Il bandito

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Il bandito

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Anna Magnani ed Amedeo Nazzari in una scena del film

Titolo originale

Il bandito

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1946
Genere drammatico
Regia Alberto Lattuada
Soggetto Alberto Lattuada
Sceneggiatura Oreste Biancoli, Mino Caudana, Ettore Maria Margadonna, Tullio Pinelli, Piero Tellini, Alberto Lattuada
Produttore Luigi Rovere, Dino De Laurentiis
Interpreti e personaggi


Il bandito, film italiano del 1946 con Amedeo Nazzari, regia di Alberto Lattuada.

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Cercasi moglie anche usata. (scritta sul treno)
  • E che t'arrabbi a fare? Io m'arrangio, tu ti arrangi, noi ci arrangiassimo. (Carlo)
  • Hanno un bel dire che l'Italia non è il Paese più democratico del mondo. Ma dov'è che lo trovi un altro Paese dove puoi fare tutto quello che ti pare e piace? (Carlo)

Citazioni su Il bandito[modifica]

  • Film neorealista sui generis: il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una gangster story di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (il Morandini)
  • Le sequenze iniziali del film sono le più belle e sentite: stazioni affollate e treni stracarichi, gente alla ricerca di una meta [...] Non una luce brilla in questo racconto amaro che poi scivola nel romanzesco per la caparbia volontà che mostra il regista di "agganciare" il pubblico, di comunicare con gli strati più larghi degli spettatori, di dire a quanta più gente possibile, con un linguaggio comprensibile, cose vere e scottanti. (Carlo Lizzani)

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