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John Galsworthy

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John Galsworthy
Medaglia del Premio Nobel
Medaglia del Premio Nobel
Per la letteratura (1932)

John Galsworthy (1867 – 1933), romanziere e commediografo inglese.

Citazioni di John Galsworthy

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  • Gli occhi ti dicono quello che uno è; la bocca, quello che è diventato.
One's eyes are what one is, one's mouth what one becomes.[1]
  • Il valore di un sentimento è la somma dei sacrifici che si è disposti a fare per esso.
The value of a sentiment is the amount of sacrifice you are prepared to make for it.[2]
  • La giustizia è una macchina che quando inizia a viaggiare avanza da sola.
Justice is a machine that, when someone has once given it the starting push, rolls on of itself.[3]
  • Spesso l'opinione pubblica è in anticipo sulla legge.
Public opinion's always in advance of the law.[4]

Ancella

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Il vescovo di Porthminster era in agonia, e già s'era provveduto a chiamare i quattro nipoti, le due nipoti e il marito di una di esse. Si temeva che non avrebbe passato la notte.

Citazioni

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  • Le donne non hanno quel senso delle difficoltà che hanno gli uomini. Le difficoltà delle donne sono fisiche e reali: quelle degli uomini sono intellettuali e formali. " È impossibile " dicono sempre. Le donne non dicono mai così. Prima agiscono e dopo vedono se la cosa è o no possibile. (Vol. I, p. 48)
  • Ogni donna è sul mercato finché non si sposa. (vol. II, p. 14)
  • Quando si adora il sole [...] è duro andare dove il sole non brilla mai. (vol. II, p. 129)
  • È più facile che cielo e terra spariscano piuttosto che una piccola parola della legge non abbia il suo effetto. (vol. II, p. 154)
  • Qualche volta [...] penso che la legge è supervalutata. È, in realtà, un sistema per fare le cose all'ingrosso, con tanta accuratezza nell'adeguare la condanna al crimine quanta ce n'è nella diagnosi di un medico che vede per la prima volta il paziente; eppure, per qualche misteriosa ragione, noi le attribuiamo le virtù del Calice Sacro e trattiamo i suoi comandamenti come se fossero trasmessi dal Signore stesso. (vol. II, p. 164)
  • È una cosa spaventosa quando un uomo cessa di essere umano. (vol. II, p. 165)
  • Un uomo di azione forzato ad uno stato di riflessione sarà infelice finché non ne uscirà.
A man of action forced into a state of thought is unhappy until he can get out of it.[5]

Incipit di alcune opere

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Il patrizio

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L'alba fredda e pura, penetrando nell'ampia sala – una sala tanto alta che il soffitto scolpito si sottraeva ad un esame minuto – andava scoprendo in una fantastica collezione di oggetti svariatissimi, e rivelava via via all'occhio spregiudicato strane incongruità, quasi volesse illuminare il cammino spassionato della storia. In quel salone da pranzo – uno dei più belli del Regno – i Caradoc da secoli avevano raccolto trofei e memorie di famiglia.

Il possidente

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RICEVIMENTO
IN CASA DEL VECCHIO JOLYON
Quelli che hanno avuto il privilegio di assistere a una festa di famiglia in casa dei Forsyte hanno goduto uno spettacolo pieno ad un tempo di attrattiva e di insegnamenti: e cioè la gran parata di una famiglia della ricca borghesia. Ma qualcuno di quei privilegiati che aveva per caso qualche dote di chiaroveggenza psicologica (un dono che non ha nessun valore monetario e che i Forsyte ignorano) è stato anche, in quell'occasione, testimonio di una scena che getta luce su di un oscuro problema umano.

La saga dei Forsyte

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Quanti hanno avuto il privilegio di assistere a una festa familiare in casa Forsyte possono dire di essersi goduto uno spettacolo piacevole e istruttivo insieme: quello di una famiglia dell'alta borghesia in grande parata.[6]

Citazioni su John Galsworthy

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  • Era un uomo chiuso, riservatissimo, di maniere delicate, quasi femminili. Non si sarebbe sospettato in lui quell'indagatore così sagace e quel commentatore così coraggioso ed ironico della vita inglese quale apparve nei suoi romanzi. Il suo dire era tutto reticenze: il suo giudizio tutto attenuazioni. Pareva sempre dubbioso delle sue opinioni e desideroso più di udire quelle degli altri che di esprimere le proprie. Shy as a school-boy (timido cime un ragazzetto di scuola) lo ha definito un suo biografo, e la definizione non poteva essere più esatta. (Mario Borsa)

Note

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  1. Da Flowering Wilderness, 1932, cap. 2.
  2. Da Windows, 1922, atto II.
  3. Da Justice, 1910, atto II.
  4. Da Windows, 1922, atto I.
  5. Da Maid in Waiting, 1931, cap. 3.
  6. Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937

Bibliografia

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  • John Galsworthy, Ancella (Maid in Waiting), traduzione di Mario Casalino, I libri del pavone, Arnoldo Mondadori Editore, 1954.
  • John Galsworthy, Il patrizio (The Patrician), traduzione di M. Ettlinger Fano, Edizioni "Corbaccio", Milano 1928.
  • John Galsworthy, Il possidente (The Man of Proferty), traduzione di Gian Dàuli, dall'Oglio editore, Milano 1951.

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