Proverbi calabresi

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Raccolta di proverbi calabresi.

Questa pagina contiene una selezione di proverbi calabresi, con relativa traduzione in italiano (spesso letterale).

 Citazione da controllare da controllare

Indice
0-9 · A · B · C · D · E · F · G · H · I · J · K · L · M · N · O · P · Q · R · S · T · U · V · W · X · Y · Z · ?

A[modifica]

  • A carne supra l'uossu bella pare.[1]
La carne sopra l'osso bella pare.
  • Abitu 'un fa monacu e chirica 'un fa prievite.[2]
L'abito non fa il monaco e la chierica non fa prete.
  • Ah chimmu ti criscia a ierba 'nta casa.
Che ti cresca l'erba dentro casa!
Ti possano morire tutti i parenti e che ti crolli la casa di modo che ci cresca l'erba dentro.
  • Acqua passata 'un macina mulinu.[2]
L'acqua passata non macina mulino.
  • Acqua, fuacu e pane 'un se neganu mancu a ri cani.[3]
Acqua, fuoco e pane non si negano neanche ai cani.
  • Acquazzina 'un inchie puzzu.[3]
La rugiada non riempie il pozzo.
  • Agiallu va duve truva granu. [3]
L'uccello va dove trova il grano.
  • A jumi cittu un ji a piscà
Non andare a pescare al fiume silenzioso
Non ti fidare delle persone silenziose.
  • Amara chira casa cu l'erva a ru scalune.[4]
Triste la casa con l'erba sullo scalino.
  • Amaru cu u porcu no 'mmazza, a li travi soi non attacca sazizza.
Amaro è chi non ammazza il maiale poiché dalle travi non pendono salsicce.
Chi non è previdente e non risparmia poi si ritrova in difficoltà e se ne lamenta.
  • Amaru u picciulu chi vacia ncio'randa
Amaro il piccolo che va nel grande
È amara la sorte del piccolo che viene mangiato dal grande.
  • Amaru a chini mora.
Amara è la sorte di chi muore.
  • Amaru chi ha de dare e chi ha d'avire.[4]
Infelice è chi deve dare e chi deve avere.
  • A meglia parola è chilla ca 'un se dice.[5]
La parola migliore è quella che non si dice.
  • Amicu de 'u bon tiempu, se muta cu ru vientu.[6]
Amico del tempo felice, cambia secondo il vento.
  • A ru cavallu jestimatu luce ru pilu.[6]
Al cavallo che riceve imprecazioni luccica il pelo.
  • A Santu Martinu si iaprunu i butti e si prova lu vinu.
A San Martino si aprono le botti e si assaggia il vino.
  • A strata longa rumpe 'u carru
La strada lunga rompe il carro
Le cose che durano a lungo finiscono male.
  • Avire n'apa a ra capu.
Avere un ape nella testa.
Avere una pulce nell'orecchio.
  • A vogghia mu ndi fai ricci e cannola, ca u santu ch'è de marmuru non suda.
Hai voglia a fare ricci e cannoli, il santo che è di marmo non suda.
È inutile insistere con le moine, se la persona a cui ci si rivolge è fredda e insensibile alle lusinghe.
  • A vurpe quannu 'un junge all'uva dice ch'è amara.[4]
La volpe quando non riesce a prendere l'uva dice ch'è acerba.
  • A zirra d'a sira stipala pe ra matina.[7]
La rabbia della sera conservala per il mattino.

B[modifica]

  • Belli e brutti, a morte s'i 'ngliutta
La morte sopraggiunge sia i belli che i brutti
La morte non fa differenze.
  • Bisognusi, presuntusi.
Chi ha bisogno, non si fa scrupoli a chiedere.
  • Bona maritata, senza donna e canata.
Contrae un buon matrimonio chi non ha né suocera né cognata.

C[modifica]

  • Cangianu li sonaturi, ma 'a musica esti sempre 'a stessa.
Cambiano i suonatori, ma la musica è sempre la stessa.
Cambiano i protagonisti ma la situazione resta la stessa.
  • Chine tene robba, ha parianti.[2]
Chi possiede, ha parenti.
Ci si ricorda di un parente solo per bussare a denari.
  • Chine campa sperannu, affrittu more.
Chi di speranza vive, disperato muore.
  • Chine ha salute ha dinari.
Chi ha salute, è ricco (veramente).
  • Chini chianta patati, coglia patati.
Chi pianta patate, raccoglie patate – Ognuno ha quel che si merita
  • Chine tene libri, tene labbra.
Chi possiede (legge) libri, sa parlare.
  • Chi piecura se fa, 'u lupu si lu mangia.
Chi pecora si fa, il lupo se lo mangia.
Chi per timore non reagisce ne patisce le conseguenze.
  • Chi pocu tene, caru 'u tene.
Chi ha poco, fa molto attenzione a ciò che possiede
  • Chirica 'un fa monacu
La chierica non fa il monaco.
L'abito non fa il monaco.
  • Chiru chi fazzu eu, facia u ciucciu meu.
Quello che faccio io, fa il mio asino.
C'è qualcuno che mi imita sempre.
  • Chi sta dintru o te 'ncorna o te scorna.
Chi sta dentro casa tua o ti fa le corna o ti porta via qualcosa.
  • Chi te vo bene te fa ciangere chi te vo male te fa ridere.
Chi ti vuol bene ti fa piangere, chi ti vuol male ti fa ridere
Chi ti vuole bene ti richiama al dovere e ti critica al contrario di chi ti vuole male.
  • Chi tardi arriva, malu alloggia.[4]
Chi tardi arriva, male alloggia.
  • Chiù allisciu u gattu, chiù arrizza u pilu.[8]
Meglio tratti una persona, più ti si rivolta contro.
  • Chi va a ru mulinu, se 'mparina.
Chi va al mulino, s'infarina.
Le esperienze lasciano sempre una traccia.
  • Sulu chi fa sbagghja
Solo chi fa sbaglia
Spesso critichiamo chi fa errori cercando di fare qualcosa, dimenticandoci che chi non fa niente non sbaglia niente, ma non raggiunge alcun obbiettivo.
  • Criscianu l'anni e criscianu i malanni
Aumentano gli anni e aumentano i malanni.
  • Cu joca sulu non si 'ncazza mai.
Chi gioca da solo non si incavola mai.
  • Cumpra caru, ca stai 'mparu.
Compra ciò ch'è caro e ti troverai bene.
Acquista cose di qualità, costano di più ma ne sarai soddisfatto.
  • Cu 'ndeppi focu campau, cu 'ndeppi pani moriu.
Chi ha avuto il fuoco è sopravvissuto, chi ha avuto il pane è morto.
1. Il freddo può uccidere molto più velocemente della fame, in situazioni estreme è da preferire addirittura al cibo. 2. Non basta solo avere cibo (il pane), occorre anche avere una casa (il fuoco).
  • Cu non m'boli mi sciorba
Che sia accecato chi non vuole (l'invidioso)
  • Cu non poti mangiari ' carni si mbivi u brudu.
Chi non può mangiare la carne è costretto ad accontentarsi del brodo.
  • Cu sparta pija a megghju parta.
Chi divide si prende la parte migliore.
  • Chi se leva ru matinu abbusca nu carinu.[2]
Chi si alza presto, guadagna un carlino.
Ad alzarsi presto, c'è tutto da guadagnare.
  • Cu vaci cu zoppu, zoppia.
Chi va con lo zoppo impara a zoppicare.
  • Cu' va 'nda l'avvucatu, perdi l'urtimu ducatu.
Chi va dall'avvocato, perde l'ultimo ducato.
Meglio evitare le liti giudiziare: si rischia di perdere la causa e i soldi.

D[modifica]

  • De matina l'acqua è medicina.[3]
Di mattina l'acqua è medicina.
  • Dassa stari lu cani chi dormi.
Non stuzzicare il cane che dorme.
  • De vennari e de luni cumu 'ncigna scura.[9]
Venerdì e lunedì come inizia chiude.
  • De vennari e de marti, né se 'nzura né se parte.
Di venerdì e di martedì non ci si sposa e non si parte.[9]
  • Diu chiude 'na porta e rapere na finestra.
Dio chiude una porta e apre una finestra.
  • Donna baffuta sempri piaciuta.
La donna coi baffi è sempre piaciuta.
  • Dulure de mole, dulure de core.
Il mal di denti è come il mal di cuore; forte e duraturo.
  • Duve cantanu tanti galli, 'un fa mai juarnu
Dove cantano tanti galli, il giorno non arriva mai
Quando a comandare vogliono essere in tanti, si conclude ben poco.

E[modifica]

  • È miagliu n'amicu 'nchiazza ca centu ducati 'ntasca.
Meglio un amico in piazza che cento ducati in tasca.
  • È miagliu prividire ca pruvvidire.
Meglio prevedere che provvedere.

F[modifica]

  • Fa bene e scordate, fa male e penzace.[10]
Fa' bene e dimentica, fa' male e ricordati.
Se qualcuno ti risponde picche forse è perché in passato gli hai fatto del male.
  • Fai chiddu chi dìcu iu ma nò chìddu chi fazzu iu.
Fai quello che dico e non quello che faccio.
Alcune persone predicano bene e razzolano male, ma ciò non significa né che le si debba prendere ad esempio sull'operato, né che ciò che dicono sia sbagliato. L'esempio tipico è il medico fumatore che chiede di smettere ai suoi pazienti (obbedisci alle mie consegne senza criticare il mio operato).
  • Fare 'u cunnu pe 'un jire a ra guerra.[11]
Fare lo stupido per non andare in guerra.
È un bel furbo: si finge sciocco per evitare gravi incombenze.
  • Fatica de notte, vrigogna de juarnu.
Lavoro di notte, vergogna di giorno.
I lavori sbrigativi, fatti a fine giornata, sono approssimativi e vanno rifatti il giorno successivo.
  • Figli picciuli, guai picciuli; figli granni, guai granni.[12]
Figli piccoli, guai piccoli; figli grandi, guai grandi.
  • Figlia a 're fasce, panni a re casce.[13]
Figlia in fasce, corredo nei bauli.
  • Fimmina chi ride e gallina chi canta, 'un ce tenire speranza
Non sperare nella donna che ride e nella gallina che canta.
  • Fimmina de ghiesa, diavulu de casa.[12]
Donna di chiesa, diavolo in casa.
Una donna bigotta fa la santarellina in chiesa e il diavolo a quattro in casa sua.
  • Fora du culu miu duve piglia, piglia[14]
    Fora d'u culu mio a cu' pigghjia, pigghjia (nel comune di Pizzo)
    A tri parmi du culu miu ppo succedere tuttu (in provincia di Catanzaro).
All'infuori del mio culo, vada pure da qualunque parte.
Succeda qualunque cosa, l'importante è che le disgrazie stiano lontano da me.
  • Fravica e liti, provati ca viditi.[15]
Costruzioni e liti, provate e vedrete.
Gravi incombenze toccano a chi costruisce o cita in giudizio qualcuno. Provare per credere.

G[modifica]

  • Gesù Cristu manda u pani a cui no ndavi i denti.
Gesù Cristo manda il pane a chi non ha i denti.
La buona sorte capita a chi non ne può godere.
  • Genti i marina, futti e camina
Gente di marina, fotte e cammina (va avanti per la propria strada)
  • Giustizia e sanità, amaru chi 'un ne ha.[4]
Giustizia e salute, infelice chi non ne ha.
  • Guno maramia e gunu c'amu patutu
Letteralmente: uno mammamia ed uno così abbiamo patuto, si dice alle persone poco sveglie.

H[modifica]

  • Hai mu pati, mu 'mpari.
Per imparare, devi soffrire.

I[modifica]

  • I guai da pignata i sà sulu a cucchjiara ca rimina.
I guai della pentola li conosce solo il mestolo che ci sta dentro.
I problemi di una famiglia li conoscono solo i suoi componenti.
  • i megliu parianti su' ri dianti
I migliori parenti sono i denti
Non affidarti ai parenti ma alle tue forze.
  • Irtu, rina e cunnu, caccianu l'uominu d'u munnu.
Salita, lavoro e sesso, allontanano l'uomo dal mondo.
  • I sordi puatu fare l'ùamu riccu, no signore.
I soldi possono far l'uomo ricco, non signore.

J[modifica]

  • Jennàru sìccu, massàru rìccu.
Il freddo secco di gennaio propizia ricche messi estive.

K[modifica]

L[modifica]

  • L'acqua e giugnu leva u pane d'u furnu.[2]
L'acqua di giugno leva il pane dal forno.
  • L'acqua e ra morte su' arriati 'a porta.[3]
L'acqua e la morte sono dietro la porta.
  • L'acqua vulla e 'u porcu è alla muntagna.
L'acqua bolle e il maiale è sulla montagna.
Nonostante abbiamo tutto l'occorrente, siamo in tremendo ritardo.
  • La gaddhina faci l'ovu e alu gaddhu 'nci bruscia lu culu.
La gallina fa l'uovo e al gallo brucia il culo.
C'è chi lavora e si sacrifica mentre chi non fa niente lo critica.
  • La gatta presciarola faci li gattareddhi morti.
La gatta frettolosa fa i gattini morti.
  • L'agiallu intra a caggia no sempre canta pe amure, ma pe raggia.[3]
L'uccello in gabbia non sempre canta per amore, ma per rabbia.
  • Lana e filu, amara chi 'un ne fila.[4]
Lana e filo, infelice chi non fila.
  • A gatta presciarola ficia i figghi orbi.
La gatta frettolosa fa i figli ciechi.
  • Li sordi fannu veniri la vista olli cecati
I soldi fanno venire la vista ai ciechi.
  • Lu bonu jornu di la matina pari.
Il buongiorno si vede dal mattino.
  • U cani muzzica sempri 'u strazzatu.
Il cane morde sempre lo strappato, il poveraccio.
La malasorte tocca sempre al più povero.
  • Lu gabbu rriva e la jastima no.
Il gabbo arriva e la bestemmia no.
La sorte si ritorce contro chi gode delle disgrazie altrui, mentre i malaugurii e le maledizioni non hanno effetto.
  • Lu lupu cambia lu pilu ma no lu vizziu.
Il lupo cambia il pelo ma non il vizio.

M[modifica]

  • Male 'un fare, paura 'un avire
Male non fare, paura non avere
  • Matrimuniu tra parienti, guai e turmienti
Matrimoni tra parenti, guai e tormenti
  • Mazzi e panelli fannu i fighhiòli belli, pana senza mazzi fannu i figghiòli pazzi.
Botte e carezze fanno i figli belli, pane senza botte fanno i figli pazzi.
  • Megghiu to mamma mi ti ciangi chi lu suli di marzu mi ti tingi.
Meglio che tua madre ti pianga che il sole di marzo ti tinga.
  • Miegliu nu buonu accattu ca na bona vinnuta
Meglio un buon acquisto che una buona vendita
  • Miercuri intra, simana fore
Quando siamo a mercoledì, la settimana è già ben avviata
  • Mugliere d'a ruga, cumpari de Roma
Moglie della via, compare di Roma
Conviene sposare una donna che si conosce bene ed avere come compare uno che si conosce poco.

N[modifica]

  • Nci voli furtuna puru a cacari, sennò si ngruppa lu budeddu e mori.
Ci vuole fortuna pure a cacare, altrimenti si occlude il budello e muori.
  • Niuru cu niuru 'un tinge
Il nero non tinge il nero
Chi frequenta persone simili a sé stesso non cambia.
  • Ndè ammaccat cap di chiuv!
Ha avuto molte esperienze!
  • Non tantara u cana chi dorma.
Non disturbare il cane che dorme.
  • Novembre 'nchiatratu, addiu simminatu[16]
Se a novembre gela, tutto ciò ch'è stato seminato va perduto
  • Nessunu fa nente ppe' nente
Nessuno fa niente per niente

O[modifica]

  • Occhiu non vida e cora non dola.
Occhio non vede e cuore non duole.
  • Ogni nasu a la faccia sua mera, e u toi a lu culo do' sumera.
Ogni naso si addice alla sua faccia e il tuo al culo dell'asino.
  • Ogni agiellu canusce u nidu sue.[3]
Ogni uccello conosce il suo nido.
  • Ognunu tira re vrasce a ri piadi sue
Ognuno cerca di avvicinare le braci ai suoi piedi

P[modifica]

  • Pagghiaru vecchiu arda e non novu.
Il pagliaio vecchio arde e non il nuovo.
Gli anziani sono più in gamba dei giovani.
  • Puru li pulici 'ndannu la tussi.
Pure le pulci hanno la tosse.
Anche gli individui più insignificanti vogliono dire la loro.
  • Paga caru e seda mparu.
Paga caro e avrai tutte le comodità.
  • Panza china canta e no cammisa ianca.
Pancia piena canta e non camicia bianca
  • Palumbu mutu un pò essare servutu.
Il colombo muto non può essere servito.
Solo chi chiede può vedere soddisfatte le proprie richieste.
  • Partire 'ncavallu e tornare a pede.
Partire a cavallo e tornare a piedi.
Partire pieno di speranze e tornare senza aver ottenuto niente.
  • Pugnetta 'ngarrata è migl di na fricata!.
Una buona masturbazione è meglio di un coito.

Q[modifica]

  • Quandu lu diavulu ti 'ncarizza voli l'anima.
Quando il diavolo ti accarezza vuole l'anima.
  • Quandu a doghia, quandu a pipita, a gadineda mia è sempa malata.
Quando una cosa quando l'altra la mia gallina non sta mai bene.
Si dice di una persona che accampa sempre una scusa per non fare qualcosa.
  • Quandu stuti a lumera, simu tutti e' na manera!
Quando si spegne la luce (al buio), siamo tutti uguali!
  • Quannu a gatta non c'è u suruciu abballa.
Quando il gatto non c'è il topo balla.
  • Quannu u piersicu jure, a notte cu ru juarnu se misura
Quando il pesco fiorisce, giorno e notte sono uguali
A marzo (quando il pesco fiorisce) c'è l'equinozio di primavera (la durata del giorno e della notte sono uguali).
  • Quandu chiova e mina biantu vavatinde allu shraviantu.
Quando piove e tira vento trova un riparo. "detto della nonna Pasqualina di Sersale"
  • Quannu è tiampu di vendemmià, zii di cca e niputi di dda. Quannu è tiampu i tagli e puti, nun si vidanu ne zii ne niputi.
Quando è tempo di vendemmia, ti aiutano zii e nipoti. Quando è tempo di pulizia e potatura, non si vedono né zii né nipoti.

R[modifica]

  • Risuni e maccarruna dopu 'n'ura si diijunu.
Il riso e i maccheroni si digeriscono in un'ora.
  • Rutta pe' rutta, ruppimula tutta!
Rotta per rotta, rompiamola tutta! (La situazione non potrebbe peggiorare ancora)

S[modifica]

  • Senza santi no' 'ssi va' 'mparadisu.
Senza santi non si va in Paradiso.
Senza raccomandazioni di potenti (santi) non si ottiene quanto richiesto.
  • Senza sordi no' 'ssi 'ndi cantanu Missi.
Senza soldi non si celebrano Messe.
  • Si hai a serpi nò cercari a raghatina.
Se vedi il serpente non cercare la strisciata.
Quando sei in pericolo agisci subito senza rimuginare.
  • Si l'acqua 'un s'arrimina, fete.[3]
Se l'acqua non viene smossa, puzza.
Meglio agire che aspettare.
  • Si pecura ti fai, lupu ti mangia.
Se ti rendi pecora, il lupo ti mangia.
Se ti comporti in modo arrendevole sarai sicuramente sopraffatto.
  • Si u pò piari l'irtu pii u pinninu.
Se non puoi percorrere la strada in salita (irta), vai per la strada in discesa.
Cambia strategia quando vedi che quella corrente non funziona.
  • Si vue nimicizie 'mpresta dinari e riprinne vizi
Se vuoi inimicizie, presta denari e riprendi i vizi
  • Sulu a ra morte 'un c'è riparu
Solo contro la morte non si può far niente.

T[modifica]

  • Tira cchiù nu pilu all'irtu, ca na corda curi vuai ara scisa!
Tira più un pelo pubico su una salita, che una corda con i buoi in discesa.
L'attrazione sessuale ha una potenza smisurata.
  • Tussa e ammuri non s'ammuccianu
La tosse e l'amore non si possono nascondere.
  • Terra quantu vidi, vigna quantu vivi, casa quantu stai
Terra quanto puoi vederne, vino quanto ne puoi bere, casa quanto ti basta per abitarci.
Sii misurato negli acquisti, nel bere, nel comprare casa.
  • Trippa china canta, no cammìsa nova!
Pancia piena canta, non camicia nuova
Ovvero, "meglio comprare da mangiare che comprare una camicia nuova e non mangiare. Ci sono delle priorità ineludibili.

U[modifica]

  • Uacchiu chi 'un vide, core chi 'un dole
Occhio che non vede, cuore che non soffre
  • 'u bisuognu fa l'uomu latru.
il bisogno fa l'uomo ladro.
  • U bonu jornu si vidi d'a matina
Il buon giorno si vede dal mattino
  • 'U ciucciu 'e due patruni, more d'a fame e d'a site
L'asino di due padroni, muore di fame e di sete
Nessuno può servire contemporaneamente due padroni: o, infatti, odierà l'uno ed amerà l'altro, o si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro.
  • U fissa parra sempre pe primu.
Lo stupido parla sempre per primo.
  • 'U lupu cangia ri pili e no ri vizi.
Il lupo cambia il pelo e non i vizi.
  • U lupu quannu ha bisuognu nesce d'a tana
Il lupo quando ha bisogno esce dalla tana
  • U mare chiù ha, chiù vo
Il mare più ha, più vuole
  • U mònacu chi fuja sapa i fatti soi.
Il monaco che corre sa i fatti suoi.
  • U piru cunchiutu cade sulu.
La pera matura cade da sola.
Certe cose hanno bisogno del loro tempo: quando arriva il momento giusto si accomoda tutto da sé.
  • U vinu 'a vita allonga, ll'acqua accurcia ll'anni.
Il vino allunga la vita, l'acqua l'accorcia.
  • U Signuri 'ngi manda 'u pani tostu a cu nun havi denti
Il Signore manda pane duro a chi non ha denti
La buona sorte capita a chi non ne può godere.
  • U risu ppe na ura te tena tisu
Il riso ti sazia per un' ora

V[modifica]

  • Vai 'chi megghiu toi e facci i spisi
    Va cu chidi megghju i tia e fanci i spisi
Frequenta gente migliore di te e, se è necessario paga per loro.
Cerca di attirare persone migliori di te anche a costo di pagare per loro, avrai in cambio il loro esempio e i loro insegnamenti.
  • Vroccula e predicaturi doppu Pasca perdunu 'u sapuri (Pizzo Calabro)
Broccoli e predicatori dopo la Pasqua perdono il sapore.
Ogni cosa va fatta al tempo giusto.

W[modifica]

X[modifica]

Y[modifica]

Z[modifica]

  • Si vu inchiari u cellearu, zappa e puta u misu e jennearu.
Se vuoi produrre molta uva conviene zappare la vigna nel mese di gennaio.

Note[modifica]

  1. Citato in L'antichi dicìanu, p. 17.
  2. a b c d e Citato in L'antichi dicìanu, p. 7.
  3. a b c d e f g h Citato in L'antichi dicìanu, p.8.
  4. a b c d e f Citato in L'antichi dicìanu, p. 9.
  5. Citato in L'antichi dicìanu, p. 74.
  6. a b Citato in L'antichi dicìanu, p. 10.
  7. Citato in L'antichi dicìanu, p. 101.
  8. Citato in L'antichi dicìanu, p. 47.
  9. a b Citato in L'antichi dicìanu, p. 52.
  10. Citato in L'antichi dicìanu, p. 13.
  11. Citato in L'antichi dicìanu, p. 31.
  12. a b Citato in L'antichi dicìanu, p. 41.
  13. Citato in L'antichi dicìanu, p. 40.
  14. Citato in L'antichi dicìanu, p. 29.
  15. Citato in L'antichi dicìanu, p. 43.
  16. Citato in L'antichi dicìanu, p. 62.

Bibliografia[modifica]

  • Eugenio Chieffallo, Parole e Proverbi, Calabria Letteraria 1991.
  • Antonio Coltellaro, L'antichi dicìanu, Calabria Letteraria editrice.
  • Antonio Coltellaro, Tutti i proverbi calabresi dalla A alla Z, Calabria Letteraria editrice, 2008. ISBN 9788875741679
  • G. Quaranta, Dissimu e dicu, Comune di Anoia.

Voci correlate[modifica]