Modi di dire calabresi

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Modi di dire calabresi (Ditti calabrisi).

  • Amaru chi ha bisuognu e circa aiutu.[1]
Infelice chi ha bisogno e cerca aiuto.
  • Amaru chine è sulu.[1]
Infelice, chi vive in solitudine.
  • Anima tua, cuscienza tua.[2]
Anima tua, coscienza tua.
  • Chianciari ccu la minna 'mbucca.
Piangere con la mammella in bocca.[3]
  • Circare l'acu a ru pagliaru.[4]
Cercare l'ago nel pagliaio.
  • Cumu suani abballu.[4]
Come suoni ballo.
Mi adatto alle circostanze.
  • Duve c'è gustu, 'un c'è perdenza.[5]
Dove c'è gusto, non c'è perdita.
Quando si spende per qualcosa che ci piace non ci si rimette.
  • Jocare a scarrica varrili.[6]
Giocare a scarica barili.
Cercare di addossare le responsabilità agli altri.
  • Puru i pulici hanu 'a tosse.[7]
Pure le pulci hanno la tosse.
Anche chi non vale nulla si permette di sentenziare.
  • Stare cumu n'agiallu supra na frasca.[8]
Stare come un uccello sopra una frasca.
Tentennare.
  • Zappare all'acqua e simminare a ru vientu.[4]
Zappare nell'acqua e seminare al vento.
Fare opera inutile.

Note[modifica]

  1. a b Citato in L'antichi dicìanu, p. 9.
  2. Citato in L'antichi dicìanu, p. 10.
  3. Citato in Tristano Bolelli, Adriana Zeppini Bolelli, Dizionario dei dialetti d'Italia, La Domenica del Corriere, Milano, 1983, vol. 4, p. 267.
  4. a b c Citato in L'antichi dicìanu, p. 7.
  5. Citato in L'antichi dicìanu, p. 48.
  6. Citato in L'antichi dicìanu, p. 51.
  7. Citato in Carta Canta, p. 298.
  8. Citato in L'antichi dicìanu, p. 8.

Bibliografia[modifica]

  • Carta Canta, Pellegrini Editore. ISBN 8881013568
  • A. Coltellaro, L'antichi dicìanu. Calabria Letteraria Editrice

Voci correlate[modifica]