Franco Grillini

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Franco Grillini

Franco Grillini (1955 – vivente), politico italiano.

Citazioni di Franco Grillini[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Il comunismo se ne va e arrivano i gay. Naturale: il comunismo era autoritario, noi siamo libertari.[1]
  • [La Lega Nord] ha avuto un inizio laico-libertario. All'interno c'era addirittura un gruppo gay, Los Padania, Libero Orientamento Sessuale della Padania. Bossi dichiarava: "Siamo contro tutte le discriminazioni". Maroni mi diceva che era a favore delle famiglie di fatto e delle adozioni gay: adesso è tutto il contrario. Lo dico sempre ai leghisti: "Fatevi curare, gatta ci cova nella vostra ossessione".[2]
  • Conoscendo la Chiesa cattolica italiana, conoscendo la politica italiana, conoscendo la cultura politica che c'è in Italia, che è una cultura che va dal clericofascismo al cattocomunismo, non mi meraviglio assolutamente [di] questa reazione omofobica, questo razzismo — lo chiamerei — vero e proprio. Sono posizioni che pretendono di far sì che il parlamento italiano segua le direttive dello Stato Vaticano. Questo non succede in nessun altro paese europeo, in nessun altro paese occidentale. Una dinamica di questo tipo noi l'abbiamo solo nei paesi islamici.[3]
  • Io sono arrabbiato nero, sono furioso su questa faccenda di Dalla e dei suoi funerali. Abbiamo cominciato e proseguito con una ipocrita consegna del silenzio a proposito di Marco Alemanno. Si è parlato di amico del cuore, di principale collaboratore... Marco era semplicemente il compagno di Dalla, li incontravo spesso all'edicola di Porta san Vitale, non sbandieravano nulla ma non nascondevano nulla. Lucia ha ragione da vendere. Se Dalla si fosse sposato con Marco a New York o a Oslo o a Madrid, come hanno fatto molte coppie bolognesi, non avrebbe mai avuto funerali a San Petronio, chiesa-simbolo di proprietà del Comune ma gestita dalla Curia bolognese.[4]
  • [Sono il] primo onorevole gay dichiarato. Del resto abbiamo avuto anche ministri e premier gay. Il primo giorno a Montecitorio ne individuai una settantina. Mi creda, io ho il gaydar, il radar gay. E quelli che non beccavo, venivano loro a confidarsi, "ho famiglia, non mi sputtanare, ma... hai l'indirizzo di qualche localino?"[5]
  • [...] io sono la prova vivente che i gay, contrariamente a quanto dicono gli omofobi, non pensano sempre al sesso. Ho avuto una vita sentimentale soddisfacente, relazioni ricche e intense, anche quella che vivo oggi. Molte però finivano perché i miei fidanzati mi mollavano, "tu sei sposato con la politica". Quando fai politica, sei un prete. Ho lottato per una cosa che non sono riuscito a vivere personalmente".[5]
  • [...] lo abbiamo cambiato lo stesso, questo paese. I gay li menavano, si suicidavano. Ci sputavano addosso. Neanche adesso è un paradiso, ma i quindicenni gay ora lo dicono alla mamma. Abbiamo fatto una rivoluzione civile nonviolenta e qualcuno non se n'è neanche accorto.[5]
  • È stata una guerra totale: mesi e mesi di chemio in cui ero più di là che di qua. Ma mi sono detto: non è tempo di morire. Ho reagito con le unghie e con i denti, ho fatto le cure esattamente come dicevano i medici e per ora ci siamo salvati. Anche se con molti acciacchi e una malattia cronica: sono un uomo che ha bisogno di assistenza. Ma non ho intenzione di nascondermi: ho vissuto tutta l'epoca dell'Aids, quando la malattia era ritenuta una colpa, qualcosa di cui vergognarti, e mi sono detto: io del mieloma parlo ai quattro venti. E mi faccio vedere: mi piazzo sulla carrozzina e mi faccio spingere.[6]
  • [...] Marx ed Engels erano un po' omofobi. C'è una lettera in cui Engels scrive a Marx commentando i primi movimenti lgbt in Germania e dice: se questi vincono dovremo andare in giro con le mutande di latta...[6]
  • [Sull'approvazione della legge sulle unioni civili.] Quando il governo Renzi ha posto la fiducia è stato chiamato a Roma un tecnico, un magistrato bolognese, per riformulare la legge in fretta e furia nella notte. Ha scritto l'articolo sulle adozioni in modo da soddisfare Alfano perché non c'era più la stepchild adoption, ma dando ai magistrati la possibilità di concederla ogni volta che una coppia la chiede.<ref name="tumore">

Note[modifica]

  1. Citato in Michele Smargiassi, Compagno Dubcek, insegnaci tu, la Repubblica, 31 agosto 1991.
  2. Citato in Claudio Sabelli Fioretti, Se Berlusconi si fidanzasse con un uomo, capirebbe, Corriere della Sera Magazine, 22 settembre 2005.
  3. Dal documentario Improvvisamente l'inverno scorso, 2008.
  4. Citato in Paolo Conti, Annunziata e il tabù sui gay «Un'ipocrisia all'italiana», Corriere della Sera, Roma, 5 marzo 2012, p. 39.
  5. a b c Citato in Michele Smargiassi, Franco Grillini: "La rivoluzione è iniziata quando ho convinto l'operaio metalmeccanico", Repubblica.it, 28 febbraio 2016.
  6. a b Dall'intervista Franco Grillini: «Prima i diritti, ora il tumore: io lotto. E sono più rivoluzionario di Marx», Corriere.it, 1º febbraio 2018.

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