Louise Bourgeois

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Louise Bourgeois (1911 – 2010), scultrice statunitense.

Distruzione del padre / Ricostruzione del padre. Scritti e interviste[modifica]

  • Duchamp, Ozenfant e io ci conoscevamo già, ma ci incontrammo di nuovo quando fummo indagati da McCarthy nel 1951. Subimmo sorti diverse. Duchamp aveva amici potenti, quindi era al sicuro. Ozenfant era un uomo molto difficile, originale e indipendente. Se attaccato, attaccava a sua volta, come un bambino. Fu quindi espulso dal Paese. Ma io mi sono difesa. Fui interrogata varie volte dopo aver chiesto la cittadinanza. La mia linea di difesa era che non avevo a che fare né sapevo nulla dell'attività politica degli uomini con cui avevo una relazione. E per fortuna le donne avevano allora ottenuto almeno questo diritto: non ero considerata solo la moglie o l'amica di qualcuno. Ero Louise Bourgeois. E lo sono sempre stata. (p. 127)
  • Gli esistenzialisti sono scomparsi all'arrivo degli strutturalisti. All'arrivo di Lacan. Gli strutturalisti erano interessati al linguaggio, alla grammatica e alle parole. Sartre e gli esistenzialisti invece erano interessati all'esperienza. Ovviamente io sto con gli esistenzialisti. Con le parole puoi dire qualunque cosa. Puoi mentire finché vuoi, ma non puoi mentire quando ri-crei un'esperienza. Come diceva La Rochefoucauld: «Perché parli tanto? Che hai da nascondere?». Spesso le parole servono a nascondere le cose. Io voglio avere un ricordo perfetto e controllo perfetto del passato. Che senso avrebbe allora mentire? (p. 251)
  • [in risposta alla domanda: «Si considera un'artista americana?» postale da Francesco Bonami] Non c'è dubbio. Quando dalla Francia sono arrivata negli Stati Uniti, ho trovato un'atmosfera che mi ha permesso di fare ciò che volevo. Credo che in Europa fossi stata «eccessivamente» educata; qui sono stata capace di dire «no» alla mia educazione. Sono stata libera di esprimere tutta la mia irruenza. In America ho trovato la mia indipendenza. Qui, se continui a ripetere la stessa cosa, puoi convincere la gente; in Europa questo non è possibile. (p. 289)
  • L'opera può insegnare qualcosa, non l'artista. Un buon numero di artisti sono molto stupidi, sa. [in risposta alla domanda: «Può un artista insegnare qualcosa?» postale da Francesco Bonami] (p. 291)
  • Lui [Marcel Duchamp] era un gran intellettuale, ma soffriva moltissimo. Soffriva di non poter fare l'amore con sua moglie. Lui le diceva tante cose, ma lei, che era una ragazza di campagna, non capiva nulla di quello che lui le raccontava: tutte chiacchere che non potevano indurla ad amarlo. Per tutta la vita Duchamp sentì che non avrebbe mai potuto rendere una donna sessualmente felice. Era pieno di sconforto. Non era per niente macho. Mi aiutava quando parlavo con lui. Era un tipo molto strano. (p. 291)
  • Era [Marcel Duchamp] una persona distrutta dal punto di vista sessuale. Veniva respinto a un livello bassissimo, il livello sessuale. (p. 291)
  • [In risposta alla asserzione: «Dunque il sesso gioca un ruolo prioritario nella nostra vita.» presentatale da Francesco Bonami] Lo vede? Io non ho detto questo! Vede come ha distorto la cosa? Io ho detto soltanto che il sesso ha distrutto Marcel Duchamp, non ho parlato di me o di lei! (p. 291)
  • Ho paura di tutto... di tutto. [In risposta alla domanda: «Lei ha paura di qualcosa?» postale da Francesco Bonami] (p. 291)
  • [In risposta alla domanda: «Mirò era un tipo simpatico?» postale da George Melrod] Era una persona ingenua. Bacon non era affatto ingenuo. Bacon aveva un'intelligenza solida e coraggio. (p. 293)
  • E a cosa serve parlare, se già sai che gli altri non provano ciò che provi tu? (p. 341)
  • [In risposta alla domanda: «Non sogna mai?» postale da Gary Koepke] Mai. (p. 342)

Bibliografia[modifica]

  • Louise Bourgeois, Distruzione del padre / Ricostruzione del padre. Scritti e interviste, a cura di Marie-Laure Bernadac e Hans-Ulrich Obrist. Traduzione di Giuseppe Lucchesini e Marcella Majnoni, Macerata, Quodlibet 2009.

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