sazia.[7]
  • Chi mena per primo mena due volte.[1]
  • Chi molto parla, spesso falla.[59]
  • Chi mordere non può non mostri i denti.[35]
  • Chi muore giace e chi vive si dà pace.[1]
  • Chi nasce afflitto muore sconsolato.[1]
  • Chi nasce è bello, chi si sposa è buono e chi muore è santo.[1]
  • Chi nasce matto non guarisce mai.[7]
  • Chi nasce tondo non può morir quadrato.[54]
  • Chi non ama le bestie, non ama i cristiani.[7]
  • Chi non beve in compagnia o è un ladro o è una spia.[1]
  • Chi non crede di esser matto, è matto davvero.[7]
  • Chi non comincia non finisce.[1]
  • Chi non dà a Cristo, dà al fisco.[7]
  • Chi non è con me è contro di me.[2]
  • Chi non fu buon soldato, non sarà buon capitano.[60]
  • Chi non ha fede, non ne può dare.[7]
  • Chi non ha il gatto mantiene i topi e chi ce l'ha li mantiene tutti e due.[7]
  • Chi non ha testa abbia gambe.[54]
  • Chi non lavora non mangia.[2]
  • Chi non mangia ha già mangiato.[2]
  • Chi non muore si rivede.[2]
  • Chi non risica, non rosica.[1]
  • Chi non sa fare non sa comandare.[60]
  • Chi non sa leggere la sua scrittura è asino di natura.[61]
  • Chi non sa tacere non sa parlare.[2]
  • Chi non sa ubbidire, non sa comandare.[60]
  • Chi non semina non raccoglie.[2]
  • Chi non si innamora da giovane, si innamora da vecchio.[7]
  • Chi pecca in segreto fa la penitenza pubblica.[7]
  • Chi pecora si fa, il lupo se la mangia.[1]
  • Chi perde ha sempre torto.[1]
  • Chi piglia leone in assenza, teme la talpa in presenza.[7]
  • Chi più ha più vuole.[1]
Chi più ha più ne vorrebbe.[2]
  • Chi più ne ha più ne metta.[2]
  • Chi più sa meno crede.[1]
  • Chi più spende meno spende.[2]
  • Chi poco sa presto parla.[2]
  • Chi porta fiori, porta amore.[7]
  • Chi predica al deserto, perde il sermone.[62]
  • Chi prima arriva meglio alloggia.[2]
  • Chi prima nasce prima pasce.[1]
  • Chi prima non pensa dopo sospira.[2]
  • Chi rende male per bene, non vedrà mai partire da casa sua la sciagura.[7]
  • Chi ride il venerdì piange la domenica.[1]
  • Chi rimane in umile stato, non ha da temer caduta.[7]
  • Chi Roma non vede, nulla crede.[7]
  • Chi ruba poco, ruba assai.[63]
  • Chi rompe paga e i cocci sono suoi.[1]
  • Chi s'accapiglia si piglia.[64]
  • Chi s'aiuta Iddio l'aiuta.[1]
  • Chi sa fa e chi non sa insegna.[1]
  • Chi sa il gioco non l'insegni.[1]
Chi sa il trucco non l'insegni.[1]
  • Chi sa senza Cristo non sa nulla.[7]
  • Chi scopre il segreto perde la fede.[1]
  • Chi semina buon grano avrà buon pane; chi semina lupino non avrà né pan né vino.[2]
  • Chi semina con l'acqua raccoglie col paniere.[2]
  • Chi semina raccoglie.[2]
  • Chi semina vento raccoglie tempesta.[1][65]
  • Chi serba serba al gatto.[1]
  • Chi si fa i fatti suoi campa cent'anni.[54]
  • Chi si fida di greco, non ha il cervel seco.[66]
  • Chi si scusa si accusa.[1]
  • Chi si somiglia si piglia.[2]
  • Chi si vanta da solo non vale un fagiolo.[2]
  • Chi si contenta gode.[1]
  • Chi si prende d'amore, si lascia di rabbia.[7]
  • Chi si umilia sarà esaltato, chi si esalta sarà umiliato.[7]
  • Chi siede in basso, siede bene.[7]
  • Chi sta tra due selle si trova col culo in terra.[2]
  • Chi tace acconsente.[1][67]
  • Chi tanto e chi niente.[1]
Chi troppo e chi niente.[1]
Chi dà a credito spaccia assai perde gli amici e danar non ha mai.[2]
Chiodo schiaccia chiodo.[8]
  • Chitarra e schioppo fanno andare la casa a galoppo.[7]
  • Ciascuno è artefice della sua fortuna.[2][77]
Ciascuno è artefice della propria fortuna.[2]
Col tempo e con la paglia maturano le sorbe e la canaglia.[2]
  • Compar di Puglia, l'un tiene e l'altro spoglia.[7]
  • Comun servizio ingratitudine rende.[7]
  • Con i matti non ci son patti.[7]
  • Con la pietra si prova l'oro, con l'oro la donna e con la donna l'uomo.[7]
  • Con le buone maniere si ottiene tutto.[78]
  • Contadini, scarpe grosse e cervelli fini.[1]
  • Contro due donne neanche il diavolo può metterci il becco.[7]
  • Contro la forza la ragion non vale.[1]
  • Corpo satollo anima consolata.[1]
  • Corpo sazio non crede a digiuno.[1]
  • Cortesia schietta, domanda non aspetta.[79]
  • Cosa fatta capo ha.[2][80]
  • Cuor contento gran talento.[81]
  • Cuor contento il ciel l'aiuta.[82]
Cuor contento il ciel lo guarda.[2]
  • Cuor contento non sente stento.[2]

D[modifica]

  • D'aprile ogni goccia val mille lire.[2]
  • Da cosa nasce cosa.[83]
  • Da Lodi, tutti passan volentieri.[7]
  • Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io.[2]
  • Dàgli, dàgli, le cipolle diventano agli.[84]
  • Dai giudici siciliani, vacci coi polli nelle mani.[7]
  • Danaro e santità, metà della metà.[7]
Denari e santità metà della metà.[85]
Donna barbuta, sempre piaciuta.[92]
  • Donna barbuta coi sassi si saluta.[2]
  • Donna bianca, poco gli manca.[7]
  • Donna rossa coscia grossa.[7]
  • Donna che canti dolcemente in scena, pei giovani inesperti è una sirena.[7]
  • Donna che dona, di rado è buona.[7]
  • Donna che piange, ovver che dolce canti, son due diversi, ambo possenti incanti.[7]
  • Donna che sa il latino è rara cosa, ma guardati dal prenderla in isposa.[7]
  • Donna e fuoco, toccali poco.[7]
  • Donne e motori gioie e dolori.[93]
  • Donna e vino ubriaca il grande e il piccolino.[7]
  • Donna giovane e uomo anziano possono riempire la casa di figli.[7]
  • Donna io conosco, ch'è una santa a messa e che in casa è un'orribil diavolessa.[7]
  • Donna nana tutta tana.[2]
  • Donna nobil per natura è un tesor che sempre dura.[7]
  • Donna pelosa, donna virtuosa.[2]
  • Donna pregata nega, trascurata prega.[7]
  • Donna prudente, gioia eccellente.[7]
  • Donna savia e bella è preziosa anche in gonnella.[7]
  • Donna si lagna, donna si duole, donna s'ammala quando lo vuole.[7]
  • Donne e sardine, son buone piccoline.[7]
  • Donne, danno, fanno gli uomini e li disfanno.[7]
  • Dove c'è l'amore, la gamba trascina il piede.[7]
  • Dove entra la fortuna, esce l'umiltà.[7]
  • Dove men si pensa rompe Po.[94]
  • Dove non c'è amore, non c'è umanità.[7]
  • Dove non si crede né all'inferno né al paradiso, il diavolo intasca tutte le entrate.[7]
  • Dove son carogne son corvi.[7]
  • Due noci in un sacco e due donne in casa fanno un bel fracasso.[7]
  • Due polente insieme non furon mai viste.[7]

E[modifica]

  • È cattivo sparviero quel che non torna al richiamo.[7]
  • È facile lamentarsi quando c'è chi ascolta.[7]
  • È inutile piangere sul latte versato.[87]
  • È l'acqua che fa l'orto.[87]
L'acqua fa l'orto.[87]
  • È la donna che fa l'uomo.[54]
  • È meglio contentarsi che lamentarsi.[7]
  • È meglio esser digiuno fuori, che satollo in prigione.[7]
  • È meglio essere uccel di bosco, che uccel di gabbia.[7]
  • È meglio essere umile a cavallo, che orgoglioso a piedi.[7]
  • È meglio sentir cantare l'usignolo, che rodere il topo.[7]
  • È meglio testa di lucertola che coda di drago.[7]
  • È meglio un leone che mille mosche.[7]
  • È più facile lagnarsi, che rimuovere gl'impedimenti.[7]
  • È più facile trovar dolce l'assenzio, che in mezzo a poche donne il silenzio.[7]
  • È una bella risposta quella che si attaglia ad ogni domanda.[7]
  • Ecco il rimedio per l'ipocondria: mangiare e bere in buona compagnia.[7]
  • Errare è umano, perseverare è diabolico.[95]
Errare è umano, perseverare diabolico.[2]
  • Esser dotto poco vale, quando gli altri non lo sanno.[7]

F[modifica]

G[modifica]

  • Gallina che non razzola ha già razzolato.[101]
  • Gallina vecchia fa buon brodo.[102]
  • Gatta inguantata non prese mai topo.[7]
  • Gattini sventati, fanno gatti posati.[103]
  • Gatto e donna in casa, cane e uomo fuori.[33]
  • Gatto rinchiuso diventa leone.[7]
  • Genova, aria senza uccelli, mare senza pesce, monti senza legna, uomini senza rispetto.[7]
  • Gioco di mano gioco di villano.[1]
  • Giugno la falce in pugno.[2]
  • Gli errori si pagano.[7]
  • Gli uccelli dalle stesse piume devono stare nello stesso nido.[7]
  • Gobba a ponente luna crescente, gobba a levante luna calante.[2]
  • Gotta inossota, mai fi sanata.[104]
  • Grande amore, gran dolore.[7]
  • Greco in mare, Greco in tavola, Greco non aver a far seco.[66]
  • Gru e donne fan volentieri il nido in alto.[7]
  • Guardare e non toccare è una cosa da imparare.[2]
  • Guardati da tre cose: da cavallo focoso, da uomo infido e da donna svergognata.[7]
  • Guerra, peste e carestia, vanno sempre in compagnia.[105]

H[modifica]

  • Ha cento volte un uomo flemma e giudizio, alla centuna corre al precipizio.[106]
  • Ha un coraggio da leone, quello che non fa violenza ai deboli.[7]
  • Ho veduto assai volte un piccol male non rispettato, divenir mortale.[107]

I[modifica]

  • I baci sono come le ciliegie: uno tira l'altro.[2]
  • I figli dei gatti mangiano i topi.[7]
  • I figli sono pezzi di cuore.[2]
  • I gatti e i veri uomini cadono sempre in piedi.[108]
  • I granchi son pieni quando la luna è tonda.[7]
  • I loquaci e i vantatori son mal veduti da tutti.[7]
  • I matti ed i fanciulli hanno un angelo dalla loro.[7]
  • "I miei datteri sono più dolci", dice il vischio che cresce sulla palma.[7] [wellerismo]
  • I parenti sono come le scarpe: più sono stretti, più fanno male.[2]
  • I pazzi crescono senza innaffiarli.[7]
  • I pazzi e i fanciulli possono dire quello che vogliono.[7]
  • I pazzi si conoscono dai gesti.[7]
  • I peccati di gioventù si piangono in vecchiaia.[7]
  • I poeti nascono, e gli oratori si formano.[7]
  • I pulci di vendemmia li tiene l'uomo e non le femmine.[109]
  • I soldi non fanno la felicità.[2]
  • Il bisognino fa trottar la vecchia.[2]
  • Il bue dice cornuto all'asino.[110]
  • Il bue mangia il fieno perché si ricorda che è stato erba.[2]
  • Il caffè deve essere caldo come l'inferno, nero come il diavolo, puro come un angelo e dolce come l'amore.[111][112]
  • Il cane che ho nutrito è quel che mi morde.[7]
  • Il cane è il miglior amico dell'uomo.[2]
  • Il coccodrillo mangia l'uomo e poi lo piange.[7]
  • Il colombo che rimane in colombaia è al sicuro dal falco.[7]
  • Il coraggio copre l'eroe meglio che lo scudo il codardo.[7]
  • Il corvo piange la pecora e poi la mangia.[7]
  • Il cuor cattivo rende ingratitudine per beneficio.[7]
  • Il cuor magnanimo si piglia con poco amore, e il cuore dello stolto con poca adulazione.[7]
  • Il dare è onore, il chiedere è dolore.[7]
  • Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.[1]
  • Il diavolo vuol farsi cappuccino.[2]
Il diavolo vuol farsi santo.[2]
  • Il domandare è senno, il rispondere è obbligo.[7]
  • Il fiorentino mangia sì poco e sì pulito, che sempre si conserva l'appetito.[7]
  • Il gatto ama i pesci, ma non vuole bagnarsi le zampe.[113]
  • Il gatto brontola sempre, anche quando gode.[7]
  • Il gatto che si è bruciato, ha paura anche dell'acqua fredda.[108]
  • Il gatto è una tigre domestica.[7]
  • Il gatto lecca oggi, domani graffia.[114]
  • Il gatto non è gatto se non è ladro.[115]
  • Il gatto non ti accarezza, si accarezza vicino a te.[116]
  • Il gioco è bello quando dura poco.[2]
  • Il grano rado non fa vergogna all'aia.[117]
  • Il lamentarsi non riempie camera vuota.[7]
  • Il lavoro nobilita l'uomo.[118]
  • Il letto si chiama rosa, se non si dorme si riposa.[119]
  • Il lupo non caca agnelli.[2]
  • Il lupo perde il pelo ma non il vizio.[1]
  • Il magnanimo è superiore all'ingiuria, all'ingiustizia, al dolore.[7]
  • Il magnanimo non ricorre all'astuzia.[7]
  • Il matrimonio è la tomba dell'amore.[2]
  • Il mattino ha l'oro in bocca.[120]
Le ore del mattino hanno l'oro in bocca.[121]
  • Il meglio è nemico del bene.[1]
  • Il merlo ingrassa in gabbia, il leone muore di rabbia.[7]
  • Il mondo ricompensa come il caprone che dà cornate al suo padrone.[7]
  • Il nano è piccolo anche se è sul campanile.[7]
  • Il peggior passo è quello dell'uscio.[2]
  • Il pesce puzza dalla testa.[1]
  • Il Piemonte è la sepoltura dei francesi.[7]
  • Il poeta ben trova le palme, ma non i datteri.[7]
  • Il politico bacia con la bocca, e tira calci con i piedi.[7]
  • Il Portogallo[122] è piccolo, ma è un pezzo di zucchero.[7]
  • Il primo amore non si arrugginisce.[7]
  • Il primo amore non si scorda mai.[7]
  • Il riso abbonda sulla bocca degli stolti.[2]
Il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi.[123]
  • Il riso nasce nell'acqua ma deve morire nel vino.[7]
  • Il sapere è di tutti.[2]
  • Il silenzio è d'oro e la parola d'argento.[1]
  • Il sospirar non vale.[7]
  • Il tempo è denaro.[124]
  • Il troppo gestire è da pazzi.[7]
  • Il ventre non ha orecchie.[2]
  • Il vino è forte ma il sonno lo vince, ma più forte d'ogni cosa è la donna.[7]
  • Impara l'arte e mettila da parte.[1]
  • In amore e in guerra niente regole.[7]
  • In bocca chiusa non entran mosche.[2]
  • In Campania si inganna persino il diavolo.[7]
  • In chiesa coi santi e in taverna coi ghiottoni.[1]
  • In compagnia prese moglie un frate.[1]
  • In febbraio la beccaccia fa il nido.[7]
  • In Lazio si nasce coi sassi in mano.[7]
  • In Sardegna non vi son serpenti, né in Piemonte bestemmie.[7]
  • In terra di ciechi, beato chi ha un occhio.[31]
  • In terra di ladri, la valigia dinanzi.[7]

L[modifica]

L'amore è cieco, ma vede lontano.[7]
L'ospite e il pesce dopo tre dì rincresce.[1]
  • L'ozio è il padre di tutti i vizi.[1]
  • L'uguaglianza e misurar tutti con la stessa spanna, è la legge della morte.[7]
  • L'umiliarsi è da saggio, l'avvilirsi è da bestia.[7]
  • L'umiliazione va dietro al superbo.[7]
  • L'umiltà è il miglior modo di evitare l'umiliazione.[7]
  • L'umiltà è la corona di tutte le virtù.[7]
  • L'umiltà è la madre dell'onore.[7]
  • L'umiltà è una virtù che adorna tanto la vecchiaia, quanto la gioventù.[7]
  • L'umiltà ottiene spesso più dell'alterigia.[7]
  • L'umiltà sta bene a tutti.[7]
  • L'umiltà sta bene con la castità.[7]
  • L'unione fa la forza.[1]
  • L'uomo ordisce e la fortuna tesse.[1]
  • L'uomo politico accende una candela a Dio e un'altra al diavolo.[7]
  • L'uomo per la parola e il bue per le corna.[1]
  • L'uomo propone e Dio dispone.[1]
  • L'uomo propone e la donna dispone.[2]
  • L'usura arricchisce, ma non dura.[7]
  • L'usura è il miglior apostolo del diavolo.[7]
  • L'usura è la figlia primogenita dell'avarizia.[7]
  • L'usura è un assassinio.[7]
  • L'usura è vietata da Dio.[7]
  • L'usura veglia quando l'uomo dorme.[7]
  • L'usuraio arricchisce col sudor dei poveri.[7]
  • L'usuraio ha un torchio a sangue.[7]
  • L'usuraio ingrassa andando a spasso.[7]
  • La calma è la virtù dei forti.[2]
  • La cicala prima canta e poi muore.[7]
  • La coda è la più lunga da scorticare.[1]
  • La contentezza viene dalle budella.[1]
  • La corda troppo tesa si spezza.[1]
  • La donna a 15 anni scherza, a 20 brilla, a 25 ama, a 30 brama, a 35 sente, a 40 vuole e a 50 paga.[7]
  • La donna bisogna praticarla un giorno, un mese e un'estate per sapere che odore sa.[7]
  • La donna buona vale una corona.[7]
  • La donna deve avere tre m: matrona in strada, modesta in chiesa, massaia in casa.[7]
  • La donna e l'orto vogliono un sol padrone.[7]
  • La donna ha più capricci che ricci.[7]
  • La donna oziosa non può essere virtuosa.[7]
  • La donna per piccola che sia, vince il diavolo in furberia.[7]
  • La donna più sciocca vale due uomini.[7]
  • La donna troppo in vista, è di facile conquista.[7]
  • La fame caccia il lupo dal bosco.[1]
  • La fame è cattiva consigliera.[1]
  • La farina del diavolo va tutta in crusca.[1]
  • La fortuna aiuta gli audaci.[2]
  • La fortuna del savio ha per figliola la modestia.[7]
  • La fortuna è cieca.[2]
  • La gallina del vicino sembra un fagiano.[129]
  • La gatta frettolosa fece i gattini ciechi.[1]
  • La gatta grassa fa onore alla casa.[108]
  • La gatta, mette il piede davanti alla vacca.[130]
  • La gatta non s'accosta alla pentola che bolle.[33]
  • La gatta vorrebbe mangiar pesci, ma non pescare.[131]
  • La lingua batte dove il dente duole.[1]
  • La luna di gennaio è la luna del vino.[2]
  • La luna è bugiarda: quando fa la C diminuisce, e quando fa la D cresce[132]
  • La luna non cura l'abbaiar dei cani.[2]
  • La luna regge il lume ai ladri.[133]
  • La luna, se non riscalda, illumina.[134]
  • La Lombardia è il giardino del mondo.[7]
  • La madre del peggio è sempre incinta.[135]
  • La mala erba non muore mai.[1]
  • La mala nuova la porta il vento.[1]
  • La malerba cresce presto.[2]
  • La madre degli imbecilli è sempre incinta.[136]
La madre dei fessi è sempre incinta.[136]
  • La miglior difesa è l'attacco.[1]
  • La minestra lunga sa di fumo.[7]
  • La modestia è il dattero che matura raramente sull'albero della ricchezza.[7]
  • La modestia è madre d'ogni creanza.[7]
  • La necessità aguzza l'ingegno.[2]
  • La notte porta consiglio.[1]
  • La pazienza è la virtù dei forti.[8]
  • La penitenza corre dietro al peccato.[7]
  • La pianta si conosce dal frutto.[1]
  • La polenta è utile per quattro cose: serve da minestra, serve da pane, sazia e scalda le mani.[7]
  • La prima acqua è quella che bagna.[1]
  • La pulce che esce di dietro l'orecchio con il diavolo si consiglia.[7]
  • La puttana e la lattuga una stagione dura.[7]
  • La rana è usa ai pantani, se non ci va oggi ci andrà domani.[7]
  • La rana non morde, perché non ha denti.[7]
  • La rana, o salta o piscia, ma mai non sbrana.[7]
  • La razza comincia dalla bocca.[7]
  • La roba dei pazzi è la prima ad andarsene.[7]
  • La scimmia è sempre scimmia, anche vestita di seta.[7]
  • La sera leoni e la mattina coglioni.[2]
  • La speranza è cattivo denaro.[137]
  • La superbia è figlia dell'ignoranza.[1]
  • La speranza è il pane dei poveri.[2]
  • La speranza è il patrimonio dei poveri.[2]
  • La speranza è il sogno dell'uomo desto.[2]
  • La speranza è l'ultima a morire.[2]
  • La speranza è la miglior consolazione nella miseria.[138]
  • La speranza è la miglior musica del dolore.[139]
  • La speranza è la ricchezza dei poveri.[2]
  • La speranza è sempre verde.[2]
  • La speranza è un balsamo per i cuor piagati.[140]
  • La speranza è un sogno nella veglia.[2]
  • La speranza infonde coraggio anche al codardo.[141]
  • La speranza ingrandisce, l'esperienza rimpicciolisce.[54]
  • La superbia mostra l'ignoranza.[142]
  • La superbia va a cavallo e torna a piedi.[1]
  • La troppa umiltà vien dalla superbia.[7]
  • La verità viene sempre a galla.[2]
  • La veste copre gran difetti.[51]
  • La via dell'inferno è lastricata di buone intenzioni.[1]
  • La vipera morta non morde seno, ma pure fa male coll'odor del veleno.[7]
  • La virtù sta nel mezzo.[143]
  • La vita è breve e l'arte è lunga.[51]
  • Lamentarsi, supplicare e bere acqua è lecito a tutti.[7]
  • Le bugie hanno le gambe corte.[1]
  • Le chiacchiere non fanno farina.[1]
  • Le colombe che rimangono in colombaia, sono sicure dal nibbio.[7]
  • Le cose lunghe diventano serpi.[1]
Le cose lunghe prendono vizio.[1]
  • Le dita della mano sono disuguali.[7]
  • Le donne hanno quattro malattie all'anno, e tre mesi dura ogni malanno.[7]
  • Le bestie vanno trattate da bestie.[7]
  • Le cattive nuove volano.[1]
  • Le disgrazie non vengono mai sole.[1]
  • Le donne hanno sette anime... e mezza.[7]
  • Le donne ne sanno una più del diavolo.[2]
  • Le donne piglian bene le pulci.[7]
  • Le montagne stanno ferme, gli uomini s'incontrano.[144]
  • Le ore del mattino hanno l'oro in bocca.[1]
  • Le parole sono femmine e i fatti sono maschi.[1]
  • Le piante che fruttano troppo presto, si seccano.[7]
  • Le querce non fanno limoni.[2]
  • Le ragazze sono d'oro, le sposate d'argento, le vedove di rame e le vecchie di latta.[7]
  • Le rane han perso la coda perché non seppero chiedere aiuto.[7]
  • Le rose cascano, le spine restano.[145]
  • Le teste di legno fan sempre del chiasso.[51]
  • Le Trentine vengono giù pollastre e se ne vanno sù galline.[7]
  • Le vie della provvidenza sono infinite.[1]
  • Lo sbadiglio non vuol mentire: o che ha sonno o che vorrebbe dormire, o che ha qualche cosa che non può dire.[7]
  • Lo scarafaggio corre sempre allo sterco.[7]
  • Lo scimunito parla col dito.[7]
  • Lo scorpione dorme sotto ogni lastra.[7]
  • Lo smargiasso ciancia in guerra, il valente combatte muto.[7]
  • Loda il gran campo e il piccolo coltiva.[146]
  • Loda il monte e tieniti al piano.[2]
  • Loda il pazzo e fallo saltare, se non è pazzo lo farai diventare.[7]
  • Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.[147]
Lontan dagli occhi, lontan dal cuore.[2]

M[modifica]

  • Ma in premio d'amore amor si rende.[29]
  • Maggiore il santo, maggiore la sua umiltà.[7]
  • Mal comune mezzo gaudio.[2]
  • Mal può rendere ragion del proprio fatto chi lardo o pesce lascia in guardia al gatto.[148]
  • Mal si giudica il cavallo dalla sella.[3]
  • Male che si vuole non duole.[8]
  • Male non fare, paura non avere.[2]
  • Male voluto non fu mai troppo.[54]
  • Maledetto il ventre che del pan che mangia non si ricorda niente.[7]
  • Martello d'oro non rompe le porte del cielo.[42]
  • Marzo pazzerello guarda il sole e prendi l'ombrello.[2]
  • Medico vecchio e chirurgo giovane.[149]
  • Mediocre bestiame ben pasciuto è di maggior vantaggio che molto bestiame mal mantenuto.[150]
  • Meglio dietro agli uccelli, che dietro ai signori.[7]
  • Meglio essere invidiati che compatiti.[151]
  • Meglio fave in libertà, che capponi in schiavitù.[7]
  • Meglio fringuello in man che tordo in frasca.[2]
Meglio fringuello in tasca che tordo in frasca.[2]
  • Meglio l'uovo oggi che la gallina domani.[1]
  • Meglio poco che niente.[1]
  • Meglio soli che male accompagnati.[1]
  • Meglio tardi che mai.[1]
  • Meglio un magro accordo che una grassa sentenza.[2]
  • Meglio un morto in casa che un pisano all'uscio.[2]
  • Meglio un asino vivo che un dottore morto.[1]
  • Meglio una festa che cento festicciole.[1]
  • Meno siamo meglio stiamo.[54]
  • Merito non conosciuto poco vale.[7]
  • Milan può far, Milan può dir, ma non può far dell'acqua vin.[7]
  • Milano la grande, Venezia la ricca, Genova la superba, Bologna la grassa.[7]
  • Moglie e buoi dei paesi tuoi.[1]
Donne e buoi dei paesi tuoi.[2]
  • Moglie maglio.[1]
  • Molti parlano d'Orlando anche se non videro mai il suo brando.[7]
  • Molti sfuggono alla pena, ma non ai rimorsi della coscienza.[7]
  • Molti si lamentano del buon tempo.[7]
  • Molti sono i verseggiatori, pochi i poeti.[7]
  • Molti squartano un gatto e giurano che era un leone.[7]
  • Molto fumo e poco arrosto.[1]
  • Morta la serpe, spento il veleno.[7]
  • Morto un papa se ne fa un altro.[1]
  • Mulo buon mulo, ma cattiva bestia.[7]

N[modifica]

  • Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi.[2]
  • Nave genovese e mercante fiorentino.[7]
  • Né di venere, né di marte non si sposa né si parte, né si dà principio all'arte.[2]
  • Né donna né tela al lume di candela.[7]
  • Ne uccide più la lingua che la spada.[2]
Ne uccide più la gola che la spada.[2]
  • Necessità fa legge e tribunale.[2]
  • Negli ordini pari, i pareri sono dispari.[7]
  • Nel bere e nel camminare si conoscono le donne.[7]
  • Nel dubbio astieniti.[2]
  • Nel monte di Brianza, senza vin non si danza.[7]
  • Nel regno dei ciechi anche un orbo è re.[152]
Nel regno dei ciechi anche un guercio è re.[152]
  • Nel regno di Dio, poveri e ricchi sono uguali.[7]
  • Nella botte piccola c'è il buon vino.[7]
  • Nella gotta, il medico non vede gotta.[153]
  • Nelle sventure si conosce l'amico.[1]
  • Nessuna corona è più bella di quella dell'umiltà.[7]
  • Nessuna nuova, buona nuova.[1]
  • Nessuno è profeta in patria.[154][155]
  • Neve di Dicembre dura fin che dura la brina.[7]
  • Non bisogna mai usare due pesi e due misure.[7]
  • Non c'è cosa più triste sulla terra dell'uomo ingrato.[7]
  • Non cade foglia che Dio non voglia.[1]
Non si muove foglia che Dio non voglia.[1]
Non c'è due senza tre e il quarto vien da sé.[2]
  • Non c'è fumo senza arrosto.[1]
  • Non c'è gallina né gallinaccia che di gennaio l'uova non faccia.[2]
  • Non c'è pane senza pena.[1]
  • Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.[2]
  • Non c'è regola senza eccezioni.[1]
  • Non c'è rosa senza spine.[2]
  • Non ci fu mai frettoloso che non fosse pazzo.[7]
  • Non ci rimane nessuna vigna da vendemmiare, e né meno nessuna donna da maritare.[156]
  • Non destare il can che dorme.[1]
  • Non dire quattro se non l'hai nel sacco.[2]
Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco.[157]
  • Non è bene esser poeta nel villaggio.[7]
  • Non è contento quel che si lamenta.[7]
  • Non è mai gran gagliardia, senza un ramo di pazzia.[7]
  • Non è sempre savio chi non sa esser qualche volta pazzo.[7]
  • Non è tutto oro quel che luccica.[158]
Non è tutto oro quel che riluce.[158]
  • Non esiste amore senza gelosia.[7]
  • Non far mai bene, non avrai mai male.[7]
  • Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te.[159][2]
  • Non fare il male ch'è peccato, non fare il bene ch'è sprecato.[1]
  • Non fare il passo più lungo della gamba.[2]
  • Non gira il corvo che non sia vicina la carogna.[7]
  • Non ha Venezia tanti gondolieri quanti Vicenza conti e cavalieri.[7]
  • Non mettere il rasoio in mano a un pazzo.[7]
  • Non mi morse mai scorpione, ch'io non mi medicassi col suo olio.[7]
  • Non nominar la corda in casa dell'impiccato.[1]
  • Non ogni lettera va alla posta, non ogni domanda vuole risposta.[7]
  • Non perde il cervello se non chi l'ha.[7]
  • Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi.[1]
  • Non si entra in Paradiso a dispetto dei Santi.[1]
  • Non si fa niente per niente.[1]
  • Non si possono cavar le castagne dal fuoco colla zampa del gatto.[160]
  • Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.[1]
  • Non sono in Arno tanti pesciolini, quanti in Venezia gondole e camini.[7]
  • Non ti fidar d'un tratto, di grazia o di bontà.[7]
  • Non ti vantar farfalla, tuo padre era un bruco.[7]
  • Non tutte le ciambelle riescono col buco.[1]
  • Non tutti i matti rompono i piatti.[7]
  • Non tutti i pazzi stanno al manicomio.[7]
  • Non tutti possiamo abitare in piazza.[7]
  • Non tutto il male vien per nuocere.[2]
  • Non v'è mai tanta pace in convento, come quando i frati portano tonache uguali.[7]
  • Non vi è donna senza amore.[7]
  • Non vi fu mai gatta che non corresse ai topi.[7]
  • Non vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso.[1]
  • Nulla è così buono che a lungo andare non venga a noia.[7]
  • Nutri il corvo e ti caverà gli occhi.[7]
  • Nutri la serpe in seno, ti renderà veleno.[7]

O[modifica]

Occhio che piange cuore che sente.[2]
  • Occhio non vede, cuore non duole.[2]
  • Occhio per occhio, dente per dente.[2][162]
  • Olio di lucerna ogni mal governa.[2]
  • Oggi a me domani a te.[2]
  • Ogni animale per non morir s'aiuta.[163]
  • Ogni bel gioco dura poco.[1]
  • Ogni bella scarpa diventa ciabatta, ogni bella donna diventa nonna.[7]
  • Ogni cuffia per la notte è buona.
  • Ogni gatta ha il suo febbraio.[7]
  • Ogni grillo si crede cavallo.[7]
  • Ogni lasciata è persa.[1]
  • Ogni legno ha il suo tarlo.[1]
  • Ogni lucciola non è un fuoco.[7]
  • Ogni matto fa il suo atto.[7]
  • Ogni medaglia ha il suo rovescio.[1]
  • Ogni pazzo vuol dar consiglio.[7]
  • Ogni promessa è debito.[1]
  • Ogni rana si crede gran dama.[7]
  • Ogni rana si crede una Diana.[7]
  • Ogni scimmia trova belli i suoi scimmiotti.[7]
  • Ogni serpe ha il suo veleno.[7]
  • Ogni simile ama il suo simile.[1]
  • Ogni uccello fa il suo verso.[7]
  • Ognun per sé e Dio per tutti.[1]
  • Ognun vede le proprie oche come cigni.[7]
  • Ognuno all'arte sua e il lupo alle pecore.[2]
  • Ognuno faccia il suo mestiere.[2]
  • Ognuno ha la sua croce.[1]
  • Ognuno tira l'acqua al suo mulino.[2]
  • Orto, uomo morto.[146]
  • Ospite raro ospite caro.[1]

P[modifica]

  • Paese che vai usanza che trovi.[1]
  • Paga il giusto per il peccatore.[1]
  • Pancia piena non crede a digiuno.[1]
  • Pancia vuota non sente ragioni.[1]
  • Pane finché dura, vino con misura.[164]
  • Pane padovano, vino vicentino, carne furlana, trippe trevigiane, donne veneziane.[7]
  • Parenti, amici, pioggia, dopo tre giorni vengono a noia.[7]
  • Parenti serpenti.[1]
Parenti serpenti, cugini assassini, fratelli coltelli.[2]
  • Parere e non essere è come filare e non tessere.[2]
  • Passata la festa gabbato lo santo.[1]
  • Patti chiari, amici cari.[2]
  • Patti chiari amicizia lunga.[2]
  • Pazzi e buffoni hanno pari libertà.[7]
  • Pazzo è colui che bada ai fatti altrui.[7]
  • Pazzo per natura, savio per scrittura.[7]
  • Peccati vecchi, penitenza nuova.[7]
  • Peccato celato è mezzo perdonato.[165]
  • Peccato confessato è mezzo perdonato.[7]
  • Per amore anche una donna onesta, può perdere la testa.[7]
  • Per chi vuol esser libero, non c'è catena che tenga.[7]
  • Per essere amabili, bisogna amare.[8]
  • Per la santa Candelora[166] dell'inverno siamo fora, ma se piove o tira vento, dell'inverno siamo dentro.[2]
Per la santa Candelora se tempesta o se gragnola dell'inverno siamo fora; ma se è sole o solicello siamo solo a mezzo inverno.[2]
  • Per san Lorenzo la noce è fatta.[2]
  • Per San Lorenzo la noce si spacca nel mezzo.[167]
  • Per san Lorenzo piove dal cielo carbone ardente.[2]
  • Per Santa Caterina [25 novembre], le bestie fuori dalla cascina.[168]
  • Per un punto Martin perse la cappa.[2]
  • Per una scopa formano un mercato tre donne e assordan tutto il vicinato.[7]
  • Perdona a tutti, ma non a te.[169]
  • Perdonare è da uomini, scordare è da bestie.[169]
  • Piglia il bene quando viene, ed il male quando conviene.[7]
  • Piove sempre sul bagnato.[2]
  • Pisa, pesa per chi posa.[7]
  • Più alta la condizione, più si deve essere umili.[7]
  • Più si chiacchiera, meno si ama.[7]
  • Poca brigata vita beata.[1]
  • Poeta si nasce, oratori si diventa.[170]
  • Poeti e Santi campano tutti quanti.[171]
  • Poeti, pittori e pellegrini a fare e a dire sono indovini.[7]
  • Polenta e latte bollito, in quattro salti è digerito.[7]
  • Prendi la bruna per amante e la bionda per moglie.[7]
  • Preghiera di gatto e brontolio di pulce non arrivano in cielo.[113]
  • Preghiera umile entra in cielo.[7]
  • Prevedere per provvedere e prevenire.[172]
  • Prima di domandare, pensa alla risposta.[173]
  • Prima lusingare e poi graffiare, è arte dei gatti.[7]
  • Pugliesi, cento per forca e un per paese.[7]

Q[modifica]

  • Qual proposta tal risposta.[1]
  • Quale uccello, tale il nido.[174]
  • Quand'anche si trapiantassero in paradiso, i cardi non porterebbero mai rose.[7]
  • Quando arriva la gloria svanisce la memoria.[2]
  • Quando c'è la salute c'è tutto.[54]
  • Quando canta la rana, la pioggia non è lontana.[7]
  • Quando è finito il raccolto dei datteri, ciascuno trova da ridire alla palma.[7]
  • Quando il colombo ha il gozzo pieno, le vecce gli sembrano amare.[7]
  • Quando il culo è avvezzo al peto non si può tenerlo cheto.[2]
  • Quando il gatto lecca il pelo viene acqua giù dal cielo.[33]
  • Quando il gatto non c'è i topi ballano.[1]
  • Quando il gatto non può arrivare al lardo dice che è rancido.[7]
  • Quando il gatto si lecca e si sfrega le orecchie con la zampina, pioverà prima che sia mattina.[7]
  • Quando il gozzo è pieno, le ciliegie sono acerbe.[7]
  • Quando il grano ricasca, il contadino si rizza.[54]
  • Quando il lardo è divorato, poco val cacciare il gatto.[7]
  • Quando il mandorlo non frutta, la semente ci va tutta.[7]
  • Quando il sole splende, non ti curar della luna.[7]
  • Quando l'amore è a pezzi non c'è alcuna colla che lo riappiccichi.[7]
  • Quando l'Italia suona la chitarra, la Spagna le nacchere, la Francia il liuto, l'Irlanda l'arpa, la Germania la tromba, l'Inghilterra il violino, l'Olanda il tamburo, nulla è uguale ad esse.[7]
  • Quando la barba fa bianchino, lascia la donna e tienti al vino.[175]
  • Quando la cicala, canta in settembre, non comprare gran da vendere.[7]
  • Quando la fame entra dalla porta, l'amore esce dalla finestra.[7]
  • Quando la neve si scioglie si scopre la mondezza.[1]
  • Quando la pera è matura casca da sé.[1]
  • Quando la rana canta il tempo cambia.[7]
  • Quando piove col sole le vecchie fanno l'amore.[1]
Quando piove col sole il diavolo fa l'amore.[1]
Quando piove col sole le streghe fanno l'amore.[2]
Quando piove col sole si marita la volpe.[176][2]
  • Quando non dice niente, non è dal savio il pazzo differente.[7]
  • Quando non sai, frequenta in domandare.[177]
  • Quando si è in ballo bisogna ballare.[1]
  • Quando si mangia non si parla.[54]
  • Quando sono fidanzate hanno sette mani e una lingua, quando sono sposate hanno sette lingue e una mano.[7]
  • Quando una cosa è accaduta, poco vale lamentarsi.[7]
  • Quanto più la rana si gonfia, più presto crepa.[7]
  • Quattro lumi non s'accendono.[2]
  • Quel che è fatto è reso.[2]
  • Quello che si usa non si scusa.[178]

R[modifica]

  • Raglio d'asino non giunse mai al cielo.[2]
  • Rana di palude sempre si salva.[7]
  • Rane, malsane.[7]
  • Render nuovi benefici all'ingratitudine è la virtù di Dio e dei veri uomini grandi.[7]
  • Ricchezze nell'India, sapere in Europa, e pompa fra gli ottomani.[7]
  • Ride ben chi ride ultimo.[2]
Ride ben chi ride l'ultimo.[2]
  • Roba calda il corpo non salda.[179]
  • Roma a chi nulla in cent'anni, a chi molto in tre dì.[7]
  • Roma non fu fatta in un giorno.[2]
  • Roma santa, Aquila bella, Napoli galante.[180]
  • Rosso di mattina, pioggia vicina.[181]
  • Rosso di sera bel tempo si spera; rosso di mattina acqua vicina.[2]
Rosso di sera, buon tempo si spera; rosso di mattina mal tempo si avvicina.[1]
  • Rosso e giallaccio pare bello ad ogni faccia, verde e turchino si deve essere più che bellino.[182]
  • Rovo, in buona terra covo.[146]

S[modifica]

Pietra che rotola non fa muschio.[2]
  • Sbagliando s'impara.[1]
  • Scalda più l'amore che mille fuochi.[7]
  • Scherza coi fanti e lascia stare i Santi.[1]
  • Scherzando intorno al lume che t'invita, farfalla perderai l'ali e la vita.[184]
  • Scherzo di mano, scherzo di villano.[1]
Gioco di mano, gioco di villano.[1]
  • Schiena di mulo, corso di barca, buon per chi n'accatta.[7]
  • Scusa non richiesta, accusa manifesta.[185][186]
  • Se ari male, peggio mieterai.[42]
  • Se fossero buoni i nipoti non si leverebbero dalla vigna.[187]
  • Se gioventù sapesse, se vecchiaia potesse.[144]
  • Se i gatti sapessero volare, le beccacce sarebbero rare.[113]
  • Se il coltivatore non è più forte della su' terra questa finisce per divorarlo.[42]
  • Se il poeta s'erige a oratore predicherà agli orecchi e non al cuore.[7]
  • Se il tuo gatto è ladro non scacciarlo di casa.[7]
  • Se il virtuoso è povero, il lodarlo non basta; il dovere primo è d'aiutarlo.[7]
  • Se la pazzia fosse dolore, in ogni casa si sentirebbe stridere.[7]
  • Se le lattughe lasci in guardia alle oche, al ritorno ne troverai ben poche.[188]
  • Se nessuno sa quel che sai, a nulla serve il tuo sapere.[7]
  • Se non è zuppa è pan bagnato.[1]
  • Se occhio non mira, cuor non sospira.[7]
  • Se piovesse oro, la gente si stancherebbe a raccoglierlo.[7]
  • Se son rose fioriranno.[1]
  • Se vuoi che t'ami, fa' che ti brami.[7]
  • Senza denari non canta un cieco.[1]
Senza denari non si canta messa.[1]
  • Senza umiltà tutte le virtù sono vizi.[7]
  • Sempre ti graffierà chi nacque gatto.[7]
  • Senza umanità non vi è né virtù, né vero coraggio, né gloria durevole.[7]
  • Sette in un colpo! disse quel sarto che aveva ammazzato sette mosche.[7] [wellerismo]
  • Si dice il peccato, ma non il peccatore.[2]
  • Si può conoscere la tua opinione dal tuo sbadigliare.[7]
  • Si stava meglio quando si stava peggio.[189][2]
  • Sol gente di mal'affare, bestie e botte, van fuori di notte.[190]
  • Son padrone del mondo oggi le donne e cedon toghe e spade a cuffie e gonne.[7]
  • Sono sempre gli stracci che vanno all'aria.[1]
  • Sotto la neve pane, sotto l'acqua fame.[1]
  • Spesso a chiaro mattino, v'è torbida sera.[191]
  • Spesso vince più l'umiltà che il ferro.[7]
  • Sposa bagnata sposa fortunata.[192]
  • Stretta la foglia, larga la via dite la vostra che ho detto la mia.[2]
Larga la foglia, stretta la via dite la vostra che ho detto la mia.[2]
  • Studia non per sapere di più, ma per sapere meglio degli altri.[193]
  • Sulla pelle della serpe nessuno guarda alle macchie.[7]
  • Superbia povera spiace anche al diavolo; umiltà ricca piace anche a Dio.[7]

T[modifica]

  • Tale padre, tale figlio.[2][194]
  • Tanti galli a cantar non fa mai giorno.[1]
  • Tanti pochi fanno un assai.[195]
  • Tanto fumo e poco arrosto.[2]
  • Tanto l'amore quanto il fuoco devono essere attizzati.[7]
  • Tanto l'amore quanto la minestra di fagioli vogliono uno sfogo.[7]
  • Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.[1]
  • Tempo chiaro e dolce a capodanno, assicura bel tempo tutto l'anno.[7]
  • Tentar non nuoce.[1]
  • Terra assai, terra poca.[146]
  • Terra bianca, tosto stanca.[196]
  • Terra coltivata raccolta sperata.[2]
  • Terra nera buon grano mena.[2]
  • Testa di lucertola, collo di gru, gambe di ragno, pancia di vacca, groppa di baldracca.[7]
  • Testa di pazzo non incanutisce mai.[7]
  • Tira più un pelo di fica che cento paia di buoi.[2]
Tira più un capello di donna che cento paia di buoi.[7]
  • Torinesi e Monferrini, pane, vino e tamburini.[7]
  • Tra cani non si mordono.[1]
  • Tra i due litiganti il terzo gode.[1]
  • Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare.[1]
  • Tra moglie e marito non mettere il dito.[1]
  • Tre sono le meraviglie, Napoli, Roma e la faccia tua.[197]
  • Triste e guai, chi crede troppo e chi non crede mai.[7]
  • Triste quel cane che si lascia prendere la coda in mano.[7]
  • Tromba di culo, sanità di corpo.[179]
  • Troppa manna, nausea.[7]
  • Troppa modestia è orgoglio mascherato.[7]
  • Troppe soddisfazioni tolgono ogni voglia.[7]
  • Troppi cuochi guastano la cucina.[1]
  • Tu scherzi col tuo gatto e l'accarezzi, ma so ben io qual fine avran quei vezzi.[7]
  • Tutte le strade portano a Roma.[1]
  • Tutti del pazzo tronco abbiamo un ramo.[7]
  • Tutti i fiumi vanno al mare.[1]
  • Tutti i guai son guai, ma il guaio senza pane è il più grosso.[1]
  • Tutti i gusti son gusti.[1]
  • Tutti i mestieri danno il pane.[198]
  • Tutti i nodi vengono al pettine.[1]
  • Tutti i peccati mortali sono femmine.[7]
  • Tutti i salmi finiscono in gloria.[1]
  • Tutto ciò che dura a lungo annoia.[7]
  • Tutto è bene quel che finisce bene.[1][199]
  • Tutto il mondo è paese.[1][200]
  • Tutto s'accomoda fuorché l'osso del collo.[28]

U[modifica]

  • Uccellin che mette coda vuol mangiare a tutte l'ore.[2]
  • Ucci ucci, sento odor di cristianucci.[2]
  • Umiltà e cortesia adornano più di una veste tessuta d'oro.[7]
  • Un bel tacer non fu mai scritto.[2][201]
  • Un cuor magnanimo vuol sempre il bene, anche se il premio mai non ottiene.[7]
  • Un padre campa cento figli e cento figli non campano un padre.[2]
  • Un pazzo ne fa cento.[7]
  • Un piccolo buco fa affondare un gran bastimento.[7]
  • Un'anima magnanima consulta le altre; un'anima volgare disprezza i consigli.[7]
  • Una ciliegia tira l'altra.[2]
Una parola tira l'altra.[2]
  • Una fa, due stentano, ma a tre ci vuol la serva.[7]
  • Una Fenice fra le donne è quella, che altra donna confessa essere bella.[7]
  • Una mano lava l'altra e tutte e due lavano il viso.[1]
  • Una mela al giorno leva il medico di torno.[2]
  • Una ne paga cento.[1]
Una ne paga tutte.[1]
  • Una rondine non fa primavera.[1]
  • Una volta corre il cane e una volta la lepre.[1]
  • Una volta per uno non fa male a nessuno.[1]
  • Uomo a cavallo, sepoltura aperta.[2]
  • Uomo avvisato mezzo salvato.[1]
  • Uomo morto non fa più guerra.[202]
  • Uomo senza quattrini è un morto che cammina.[2]
L'uomo misero è un morto che cammina.[2]

V[modifica]

  • Val più un piacere da farsi che cento di quelli fatti.[7]
  • Vale più la pratica che la grammatica.[1]
  • Vale più un gusto che un casale.[1]
  • Vale più un testimone di vista che cento d'udito.[2]
  • Vanga e zappa non vuol digiuno.[42]
  • Vanga piatta poco attacca, vanga ritta terra ricca, vanga sotto ricca il doppio.[2]
  • Vedere e non toccare è una cosa da crepare.[2]
  • Venezia bella, fabbricata sul mare; chi non la vede non la può stimare.[7]
  • Venezia la bella, e Padova sua sorella.[7]
  • Vento fresco mare crespo.[203]
  • Vi sono dei matti savi, e dei savi matti.[7]
  • Vicino alla chiesa lontano da Dio.[2]
  • Vicino alla serpe c'è il biacco.[7]
  • Vigna nel sasso e orto in terren grasso.[204]
  • Vivi e lascia vivere.[1]
  • Vizio di natura fino alla fossa dura.[2]
Vizio di natura, fino alla morte dura.[205]

Note[modifica]

  1. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp bq br bs bt bu bv bw bx by bz ca cb cc cd ce cf cg ch ci cj ck cl cm cn co cp cq cr cs ct cu cv cw cx cy cz da db dc dd de df dg dh di dj dk dl dm dn do dp dq dr ds dt du dv dw dx dy dz ea eb ec ed ee ef eg eh ei ej ek el em en eo ep eq er es et eu ev ew ex ey ez fa fb fc fd fe ff fg fh fi fj fk fl fm fn fo fp fq fr fs ft fu fv fw fx fy fz ga gb gc gd ge gf gg gh gi gj gk gl gm gn go gp gq gr gs gt gu gv gw gx gy gz ha hb hc hd he hf hg hh hi hj hk hl hm hn ho hp hq hr hs ht hu Citato ne Il nuovo Zingarelli.
  2. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp bq br bs bt bu bv bw bx by bz ca cb cc cd ce cf cg ch ci cj ck cl cm cn co cp cq cr cs ct cu cv cw cx cy cz da db dc dd de df dg dh di dj dk dl dm dn do dp dq dr ds dt du dv dw dx dy dz ea eb ec ed ee ef eg eh ei ej ek el em en eo ep eq er es et eu ev ew ex ey ez fa fb fc fd fe ff fg fh fi fj fk fl fm fn fo fp fq fr fs ft fu fv fw fx fy fz ga gb gc gd ge gf gg gh gi gj gk gl gm gn go gp gq gr gs gt gu gv gw gx gy gz ha hb hc hd he hf hg hh hi hj hk hl hm hn ho hp hq hr hs ht hu hv hw hx hy hz ia ib ic id ie if ig ih ii ij ik il im in io ip iq ir is it iu Citato in Lapucci.
  3. a b c d e f g Citato in Carlo Volpini, 516 proverbi sul cavallo, Cisalpino-Goliardica, 1984.
  4. a b Citato in Max Pfister, Lessico etimologico italiano, vol. 3, Reichert, 1987.
  5. Citato in Schwamenthal, § 14.
  6. Citato in Schwamenthal, § 29.
  7. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp bq br bs bt bu bv bw bx by bz ca cb cc cd ce cf cg ch ci cj ck cl cm cn co cp cq cr cs ct cu cv cw cx cy cz da db dc dd de df dg dh di dj dk dl dm dn do dp dq dr ds dt du dv dw dx dy dz ea eb ec ed ee ef eg eh ei ej ek el em en eo ep eq er es et eu ev ew ex ey ez fa fb fc fd fe ff fg fh fi fj fk fl fm fn fo fp fq fr fs ft fu fv fw fx fy fz ga gb gc gd ge gf gg gh gi gj gk gl gm gn go gp gq gr gs gt gu gv gw gx gy gz ha hb hc hd he hf hg hh hi hj hk hl hm hn ho hp hq hr hs ht hu hv hw hx hy hz ia ib ic id ie if ig ih ii ij ik il im in io ip iq ir is it iu iv iw ix iy iz ja jb jc jd je jf jg jh ji jj jk jl jm jn jo jp jq jr js jt ju jv jw jx jy jz ka kb kc kd ke kf kg kh ki kj kk kl km kn ko kp kq kr ks kt ku kv kw kx ky kz la lb lc ld le lf lg lh li lj lk ll lm ln lo lp lq lr ls lt lu lv lw lx ly lz ma mb mc md me mf mg mh mi mj mk ml mm mn mo mp mq mr ms mt mu mv mw mx my mz na nb nc nd ne nf ng nh ni nj nk nl nm nn no np nq nr ns nt nu nv nw nx ny nz oa ob oc od oe of og oh oi oj ok ol om on oo op oq or os ot ou ov ow ox oy oz pa pb pc pd pe pf Citato in Selene.
  8. a b c d e f g Citato in Marino Ferrini, I proverbi dei nonni, Il Leccio, 2002³.
  9. Citato in Schwamenthal, § 52.
  10. Cfr. Matteo, 6, 34.
  11. Citato in Schwamenthal, § 78.
  12. Citato in Schwamenthal, § 85.
  13. Citato in Schwamenthal, § 122.
  14. Citato in Schwamenthal, § 123.
  15. Citato in Schwamenthal, § 131.
  16. Citato in Schwamenthal, § 170.
  17. Citato in Schwamenthal, § 278.
  18. Citato in Schwamenthal, § 235.
  19. Citato in Schwamenthal, § 242.
  20. Citato in Schwamenthal, § 243.
  21. Citato in Schwamenthal, § 255.
  22. Titolo di un'opera di Achille Campanile del 1930, passato a proverbio e modo di dire comune.
  23. Citato in Schwamenthal, § 281.
  24. Citato in Schwamenthal, § 281.
  25. Citato in Schwamenthal, § 288.
  26. Citato in Castagna, p. 137.
  27. Citato in Schwamenthal, § 317.
  28. a b c Citato in Vezio Melegari, Manuale della barzelletta, Mondadori, Milano, 1976, p. 35.
  29. a b c Citato in Francesco Protonotari, Nuova antologia di scienze, lettere ed arti, volume settimo, Direzione della nuova antologia, Firenze, 1868, p. 454.
  30. Citato in Grisi, p. 34.
  31. a b Citato in Orlando Pescetti, Proverbi italiani raccolti e ridotti sotto a certi capi, e luoghi communi per ordine d'alfabeto, Verona, 1603, p. 123.
  32. Citato in Grisi, p. 254.
  33. a b c d e Citato in Paronuzzi, p. 68.
  34. Citato in Schwamenthal, § 585.
  35. a b Citato in Giulio Franceschi, Proverbi e modi proverbiali italiani, Hoepli, 1908.
  36. Citato in Grisi, p. 24.
  37. Giovanni Verga, I Malavoglia.
  38. Citato in Schwamenthal, § 768.
  39. Citato in Schwamenthal, § 804.
  40. Citato in Schwamenthal, § 805.
  41. Andatura di cavallo, asino o mulo, a passi corti e veloci, mossi in contrattempo.
  42. a b c d e f g Citato in Francesco Picchianti, Proverbi italiani, A. Salani, 1886.
  43. Citato in Schwamenthal, § 848.
  44. Citato in Schwamenthal, § 854.
  45. Citato in Schwamenthal, § 878.
  46. Citato in Schwamenthal, § 886.
  47. Citato in Castagna, p. 172.
  48. Citato in Grisi, p. 113.
  49. Citato in Schwamenthal, § 906.
  50. Slogan pubblicitario degli anni Ottanta.
  51. a b c d Citato in Augusto Arthaber, Dizionario comparato di proverbi e modi proverbiali, Hoepli, 1972.
  52. Cfr. Gesù, Discorso della Montagna: «Cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova».
  53. Cfr. Gesù, Vangelo secondo Matteo: «Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada».
  54. a b c d e f g h i j k Temistocle Franceschi, Atlante paremiologico italiano, Edizioni dell'Orso, 2000.
  55. Citato in Schwamenthal, § 1066.
  56. Citato in Grisi, p. 11.
  57. Citato in Amadeus Voldben, Il giardino della saggezza, Amedeo Rotondi, 1967.
  58. Citato in Grisi, p. 106.
  59. Citato in Schwamenthal, § 1324.
  60. a b c Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 583.
  61. Citato in Grisi, p. 247.
  62. Citato in Schwamenthal, § 1541.
  63. Citato in Emanuel Strauss, Concise Dictionary of European Proverbs, Routledge, 2013.
  64. Citato nel film Riso amaro.
  65. Cfr. Libro di Osea: «E poiché hanno seminato vento | raccoglieranno tempesta».
  66. a b Citato in Giuseppe Giusti, Dizionario dei proverbi italiani.
  67. Ripreso da un Decretale di Papa Bonifacio VIII: Qui tacet, consentire videtur.
  68. Citato in Schwamenthal, § 1742.
  69. Citato in Schwamenthal, § 1744.
  70. Citato in Schwamenthal, § 1753.
  71. Citato in Schwamenthal, § 1754.
  72. Cfr. Cristoforo Poggiali, Proverbj, motti e sentenze ad uso ed istruzione del popolo, 1821: «Chi dà a credenza, molte merci spaccia; | Ma un presto fallimento si procaccia».
  73. Citato in Schwamenthal, § 1762.
  74. Citato in Schwamenthal, § 1788.
  75. Citato in Schwamenthal, § 1796.
  76. Citato in Schwamenthal, § 1821.
  77. Dal latino: Faber est suae quisque fortunae (Appio Claudio Cieco).
  78. Citato in Schwamenthal, § 1933.
  79. Citato in Schwamenthal, § 1994.
  80. La frase è attribuita (Niccolò Machiavelli, Istorie fiorentine, II, 3; Giovanni Villani, Nuova Cronica, VI, 38) a Mosca dei Lamberti che, nel 1215, a Firenze, convinse così gli Amidei a uccidere Buondelmonte de' Buondelmonti; dal delitto nacquero le fazioni dei guelfi e dei ghibellini. Citato anche nella Divina Commedia di Dante Alighieri (Inferno, 28, 106-108): Gridò: "Ricordera' ti anche del Mosca, | che disse, lasso!, 'Capo ha cosa fatta', | che fu mal seme per la gente tosca". È possibile che Mosca dei Lamberti adattò al momento un proverbio già noto ai suoi tempi (Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921); secondo l'Accademia della Crusca (Dizionario della lingua italiana, 1827) corrisponderebbe al latino «Factum infectum fieri nequit».
  81. Citato in Schwamenthal, § 2034.
  82. Citato in Schwamenthal, § 2035.
  83. Citato in Schwamenthal, § 2047.
  84. Riferito alle insidie che l'amore riserva alle virtù delle fanciulle. Citato in Castagna, p. 56.
  85. Citato in Schwamenthal, § 2142.
  86. Cfr. Gesù, Vangelo secondo Matteo: «Rendete dunque a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio».
  87. a b c d Citato in Paola Guazzotti e Maria Federica Oddera, Il Grande dizionario dei proverbi italiani, Zanichelli, 2006.
  88. Citato in Schwamenthal, § 2168.
  89. Citato in Grisi, p. 145.
  90. Citato in Schwamenthal, § 2245.
  91. Citato in Schwamenthal, § 2253.
  92. a b c Citato in Valter Boggione, Chi dice donna, UTET, 2005.
  93. Citato in Schwamenthal, § 2357.
  94. Proverbio ferrarese, secondo Riccardo Bacchelli, citato più volte nell'opera Il Mulino del Po. Fa riferimento alle esondazioni imprevedibili del fiume, ed, in metafora, al fatto che il destino spesso colpisce dove ci si sente più sicuri.
  95. Citato in Grisi, p. 62.
  96. Citato in Giuseppe Pittàno, Frase fatta capo ha. Dizionario dei modi di dire, proverbi e locuzioni, Zanichelli, 1992.
  97. Ripreso dalla commedia francese Le Glorieux di Philippe Néricault Destouches.
  98. Citato in Piero Angela, Ti amerò per sempre: La scienza dell'amore, Mondadori, Milano, 2005, p. 68. ISBN 88-04-51490-6
  99. Dal latino: Facta lex inventa fraus.
  100. Citato in Schwamenthal, § 2697.
  101. Citato in Schwamenthal, § 2769.
  102. Citato in Schwamenthal, § 2771.
  103. Citato in Schwamenthal, § 2783.
  104. Citato in Florio, lettera G.
  105. Citato in Gustavo Strafforello, La sapienza del mondo: ovvero, Dizionario universale dei proverbi, A.F. Negro, 1883, p.279.
  106. Citato in Grisi, p. 106.
  107. Citato in Grisi, p. 106.
  108. a b c Citato in Paronuzzi, p. 72.
  109. Citato in Castagna, p. 178.
  110. Citato in Schwamenthal, § 666.
  111. Citato in Anna Fata, Lo zen e l'arte di cucinare, Edizioni Il Punto d'Incontro, Vicenza, 2010, p. 178. ISBN 978-88-8093-714-2
  112. Cfr. Michail Aleksandrovič Bakunin: «Il caffè, per esser buono, deve essere nero come la notte, dolce come l'amore e caldo come l'inferno».
  113. a b c Citato in Paronuzzi, p. 70.
  114. Citato in Roberto Allegri, 1001 cose da sapere e da fare con il tuo gatto, Newton Compton, Roma, 2014, § 100. ISBN 978-88-541-6678-3
  115. Citato in Brigitte Bulard-Cordeau, Il piccolo libro dei gatti, traduzione di Giovanni Zucca, Fabbri Editori, Milano, 2012, p. 40. ISBN 978-88-58-66237-3
  116. Citato in Schwamenthal, § 2784.
  117. Citato in Grisi, p. 11.
  118. Citato in Schwamenthal, § 3037.
  119. Citato in Castagna, p. 151.
  120. Citato in Schwamenthal, § 3266.
  121. Citato in Schwamenthal, § 4058.
  122. Nei dialetti siciliani e nel napoletano l'arancia viene chiamata portogallo.
  123. Citato in Schwamenthal, § 4901.
  124. Citato in Schwamenthal, § 5487.
  125. Citato in Schwamenthal, § 211.
  126. Veste da lavoro usata, specialmente in Toscana, da contadini e operai.
  127. Citato in Schwamenthal, § 440.
  128. Con riferimento a chi fa fatica a digerire le arance.
  129. a b Citato in Paolo De Nardis, L'invidia. Un rompicapo per le scienze sociali, Meltemi Editore, 2000, p. 38. ISBN 8883530527
  130. Citato in Schwamenthal, § 2779.
  131. Citato in Schwamenthal, § 2780.
  132. Citato in Grisi, p. 130.
  133. Citato in Grisi, p. 130.
  134. Citato in Grisi, p. 130.
  135. Citato in Luigi Pozzoli, Sul respiro di Dio. Commento alle letture festive. Anno B, Paoline, Milano, 1999, p. 14.
  136. a b Citato in Schwamenthal, § 3129.
  137. Citato in Grisi, p. 265.
  138. Citato in Grisi, p. 265.
  139. Citato in Grisi, p. 265.
  140. Citato in Grisi, p. 265.
  141. Citato in Grisi, p. 265.
  142. Citato in Grisi, p. 270.
  143. Citato in Grisi, p. 303.
  144. a b Citato in Ann H. Swenson, Proverbi e modi proverbiali, Nerbini, 1931.
  145. Citato in Grisi, p. 109.
  146. a b c d Citato in Ugo Rossi-Ferrini, Proverbi agricoli, I Fermenti, 1931.
  147. Citato in Grisi, p. 39.
  148. Citato in Grisi, p. 106.
  149. Citato in Castagna, p. 18.
  150. Citato in Carlo Giuseppe Sisti, Agricoltura pratica della Lombardia, Milano, 1828, p. 99.
  151. Citato in Schwamenthal, § 3296.
  152. a b Citato in Schwamenthal, § 3528.
  153. Citato in Florio, lettera N.
  154. Citato in Schwamenthal, § 3566.
  155. Cfr. Gesù, Vangelo secondo Luca: «Nessun profeta è ben accetto in patria».
  156. Citato in Castagna, p. 75.
  157. Citato in Paronuzzi, p. 66.
  158. a b Citato in Schwamenthal, § 3691.
  159. Cfr. Etica della reciprocità.
  160. Citato in Schwamenthal, § 3770.
  161. Cfr. anche Salvator Rosa.
  162. Questo detto, ripreso dal Libro dell'Esodo (« occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, bruciatura per bruciatura, ferita per ferita, livido per livido»), è chiamato Legge del taglione.
  163. Citato in Grisi, p. 270.
  164. Citato in Schwamenthal, § 4130.
  165. Citato in Focus storia n. 49, novembre 2010, p. 74, che inoltre spiega: «Il proverbio compare in una novella del Decameron di Giovanni Boccaccio (la quarta della prima giornata)».
  166. 2 febbraio: in tale giorno la Chiesa cattolica celebra la presentazione al Tempio di Gesù (Luca 2,22-39), popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo. La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l'usanza ebraica, una donna era considerata impura del sangue mestruale per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre.
  167. Citato in Schwamenthal, § 4306.
  168. Citato in Schwamenthal, § 4352.
  169. a b Citato in Grisi, p. 197.
  170. Citato in Schwamenthal, § 4498.
  171. Citato in Schwamenthal, § 4499.
  172. Citato in Piero Angela, A cosa serve la politica?, Mondadori, Milano, 2011, p. 145. ISBN 978-88-04-60776-2
  173. Citato in Schwamenthal, § 4568.
  174. Citato in Schwamenthal, § 4615.
  175. Citato in Schwamenthal, § 4698.
  176. Una leggenda simile esiste anche in Giappone: i demoni-volpe (le kitsune) preferirebbero celebrare i loro matrimoni sotto la pioggia mentre splende il sole; il regista Akira Kurosawa ne prese spunto per il primo episodio (Raggi di sole nella pioggia) del film Sogni (1990).
  177. Citato in Schwamenthal, § 4757.
  178. Citato in Schwamenthal, § 4850.
  179. a b Citato in Augusta Forconi, Le parole del corpo. Modi di dire, frasi proverbiali, proverbi antichi e moderni del corpo umano, SugarCo, 1987.
  180. Citato in Castagna, p. 136.
  181. Citato in Castagna, p. 35.
  182. Citato in Castagna, p. 24.
  183. 21 marzo, prima della riforma del calendario liturgico del 1969.
  184. Citato in Grisi, p. 106.
  185. Citato in Schwamenthal, § 5051.
  186. Dal latino medievale: Excusatio non petita, accusatio manifesta.
  187. Citato in Castagna, p. 8.
  188. Citato in Grisi, p. 78.
  189. Attribuita a Francesco Domenico Guerrazzi.
  190. Citato in Schwamenthal, § 5314.
  191. Citato in Grisi, p. 254.
  192. Citato in Schwamenthal, § 5385.
  193. Citato in Grisi, p. 269.
  194. Cfr. Libro di Ezechiele: «Ecco, ogni esperto di proverbi dovrà dire questo proverbio a tuo riguardo: Quale la madre, tale la figlia».
  195. Citato in Schwamenthal, § 5454.
  196. Citato in Schwamenthal, § 5513.
  197. Citato in Castagna, p. 73.
  198. Citato in Schwamenthal, § 5630.
  199. Titolo di una commedia di William Shakespeare, scritta fra il 1602 e il 1603.
  200. Petronio Arbitro, Satyricon, 45, 4.
  201. Cfr. Iacopo Badoer: «Un bel tacer | mai scritto fu».
  202. Citato in Schwamenthal, § 5721.
  203. Citato in Schwamenthal, § 5817.
  204. Citato in Castagna, p. 39.
  205. Citato in Schwamenthal, § 5924.

Bibliografia[modifica]

Voci correlate[modifica]