Meg Cabot

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Meg Cabot

Meggin "Meg" Patricia Cabot (1967 – vivente), scrittrice statunitense.

Incipit di alcune opere[modifica]

Avalon High[modifica]

E il mietitore stanco sotto la luna argentata,
Ammucchia covoni sulla piana ventilata,
E ascoltando sussurra: «È la fatata
Signora di Shalott»



«Quanto sei fortunata.»
Figuriamoci se la mia migliore amica, Nancy, non vedeva le cose in questo modo. Nancy è quella che si potrebbe definire un'ottimista incallita.
Non che io sia una pessimista. Sono soltanto... be', una tipa concreta. Almeno, questo è quello che dice Nancy.
E, a quanto pare, sono anche fortunata.
«Fortunata?» ripetei al telefono. «In che senso sarei fortunata?»
«Oh, lo sai» disse Nancy. «Ricominci tutto da capo. In una scuola nuova. Dove nessuno ti conosce. Puoi essere quello che vuoi. Puoi assumere una personalità del tutto diversa, e non ci sarà mai nessuno a dirti: "Ehi, ma chi credi di prendere in giro, Ellie Harrison? Mi ricordo di te quando mangiavi il pongo in prima elementare."»
«Non l'avevo mai mai guardata da questo punto di vista» dissi. Perché, in effetti, non l'avevo mai fatto. «E comunque, eri tu quella che mangiava il pongo.»
«Lo sai che cosa voglio dire» sospirò Nancy. «Be', in bocca al lupo. Per la scuola e per tutto il resto.»
«Crepi» risposi io, con la netta sensazione che, nonostante le mille miglia che già ci separavano, fosse arrivato il momento di riattaccare. «Ciao.»
«Ciao» disse Nancy. Poi aggiunse: «Sei davvero fortunata.»

La figlia dell'ammazzavampiri[modifica]

La musica pompa al ritmo del mio cuore. Sento i bassi pulsarmi nel petto, all'altezza dello sterno: tu-tump, tu-tump. Difficile vedere qualcosa nel locale pieno di corpi che si dimenano, tra le nebbia di ghiaccio secco e gli effetti di luce che sciabolando altissimi dal soffitto tecnologico.
Però so che c'è. Lo sento.
Infatti sono grata alla massa di corpi schiacciati che mi avvolge. Mi nascondono alla sua vista e ai suoi sensi. A quest'ora, altrimenti, avrebbe già percepito il mio odore. Riescono a cogliere l'essenza della paura a distanza di metri, loro.
Non che io abbia paura. Per niente.
Be', forse un pochino.
Però ho la mia balestra Excalibur Vixen da 250 FPS, con una freccia Easton XX75 da cinquanta centimetri (al posto della punta dorata originale ce n'è una di frassino, lavorata a mano) già incoccata e pronta a scattare alla minima pressione del mio dito.
Non saprà mai cosa gli è successo.
E nemmeno lei, spero.

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]