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Marlene Dietrich

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Marlene Dietrich nel film Il viaggio indimenticabile (1951)

Marie Magdalene Dietrich (1901 – 1992), attrice e cantante tedesca naturalizzata statunitense.

Citazioni di Marlene Dietrich[modifica]

  • [Su Cary Grant] L'unico vero principe di Hollywood.[1]
  • La prima prova da Balenciaga vale quanto la terza di qualsiasi altra maison.[2]
  • Quando l'amore è finito, gli alimenti colmano il vuoto.[3]
  • [Su Orson Welles] Quando lo vedo e gli parlo, mi sento come una pianta dopo che l'hanno annaffiata.[4]

Citazioni su Marlene Dietrich[modifica]

  • Era molto amica di Hemingway, il legante era questo. È stata l'ultima persona che ha parlato con Hemingway. Ad un certo punto io le ho chiesto: "Ma come fai ad essere così bella?". Perché lei era bellissima, aveva la pelle bianca come quell'ombrellino. È incredibile com'era bella quella creatura! Come fai ad essere così bella? E lei, con quegli occhioni che aveva: "Ma è facile, basta fare l'amore cinque volte al giorno". Allora le ho detto: "Ma io non credo che mio marito ce la farebbe". Lei: "Ah ma mica sempre con tuo marito". (Fernanda Pivano)
  • Fu spiritosa e «alla mano», dopo essere stata distante e aureolata, ma restò tuttavia «diva», un ideale di donna con una «classe» conquistata con sforzo, partendo da una calorosa volgarità cui aveva rinunciato per Sternberg, ma cui mai aveva rinunciato del tutto. (Goffredo Fofi)
  • Il film [L'angelo azzurro] è del 1930. È il grande momento della Germania, della Repubblica di Weimar che rappresenta la più alta manifestazione culturale del nostro secolo. Un vero fenomeno, una sorta di Rinascimento del diciannovesimo secolo. Letteratura, teatro, pittura, design, scienze, cinema: Weimar detta nuove regole al mondo. Sono invenzioni fondamentali i cui segni rimangono vivi e attivi anche nel nostro tempo. Una delle parole chiave è "espressionismo". Un gruppo di autori di lingua tedesca come Lang, Murnau e von Sternberg trova questa nuova forma, mediata dalle arti figurative, importantissima, decisiva. Molti di questi autori, dopo il 1933, con l'avvento di Hitler, abbandoneranno il loro paese portando la corrente in tutto il mondo civile, soprattutto in America. Marlene Dietrich arrivava nel momento più opportuno, a rappresentare qualcosa di ben più vasto di una parte in un film. Catalizzava fisicamente quella tendenza. Ne era, forse inconsapevolmente, una sorta di sintesi. Veniva da ruoli insignificanti e si trovò titolare di un personaggio, Lola Lola, che avrebbe costruito un precedente imprescindibile tramandato per decenni dalla stessa Dietrich e imitato con assoluta trasparenza. I grandi segni erano: cappello a cilindro, calze e giarrettiere nere, boa di piume. Di suo l'attrice ci mise una voce roca e profonda, una carnagione bianchissima di contrasto e due gambe notevoli. [...] Fra le tante imitazioni di Lola Lola una in particolare si fa ricordare: quella di Liza Minnelli in Cabaret. Emigrata in America, insieme al suo scopritore Sternberg, Marlene divenne (come la Garbo e la Bergman) una delle grandi conquistatrici europee di Hollywood, partner dei massimi divi dell'epoca. Quasi sessantenne, mostrava ancore quelle gambe. (il Farinotti)
  • La donna meno costruita che abbia conosciuto. Era intelligente, brava, schietta. Ma anche furba. Non nascondeva nulla di sé, ma al tempo stesso dava a volte l'impressione di una donna che aveva dovuto lottare ferocemente per affermarsi. (Valentina Cortese)

Note[modifica]

  1. Citato in Geoffrey Wansell, Cary Grant. Tra fascino e ironia la carriera e i film di un perfetto gentiluomo, Gremese, 1996.
  2. Citato in Cristóbal Balenciaga Museoa Cristóbal Balenciaga: l'esperienza del lusso, artsandculture.google.com.
  3. Citato in Focus, n. 59, p. 113.
  4. Citato in Peter Bogdanovich, Il cinema secondo Orson Welles, il Saggiatore, Milano, 2016, traduzione di Roberto Buffagni, p. 514. ISBN

Filmografia[modifica]

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