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Prassitele

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Satiro in riposo, copia romana dei Musei Capitolini

Prassitele (400/395 a.C. – 326 a.C.), scultore greco antico.

Citazioni su Prassitele

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  • Apostolo entusiastico della bellezza, la fa, come nessun altro mai, trionfare in ogni sua opera, florida, radiosa, immortale. A così affinato sentimento della forma meno si addice l'austero bronzo; il marmo è il materiale prediletto di Prassitele su cui egli impera sovrano. Sotto la mano di lui se ne avviva d'incanto la superficie, guizzano mille luci e riflessi e sfumature, vibrano piani e passaggi tenerissimi, quasi impercettibili al tatto. E su tutto ciò si spandeva una policromia che rendeva più vivide le carni, smaglianti le vesti, aurea la chioma. E, virtuoso dello scalpello, contrappone allo splendore del nudo non pure i capelli or morbidi or ispidi, ma anche le rozze nebridi ferine, i molli tessuti dei mantelli, e, nelle figure di Eros, lo sfondo opaco delle grandi ali. (Emanuel Löwy)
  • [Dopo aver illustrato le caratteristiche dell'arte di Scopas] Dalla mano di Prassitele escono invece figure calme, graziose, sorridenti di divinità: Afrodite benigna e voluttuosa, Eros giovinetto; Apollo pure adolescente o efebico, le Muse, Dioniso barbuto, con Satiri ragazzi, Hercules intento alle cure del fratellino Dioniso ed altre ed altre soavi figure che sono come fiori dalle tinte delicate, dal grato profumo, i quali si uniscono e si fondono in un solo assieme di una sola intonazione di colori e di odori. (Pericle Ducati)
  • I suoi compassi misuravano ponti | e amanti | e certi altri sovrumani che | lui coglieva lungo il loro cammino polveroso | verso la morte | Così loro non la raggiunsero mai | Potete ancora quasi vedere | il loro respiro | I loro occhi di pietra che guardano | attraverso tremila anni | placano la nostra paura di invecchiare. (Lawrence Ferlinghetti)
  • Prassitele si accostò al vero, se crediamo a Quintiliano, però senza dar nello scoglio de' naturalisti, ch'è d'imitarlo senza scelta. Anzi le sue opere eran bellissime per consenso comune degli scrittori; piene di espressione, piene di movenza, e par che il suo talento prevalesse nel delicato; trovandosi così lodata la sua Diana, e il suo Bacco, e i due Cupidi, e le due Veneri uguagliate al cielo. (Luigi Antonio Lanzi)
  • Scopa e Prassitele: quanto contrasto in due artisti quasi contemporanei! In Scopa tutto patetico, eccitato, tutto azione, in Prassitele pace, abbandono assorbimento. Le figure di Scopa riottose con capo supino, quelle di Prassitele dimettono il volto. Quadrati, angolosi i crani scopadei, ovali, tondeggianti i prassiteleci. Aperta la bocca scoprente i denti nel primo, socchiusa con soave sorriso nell'altro. Scopa sprofonda l'occhio nell'orbita, lo sbarra, ne distacca recisamente le palpebre, Prassitele lievemente lo addentra, lo allunga, quasi fonde la palpebra col bulbo. (Emanuel Löwy)
  • [Nel Satiro giovinetto a riposo] Si ha lo schema prettamente prassitelico, per cui s'innalza la funzione statica dell'appoggio laterale della figura a funzione necessaria, e pel concetto e per la forma dell'opera creata; così viene a costituirsi quella linea flessuosa del corpo, quel molle abbandono che, unitamente alla dolce espressione del volto, tanto ci attrae nelle soavi creazioni prassiteliche. (Pericle Ducati)

Opere

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