Novellino

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Citazioni sul Novellino, raccolta di novelle fiorentine di fine Duecento.

Giorgio Manganelli[modifica]

  • Agli inizi della nostra letteratura narrativa, ai margini degli ultimi documenti notarili e dei libri di storia e di pietà rifatti sui grandi ed ormai sconciati testi dell'antichità, si colloca, direi si acquatta un minuscolo classico, familiare e difforme: il Novellino. Con la sua strana furbizia da svelto e mimetico felino letterario, questo libretto ha accettato con grazia questo titolo felicemente infantile, assolutamente spurio e gradevolmente deviante. A cominciare dal titolo, questo libretto è un enigma.
  • Due notizie possiamo dare per certe su questo testo: che è fiorentino, come ci avverte la lingua, e che venne scritto all'incirca tra il 1280 e il 1300: lo dimostrano le allusioni a personaggi di cui conosciamo opere e vita. Dunque, il Novellino sta subito alle spalle di Dante: assai simile il linguaggio, una folla di personaggi troviamo nel Novellino che ritroveremo nella Divina Commedia; psicologicamente, questo libro manda bizzarramente a Dante, alle sua angosce arcaiche; non al Boccaccio, né al lontanissimo Sacchetti.
  • Il Novellino dà l'impressione di un solaio narrativo nel quale si può trovare di tutto, squisitezze e schegge inservibili, una spada di Toledo, una vecchia macchina da scrivere, un fantasma che ha disimparato a parlare, l'ultima salma impagliata di un animale definitivamente scomparso dalla faccia della terra.

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