Giuseppe Mammarella

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search

Giuseppe Mammarella (1929), docente e storico italiano.

L'Italia dopo il fascismo 1943-1973[modifica]

  • All'indomani del 25 luglio[1], in tutta l'Italia, nelle grandi città e nei villaggi, il popolo salutò con manifestazioni di giubilo la caduta del dittatore e sfogò il suo risentimento cancellando i simboli del regime. L'adesione fu così generale e così compatta da giustificare l'ipotesi che a quelle manifestazioni partecipassero anche molti di coloro che nel passato avevano con uguale entusiasmo sostenuto il regime. (parte prima, cap. 1, p. 41)
  • Nel separatismo [siciliano] erano mescolati ragioni antiche e motivi nuovi: esso era l'espressione di uno stato d'animo tradizionale di ostilità e di protesta nei confronti di quel governo di Roma che, sin dall'Unità, aveva sempre ignorato i bisogni dell'isola. (parte seconda, cap. 1, p. 116)
  • Sostenuto da forze apertamente reazionarie, soprattutto dai grandi latifondisti e strettamente collegato con la mafia, che aveva ripreso forza e autorità dopo il 1943, il separatismo tendeva soprattutto ad isolare la Sicilia dal moto di rinnovamento nazionale che scaturiva dall'avanzata di nuove forze politiche e sociali. (parte seconda, cap. 1, p. 117)
  • La sinistra extraparlamentare non è un fenomeno nuovo nella storia del movimento comunista italiano. Una «sinistra storica» rappresentata da bordighisti[2] e trotskisti di varia osservanza era sempre esistita alla sinistra del PCI, in posizione fortemente critica. La sua azione era sempre stata marginale e la sua vita difficile per le polemiche interne e le scissioni. Ma all'inizio degli anni '60 in una situazione internazionale che vede lo scoppio del conflitto ideologico tra comunismo sovietico e cinese, il crescente impegno americano nel Vietnam e la questione razziale e in una situazione interna caratterizzata dagli squilibri e dalle contraddizioni del «miracolo economico», nascono in Italia nuove iniziative e nuovi gruppi. (parte sesta, cap. 2, p. 451)

Note[modifica]

  1. Il 25 luglio del 1943, il Gran Consiglio del fascismo mise in minoranza Mussolini, provocando la caduta del regime.
  2. Seguaci di Amadeo Bordiga.

Bibliografia[modifica]

  • Giuseppe Mammarella, L'Italia dopo il fascismo 1943-1973, Il Mulino, Bologna, 1974.

Altri progetti[modifica]