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Giulio Einaudi

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Giulio Einaudi

Giulio Einaudi (1912 – 1999), editore italiano.

Citazioni di Giulio Einaudi[modifica]

  • [Su Franco Fortini] Era una voce vera, sferzante, anche violenta. L'accoglievo come una boccata d'ossigeno. Gli anni del suo furore rimangono memorabili. Contro gli avanguardismi da vertigine, contro la narrativa di tutto riposo. Era un uomo contro. Mi mancherà.[1]
  • Il libro – sia esso romanzo saggio o poesia – deve coinvolgere al massimo l'intelligenza e la sensibilità del lettore. Quando in un libro, di poesia o di prosa, una frase, una parola, ti riporta ad altre immagini, ad altri ricordi, provocando circuiti fantastici, allora, solo allora, risplende il valore di un testo. Al pari di un quadro scultura o monumento quel testo ti arricchisce non solo nell'immediato, ma ti muta nell'essenza.[2]
  • [Su Daniele Ponchiroli] Un uomo mite, che dava consigli a tutti, che seguiva in particolare gli autori con lui in sintonia con una straordinaria mitezza e cordialità di fondo verso la vita e verso gli altri. Nuto Revelli, Mario Rigoni Stern, Primo Levi, sono autori che potremmo definire "ponchiroliani". Avevano fatto la guerra, in Russia e sui monti, o venivano dai campi di concentramento: autori testimoni della storia. E anche Gianni Rodari, e Mario Lodi. Ponchiroli era uno della generazione dei "normalisti", come Bollati, ma non esibiva la sua preparazione. La teneva per sé, salvo curare in proprio bellissime edizioni del Milione o delle Rime di Giovanni Della Casa, i classici italiani del Quattrocento, Petrarca; o annotare Salgari o Garibaldi; o tradurre Ionesco; o illustrare libri per ragazzi, suoi o di altri, con pseudonimi vari.[3]

Citazioni su Giulio Einaudi[modifica]

È stato indiscutibilmente il migliore editore italiano del Novecento. Ma aveva un carattere impossibile. Certe volte incrociavo Ponchiroli che mi diceva: "Sai è una settimana che Einaudi non mi insulta. Starà male secondo te?". Negli ultimi anni della sua vita la parte affettiva nei suoi confronti divenne molto forte. L'ultima volta che andai a trovarlo a Roma, mi fece vedere la sua biblioteca. Dopo quello che era accaduto, la sua estromissione dalla casa editrice e il commissariamento, aveva ricomprato tutte le prime edizioni che l'Einaudi aveva pubblicato. (Corrado Vivanti)

Note[modifica]

  1. Citato in Simonetta Fiori, Amici e nemici, la Repubblica, 29 novembre 1994.
  2. Da Frammenti di memoria, Nottetempo, 2009.
  3. Da Severino Cesari, Colloquio con Giulio Einaudi, Theoria, Roma, 1991, in Daniele Ponchiroli è obliquo, oblique.it.

Voci correlate[modifica]

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