Questa volta parliamo di uomini

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Questa volta parliamo di uomini

Immagine L'impiegato 9.jpg.
Titolo originale

Questa volta parliamo di uomini

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1965
Genere commedia
Regia Lina Wertmüller
Soggetto Lina Wertmüller
Sceneggiatura Lina Wertmüller
Produttore Pietro Notarianni
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Questa volta parliamo di uomini, film del 1965, con Nino Manfredi, regia di Lina Wertmüller.

Incipit[modifica]

Il giovane chimico Carlo Longi vincitore di un posto di assistente all'Istituto di Malattie Tropicali era stato gentilmente ospitato, al suo arrivo a Roma, in casa di un amico in villeggiatura. (Scritta sovrimpressione)

Frasi[modifica]

  • L'onore è un lusso. (Industriale)
  • Ora si riattacca con San Gennaro. T'ho detto mille volte, non tirà in ballo i tuoi santi personali, capito? Io so devoto a San Geresio, quindi con gli altri nun se ragiona. (lanciatore di coltelli)
  • Ma perché amore mio, ti metti in queste avventure? Con Perrini, poi. Un assassino, un vero criminale deve essere un super intelligente. Uno scienziato, quasi un genio. Perrini non sa fare nemmeno a memoria che so... il calcolo algebrico della disintegrazione dell'atomo. Quanto di meno adatto come complice. (Uomo superiore)
  • Con il mio piede, nella penombra, non vedo il gradino svitato e casco. Lì tu, per quanto cretina, se vuoi fare di queste cose, un minimo di coraggio lo devi avere per forza, prendi la mia pistola. (Uomo superiore)
  • Invece di dedicarti a considerazioni così idiote, dovresti accorgerti che al mio piano, manca uno dei pilastri fondadmentali del vostro progetto: l'assicurazione. Date retta a me: lasciatela perdere l'assicurazione. Quelli non li freghi. È statisticamente provato che non li freghi. Prima di pagare, vi scorticano vivi. (Uomo superiore)
  • Adesso non lavuriamo, perché aspettiamo il lavoro. Addomani nui scioperiamo e quindi non lavuriamo per principio che è tutta n'altra cosa. (Contadino)
  • La femmina vestita dev'essere una fronda, spogliata dev'essere tonda. (Contadino)

Dialoghi[modifica]

  • Uomo 1 al funerale: Eh, che perdita. Era veramente una persona eccezionale, non le pare?
    Uomo 2 al funerale: Mah, non so.
    Uomo 1 al funerale: Perché non lo conosceva?
    Uomo 2 al funerale: Sì, sì. Lo conoscevo. Ma come si fa a dirlo.
    Uomo 1 al funerale: Ma guardi che questo era un puro.
    Uomo 2 al funerale: Ma come si fa a riconoscere la purezza di un uomo?
    Uomo 1 al funerale: Come sarebbe?
    Uomo 2 al funerale: Quanti uomini solo ricoperti da un abito di rispettabilità, vengono considerati puri? Ci sono anche uomini che potrebbero mostrarsi fisicamente nudi e rimanere puri. Però se ne incontriamo uno per strada diciamo che è un pazzo.
  • Industriale: Li hai rubati!?!
    Moglie dell'Industriale: Li ho presi.
    Industriale: Sei una ladra!
    Moglie dell'Industriale: Ma no, Federico. Non è una questione di lucro. Sono tutti lì, non vedi?
  • Industriale: Hai rubato anche i soldi.
    Moglie dell'Industriale: No, i soldi non li rubo.
    Industriale: Ah, non li rubi?
    Moglie dell'Industriale: No.
    Industriale: E com'è che...
    Moglie dell'Industriale: Quelli vengono dalle lettere anonime.
  • Moglie dell'Industriale: Poi vendiamo tutto. Se non ci riusciamo, pazienza, eh. Non importa amore. Vivremo da poveri. Ce ne sono tanti di poveri. Scusa, ma non ci sono più poveri che ricchi? Vuol dire che ci arrangeremo. Una pensioncina, una camera ammobiliata, una mansardina.
    Industriale: E già, la mansardina. Tu vedi La bohème con le scene di Zeffirelli.
  • Uomo superiore: Oh, tu poi non sai fare la minestra.
    Moglie dell'Uomo superiore: Perché? È salata?
    Uomo superiore: C'è una percentuale di cloruro di sodio maggiorata dell'80%, quindi fa schifo. Ed è fredda, come un cadavere.

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