Roberto Pruzzo

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Roberto Pruzzo nel 1972

Roberto Pruzzo (1955 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio italiano.

Citazioni di Roberto Pruzzo[modifica]

  • Cosa mi resta della mia carriera da centravanti? I gol sbagliati e le sconfitte. Delle vittorie ho goduto poco, perché sono subito volate via. Le sconfitte no, sono rimaste qui. E ancora ci combatto. La retrocessione in B del Genoa causata anche da un mio rigore sbagliato e la finale di Coppa Campioni persa con il Liverpool (nonostante il mio gol...) ancora mi vengono a trovare ogni tanto.[1]
  • [Sull'esperienza nella Roma] ...due anni prima, dovevo andare alla Juventus. Poi c'è stato il Milan. Alla fine Moggi ha avuto un'intuizione fantastica, ovvero pensare che anche a Roma si potesse vincere lo scudetto. Hanno lavorato bene e si sono mossi per allestire una squadra importante. Il primo anno, però, è stato drammatico, la squadra non c'era, ci siamo salvati dalla retrocessione per un mio gol. [...] È cambiato tutto nel giro di poco tempo. Con l'arrivo di Viola e Liedholm, la Roma ha cambiato pelle. [...] Ogni anno arrivavano giocatori importanti, uno o due alla volta, per continuare nella crescita del gruppo. Con Liedholm alla guida, la mentalità è cambiata e abbiamo cominciato a vincere.[2]
  • Non pensavo di diventare un calciatore, giocavo per divertimento e l'idea di firmare un contratto mi convinceva poco [...]. Poi tutto cominciò a correre, mi trovai in prima squadra [al Genoa] e la passione diventò un lavoro.[3]
  • [Sull'esultare dopo un gol togliendosi la maglia] Non so se fui il primo nel mondo, ma sicuramente in Italia sì. Nel 1986 in un Roma-Juventus mi tolsi la maglia dopo un gol perché volevo consegnarla ai tifosi. È un gesto simbolico, la maglia è di tutti coloro che sono legati ad una squadra di calcio. [...] Non si può punire chi agita la maglia verso i propri tifosi, è un gesto che viene da dentro.[4]

Citazioni su Roberto Pruzzo[modifica]

  • In campo Roberto era un burbero: borbottava e rimproverava spesso anche i suoi compagni. A parole, cercava sempre di metterti pressione. (Sergio Brio)

Note[modifica]

  1. Da Bomber – La storia di un numero nove normale (o quasi); citato in Alessandro Catapano, Pruzzo e le sue confessioni: "A volte penso al suicidio...", Gazzetta.it, 4 dicembre 2014.
  2. Da un'intervista a Calcio 2000; citato in Chiara Biondini, Pruzzo: "Con l'arrivo di Viola e Liedholm, la Roma cambiò pelle", Tuttomercatoweb.com, 19 marzo 2015.
  3. Citato in Diego Mariottini, Roberto Pruzzo: i 60 anni del "bomber", Gazzetta.it, 1º aprile 2015.
  4. Da un'intervista al Corriere dello Sport – Stadio; citato in Roma, Pruzzo: "Fui il primo a esultare togliendomi la maglia. La regola è da cambiare", Asromalive.it, 6 novembre 2012.

Bibliografia[modifica]

  • Roberto Pruzzo, Bomber – La storia di un numero nove normale (o quasi), con Susanna Marcellini, Ultra, Roma, 2014. ISBN 978-88-6776-139-5

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