Nadežda Jakovlevna Mandel'štam

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Nadežda Jakovlevna Mandel'štam, 1922

Nadežda Jakovlevna Mandel'štam (1899 – 1980), scrittrice russa.

Citazioni di Nadežda Mandel'štam[modifica]

  • Se non rimane altro bisogna urlare. Il silenzio è un autentico delitto contro il genere umano.[1]

Citazioni su Nadežda Mandel'štam[modifica]

Elisabetta Rasy[modifica]

  • Per quei soldi ogni tanto litigano. Al mercato un giorno Nadežda ha in tasca tre rubli sufficienti per comprare la carne, ma Osip vede degli iris di uno sfolgorante color violetto e li desidera; Nadja sta per comprarne uno, ma lui li vuole tutti... tutti o niente...
  • Quando Nadežda e Osip si conobbero, tutto intorno a loro cambiava nome e destinazione: le città, le vie, le piazze. Anche il tempo. All'inizio dell'anno successivo alla rivoluzione vennero tolti ai russi quindici giorni di vita: i bolscevichi decisero di passare dal calendario giuliano a quello occidentale gregoriano, così il 31 gennaio 1918 divenne il 14 febbraio 1918. Lì per lì quel taglio non sembrò granché, ma le date di nascita cominciarono a vacillare.
  • Stasera mangia controvoglia, Natal'ja Ivanovna deve insistere, lo fa scherzando come sempre, ma stasera sono scherzi senza sorriso. Quando si allontana, Nadežda la richiama nella stanza, vuole le sigarette oppure i fiammiferi, dell'acqua se non può avere del gin. È capricciosa e imperiosa come sempre, ma Natal'ja crede che stavolta invece siano tutte scuse perché non ha voglia di restare sola. In genere Nadežda alla solitudine non ci fa caso, ma stasera la situazione è diversa. Stasera sta per avverarsi uno dei suoi desideri, ora Nadežda lo sa, ne è certa: morirà nel suo letto.

Note[modifica]

  1. Citato in Enzo Biagi, Russia, Rizzoli, Milano, 1977, p. 179.

Voci correlate[modifica]

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