Francesco di Paola

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San Francesco di Paola in estasi (Pietro Bianchi, 1728 ca.)

San Francesco di Paola (1416 – 1507), religioso italiano, fondatore dell'Ordine dei minimi.

Citato in Giuseppe Maria Perrimezzi, La vita di S. Francesco di Paola

Nicola Altomare editore, Cosenza, 1856, volume II, pp. 211 ss.

  • Dove è l'amore, non si conosce fatica, non si conosce disagio.
  • Nella Casa di Dio non si sente alcuna fatica, anche i più infermi sono abili a portare le croci, perché tutto raddolcisce l'amore.
  • L'amore non sa che cosa sia difficoltà, perché Iddio supplisce la nostra debolezza.
  • La Carità accende e liquefà i cuori più gelati.
  • La Carità è sacra miniera dell'oro delle grazie, e delle virtù.
  • [Ultime parole] Niuna cosa è il tesoro, che io vi lascio: amatevi l'un l'altro, e fate tutte le vostre cose in Carità.
  • Niuna cosa è più dannosa all'uomo del peccato, e soprattutto quello della collera.
  • Ogni cosa per amore, e niente per forza.
  • La divozione è la strada facilissima per ben fare tutte l'opere per Dio.
  • La divozione non consiste punto in ritenere, o in portare indosso alcuno pezzo di panno della veste di quelli che sono, in questo mondo vivendo, tenuti per Santi; ma nelle buone opere, e in far quelle con purità di cuore.
  • Il digiuno accende il lume della castità.
  • Quegli non è degno di ricevere nella sua afflizione gli aiuti del Cielo, che ha quelli disprezzati nella sua prosperità.
  • Chi temerariamente giudica, condanna se medesimo.
  • Niuno deve giudicare gli altri, ma solamente se stesso, interpretando sempre i fatti altrui in miglior parte.
  • È molto meglio, per la salute dell'anima sua, restituire l'altrui, che far limosina alle Chiese.
  • Chi possiede la Carità, discaccia da se la vendetta che l'è contraria.
  • Chi colla parola ritiene inimicizia, accresce a se la fatica inutile.
  • La nobiltà senza virtù, è un fantasma dell'onore.
  • Chi ben fa, sempre ora.
  • Chi spesso parla con Dio nell'orazione, sprezza il parlare co' Re della terra.
  • La perseveranza è la corona della virtù.
  • Chi non ha cosa alcuna, possiede ogni bene.
  • La povertà ci ha istituiti eredi e Re del Regno de' Cieli; ci ha fatti poveri di cose, ma ricchi di virtù.
  • Tutti sono chiamati pel Cielo, ma tutti non possono essere Religiosi.
  • Chi non avrà santità in terra, non sarà Santo nel Cielo.
  • Niente manca a coloro che hanno il timor di Dio.
  • La tribolazione è il cammino e la porta del Paradiso, e ci apre il Regno del Cielo.
  • Il vero servo di Dio si nutrisce del pane della tribolazione, e dell'acqua delle lagrime.
  • Iddio, che è somma bontà, fa partecipe di consolazioni maggiori, che non sono le afflizioni, chi le patisce.
  • Il corpo delle Vergini pare composto della stessa materia, di cui è composto il sole e le stelle.
  • Siccome il matrimonio riempie la terra, così la verginità il Cielo.
  • Dove è l'umiltà sono tutte le virtù.

Citazioni su Francesco di Paola[modifica]

  • Mai gustar non volle alimento, che o di carne fosse, o pur dalla carne avesse ancorché lontanissima dipendenza. Talmentecché fu costantissima opinione tra' nostri, avvalorata dalle veridiche attestazioni di coloro, che con esso lui fin da' suoi più teneri anni più dimesticamente trattarono, in tutto il tempo della sua vita aver' egli osservata una continua quaresima; né mai fra le dilicatezze degli anni più molli aver' egli gustato alcun cibo, che quaresimale non fosse stato. (Giuseppe Maria Perrimezzi)
  • Venne egli è vero, questo pensiere d'introdurre tra' suoi la continua astinenza delle carni, al gran Francesco di Assisi; siccome nella sposizione della Regola, da lui data a' suoi seguaci, rapporta Ugone, e nella Storiale sua Somma par che lo confermi l'Arcivescovo di Firenze Santo Antonino. Ma appena glie ne sorse il talento, sel ritrovò soffocato in culla da un più prudente riflesso, con cui pensò, essere certamente incomparabile una sì grande astinenza di vita con una osservanza sì rigida di povertà. Oltre a che lo stesso Iddio, si narra da molti, ed in molte pitture si vede espresso, rivelò al gran Patriarca, che questo pregio ad altro Francesco si riservava, dicendogli: tralascia questo per lo Minimo del tuo nome. (Giuseppe Maria Perrimezzi)

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