Jürgen Habermas

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Jürgen Habermas

Jürgen Habermas (1929 – vivente), filosofo, storico e sociologo tedesco.

  • È la necessità di un agire coordinato che induce, nella società, il bisogno della comunicazione. Il consenso che presiede all'agire sociale può certamente essere estorto con la forza o con l'influenza strategica. Ma esiste consenso autentico solo se basato su «convincimenti comuni». L'atto linguistico dell'uno riesce soltanto se l'altro accetta l'offerta in esso contenuta. (citato in Patrizia de Mennato, La ricerca "partigiana" teoria di ricerca educativa, Libreria CUEM, Milano 1994)
  • La società civile è composta da quelle associazioni e movimenti che più o meno spontaneamente intercettano e intensificano la risonanza suscitata nelle sfere private di vita dalle situazioni sociali problematiche, per poi trasmettere questa risonanza, amplificata, alla sfera politica. Il nucleo della società civile è costituito da una rete associativa che istituzionalizza – nel quadro d' una "messa in scena" di sfere pubbliche – discorsi miranti a risolvere questioni d' interesse generale... Una vitale società civile può svilupparsi solo nel contesto di una cultura politica liberale, nonché su una base di un' intatta sfera privata. Essa può dunque fiorire solo in un mondo di vita già razionalizzato. In caso diverso sorgono dei movimenti populistici che difendono alla cieca le tradizioni ossificate d' un modo di vita minacciato dalla modernizzazione capitalistica. (citato ne la Repubblica, 28 settembre 2007, p. 41)
  • Per l'autocomprensione normativa della modernità il cristianesimo non rappresenta solo un precedente o un catalizzatore. L'universalismo egualitario - da cui sono derivate le idee di libertà e convivenza solidale, autonoma condotta di vita ed emancipazione, coscienza morale individuale, diritti dell'uomo e democrazia - è una diretta eredità dell'etica ebraica della giustizia e dell'etica cristiana dell'amore. Questa eredità è stata continuamente riassimilata, criticata e reinterpretata senza sostanziali trasformazioni. A tutt'oggi non disponiamo di opzioni alternative. Anche di fronte alle sfide attuali della costellazione postnazionale continuiamo ad alimentarci a questa sorgente. Tutto il resto sono chiacchiere postmoderne (Jürgen Habermas, Dialogo su Dio e il mondo. Intervista con Eduardo Mendieta, in Teoria politica, volume 15, fasc. 1-3, FrancoAngeli, 1999, p. 420.[1][2]).
  • Quando il peccato si è trasformato in colpa, qualcosa è andato perduto.[3]
  • Quando trionfa la razionalità strumentale, che seppellisce sotto di sé ogni senso [...] [3]
  • [Sulla crisi economica greca.] Temo che il governo tedesco, compresa la sua fazione social democratica, si sia giocato in una notte tutto il capitale politico che la migliore Germania aveva accumulato in mezzo secolo.[4]
  • Trova oggi nuovamente risonanza il teorema che solo la direzione religiosa verso una trascendenza può ancora salvare una modernità pentita. (da Fondamenti morali prepolitici dello stato liberale, 1967)

Note[modifica]

  1. Ora in: Jürgen Habermas, [https://books.google.it/books?id=zPA3i2DJiEwC&pg=PA128#v=onepage&q&f=false Tempo di passaggi, Feltrinelli, 2004, pp. 128-129.
  2. Il passaggio, nell'originale tedesco è «Das Christentum ist für das normative Selbstverständnis der Moderne nicht nur eine Vorläufergestalt oder ein Katalysator gewesen. Der egalitäre Universalismus, aus dem die Ideen von Freiheit und solidarischem Zusammenleben, von autonomer Lebensführung und Emanzipation, von individueller Gewissensmoral, Menschenrechten und Demokratie entsprungen sind, ist unmittelbar ein Erbe der jüdischen Gerechtigkeits- und der christlichen Liebesethik. In der Substanz unverändert, ist dieses Erbe immer wieder kritisch angeeignet und neu interpretiert worden. Dazu gibt es bis heute keine Alternative. Auch angesichts der aktuellen Herausforderungen einer postnationalen Konstellation zehren wir nach wie vor von dieser Substanz. Alles andere ist postmodernes Gerede», in: Jürgen Habermas, Gespräch über Gott und die Welt, in Zeit der Übergänge. Kleine Politische Schriften IX, Suhrkamp Verlag, 2001, pp. 128-129.
  3. a b Citato in Ulla Berkéwicz, Forse stiamo diventando pazzi, traduzione di Mara Cristina, Casagrande 2004. ISBN 8877133937
  4. Citato in Habermas: "La Merkel in una notte si è giocata la reputazione della Germania costruita nel Dopoguerra", Repubblica.it, 26 luglio 2015.

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