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Marocco (film 1930)

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Marocco

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Gary Cooper e Marlene Dietrich nel film

Titolo originale

Morocco

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1930
Genere sentimentale, drammatico
Regia Josef von Sternberg
Soggetto Benno Vigny
Sceneggiatura Jules Furthman
Produttore Hector Turnbull
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Marocco, film statunitense del 1930 con Gary Cooper e Marlene Dietrich, regia di Josef von Sternberg.

Dialoghi[modifica]

  • Tom: Un mese di paga è un po' troppo per una mela.
    Amy: Posso regalartela, se accetti.
    Tom: Non ci sto. Pago sempre quello che prendo. Su, si segga, starà più comoda.
    Amy: Vai piuttosto per le spicce, con le donne.
    Tom: Come mai? Un vero uomo non fa per lei?
    Amy: Può darsi. Il tuo resto, amico.
  • Tom: Chi diavolo l'ha costretta a venire in quest'inferno?
    Amy: Agli uomini non viene chiesto perché si arruolano nella legione straniera.
    Tom: Infatti. Non me l'hanno chiesto e non l'avrei mai detto. Quando sono venuto qui io ho sepolto il mio passato.
    Amy: Esiste una specie di legione straniera di noi donne. Ma noi non abbiamo uniformi, né gradi e neppure medaglie per le più valorose, né ci curano se restiamo ferite.
    Tom: Senta, posso fare niente per lei?
    Amy: No. È una frase che conosco.

Citazioni su Marocco[modifica]

  • È il 1° dei 6 film Paramount della coppia Sternberg-Dietrich. È anche il solo dove il mito di Lola-Lola è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di Benno Vigny, è incantevolmente e perversamente stupido. (il Morandini)
  • Il melodramma esotico tratto da un romanzo di Benno Vigny è il primo film americano della coppia von Sternberg-Dietrich, e con i suoi tratti onirici divenne il prototipo del cinema hollywoodiano barocco e antirealistico, grazie all'inverosimiglianza dell'ambientazione (un Sahara palesemente ricostruito in studio) che assume connotati marcatamente simbolici. Il mito di "femme fatale" della Dietrich (per questo ruolo candidata all'Oscar) viene controbilanciato dal mito maschile dell'uomo desiderato ma inafferrabile qui impersonato da Gary Cooper. (Piero Di Domenico)
  • In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La Dietrich, pur restando femme fatale e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato Bertolucci per Il tè nel deserto. (Il Mereghetti)

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