John Galsworthy

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Medaglia del Premio Nobel
Premio Nobel
Per la letteratura (1932)
John Galsworthy

John Galsworthy (1867 – 1933), romanziere e commediografo inglese.

Incipit di alcune opere[modifica]

Il patrizio[modifica]

L'alba fredda e pura, penetrando nell'ampia sala – una sala tanto alta che il soffitto scolpito si sottraeva ad un esame minuto – andava scoprendo in una fantastica collezione di oggetti svariatissimi, e rivelava via via all'occhio spregiudicato strane incongruità, quasi volesse illuminare il cammino spassionato della storia. In quel salone da pranzo – uno dei più belli del Regno – i Caradoc da secoli avevano raccolto trofei e memorie di famiglia.

Il possidente[modifica]

RICEVIMENTO
IN CASA DEL VECCHIO JOLYON
Quelli che hanno avuto il privilegio di assistere a una festa di famiglia in casa dei Forsyte hanno goduto uno spettacolo pieno ad un tempo di attrattiva e di insegnamenti: e cioè la gran parata di una famiglia della ricca borghesia. Ma qualcuno di quei privilegiati che aveva per caso qualche dote di chiaroveggenza psicologica (un dono che non ha nessun valore monetario e che i Forsyte ignorano) è stato anche, in quell'occasione, testimonio di una scena che getta luce su di un oscuro problema umano.

Ancella[modifica]

Incipit[modifica]

Il vescovo di Porthminster era in agonia, e già s'era provveduto a chiamare i quattro nipoti, le due nipoti e il marito di una di esse. Si temeva che non avrebbe passato la notte.

Citazioni[modifica]

  • Le donne non hanno quel senso delle difficoltà che hanno gli uomini. Le difficoltà delle donne sono fisiche e reali: quelle degli uomini sono intellettuali e formali. " È impossibile " dicono sempre. Le donne non dicono mai così. Prima agiscono e dopo vedono se la cosa è o no possibile. (Vol. I, p. 48)
  • Ogni donna è sul mercato finché non si sposa. (vol. II, p. 14)
  • Quando si adora il sole [...] è duro andare dove il sole non brilla mai. (vol. II, p. 129)
  • È più facile che cielo e terra spariscano piuttosto che una piccola parola della legge non abbia il suo effetto. (vol. II, p. 154)
  • Qualche volta [...] penso che la legge è supervalutata. È, in realtà, un sistema per fare le cose all'ingrosso, con tanta accuratezza nell'adeguare la condanna al crimine quanta ce n'è nella diagnosi di un medico che vede per la prima volta il paziente; eppure, per qualche misteriosa ragione, noi le attribuiamo le virtù del Calice Sacro e trattiamo i suoi comandamenti come se fossero trasmessi dal Signore stesso. (vol. II, p. 164)
  • È una cosa spaventosa quando un uomo cessa di essere umano. (vol. II, p. 165)

Bibliografia[modifica]

  • John Galsworthy, Il patrizio (The Patrician), traduzione di M. Ettlinger Fano, Edizioni "Corbaccio", Milano 1928.
  • John Galsworthy, Il possidente (The Man of Proferty), traduzione di Gian Dàuli, dall'Oglio editore, Milano 1951.
  • John Galsworthy, Ancella (Maid in Waiting), traduzione di Mario Casalino, I libri del pavone, Arnoldo Mondadori Editore, 1954.

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