Hanif Kureishi

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Hanif Kureishi

Hanif Kureishi (1954 – vivente), drammaturgo e scrittore britannico di origine pakistana.

Nell'intimità[modifica]

  • È facile uccidersi senza morire.
  • È finita. Ma forse la qualità di un amore non si misura dalla sua durata.
  • E il silenzio, come l'oscurità, può essere gentile.
  • È meglio avere paura delle cose che esserne annoiato, e la vita senza amore è una noia unica.
  • Essere capaci di sopportare la propria mete, di aspettare mentre la tempesta interiore di pensieri intollerabili si scatena, per poi restare a contemplare i resti con qualche speranza di capire quello che è successo, [...] per non commettere più gli stessi sbagli, [...] per non lasciare che questo sia un "esperimento", ma sia ciò che aspettavo da sempre.
  • Ho cercato di convincermi che lasciare delle persone non è la cosa peggiore che puoi fare loro. Può risultare triste, ma non deve obbligatoriamente essere una tragedia. Se non si lasciasse niente o nessuno, non ci sarebbe spazio per il nuovo.
  • Ho paura della solitudine, e ho paura delle altre persone, e ho paura...
  • Il mondo è fatto della nostra immaginazione; i nostri occhi lo animano, le nostre mani gli danno forma. Volere qualcosa lo fa crescere rigoglioso; il senso è quello che ci metti dentro, non quello che ne estrai. Puoi vedere solo quello che sei propenso a vedere, e niente di più. Siamo solo noi che dobbiamo creare il nuovo.
  • Ma detestare qualcuno è logorante; odiare significa soffocare se stessi interminabilmente.
  • No, non sarà mai possibile. Fare del male a qualcuno è un gesto di riluttante intimità.
  • Perché le parole sono come azioni e fanno accadere le cose. Una volta che sono uscite dalla bocca non puoi più farle rientrare.
  • Quanta poca chiarezza c'è quando ti guardi intorno! Abbiamo bisogno di usare la nostra incertezza per rendere tutto indistinto. Che balletto eccessivo e pauroso, come se tutti i nostri sentimenti fossero armi che possono uccidere, e le parole proiettili.
  • Quanto è sconvolgente il desiderio! È un diavolo che non dorme mai, che non sta mai fermo! Il desiderio è insolente e non si conforma ai nostri ideali: questo è il motivo per cui ne abbiamo così bisogno. Il desiderio si fa beffe di ogni sforzo umano e lo rende degno. Il desiderio è il vero e anarchico agente segreto: non c'è da meravigliarsi che la gente voglia arrestarlo e rinchiuderlo in un posto sicuro. Ma proprio quando crediamo di averlo sotto controllo, il desiderio ci tradisce o ci riempie di speranza. Il desiderio mi fa ridere, perché ci fa diventare tutti pazzi!
  • Se non si lasciasse niente o nessuno, non ci sarebbe spazio per il nuovo. Naturalmente andare avanti è un'infedeltà verso gli altri, verso il passato, verso una vecchia nozione di se stessi. Forse ogni giorno dovrebbe prevedere almeno un'infedeltà essenziale o un tradimento necessario. Sarebbe un atto ottimista, un atto di speranza, che garantisce fiducia nel futuro, la prova che le cose possono essere non solo differenti, ma migliori.
  • Scegliere qualcuno vuole dire scoprire un'intera vita. E significa invitare gli altri a scoprire te!
  • Uno commette errori, si lascia fuorviare, fa delle digressioni. Se una persona riuscisse a vedere la propria lenta e tortuosa avanzata come una sorta di esperimento, senza sperare in un'impossibile sicurezza – niente di interessante succede senza osare – si potrebbe raggiungere un qualche tipo di quiete. Naturalmente puoi fare esperimenti con la tua vita. Ma forse non dovresti farne con quella degli altri.

Il Budda delle periferie[modifica]

  • Non avevo mai significato molto per lei. Non ero stato un fallimento importante.
  • Probabilmente non si smette mai di sentirsi bambini di otto anni davanti ai propri genitori.

Bibliografia[modifica]

  • Hanif Kureishi, Nell'intimità, traduzione di Ivan Cotroneo, Bompiani, 1999.
  • Hanif Kureishi, Il Budda delle periferie, traduzione di Ivan Cotroneo, Bompiani, 2003.

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