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Leggi razziali fasciste

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Fratelli Finzi: espulsi dal liceo Giulio Cesare di Roma nel 1938 a seguito delle leggi razziali, e deportati ad Auschwitz

Citazioni sulle leggi razziali fasciste.

  • Avevo ormai ventuno anni, e le leggi razziali colpendomi negli affetti più cari, completarono non solo la mia formazione antifascista, ma rafforzarono in me l'idea che con il fascismo non era più possibile nessun compromesso. (Mario Fiorentini)
  • [Bisogna] denunciare le pagine di vergogna che ci sono nella storia del nostro passato. Bisogna farlo per capire la ragione per cui ignavia, indifferenza, complicità e viltà fecero sì che tantissimi italiani nel 1938 nulla facessero per reagire alle infami leggi razziali volute dal fascismo. (Gianfranco Fini)
  • La carriera scolastica dei miei figli, al pari della mia di docente, fu bruscamen te interrotta dalla legislazione fascista intesa ad escludere gli ebrei dal corpo della nazione italiana, riducendoli ad una casta di paria [...] Discutendo con Laura lo stato in cui eravamo ridotti e il peggio che si preparava, e cercando le possibili vie di adattamento o di evasione, io accennai un giorno [. . .] alla possibilità di trovare un'occupazione all'estero. E dopo che ebbi esposto le tristi prospettive che si aprivano ai nostri figli in patria, lei, pur tanto attaccata alla terra natale, esclamò risolutamente: «E allora andiamo via!». (Giorgio Mortara)
  • Le leggi razziali del 1938 in Italia furono una cosa abominevo­le, ma nessun ebreo fu depor­tato dall'Italia ai campi di ster­minio dei nazisti prima della caduta di Mussolini nel 1943. (Nicholas Burgess Farrell)
  • Le leggi razziali furono provvidenziali per me, ma anche per gli altri: costituirono la dimostrazione per assurdo della stupidità del fascismo. Le leggi razziali erano il sintomo di una carnevalata: si era ormai dimenticato il volto criminale del fascismo (quello del delitto Matteotti, per intenderci): rimaneva da vederne quello sciocco. (Primo Levi)
  • Le leggi razziali furono un'infamia del fascismo. Non l'unica, ma certamente la più grave. Isolarono la comunità ebraica, furono l'anticamera della deportazione. (Gianni Alemanno)
  • Le leggi razziali noi le abbiamo condannate. Punto e stop. Se vogliamo parlarne dobbiamo anche raccontare quanti ebrei sono stati salvati dagli italiani. (Mirko Tremaglia)
  • Ma ciò che appare ancor più evidente, riconsiderato a distanza di tempo, è l'enorme potenzialità intellettuale, la vasta competenza scientifica e l'impagabile capacità d'insegnamento universitario e post-universitario che le leggi razziali hanno fatto fuggire dall'Italia e riversare altrove. (Edoardo Amaldi)
  • Se nella vita dell'umana società nulla di bene – è vero – si perde, producono anche i loro frutti nefasti i semi del male. Ma soprattutto è menomata la dignità della Nazione italiana che, risorgendo nel mondo, fu salutata come creatura prediletta della libertà, ed è stata finora sempre umana ed accogliente verso le altre genti, ospitandole, armonizzandole, fondendole nell'orbita spirituale della sua civiltà. Ora una manciata di fango disonora la Patria Italiana: da tutti i cuori dei suoi figli deve erompere un solo grido di protesta, di disgusto, di indignazione. (Michele Cifarelli)
  • Una testimonianza drammaticissima e giorno per giorno di quei mesi e di quegli anni sta in un libro pubblicato nel 1946 che credo pochi conoscano e che ho potuto comprare fortunosamente, Caccia all'uomo. Pagine di diario di Luciano Morpurgo. Nato a Spalato da antica famiglia ebraica nel 1868, uno che è stato fra i più importanti fotografi italiani fra le due guerre e di cui è immane il fondo fotografico custodito in varie istituzioni culturali italiane. Leggendario è il suo reportage fotografico del 1927 da una Palestina alla quale stava cambiando volto l'afflusso di ebrei che vi si rifugiavano numerosi. (Giampiero Mughini)
  • Le leggi razziali del 1938 furono motivo di sgomento per gli ebrei e di indignazione per la stragrande maggioranza degli altri italiani. Ne apparve chiara, immediatamente, la estraneità non soltanto alla storia del paese, ma alla storia stessa del fascismo. Vennero intese come un prodotto di importazione e come il frutto peggiore dell'adeguamento mussoliniano alla «moda» tedesca.
  • La folgore delle leggi razziali provocò tra gli ebrei italiani sgomento e, in un primo momento, anche divisioni e recriminazioni. Vi furono ebrei che non capirono immediatamente quanto l'antisemitismo fascista fosse occasionale e strumentale e quanto poco fosse legato ai comportamenti della comunità che ne era colpita.
  • Le prime epurazioni furono, come è regola in Italia, toponomastiche e costituzionali. Vie, navi, stadi, città cambiarono nome. Vennero subito aboliti il Partito fascista, il Gran Consiglio, la Camera dei fasci e delle corporazioni, il Tribunale speciale, la tassa sul celibato, le norme spiccatamente totalitarie dei codici. Ci si dimenticò di revocare la più grossa di tutte le vergogne fasciste, le leggi razziali: oppure si preferì non farlo per non provocare la Germania. L'alleato doveva essere blandito, nelle ore in cui Hitler nella sua «tana del lupo» urlava «tradimento, tradimento».

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