Il soldato di ventura

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Il soldato di ventura

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Titolo originale

Il soldato di ventura

Lingua originale italiano
Paese Francia, Italia
Anno 1975
Genere commedia
Regia Pasquale Festa Campanile
Sceneggiatura Castellano e Pipolo, Pasquale Festa Campanile, Franco Verucci
Interpreti e personaggi

Il soldato di ventura, film italiano del 1976 con Bud Spencer, regia di Pasquale Festa Campanile.

Frasi[modifica]

  • "Jésce, jésce corna,/ ca màmmeta te scorna,/te scorna 'ncopp' all'àsteco/e te fa 'nu figlio màsculo". (Bracalone da Napoli) [facendo gli scongiuri affinché le lumache striscianti su un muro vengano catturate per farne una zuppa]
  • Se non accettate, sarò costretto da buon italiano a chiamarvi "cacasotto". (Ettore Fieramosca) [Rivolto a La Motte al suo rifiuto della disfida]
  • Saremo tutti italiani: l'offesa è stata fatta a noi e non agli spagnoli. Tredici buffoni italiani contro tredici cacasotto francesi! (Ettore Fieramosca)
  • Chi gioca con Miale da Milazzo o esce ricco o esce pazzo. (Miale da Milazzo)
  • Cumpari Fieramosca, 'un hai bisognu 'i parlari. Si vinisti per la sfida, da quest'orecchio non ci sento. A vita privata mi sono ritirato, e campo onestamente facendo il biscazziere. (Miale da Milazzo)
  • Fossi stato San Giorgio me sarei messo 'ncombutta cor dragone! (Capoccio da Roma)
  • Bisogna stare attenti al cannone, spara un colpo ogni tre ore! È una macchina quasi straordinaria! (Charles La Motte)
  • Mi gioco los cojones! (Gonzalo Pedro de Guadarrama)
  • Prendi Attila, Riccardo Cuor di Leone, Giulio Cesare, Annibale... mischiali tutti insieme, e quelli non fanno neppure un pelo del culo di Mariano da Trani. (Bracalone da Napoli)
  • [Quando scopre che Bracalone non sapeva scrivere] E mo' che dirà di noi la storia? (Ettore Fieramosca)
  • Combatti! Combatti! (Bracalone) [esortando Ludovico da Rieti a combattere nella disfida e facendogli credere che sia stato San Crispiano a parlare]
  • Dodici a terra e solo Ettore a cavallo! Ma che tene 'a colla sotto 'o culo? (Bracalone da Napoli) [dopo il primo assalto durante la disfida]
  • Allah esaudisci, corpo sparisci!/ E per incanto va nel paradiso di Allah. [Motivetto che viene cantato prima che Ettore Fieramosca faccia sparire i soldati francesi nella botte e poi nel lago]
  • C'è un frate solo in tutta la cristianità che usa come arma un rosario di pietra legato al fil di ferro: Ludovico da Rieti! (Ettore Fieramosca)

Dialoghi[modifica]

  • [Sotto le mura di Barletta, durante l'assalto francese]
    Bracalone da Napoli: Aaah! M'hanno tirato 'nu rinale, hanno tirato! Fatemi rientrare! Fatemi rientrare! Gué gué gué gué, l'olio bollente!! L'olio bollente! [I soldati spagnoli versano urina sui francesi, cogliendo però anche Ettore e i suoi compagni] Mamma mia!... Ma non è bollente, è tiepido...
    Ettore Fieramosca: E no, è pipì! Che schifezza, ma che fetiente che so' 'sti spagnoli! È meglio l'olio bollente, no?
    Bracalone da Napoli: Eh già, pecché vene 'ncapa a me, quant'è bello chisto!
  • [Sotto le mura della prigione dove è rinchiuso Riccio da Milazzo, nel tentativo di farlo uscire gli offrono del vino "tagliato" con del veleno atto a provocargli una morte apparente]
    Bracalone da Napoli: Riccio 'e Milazzo! [uno dei detenuti del carcere fa una pernacchia] A sòreta! Riccio 'e Milazzo! Affàccete, t'avimmo purtato 'na bella cosa! Riccio 'e Milazzo!
    Riccio da Milazzo: Chi è...?
    Bracalone da Napoli: È pe' tte, te lo bevi alla nostra salute!
    Riccio da Milazzo: Io sugnu già 'mbriacu...
    Miale da Milazzo: Fratuzzu...
    Ettore Fieramosca: Brinda alla vittoria degli italiani!
    Riccio da Milazzo: Tutti pazzi siete. Qui già fanno le scommesse: vi danno venti a uno! E io tutto sui francesi puntai!
    Bracalone da Napoli: Ahè...è 'nu patriota.
    Ettore Fieramosca: E allora brinda alla vittoria dei francesi!
    Riccio da Milazzo: In bocca al lupo.
    Ettore Fieramosca: Crepa. [Riccio beve il vino e, come previsto, perde i sensi] Gué, vuó vedé ca chisto è crepato overamente?
  • Albimonte da Peretola: La vedete questa effigie? Costui l'è un italiano che ci sta coprendo di ridicolo agli occhi del mondo!
    Fanfulla da Lodi: E chi l'è?
    Albimonte da Peretola: Leonardo Da Vinci! È un pazzo! Ma giudicate voi, vi prego, le follie anatomiche su' tessuti muscolari. E poi...Uh! Uh! Uh! Uh! Uh! Uh!...i' volo umano! Questo pazzo sostiene, capite, che l'omo...[muove le braccia come fosse un uccello] pole volare...come i cardellini! Ah! Ah! Ah!
  • Salomone da Cavorà [dopo che Ettore l'ha convinto a combattere insieme agli italiani contro i francesi]: E va buono, m'ha' cunvintu! Tantu cchiù ca l'agghiu sempre schifatu 'i spagnoli!
    Ettore Fieramosca: Francesi sono i nostri avversari, non spagnoli!
    Salomone da Cavorà: Embè, e che t'agghiu dittu, ah? Che l'agghiu sempre schifatu 'i frangisi!
  • Figlio di Giovenale: Papà, senti 'n pò: quella vorta a Vetralla, quanti ne sbudellasti?
    Giovenale da Vetralla: Eh, artri tempi! Allora ero un pischello: me sartava la mosca ar naso...te facevo un macello!
  • Ettore Fieramosca [vedendo venire da lontano un cavaliere misterioso]: Ma questo è un miracolo! Ma chi sei? Da dove vieni? Sei qua per dirmi che combatterai con noi? [il cavaliere misterioso annuisce] Ma dimmi chi sei! [il cavaliere scuote la testa] No eh? Ma a me i misteri non mi piacciono, su! [Ettore apre l'elmo e scopre che il "cavaliere" è Eleonora] Ecco, me l'immaginavo... Ma tu sei proprio pazza? Ma chi ti credi di essere, Giovanna D'Arco?
    Eleonora: Ci hai preso eh? L'ho fatto in commedia un mucchio di volte: conosco la parte a memoria, me la caverò meglio di lei, vedrai.
    Ettore Fieramosca: No, non vedremo proprio niente Eleonò, niente!
    Eleonora: Ma è che voi non siete cavalieri: tra voi c'è un po' di tutto, siete un popolo. Ma un popolo senza una donna che popolo è?
    Ettore Fieramosca: Gué, 'sti pparole so' belle, saje? E ancora cchù bella è quella che le ha dette. Mo' vattene a casa, Eleonò. 'E fémmene so' importante, ma nun ponno fà 'a guerra.
  • Gonzalo Pedro de Guadarrama: Signori, ho saputo adesso che i rinforzi che attendevo sono arrivati: i tre giorni di tregua sono serviti allo scopo.
    Ettore Fieramosca: Che volete dire?
    Gonzalo Pedro De Guadarrama: Che non ci saranno più disfide né tornei né altre sciocchezze. Attaccherò i francesi in campo aperto. Vi ordino di non uscire dalla città.
    Ettore Fieramosca: Temo che sia...troppo tardi signore.
    Gonzalo Pedro de Guadarrama: Siete testardo Fieramosca, Siete in tredici, è vero, ma non rappresentate che voi stessi, il vostro orgoglio personale, il vostro gusto per le bravate, la vostra millanteria. Che senso ha battervi? Per che cosa?
    Ettore Fieramosca: Capitano di Guadarrama, noi siamo soldati di ventura ma questa volta combattiamo gratis. Ognuno di noi ha uno scopo, e combatteremo a tutti i costi, anche contro i vostri soldati si nun ce vulesseno arrapì chillu purtone. Vi prego di togliervi di mezzo signore, dobbiamo passare!
    Gonzalo di Guadarrama: Corsari, ciarlatani, biscazzieri, malviventi, anche un ragazzo e un frate. Tuttavia, uomini come voi sono merce rara! Accetto il rischio: vi concedo quello che posso, due ore di tempo. E sarò onorato di essere con voi sul campo quale secondo giudice di gara!

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