Giorgio La Pira

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Giorgio La Pira

Giorgio La Pira (1904 – 1977), uomo politico italiano, sindaco di Firenze.

Citazioni di Giorgio La Pira[modifica]

  • 10.000 disoccupati, oltre 200 sfratti [...], 17.000 libretti di povertà [...]. Scusi: davanti a tutti questi "feriti", buttati a terra dai "ladroni" – come dice la parabola del Samaritano (Lc 10, 30ss.) – cosa deve fare il sindaco, cioè il capo ed in certo modo il padre ed il responsabile della comune famiglia cittadina? Può lavarsi le mani dicendo a tutti: – scusate, non posso interessarmi di voi perché non sono uno statalista ma un interclassista? (da Scendere da cavallo (Risposta a don Luigi Sturzo), Il Focolare, 30 maggio 1954; ora in Il fondamento e il progetto di ogni speranza, a cura di A. Alpigiano Lamioni e P. Andreoli, AVE)
  • Dio è padre; Cristo è nostro fratello; la Madonna è la nostra Madre di grazia: ed allora? Pregare per la pace, la grazia, la fraternità, non si sbaglia mai! (da Giorgio La Pira e la Russia, a cura di M. Garzaniti e L. Tonini, Taylor & Francis, 2005)
  • I giovani sono come le rondini, vanno verso la primavera. (da Il sentiero di Isaia. Scritti e discorsi: 1965-1977, Paoline)
  • Domani voi andate alla SS. Annunziata e pregate perché anche nei secoli futuri l'Arcangelo Gabriele sia sempre un annunziatore di cose belle. [1]
  • Il Cristianesimo è città di Maria: verginale nell'essere, contemplante nell'operare; rispecchiato nella 'città contemplativa', rispecchiato pure nelle città 'cristiane' e nelle civiltà 'cristiane'; Cristianesimo mariale…, speranza che brilla sull'orizzonte della intera civiltà presente. [1]
  • Il pane, e quindi il lavoro, è sacro; la casa è sacra, non si tocca impunemente né l'uno né l'altra: questo non è marxismo, è Vangelo. (citato in Giorgio La Pira. La fantasia al potere, La storia siamo noi, Rai 2)
  • Il Signore … ha fatto di Firenze la città della Santissima Annunziata! Non esiste altra città cristiana (altro tipo di civiltà cristiana) che sia, sotto questo aspetto, confrontabile con Firenze: la stessa struttura urbanistica della città si svolge in modo omogeneo attorno al mistero mariano: la città intera, tutta la sua cultura e tutta la sua storia, è come un poema che ha per centro Maria! [1]
  • La Madonna – Sedes Sapientiae – può tutto: ed allora proposi di venire a Loreto per chiedere questa grazia: che la Costituzione avesse davvero uno schema conforme a certe essenziali orientazioni cristiane e che questo schema anzitutto fosse accettato dai nostri [colleghi del partito della Democrazia Cristiana]. [1]
  • Le stagioni non le fa il contadino; vengono, e lui le aiuta. Si orientano tutte verso l'estate, verso i giorni della maturazione. Così fa la storia. (da Il sentiero di Isaia, Cultura editrice, 1979)
  • Lo so: i 'furbi' – quelli che credono di avere in mano le sorti dei popoli – ridono; ma io dico loro: e se fosse vero il mio punto di vista? A pregare per la rinascita cristiana dei popoli (rinascita autentica, però) e per la pace dei popoli non si sbaglia mai! Dio è padre; Cristo è nostro fratello; la Madonna è la nostra madre di grazia; ed allora? Pregare per la pace, la grazia, la fraternità, non si sbaglia mai. [1]
  • Non si dica quella solita frase poco seria: la politica è una cosa "brutta"! No: l'impegno politico – cioè l'impegno diretto alla costruzione cristianamente ispirata della società in tutti i suoi ordinamenti a cominciare dall'economico – è un impegno di umanità e di santità: è un impegno che deve potere convogliare verso di sé gli sforzi di una vita tutta tessuta di preghiera, di meditazione, di prudenza, di fortezza, di giustizia e di carità. (da La nostra vocazione sociale, AVE)

Giorgio La Pira e la Francia[modifica]

  • Bisogna tornare all'uomo, alla sua grandezza ed alla sua fatica; e col ritorno all'uomo si ritornerà anche a Cristo.
  • Cosa importa se c'è sempre una distanza fra l'ideale eterno e la sua realizzazione nel tempo?
  • Gli uomini sono in attesa; essi giudicano la verità della religione secondo la fecondità di questa nella vita sociale.
  • I profeti del nostro tempo sono coloro che hanno protestato contro lo schiacciamento dell'uomo sotto il peso delle leggi economiche e degli apparati tecnici, che hanno rifiutato queste fatalità.
  • Il poeta percepisce il mistero della persona umana e quindi il mistero universale, perché percepisce il mistero dei popoli, della loro vocazione e la loro missione storica, quindi tutto, perché percepisce nella distinzione delle Patrie il mistero dell'intera famiglia umana.
  • L'aggettivo nell'espressione "civiltà occidentale" non ha valore di sostantivo: ha un valore soltanto geografico e tutto quello che ci permette è di guardare con occhio fisso, ma inespressivo, i punti cardinali.
  • La definizione di uomo non sta nel dove egli vive, ma in quello che è.
  • La geopolitica viene a coincidere pienamente con la geografia della grazia.
  • La lotta nella città terrestre per dare il pane a coloro che non ne hanno, per vestire coloro che sono ignudi, è una condizione per divenire cittadini della città celeste.
  • La profezia è quella unione ammirevole della continuità e del progresso, che fa sì che l'avvenire non sia una ripetizione del passato, ma che non sia neppure pura novità.
  • La vocazione spirituale di ogni singolo uomo non può essere distrutta o assorbita da una ipotetica vocazione collettiva; non per il proletariato o per la razza o per lo Stato Dio mi ha messo al mondo, ma per sviluppare nella mia vita interiore e nella mia vita di relazione la chiamata santa alla verità ed al bene.
  • Le speranze umane non sono interamente estranee alla speranza teologale.
  • Noi l'abbiamo sempre detto: l'edificio della pace esige, anzitutto, la pace dei popoli con Dio.
  • Per gli uomini non vale che una sola legge ed un solo fine: la legge dell'amore ed il premio dell'amore. Tutto il resto è menzogna e vanità.

Scritti vincenziani[modifica]

  • A me pare che il pernio del cristianesimo stia tutto nel giudizio finale.
  • C'è una primavera che si prepara in questo inverno apparente.
  • Che cosa è questa crisi? È una crisi di attesa.
  • Come opera il cristianesimo nel mondo? Al modo come l'artista opera sulla pietra che lavora: imprimendo in essa – quanto è possibile! – la luce e la bellezza ideale di cui egli è ripieno.
  • Don Bosco, don Orione e così via, tutti una cosa sola: donare alle creature la Grazia di Cristo, una grazia incorporata nel lavoro e nella visibilità delle cose essenziali della vita.
  • [La Grazia] È un moto di rinnovamento che porta sempre, per via delle resistenze del passato, un turbamento salutare.
  • [La funzione dei monasteri di clausura è] essere come le centrali dalle quali si sprigiona questa divina energia sconvolgitrice di ogni pigrizia e di ogni lentezza... i laghi misteriosi dove si radunano le acque salutari destinate ad operare nel mondo un diluvio purificatore di grazia, di verità, di bellezza e di pace!
  • Fare quello che il Medioevo fece: fare entrare attorno a Dio, attorno a Cristo, attorno alle cattedrali, ai monasteri, attorno al tempio questa storia nuova, questa umanità nuova.
  • Il cristianesimo tutto è un sogno: il dolcissimo sogno di un Dio fatto uomo perché l'uomo diventasse Dio.
  • Il metro con cui viene valutata tutta l'attività umana è uno solo: quello che Gesù rivela.
  • La crisi [mondiale] è stata determinata dall'espulsione di questo primato contemplativo dei valori dell'uomo.
  • La misura del giudizio? L'amore. Ma per evitare che questo amore svapori nel generico, esso viene incorporato in atti elementari e precisi.
  • Quando tutto sembra crollare tutto è ancora magnificamente valido.
  • Quello che Gesù ci indica: lievitare la società umana in modo da recare alle creature il dono di una elevazione spirituale e materiale insieme.
  • Questa epoca di esilio, di lontananza, di ateismo, questo limite ultimo di disancoraggio da Cristo, questa riva estrema, in apparenza, del materialismo, invoca – forse per la legge degli opposti – le rive supreme della gloria della risurrezione e dell'amore.
  • Sotto la superficie della materia informe c'è la salda struttura ideale di una rinascita che ha, nella città di Dio, il suo modello di bellezza e di luce.
  • Sulle solide fortezze dei monasteri contemplativi si è edificato l'intero edificio della civiltà cristiana e della storia cristiana.

Testi e discorsi diversi [2][modifica]

  • Basta meditare le pagine più belle dei veri pensatori (quelli che hanno avuto e che hanno parole di luce e di bontà: gli altri sono sofisti, adulteratori del vero) -Platone, Aristotele, Seneca, Cicerone ecc. -per vedere come le luci meridiane dell'Evangelo hanno già la loro alba nella ragione sana dell'uomo!
  • C'è un momento nella vita in cui gridare è il solo dovere: come S. Giovanni nel deserto!
  • Come l'artista guarda il suo modello, così il giurista cerca di trascrivere la bellezza di questo modello [la città celeste] nelle fatiche delle cose umane, degli istituti umani.
  • Cosa è la santità? Questo lavoro che mentre disfà -in apparenza -le forze di chi fatica, prepara la bellezza di un'opera che non sarà perduta mai.
  • Credente o non credente, giovane o anziano, volente o nolente; il fatto esiste: sei imbarcato e la navigazione alla quale, volente o nolente, tu partecipi, interessa l'intiero corso della tua vita!
  • Fare, cioè portare a maturazione il seme di amore e di luce che Dio ha deposto nel cuore e nella mente di ciascuno!
  • Gli uomini e le loro insane dottrine di terra hanno fatto fallimento: ci resta l'unica fonte, quella incorrotta dell'Evangelo.
  • [Il] giudizio finale, [che] è l'unico criterio politico col quale si può dirigere la storia umana.
  • Il «mistero dei tetti» di Firenze è tutto qui: essi sono, con la Cupola, quasi un «sacramento» che si fa specchio e diffusore della bellezza, della purità e della pace celeste!
  • Il Paradiso possiede per sempre queste creazioni buone e luminose dell'uomo: le custodisce tutte; vorrei dire che esse sono parti essenziali della città di Dio: perché la luce di Dio si riflette sopra questi edifici umani fatti di armonia e di bontà.
  • I popoli giovani, le generazioni giovani, in generale hanno un potenziale religioso che è di immenso valore creativo per la storia del mondo.
  • I popoli rivieraschi del Mediterraneo hanno, infatti, che lo vogliano o meno, un comune destino. Essi hanno esercitato una influenza decisiva nel passato della storia dell'umanità.
  • I termini più comuni hanno mutato senso: le imprevedute crescite spaziali, scientifiche, tecniche, economiche, hanno operato una trasformazione radicale nel significato dei termini più comuni del linguaggio ideologico (e, perciò, politico).
  • Il valore della vita è nel dono di sé ai fratelli.
  • Io non sono un "sindaco"; come non sono stato un "deputato" o un "sottosegretario": non ho mai voluto essere né sindaco, né deputato, né sottosegretario, né ministro (ricordi l'offerta di De Gasperi?). [...] La mia vocazione è una sola, strutturale direi: pur con tutte le deficienze e le indegnità che si vuole, io sono, per la grazia del Signore, un testimone dell'Evangelo... mi sarete testimoni (eritis mihi testes) mia vocazione. la sola. è tutta qui!
  • L'aborto non è un atto liberante della donna: anzi, la costituisce per sempre, in un certo senso, in una schiavitù interiore: nessun «intervento umano» può liberarla.
  • L'autorità appare ai miei occhi solo come tutrice dell'oppresso contro il potente.
  • La creatura che non ha il soccorso dell'uomo riceve il soccorso di Dio.
  • La crisi è una cosa semplice. Il diritto è come il vestito: voi dovete proporzionarlo al corpo che esso è destinato a coprire. Quando questo diritto diventa un vestito che. non è proporzionato a questo corpo, succede la rivolta, si sfascia ogni cosa.
  • La legge scritta vale, ai miei occhi, solo se essa non è strumento di oppressione e di fame!
  • La Presenza del Santissimo mi inchioda con pesantezza in un' adorazione che non ha limiti.
  • La società industriale crea una civiltà planetaria dove si elabora un tipo di uomo di cui si ritrova il modello dappertutto a scapito della sopravvivenza dei costumi, delle tradizioni e delle lingue.
  • La storia del mondo è cristocentrica: a questa conclusione non si sfugge.
  • La storia universale (cioè quella di tutti i popoli) è, dunque, come un fiume costituito da tanti affluenti (la storia di ciascun popolo).
  • La terza guerra mondiale è ormai fisicamente impossibile: perché se gli uomini la faranno, essi faranno una sola cosa: distruggeranno il mondo; spezzeranno la terra; sradicheranno da essa il genere umano!
  • Mi fa tanta commozione pensare che su tutto lo spazio dell'Islam spira soavemente l'effluvio verginale di Maria.
  • Mi possono arrestare: ma non tradirò mai i poveri, gli indifesi, gli oppressi: non aggiungerò al disprezzo con cui sono trattati dai potenti l'oblio od il disinteresse dei cristiani.
  • Ormai tutto il resto ci stanca: sovratutto ci stanca ogni parola ed ogni gesto di cattiveria e di prepotenza.
  • Perché il disarmo produca la pace, bisogna -come si diceva- usare il metodo d'Isaia: convertire, cioè, in investimenti di pace gli investimenti di guerra: trasformare in aratri le bombe, in astronavi di pace i missili di guerra!
  • Si è umili, umili nel senso popolare della parola: il popolo dice umile il lievito quando è unto d'olio ed è tutto elastico e tutto obbediente alla sua opera: anche il corpo nostro diviene unto: questo corpo che oltre ad essere il veicolo ha pure la presenza del male, questo corpo ove agisce la seduzione e la morte, questo stesso corpo diviene come un principio di bene e di eternità: si ha bisogno di portarlo con tutte le più piccole operazioni, con tutte le più impercettibili cose ad esprimere l'Adorazione e l'Amore.
  • Siamo un paese povero: altra formula ipocrita: siamo un paese povero pei poveri, è la formula vera!
  • Vi sono delle grandi carenze, dei grandi «vuoti», nelle strutture sociali e giuridiche non adeguate (come dovrebbero essere) alla tutela dei nascituri? Siano eliminate -con grande urgenza e determinazione- con provvedimenti legislativi adeguati: ma mai col togliere l'essere, la vita, al nascituro.

Bibliografia[modifica]

  • Giorgio La Pira, Giorgio La Pira e la Francia, a cura di P. L. Ballini, Taylor & Francis, 2005.
  • Giorgio La Pira, Scritti vincenziani, Città Nuova, 2007.

Note[modifica]

  1. a b c d e Citato in Luigi de Candido, Il 'Sindaco santo' e l'Annunziata, in Madre di Dio, febbraio 2003.
  2. Citazioni tratte dal sito ufficiale della Fondazione La Pira

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