Leonardo da Vinci

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Leonardo da Vinci

Leonardo da Vinci (1452 – 1519), ingegnere, inventore, scultore, pittore e architetto italiano.

Citazioni di Leonardo da Vinci[modifica]

  • Arco non è altro che una fortezza causata da due debolezze, imperò che l'arco negli edifizi è composto di 2 parti di circulo, i quali quarti circuli, ciascuno debolissimo per sé, desidera cadere, e opponendosi alla ruina l'uno dell'altro, le due debolezze si convertano in unica fortezza. (da Frammenti sull'architettura, in Scritti rinascimentali di architettura, a cura di A. Bruschi, Il Polifilo, Milano, 1978)
  • Gli animali sono esemplo de la vita mondiale. (da Scritti scelti, p. 46)
  • L'omo e li animali sono propio transito e condotto di cibo, sepoltura di animali, albergo de' morti, facendo a sé vita dell'altrui morte, guaina di corruzione. (da Scritti scelti, p. 76)
  • L'uffizio del muscolo è di tirare e non di spingere, eccetto li membri genitali e la lingua. (da De vocie; citato in Edmondo Solmi, Il trattato di Leonardo da Vinci sul linguaggio «De vocie», in Archivio storico lombardo, VI, 1906)
  • La passione dell'animo caccia via la lussuria. (dal Codice Atlantico, 358 va, 994 v, in Scritti letterari, a cura di Augusto Marinoni, Rizzoli, 1974)

Attribuite[modifica]

  • Fin dalla più tenera età, ho rifiutato di mangiar carne e verrà il giorno in cui uomini come me guarderanno all'uccisione degli animali nello stesso modo in cui oggi si guarda all'uccisione degli uomini.
[Citazione errata] Benché il vegetarianismo di Leonardo sia attestato da una lettera del navigatore Andrea Corsali a Giuliano de' Medici, e Giorgio Vasari abbia descritto la compassione di Leonardo per gli animali,[1] queste esatte parole non sono di Leonardo. Scrive in proposito Alessandro Vezzosi, fondatore del Museo ideale Leonardo da Vinci: «La fonte di questa erronea attribuzione è da ascriversi alla peraltro eccellente antologia di articoli di scrittori, filosofi, scienziati e altri personaggi illustri intitolata The Extended Circle: A Commonplace Book of Animal Rights (1985) di Jon Wynne-Tyson. Tale citazione a sua volta era stata tratta da un romanzo (che aveva riportato anche alcune citazioni reali di Leonardo) di Dimitri Merejkowski intitolato The Romance of Leonardo da Vinci (tradotto dal russo nel 1928)»[2].

Aforismi, novelle e profezie[modifica]

  • A torto si lamentano li omini della innocente esperienzia, quella accusando di fallacie e di bugiarde dimonstrazioni. (Codice Atlantico, 154)
  • Acquista cosa nella tua gioventù che ristori il danno della tua vecchiezza. E se tu intendi la vecchiezza aver per suo cibo la sapienza, adoprati in tal modo in gioventù, che a tal vecchiezza non manchi il nutrimento.
  • Amor onni cosa vince. (Codice Atlantico)
  • Chi altri offende, sé non sicura.
  • Chi biasima la somma certezza delle matematiche si pasce di confusione, e mai porrà silenzio alle contradizioni delle sofistiche scienzie, colle quali s'impara uno eterno gridore.
  • Chi disputa allegando l'autorità, non adopra lo 'ngegno, ma più tosto la memoria. (Codice Atlantico, 76)
  • Chi non punisce il male, comanda che si facci.
  • Chi non raffrena la volontà colle bestie s'accompagni.
  • Chi non stima la vita, non la merita. (Codice I, 15)
  • Chi poco pensa molto erra. (Codice H, 119)
  • Chi tempo ha e tempo aspetta, perde l'amico e danari non ha mai. (Codice Atlantico, 4)
  • Chi vol essere ricco in un dì è impiccato in un anno.
  • Come è più difficile a 'ntendere l'opere di natura che un libro d'un poeta.
  • Costanzia: non chi comincia, ma quel che persevera.
  • Dimanda consiglio a chi ben si corregge.
  • Iddio ci vende tutti li beni per prezzo di fatica.
  • Il moto è causa d'ogni vita. (Codice Trivulziano, 36)
  • Gola è mantenimento della vita. (Codice H, 32)
  • L'acqua che tocchi de' fiumi è l'ultima di quella che andò e la prima di quella che viene. Così il tempo presente.
  • L'anima desidera stare col suo corpo, perché, sanza li strumenti organici di tal corpo, nulla può oprare né sentire.
  • L'età che vola discorre nascostamente e inganna altrui, e niuna cosa è più veloce che gli anni, e chi semina virtù fama raccoglie.
  • L'uomo ha grande discorso del quale la più parte è vano e falso, li animali l'hanno piccolo ma è utile e vero; e meglio è la piccola certezza che la gran bugia.
  • La Meccanica è il paradiso delle scienze matematiche, perché con quella si viene al frutto matematico.
  • La natura è piena d'infinite ragioni, che non furon mai in isperienzia.
  • La paura nasce più tosto che altra cosa. (Codice L, 90)
  • La sapienza è figliola della sperienzia. (Codice Forster III)
  • La scienza è il capitano, e la pratica sono i soldati.
  • La somma filicità sarà somma cagione della infelicità, e la perfezion della sapienza cagion della stoltizia.
  • La verità sola fu figliola del tempo. (Codice M, 58)[3]
  • La vita bene spesa lunga è.
  • Lussuria è causa della generazione. (Codice H, 32)
  • Nessuna azione naturale si po' abreviare. (Codice Atlantico)
  • Nissuna umana investigazione si pò dimandare vera scienzia s'essa non passa per le matematiche dimostrazioni, e se tu dirai che le scienzie, che principiano e finiscono nella mente, abbiano verità, questo non si concede, ma si niega, per molte ragioni, e prima, che in tali discorsi mentali non accade esperienzia, sanza la quale nulla dà di sé certezza.
  • Nessuno effetto è in natura sanza ragione; intendi la ragione e non ti bisogna sperienza.
  • No' si volta chi a stella è fisso.
  • Non si po' aver ragione né minor signoria che quella di se medesimo.
  • O studianti, studiate le matematiche, e non edificate sanza fondamenti.
  • Ogni nostra cognizione prencipia da sentimenti. (Codice Trivulziano, 20)
  • Più facilmente si contasta al principio che alla fine.
  • Quelli che s'innamoran di pratica sanza scienzia son come 'l nocchier ch'entra in navilio senza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada.
  • Questo omo ha una somma pazzia, cioè che sempre stenta per non istentare, e la vita se li fugge sotto speranza di godere i beni con somma fatica acquistati.
  • Questo per isperienza è provato, che chi non si fida mai sarà ingannato. (Codice Atlantico)
  • Raro cade chi ben cammina. (Codice Atlantico)
  • Reprendi l'amico tuo in segreto e laldalo in paleso. (Codice H, 16)
  • Sì come ogni regno in sé diviso è disfatto, così ogni ingegno diviso in diversi studi si confonde e indebolisce.
  • Sì come una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita bene usata dà lieto morire. (Codice Trivulziano)
  • Tristo è quel discepolo che non avanza il suo maestro. (Codice Forster III)
  • Una volta che abbiate conosciuto il volo, camminerete sulla terra guardando il cielo, perché là siete stati e là desidererete tornare.
  • Un vaso rotto crudo si può riformare, ma il cotto no. (Codice Trivulziano, 38)
  • Uscirà dalla terra animali vestiti di tenebre, i quali, con maravigliosi assalti, assaliranno l'umana generazione, e quella da feroci morsi fia, con fusion di sangue, da essi divorata. (Codice I, 63)

Bestiario[modifica]

  • Lusinghe over soie
    La serena sì dolcemente canta, che addormenta i marinari; e essa monta sopra i navili, e occide li addormentati marinari. (1994, p. 443)
  • Verità
    Benché le pernici rubino l'ova l'una all'altra, non di meno i figlioli nati d'esse ova sempre ritornano alla lor vera madre. (1994, p. 444)
  • Bugia
    La talpa ha li occhi molto piccioli e sempre sta sotto terra, e tanto vive quanto essa sta occulta; e come viene alla luce, subito more, perché si fa nota: così la bugia. (1994, p. 444)
  • Cigno
    Cigno è candido senza alcuna macchia, e dolcemente canta nel morire, il qual canto termina la vita. (1994, p. 444)

Favole[modifica]

  • La formica trovato uno grano di miglio, il grano sentendosi preso da quella gridò: «Se mi fai tanto piacere di lasciarmi fruire il mio desiderio del nascere, io ti renderò cento me medesimi.» E così fu fatto. (La formica e il seme di miglio)
  • Lo specchio si groria forte tenendo dentro a sé specchiata la regina e, partita quella, lo specchio riman vile. (Lo specchio e la regina)
  • Vedendo il castagno l'uomo sopra il fico, il quale piegava inverso sé i sua rami, e di quelli ispiccava i maturi frutti, e quali metteva nell'aperta bocca disfacendoli e disertandoli coi duri denti, crollando i lunghi rami e con temultevole mormorio disse: «O fico, quanto se' tu men di me obrigato alla natura! Vedi come in me ordinò serrati i mia dolci figlioli, prima vestiti di sottile camicia, sopra la quale è posta la dura e foderata pelle, e non contentandosi di tanto beneficarmi, ch'ell'ha fatto loro la forte abitazione, e sopra quella fondò acute e folte spine, a ciò che le mani dell'homo non mi possino nuocere.» Allora il fico cominciò insieme co' sua figlioli a ridere, e ferme le risa, disse: «Conosci l'omo essere di tale ingegno, che lui ti sappi colle pertiche e pietre e sterpi, tratti infra i tua rami, farti povero de' tua frutti, e quelli caduti, peste co' piedi e co' sassi, in modo ch'e frutti tua escino stracciati e storpiati fora dell'armata casa; e io sono con diligenza tocco dalle mani, e non come te da bastoni e da sassi.» (Il castagno e il fico)

Trattato della Pittura[modifica]

Incipit[modifica]

Scienza è detto quel discorso mentale il quale ha origine da' suoi ultimi principî, de' quali in natura null'altra cosa si può trovare che sia parte di essa scienza, come nella quantità continua, cioè la scienza di geometria, la quale, cominciando dalla superficie de' corpi, si trova avere origine nella linea, termine di essa superficie; ed in questo non restiamo satisfatti, perché noi conosciamo la linea aver termine nel punto, ed il punto esser quello del quale null'altra cosa può esser minore.

Citazioni[modifica]

  • Ciò che tu guadagni che non serve alla vita tua è in man d'altri senza tuo grado.
  • La prima parte della pittura è che li corpi con quella figurati si dimostrino rilevati, e che li campi di essi circondatori con le lor distanze si dimostrino entrare dentro la pariete, dove tal pittura è generata, mediante le tre prospettive, cioè diminuzione delle figure de' corpi, diminuzione delle magnitudini loro, e diminuzioni de' loro colori. E di queste tre prospettive la prima ha origine dall'occhio, le altre due hanno derivazione dall'aria interposta infra l'occhio, e l'obietto da esso occhio veduto. La seconda parte della pittura sono gli atti appropriati e variati nelle statue, che gli uomini non paiano fratelli.
  • Nessuna cosa dimostrerà mai il suo proprio colore, se il lume che illumina non è in tutto d'esso colore, e questo si manifesta nei colori de' panni, de' quali le pieghe illuminate, che riflettono o danno lume alle contrapposte pieghe, gli fanno dimostrare il loro vero colore. Il medesimo fa la foglia dell' oro nel dar lume l'una all'altra, ed il contrasto fa dal pigliar lume da un altro colore.
  • Nessun colore che rifletta nella superficie d'un altro corpo, tinge essa superficie del suo proprio colore, ma sarà misto con i concorsi degli altri colori riflessi, che risaltano nel medesimo luogo...
  • Il moto mentale muove il corpo con atti semplici, e facili, non in qui, ed in là, perché il suo obietto è nella mente, la quale non muove i sensi, quando in sé medesima è occupata.
  • Quel pittore che non dubita poco acquista.
  • Il pittore è padrone di tutte le cose che possono cadere in pensiero all'uomo, perciocché s'egli ha desiderio di vedere bellezze che lo innamorino, egli è signore di generarle.
  • La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede. Adunque queste due poesie, o vuoi dire due pitture, hanno scambiati i sensi, per i quali esse dovrebbero penetrare all'intelletto.
  • Farai le figure in tale atto, il quale sia sufficiente a dimostrare quello che la figura ha nell'animo; altrimenti la tua arte non sarà laudabile.
  • Sempre la pratica dev'essere edificata sopra la buona teorica.
  • Dopo questo [Giotto] l'arte ricadde, perché tutti imitavano le fatte pitture, e così andò declinando, insino a tanto che Tommaso fiorentino, scognominato Masaccio, mostrò con opra perfetta come quegli che pigliavano per altore altro che la natura, maestra de' maestri, s'affaticavano invano.
  • E se tu sarai solo, tu sarai tutto tuo. (parte seconda, 48, Della vita del pittore nel suo studio)

Citazioni su Leonardo da Vinci[modifica]

  • Alcuni gentili chiamati Guzzarati non si cibano dicosa alcuna che tenga sangue, ne fra essi loro consentono che si noccia adalcuna cosa animata, come it nostro Leonardo da Vinci. (Andrea Corsali)
  • De' cavalli si dilettò molto, e particularmente di tutti gli altri animali, i quali con grandissimo amore e pacienza governava; e mostrollo, che spesso, passando dai luoghi dove si vendevano uccelli, di sua mano cavandoli di gabbia e pagatogli a chi li vendeva il prezzo che n'era richiesto, li lasciava in aria a volo, restituendoli la perduta libertà. (Giorgio Vasari)
  • Egli era gentile con tutti; si dice che rifiutasse di mangiare carne, poiché non riteneva giusto privare della vita gli animali; e provava un piacere particolare nel comprare gli uccelli al mercato e poi liberarli. (Sigmund Freud)
  • Grandissimi doni si veggono piovere da gli influssi celesti ne' corpi umani molte volte naturalmente; e sopra naturali talvolta strabocchevolmente accozzarsi in un corpo solo bellezza, grazia e virtú, in una maniera che dovunque si volge quel tale, ciascuna sua azzione è tanto divina, che lasciandosi dietro tutti gli altri uomini, manifestamente si fa conoscere per cosa (come ella è) largita da Dio, e non acquistata per arte umana. Questo lo videro gli uomini in Lionardo da Vinci. (Giorgio Vasari)
  • Il nocciolo della sua natura ed il suo segreto sembrerebbe risiedere nel fatto che egli riuscì, dopo che la sua curiosità era stata resa attiva durante l'infanzia al servizio degli interessi sessuali, a sublimare la maggior parte della sua libido in una brama di ricerca. Ma certamente non è facile dimostrare la validità di questa teoria. (Sigmund Freud)
  • In Leonardo come in Goethe è l'amore il mistero che sta alla base dell'universalità. (Hermann Hesse)
  • Leonardo non si serviva affatto di osservazioni inesatte e di segni arbitrari: se così fosse, la Gioconda non sarebbe mai stata eseguita. Egli era guidato da un'indefessa capacità di discernimento. (Paul Valéry)
  • Veduto Leonardo non si pensa più alla possibilità di fare molti progressi. (Paul Klee)

Note[modifica]

  1. Cfr. Paul Richter, The Literary Works of Leonardo da Vinci, Richter, 1977; citato in AA.VV., Neurological Disorders in Famous Artists: Part 3, Karger Publishers, Basel, 2010 p. 3. Cfr. anche Jeffrey Moussaieff Masson, Il maiale che cantava alla luna, il Saggiatore, Milano, 2009, p. 191.
  2. Da Leonardo da Vinci: Arte e scienza dell'universo, 1996; citato in AA.VV., Leonardo era vegetariano?, Edizioni Sonda, Casale Monferrato, 2005, p. 8. La citazione erroneamente attribuita a Leonardo è riportata nella stessa pagina.
  3. Cfr. Aulo Gellio: «Alius quidam veterum poetarum, cuius nomen mihi nunc memoriae non est, Veritatem Temporis filiam esse dixit.» (Noctes Atticae, libro XII, XI, VII)

Bibliografia[modifica]

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