Gianni Bisiach

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Giannino Bisiach (1927 – vivente), giornalista, scrittore, regista, conduttore radiofonico e televisivo italiano.

Inchiesta sulla felicità[modifica]

Incipit[modifica]

Giovanni Agnelli [da una conversazione telefonica sulla vittoria del Napoli]
Bisiach: Avvocato Agnelli, voi della Juventus avete vinto molti scudetti. Quanti?
Agnelli: Noi ne abbiamo vinti ventidue. E le dirò una cosa: che adesso, dopo la vittoria del Napoli, faremo il possibile per andarcelo a riprendere di nuovo lo scudetto.
Bisiach: Senta, avvocato, lei ha visto l'esplosione di gioia dei napoletani quando hanno vinto il campionato di calcio. Ecco. Lei, quando vince uno scudetto, come manifesta la sua felicità?
Agnelli: Ma, sa, io non ero presente quando la Juventus ha vinto il suo primo scudetto.
Bisiach: Ma l'ultimo?
Agnelli: L'ultimo era diverso. Al ventiduesimo è diverso, uno è un po' più assuefatto. Però, quando te lo tolgono, ti mettono in condizione di volerlo riprendere. Quando lo riprenderemo, e se lo riprenderemo, avremo lo stesso entusiasmo del Napoli.

Citazioni[modifica]

  • Francesco Alberoni
    Bisiach: Che cos'è la felicità per Francesco Alberoni?
    Alberoni: La felicità è sempre e soltanto un istante. La felicità non è una cosa che dura. Non è un tempo, è un istante o una serie di istanti. Un punto di contatto con qualche cosa di straordinario. (p. 12)
  • Giorgio Albertazzi
    Bisiach: Esiste o no la felicità?
    Albertazzi: La felicità più che altro è un desiderio, è un'utopia. [...] La felicità è vivere e io sono per la vita. (p. 13)
  • Renzo Arbore
    Bisiach: Che cos'è la felicità?
    Arbore: Felicità è sapere che stai vivendo in serenità, che non hai debiti, che non hai problemi. È una condizione fortunata ma rarissima. Credo che questa sia la felicità. Quando la gente è serena dovrebbe dire: ecco, sono felice. (p. 25)
  • Silvio Berlusconi
    Bisiach: Silvio Berlusconi, che cos'è per te la felicità?
    Berlusconi: La felicità è uno stato di grazia irraggiungibile che forse non esiste nella realtà terrena. È un qualche cosa a cui si tende, ma che non si riesce mai a raggiungere.
    Bisiach: Comunque come si potrebbe immaginare la felicità per il futuro di Silvio Berlusconi, come uomo oltre che come grande manager?
    Berlusconi: Non lo so. Perché dopo ogni traguardo ce n'è sempre un altro. Quindi non c'è mai una felicità definitiva, un momento di felicità definitiva. Perché non appena raggiungi quello che ti sei prefissato, subito scatta in te un obiettivo successivo e quindi ti trovi già teso oltre la siepe verso un traguardo diverso. Per me non c'è una felicità ipotizzabile come una tappa che si raggiunge e in cui si può sostare. E credo che, in fondo, questa sia una piacevole condanna. Credo che l'inverso, quello di accontentarsi di ciò che si è, quello di essere soddisfatti della situazione in cui ci si trova, abbia anche alcuni inconvenienti. Quindi personalmente dico: spero che questa mia esistenza terrena possa terminare mentre io sono teso a raggiungere un altro traguardo oltre la siepe. (p. 38-39)

Bibliografia[modifica]

  • Gianni Bisiach, Inchiesta sulla felicità, Rizzoli, 1987.

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