Gianfranco Ferré

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Gianfranco Ferré (1944 – 2007), imprenditore e stilista italiano.

Da Gianfranco Ferré

Intervista di Claudio Sabelli Fioretti, Anna, citato in Interviste.sabellifioretti.it, 31 agosto 2003.

  • Sono narcisista perché ho un senso innato del piacere della qualità. Mi guardo spesso allo specchio, senza problemi. Mi piaccio anche se sono fuori della norma. Mi curo. C'è compiacimento in me tutte le volte che vedo la mia immagine.
  • Vedere un mio vestito che copre diverse superfici con diverse facce e diverse anime e vive nel tempo perché spesso è ancora bello e la gente lo sa utilizzare, è una grossa soddisfazione. Non mi fa certo sentire un architetto mancato. È l’altra faccia del mio narcisismo.
  • Armani è la giusta uniforme per chi è più freddo, meno passionale.
  • Discuto più volentieri con qualcuno come il signor Armani che non con qualcun altro. Per affinità.
  • Con immodestia dico che se non ci fossero stati Armani, Versace e Ferré, non ci sarebbero stati né Prada né Gucci. Prada e Gucci sono l'epressione di un sistema che è maturato, fatto più di situazioni imprenditoriali che di nomi.
  • Le modelle devono essere degli ottimi attaccapanni con un corpo e una testa vibrante. Devono saper muovere le spalle e muoversi nell'abito. Ho imparato molto a Parigi: l'abito non deve mai esser attaccato al corpo. Deve scivolare.
  • Il colore è legato all’emozione che vuoi dare ai vestiti. Ogni colore ha un suo significato. Non userei mai il blu, che è un colore denso e prezioso, per un vestito che appartenesse alla cultura dell'usa e getta. Il fucsia mi ricorda l'India, il giallo l'opulenza dell'Oriente, i pastello la grandiosità della cultura mitteleuropea.
  • Di solito il modo di vestire appartiene al senso di dignità che l’individuo ha di se stesso. Io ho visto ricchi con le camicie lise e le magliette rotte e sporche. Ho visto poveri che si lavano la maglietta di sera e la rimettono la mattina. Non rotta. Magari solo rammendata.
  • [Su Fausto Bertinotti] Veste bene perché dice in faccia il suo tipo di cultura. Quelle poche giacche che ha le porta col suo modo di essere. Le ripete. Anno dopo anno sono sempre le stesse. Ma è uno che usa il cervello e ha fatto degli investimenti su prodotti che durano.

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