Metropoli

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La metropoli di New York

Citazioni sulla metropoli.

  • Occorre appena ricordare che le metropoli sono i veri palcoscenici di questa cultura che eccede e sovrasta ogni elemento personale. Qui, nelle costruzioni e nei luoghi di intrattenimento, nei miracoli e nel comfort di una tecnica che annulla le distanze, nelle formazioni della vita comunitaria e nelle istituzioni visibili dello Stato, si manifesta una pienezza dello spirito cristallizzato e fattosi impersonale così soverchiante che – per così dire – la personalità non può reggere il confronto. Da una parte la vita viene resa estremamente facile, poiché le si offrono da ogni parte stimoli, interessi, modi di riempire il tempo e la coscienza, che la prendono quasi in una corrente dove i movimenti autonomi del nuoto non sembrano neppure più necessari. Dall'altra, però, la vita è costituita sempre più di questi contenuti e rappresentazioni impersonali, che tendono a eliminare le colorazioni e le idiosincrasie più intimamente singolari; così l'elemento più personale, per salvarsi, deve dar prova di una singolarità e una particolarità estreme; deve esagerare per farsi sentire, anche da se stesso. (Georg Simmel)
  • Per ogni persona che vede la metropoli come una terra promessa dalle strade lastricate d'oro, ne esiste un'altra pronta a sottoscrivere le parole di Shelley: «l'inferno è una città, proprio come Londra». Accanto alle attrazioni, alle opportunità, alla ricchezza c'è sempre stato anche l'opposto: nei casi peggiori miseria e degrado, in quelli migliori problemi e difficoltà enormi per gli abitanti. E le malattie delle metropoli riproducono in grande quelle delle città. È troppo facile idealizzare le metropoli del passato e vederne soltanto i monumenti e la gloria; ci vuole più immaginazione per vederle popolate da decine di migliaia di uomini e donne fin troppo consapevoli dei prezzi pagati per abitarvi e soprattutto, forse, delle enormi pressioni create anche soltanto dalle semplici cifre. L'esperienza che Giovenale ebbe della Roma imperiale si è ripetuta milioni di volte. (Emrys Jones)
  • Ogni fenomeno è in relazione con il proprio tempo, e tutto è determinato dalla forza configurante di una volontà metafisica che noi dobbiamo riconoscere senza sperare di poterla mai comprendere. [...] Oggi quella volontà prende corpo nella grande città. È irrilevante che si giudichi la metropoli come un fenomeno gradito oppure sgradito. L'essenziale è che essa costituisca la mente che pensa la volontà fondamentale del nostro tempo, il braccio tramite cui quella volontà crea o colpisce, e la coscienza mediatrice attraverso la quale il finito recepisce ciò che l'infinito ha da dirgli. (Ernst Jünger)
  • Quanto più la «rete nervosa» metropolitana si dilata, quanto più divora il territorio circostante, tanto più il suo «spirito» sembra smarrirsi; più essa diventa «potente», meno sembra in grado di ordinare-razionalizzare la vita che vi si svolge. L'intelletto metropolitano, il suo Nervenleben, subisce una sorta di «crisi spaziale» – che è perfettamente analoga a quella che subisce lo Stato Leviatano, lo Stato moderno nella sua sovranità territorialmente determinata. I poteri che determinano la crescita metropolitana faticano sempre più a «territorializzarsi», a «incarnarsi» in un ordine territoriale, a dar vita a forme di convivenza leggibili-osservabili sul territorio, spazialmente. (Massimo Cacciari)

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