Henri Nouwen

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Henri Jozef Machiel Nouwen (1932 – 1996), sacerdote e scrittore cattolico di origine olandese.

Al di là dello specchio[modifica]

Incipit[modifica]

Questo libro è la storia spirituale di un incidente in cui sono stato coinvolto personalmente. L'ho scritto perché non potevo farne a meno. È stato un incidente che mi ha portato sull'orlo della tomba e mi ha procurato una nuova esperienza di Dio. Se non avessi scritto nulla, sarei venuto meno alla mia vocazione di proclamare la presenza di Dio in ogni tempo e in ogni luogo. Libri e articoli hanno avuto una parte importante nella mia ricerca di Dio, ma sono state soprattutto le 'interruzioni' intervenute nella mia vita di ogni giorno a rivelarmi il mistero divino di cui faccio parte.

Citazioni[modifica]

  • Avendo toccato l'eternità, mi sembra impossibile tendere ad essa come se non fosse già qui.
  • Ci vuole una disciplina enorme per continuare ad essere discepolo di Gesù, per restare ancorato nel suo amore e per vivere soprattutto 'dall'alto'.
  • Il mio vivo desiderio di essere unito a Dio per mezzo di Gesù non nasceva da disprezzo per le relazioni umane ma da un' acuta consapevolezza della verità che il morire in Cristo può essere davvero il dono più grande che facevo agli altri.
  • La chiarezza del significato della vita percepita su un letto di ospedale svanisce quando ritornano i molti obblighi quotidiani e ricominciano a dominare la vita.
  • Ogni volta che la vita mi chiedeva di fare un altro passo avanti in un territorio spirituale sconosciuto, sentivo una forte spinta interiore di dirlo agli altri – forse per un bisogno di compagnia, ma forse anche perché sono consapevole che la mia vocazione più profonda è di testimoniare la grazia che Dio mi ha fatto di poterlo intravedere fin da questa vita.
  • Sarò veramente capace di amare il mondo quando sarò pienamente convinto di essere amato ben al di là dei confini del mondo.
  • Scrivendo, mi era più facile restare uri po' più raccolto in mezzo al tumulto che mi frastornava e discernere meglio la voce soave dello Spirito di Dio, guida sicura in mezzo alla cacofonia di voci che mi distoglievano dalla retta via.
  • Sono stato rinviato in terra, ma devo restare dall'altra parte. Devo vivere l'eternità mentre mi occupo dei problemi umani nel tempo. Devo appartenere a Dio mentre mi dedico al prossimo.
  • Una cosa che ho imparato riguardo alla morte è che sono chiamato a morire per gli altri. È fin troppo evidente che il modo in cui muoio influisce su molte persone.

[Henri Nouwen, Al di là dello specchio. Riflessioni sulla vita e sulla morte, traduzione di C. Guzzetti, Queriniana, Brescia, 2001]

La via del cuore[modifica]

Incipit[modifica]

La preghiera esicastica, che porta a quella quiete in cui l'anima può abitare con Dio, è la preghiera del cuore. Per noi che tendiamo ad essere così razionalisti, è particolarmente importante imparare a pregare con il cuore e dal cuore.

Citazioni[modifica]

  • Attraverso la preghiera possiamo far entrare nel nostro cuore il dolore e la sofferenza di tutti, tutti i loro conflitti e le loro angosce, tutti i loro tormenti e tutte le guerre, tutta la fame, la solitudine e la miseria, non per una qualche nostra grande capacità psicologica o emotiva, ma perché il cuore di Dio è diventato una cosa sola con il nostro.
  • Come posso pregare senza smettere, mentre sono occupato con molte altre cose? La risposta coinvolge il prossimo. Attraverso la mia carità, il mio prossimo diventa mio compagno nella mia preghiera e la trasforma in una preghiera incessante.
  • Il potere della preghiera del cuore consiste precisamente nel trasformare in preghiera tutto ciò che è nella nostra mente.
  • La quieta, semplice ripetizione di un unica parola ci può aiutare a discendere con la mente nel cuore. Questa ripetizione non ha nulla a che fare con una formula magica. Non è destinata a gettare un sortilegio su Dio o a costringerlo ad ascoltarci. Al contrario, una parola o una frase ripetute frequentemente ci possono aiutare a concentrarci, ad avvicinarci al centro, a creare una quiete interiore e, quindi, ad ascoltare la voce di Dio.
  • Nel contesto della nostra cultura verbosa è significativo osservare che i Padri del deserto ci dissuadono dall'usare troppe parole.

[Henri Nouwen, La via del cuore. La spiritualità del deserto, traduzione di L. Ferrari, Queriniana, Brescia, 2007]

Vivere nello Spirito[modifica]

Incipit[modifica]

Un nuovo principio! Dobbiamo imparare a vivere ogni giorno, ogni ora, sì, ogni minuto, come un nuovo principio, come un'opportunità unica di fare qualcosa di nuovo.

Citazioni[modifica]

  • Compassione significa stare vicino a chi soffre. Ma possiamo stare vicino a un'altra persona soltanto se siamo disposti a diventare vulnerabili noi stessi.
  • Dio non grida, non urla e non spinge.
  • Forse pensiamo ancora allo Spirito di Dio come a un nemico che vuole da noi qualcosa che non è bene per noi.
  • I compleanni vanno festeggiati. Penso sia più importante festeggiare un compleanno che il successo di un esame, una promozione, o una vittoria. Festeggiare un compleanno significa infatti dire a qualcuno: Grazie perché sei tu.
  • I veri nemici della nostra vita sono questi dovevi e questi se. Ci spingono indietro nell'inalterabile passato ed in avanti verso un imprevedibile futuro.
  • La disciplina della preghiera: la disciplina che ci aiuta a riportare sempre di nuovo Dio al centro della nostra vita.
  • La vera gratitudine spirituale abbraccia tutto il nostro passato, gli eventi buoni come quelli cattivi, i momenti gioiosi come quelli tristi.
  • Non è facile mantenere lo sguardo fisso sulla vita eterna, specialmente in un mondo che continua a dirci che ci sono cose più immediate e urgenti alle quali prestare attenzione.
  • Possiamo essere con l'altro soltanto quando l'altro cessa di essere altro e diventa come noi.
  • Ogni volta che abbiamo il coraggio di guardare tutto e di guardarlo come Dio lo vede, la nostra colpa diventa una felice colpa e la nostra vergogna una felice vergogna, perché ci hanno portato a un riconoscimento più profondo della misericordia di Dio, a una convinzione più forte della guida di Dio, a un impegno più radicale per una vita al servizio di Dio.
  • Quando Gesù parlava di Dio ne parlava sempre come di un Dio che è quando e dove noi siamo.
  • Quando viviamo come se i rapporti umani fossero di natura solo umana, e quindi soggetti alle trasformazioni e ai mutamenti e delle norme e dei costumi umani, non possiamo aspettarci altro che l'immensa frammentazione e alienazione che caratterizzano la nostra società. Ma quando ci appelliamo a Dio e lo reclamiamo costantemente come fonte di ogni amore, scopriremo l'amore come un dono di Dio al popolo di Dio.
  • Spesso parliamo del buon tempo andato, ma quando vi riflettiamo criticamente e lasciamo perdere i nostri ricordi pieni di romanticismo, scopriremo presto che proprio a quell'epoca eravamo in grandi ansie circa il nostro futuro.
  • Tanta parte della nostra sofferenza deriva non soltanto dalla nostra situazione dolorosa, ma dal nostro sentimento di essere isolati nel nostro dolore.
  • Un modo molto importante per farci amico il dolore è farlo uscire dall'isolamento e condividerlo con qualcuno che può accoglierlo.
  • Vi è una relazione intima tra gioia e speranza. Mentre l'ottimismo ci fa vivere come se presto un giorno le cose dovessero andare meglio per noi, la speranza ci libera dalla necessità di prevedere il futuro e ci consente di vivere nel presente, con la profonda fiducia che Dio non ci lascerà mai soli, ma adempirà i desideri più profondi del nostro cuore.

[Henri Nouwen, Vivere nello Spirito, traduzione di Maria Sbaffi Girardet, Queriniana, Brescia, 1995]

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