Le catene della colpa

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Le catene della colpa

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Robert Mitchum e Jane Greer nel film

Titolo originale

Out of the Past

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1947
Genere drammatico, noir
Regia Jacques Tourneur
Soggetto Daniel Mainwaring (romanzo)
Sceneggiatura Daniel Mainwaring
Produttore Warren B. Duff
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Le catene della colpa, film statunitense del 1947 con Robert Mitchum, regia di Jacques Tourneur.

Frasi[modifica]

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  • Chissà perché la gente non vuol sentirsi dire quello che dovrebbe sapere. Per questo il mondo va a rotoli. (Marta)
  • Dicono che quando una persona muore il suo nome appare su una nuvola. (Ann)
  • Una donna con una pistola è come un uomo con ago e filo. (Jack)
  • E se pensi a qualcun'altra, rinunciaci: tu vai bene solo per me, tu sei fatto del mio stesso stampo. Siamo cattivi, tu ed io: per questo andremo d'accordo. (Kathie)

Dialoghi[modifica]

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  • Ann: Ogni volta che guardo il cielo, penso a tutti i posti in cui non sono stata.
    Jeff: Poi li vedi e ti accorgi che sono tutti uguali.
  • Kathie: Sapete che siete un uomo curioso?
    Jeff : Siete voi a far diventare curioso ogni uomo che v'incontra.
  • Kathie: Ti sono mancata?
    Jeff: Come a un cieco mancano gli occhi.
  • Jeff: Amico mio, ci sono milioni di donne a questo mondo e si assomigliano tutte.
    Nick: Non sono d'accordo.
  • Nick: Coscienza? Molti anni fa l'ho nascosta da qualche parte e non sono più riuscito a trovarla.
    Jeff: Dove l'hai cercata?
    Nick: Nel mio portafoglio.
  • Meta: Per uno che passa come un uomo in gamba, vi comportate come un idiota.
    Jeff: È un modo di essere in gamba: farsi credere un idiota.

Citazioni su Le catene della colpa[modifica]

  • Adattando il suo romanzo per lo schermo, Geoffrey Homes semplifica la trama ma non fa concessioni all'ottimismo. La colpa di Jeff si ripercuote implacabilmente sul suo destino, vanificando ogni possibilità di redenzione. Il tema del "maledetto" è familiare a Tourneur, che lo applica a una variante di quell'archetipo hard-boiled che è Il falcone maltese, approfondendone l'aspetto "nero": qui il detective condivide la stessa sorte della dark lady che ha ucciso il suo socio. Nel 1984 Taylor Hackford tenterà il remake con Due vite in gioco senza competere con il ritmo narrativo e la cupa atmosfera di questo film. (Andrea Carlo Cappi)
  • Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui Mitchum aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (Il Mereghetti)
  • Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della dark lady (J. Greer). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da J. Tourneur con stringata intensità. (il Morandini)

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