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Morte e funerali di Stato di Silvio Berlusconi

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I funerali di Silvio Berlusconi nel Duomo di Milano, 14 giugno 2023.

Citazioni sulla morte e funerali di Stato di Silvio Berlusconi.

  • Come rettore, mai avrei pensato di dover prendere una posizione sulla morte di Silvio Berlusconi. Se sono stato, al contrario, costretto a farlo, è a causa della inaudita decisione del governo Meloni di indire tre giorni di lutto nazionale, nei quali le bandiere sugli edifici pubblici dovrebbero essere poste a mezz'asta. [...] l'indicazione di un lutto nazionale per la morte di un ex presidente del consiglio che non sia stato in seguito presidente della Repubblica, non ha alcun precedente. Dunque una scelta politica, non istituzionale. [...] Berlusconi è stato condannato con sentenza passata in giudicato per frode fiscale [...] i conclamati rapporti con cosa nostra [e, infine] cosa dovrebbero pensare le colleghe, e ancor più le studentesse, della mia università, varcando nella soglia sotto bandiere a mezz'asta in onore di chi ha violato sistematicamente la dignità e la parità del corpo e della persona delle donne? (Tomaso Montanari)
  • Dov'eri quando morì Berlusconi, mi chiederanno tra decenni. Ero senza un coccodrillo pronto, perché come si fa ad affrontare la morte d'un pezzo di paesaggio, non sai da che parte prenderla. (Guia Soncini)
  • Il lutto nazionale per Berlusconi è inopportuno e fuori luogo. [...] Penso che il lutto nazionale lo si debba riservare alle personalità che hanno unito il Paese e non a quelle che lo hanno diviso, alle persone che si sono distinte per particolari risultati ottenuti, alle personalità dell'arte e della cultura, a chi ha sacrificato la propria vita per il Paese. Ma trovo inopportuno il lutto nazionale per un presidente del Consiglio che è stato tanto amato ma che è stato anche capace di non farsi amare da altre persone. E che è stato un elemento di divisione su questioni fondamentali, come il senso delle istituzioni, il rispetto della Costituzione, il rispetto nei confronti delle donne, l'immagine del paese in giro per il mondo. Perché il lutto nazionale? Per quale motivo tutte le istituzioni del paese dovrebbero avere una bandiera a mezz'asta e il Parlamento si deve fermare? [...] Siamo in una fase di santificazione, realizzata dalle sue tv ma anche dalla Rai, che non fa bene al paese e che non corrisponde alla verità. (Rosy Bindi)
  • La vera notizia del funerale di Berlusconi è che la solennità di Stato e la santificazione da istituto Luce non hanno coperto la realtà ma l'hanno anzi tristemente evidenziata: assenti i leader mondiali, presenti pregiudicati ed ex galeotti (Dell'Utri, Verdini, Formigoni ecc). (Paolo Berizzi)
  • Rutto Nazionale. (Corrado Guzzanti)
  • Sarà che il Duomo di Milano è più grande della chiesa degli artisti di Roma, ma le regie [...] non mi hanno dato una frazione della soddisfazione di quella dei funerali di Maurizio Costanzo nel farmi capire la geografia politica delle panche. Osservare l'ovvio era facile: nella Milano del Vedovo, Marta Fascina non solo si nota, non solo è vicina a Marina, ma somiglia tantissimo a Leonora Ruffo, che nel film di Risi era colei che tentava invano di prendere il posto di Franca Valeri, che però mica moriva. Si capisce dov'è seduta Maria De Filippi (vicina alla Toffanin), ma non dove sia Francesca Pascale. Per non parlare della prima moglie che nessuno si sogna di didascalizzarmi: molte inquadrature di Veronica Lario [...] che so riconoscere da sola, per la Dall'Oglio mi sarebbe servito del giornalismo divulgativo, e invece niente. Grande soddisfazione mi dà però il commento di Canale 5, che continua per ore dopo la fine del funerale, e dove non manca niente e nessuno. Mimun che precisa che la cravatta che indossa è di Berlusconi [...]. Cesara Bonamici che commenta i palloncini azzurri con «è il colore dell'Italia e del nostro cielo» e sintetizza lo sguardo che Zangrillo rivolge al feretro con «scusa se non sono riuscito a salvarti la vita». [...] Mi tornano in mente i necrologi di chi gli dà anche da morto del lei nonostante ci abbia lavorato tutta la vita [...]. Durante la messa s'invoca un «perché morissimo per sempre» (per vivere in dio o qualche fantasia del genere), e mi torna in mente Ceccarelli che martedì scriveva che Berlusconi faceva gesti scaramantici al fessissimo «siam pronti alla morte» del nostro (orrendo) inno nazionale. Dopo la cerimonia Barbara Palombelli dice che insomma, parliamo sempre male dell'Italia, ma questa favolosissima cerimonia ci ha dimostrato che «è un grande paese, Milano è una grande città», e mi viene da ridere e mi si concretizza il sospetto d'avere un problema coi riti e i cerimoniali. (Guia Soncini)
  • Sono andato in piazza del Duomo a Milano per vedere i funerali di Berlusconi. Mi aspettavo di partecipare a un evento storico [...]. E invece quello che ho visto in piazza – senza aver visto le dirette televisive, senza avere ascoltato i talk show, senza avere letto le 40 pagine dedicate da ogni quotidiano alla morte di Berlusconi e avendo evitato il più possibile i social – è stato un evento poco partecipato, poco emozionante ed emozionato, in definitiva molto triste: un finale minore per un'epoca intera e per una vita sgargiante e chiassosa che, comunque la si giudichi, ha avuto una sua grandiosità. [...] piazza del Duomo è apparsa a chi c'era molto più vuota che per qualsiasi evento di qualsiasi radio privata, influencer, manifestazione o partita. [...] però intanto ogni televisione, sito e giornale parlava di marea e gonfiava i numeri, per giustificare la pompa con cui stava dando la notizia. [...] Gran parte del sistema dell'informazione italiano, di destra e di sinistra, di Berlusconi, pro Berlusconi o anti Berlusconi, ha raccontato che in piazza Duomo ci siano state 15mila persone. Se lo erano lo sono state solo di passaggio. [...] Per spiegarmi questa corsa collettiva e spontanea a gonfiare i numeri non trovo una ragione più plausibile dell'esigenza di ingigantire il nemico in modo da poter giustificare il proprio ruolo e il proprio racconto, a ulteriore dimostrazione del solco sempre più profondo tra informazione e spettacolo, tra informazione e verità, tra informazione e pubblicità. E mi sembra questo l'esito più paradossale e coerente del berlusconismo, la vittoria della sua visione pubblicitaria del mondo e dell'Italia, cioè della politica e della storia come messe in scena [...]. Intorno al corpo di Berlusconi [...] è andata in scena un'ultima gara ad accaparrarsene un brandello per brillare, un'ultima volta, della sua capacità di tramutarsi in spettacolo. Ma quel che è più triste [...] è che passeggiando per piazza del Duomo, con l'emozione di uno che [...], comunque, saluta un uomo che ha scandito tutta la sua vita adulta, non ho avvertito nessuna particolare emozione. Non tanto mia, collettiva. Mi è parso che il sentimento dominante sia stato una stanca curiosità [...], per farsi qualche selfie e vedere chi c'era. Ma i tifosi del Milan erano molti di più dei sostenitori di Forza Italia, a dimostrazione del nulla lasciato in politica e di quali invece siano le imprese che restano [...], quelle per cui molti pensano valga la pena di prendere un giorno di ferie, pur di esserci e ringraziare. (Giacomo Papi)

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