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George Gamow

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George Gamow

Georgij Antonovič Gamov, poi cambiato in George Gamow (in russo: Георгий Антонович Гамов; 1904 – 1968), fisico, cosmologo e divulgatore scientifico russo naturalizzato statunitense.

Citazioni di George Gamow

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  • Brilla, brilla, quasi-stellina, grande enigma da quaggiù. Splendi tanto sorellina, come mille Soli e più. Brilla, brilla, quasi-stellina, chissà che cosa sarai tu.[1]

Biografia della fisica

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  • In quell'epoca[2], viveva in Inghilterra il figlio di un Pari inglese, Henry Cavendish, uomo dal carattere molto chiuso; egli non aveva amici, aveva paura delle donne e le cameriere della sua casa di Clapham Common, un quartiere di Londra, erano costrette a tenersi lontano dalla sua presenza e ricevevano gli ordini di ciò che desiderava a pranzo mediante appunti che egli lasciava ogni mattina sulla tavola della sala. (cap. V, p. 130)
  • Cavendish non aveva passione alcuna, né per la musica, né per l'arte in genere e dedicava tutto il suo tempo ad esperimenti di fisica e di chimica nel laboratorio privato che aveva allestito nella sua grande casa signorile. Il suo lavoro era solo interrotto saltuariamente da qualche passeggiata o dalla partecipazione ai pranzi della Royal Society, durante i quali Cavendish aveva modo di scambiare informazioni con altri chimici e fisici. (cap. V, p. 130)
  • [Cavendish] Durante la sua lunga vita (morì a 79 anni) egli pubblicò solo qualche articolo di scarsa importanza; ma dopo la sua morte furono scoperti un milione di sterline sul suo conto in banca e venti pacchi di appunti preziosissimi nel suo laboratorio. Questi appunti rimasero in mano ai suoi parenti per molto tempo, ma quando, finalmente, circa cent'anni dopo, essi furono pubblicati, apparve chiaro che Henry Cavendish era stato uno dei più grandi fisici sperimentali mai vissuti. Egli scoprì infatti tutte le leggi delle interazioni elettriche e magnetiche contemporaneamente a Coulomb e le sue ricerche nel campo della chimica tengono validamente testa a quelle di Lavoisier. (cap. V, p. 130)
  • Pauli fu un fisico teorico di gran classe e tra i suoi amici il suo nome sarà sempre indissolubilmente legato al misterioso fenomeno noto col nome di "effetto Pauli": è risaputo che tutti i fisici teorici sono spesso impacciati nel maneggiare apparati sperimentali e spesso distruggono in un sol colpo strumenti delicati e costosissimi; ebbene, Pauli era un teorico tanto geniale che gli oggetti si rompevano appena egli entrava in un laboratorio. La conferma più convincente dell'"effetto Pauli" si ebbe il giorno in cui la strumentazione del laboratorio del professor James Frank dell'Istituto di Fisica dell'Università di Gottinga improvvisamente scoppiò e andò in pezzi senza alcun motivo apparente: da una successiva indagine si venne a sapere che il disastro era avvenuto proprio nell'istante in cui il treno che trasportava Pauli da Zurigo a Copenaghen si era fermato per una sosta di cinque minuti alla stazione ferroviaria di Gottinga. (cap. VII, pp. 243-244)
  • Dirac fu ed è tuttora un tipo di scienziato "torre d'avorio" e, pur se gli piaceva chiacchierare con i colleghi del suo viaggio in oriente o di qualsiasi altro argomento comune, preferiva svolgere le sue ricerche da solo: ma durante le riunioni scientifiche le sue osservazioni erano sempre acute e appropriate. (cap. VII, p. 259)
  • Tra tutte le sue scoperte nel campo della matematica, Dirac fu particolarmente orgoglioso di una, che tuttavia contribuì assai poco alla sua fama. Mentre chiacchierava un giorno con la moglie di un membro della Facoltà, egli la osservava particolarmente incuriosito del lavoro a maglia che ella stava facendo, una sciarpa o qualcosa di simile; tornato nel suo studio, tentò di ricordare il rapido movimento degli aghi nelle mani della donna e concluse rapidamente che c'era un altro modo di maneggiarli. Si precipitò a comunicarle la sua scoperta e restò profondamente deluso nell'apprendere che entrambi i metodi del "lavoro a diritto" e del "lavoro a rovescio" erano noti alle donne da molti secoli. (cap. VII, p. 260)
  • [Enrico Fermi] Per le sue prime scoperte nel campo della fisica egli era stato nominato membro della Reale Accademia d'Italia e aveva quindi diritto al titolo di Eccellenza. Un giorno egli si recò con la sua piccola Fiat a una riunione dell'Accademia, che doveva essere presieduta da Mussolini in persona: all'ingresso del cancello principale che dava nel cortile interno erano di guardia due carabinieri. Essi gli intimarono l'alt e gli chiesero chi fosse. «Questi non mi crederanno, se dirò loro di essere un'Eccellenza» pensò Fermi «perché tutte le Eccellenze hanno un aspetto più dignitoso e viaggiano su grandi macchine guidate dall'autista.» Egli allora sorrise ai carabinieri e disse loro di essere l'autista di sua Eccellenza Fermi: il trucco ebbe successo ed egli poté entrare ad aspettare che il suo padrone uscisse dalla riunione. (cap. VIII, p. 284)

Citazioni su George Gamow

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  • Di sé diceva d'aver capito che da grande avrebbe fatto lo scienziato quella volta che da ragazzo, fatta la comunione, corse a casa con la particola in bocca per metterla sotto il microscopio e verificare se fosse pane o carne. (Corrado Lamberti)
  • Scienziato capace di profonde intuizioni fisiche, non si può dire che fosse un campione in matematica: era solito scivolare su banali errori di calcolo in quasi tutti i suoi articoli, ma la cosa non lo disturbava più di tanto perché: "Un mio docente di Odessa diceva che gli scienziati non devono preoccuparsi di fare conti precisi. Mica sono impiegati di banca". (Corrado Lamberti)

Note

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  1. Citato in AA.VV., Il libro dell'astronomia, traduzione di Roberto Sorgo, Gribaudo, 2017, p. 220. ISBN 9788858018347
  2. Seconda metà del XVIII secolo.

Bibliografia

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  • George Gamow, Biografia della fisica (Biography of Physics), traduzione di Michelangelo Fazio, Biblioteca della EST, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 19766.

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