Nello Ajello

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Nello Ajello (1930 – 2013), giornalista e saggista italiano.

Citazioni di Nello Ajello[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • [Sul caso Moro] La fermezza è dunque giusta. Ma essa risulterà ancor più giusta se sarà accompagnata da concreti segnali, i quali indichino che lo Stato, nel cui nome viene invocato ed esercitato il rigore, vuole rigenerarsi.[1]
  • La questione comunista è al centro della politica italiana e lo rimarrà probabilmente ancora a lungo.[2]
  • [Su Giorgio Manganelli] Egli è stato un autentico eversore d'epoca (e mi pare di scorgere la beatitudine che gli avrebbe procurato la rettifica). «Volemose male» sembra il motto ideale che sorregge i suoi pensieri sull'Italia. Ogni volta, «l'imbarazzante penisola» viene da lui presa a ceffoni. Egli esecra la famiglia: gli pare fondata sul sadismo. Detesta i democristiani, che «credono nella fine del mondo», e lo maneggiano «nelle more della sua scomparsa». Sferza la televisione, invereconda «scatola dell'anima».[3]

Citazioni su Nello Ajello[modifica]

  • Il ruolo così fortemente ed efficacemente svolto da Ajello si è collocato al confine tra giornalismo, cultura e politica. Le sue analisi critiche sulle politiche culturali, anche e in particolare del Pci, hanno lasciato il segno per la loro accuratezza e acutezza. (Giorgio Napolitano)

Note[modifica]

  1. Da Fermezza su tutti i fronti, L'Espresso, 30 aprile 1978.
  2. Citato in Nello Ajello ha vinto il premio Acqui Storia, La Stampa, 25 novembre 1979.
  3. Da Il nostro amico Manganelli, la Repubblica, 28 maggio 2010.

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