Sali Berisha

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Berisha nel 2006

Sali Ram Berisha (1944 – vivente), politico albanese.

Citazioni di Sali Berisha[modifica]

Intervista di Ideazione

da Intervista a Sali Berisha, Ideazione.com, giugno 1998

  • [Sulla Anarchia albanese del 1997] È proprio sulla crisi delle finanziarie che si è innestata la spirale di violenza, scatenata dagli agit-prop comunisti per la conquista del potere. Mentre le bande mafiose davano l’assalto alle caserme e alle carceri, gli ex agenti della Sigurimi - la polizia segreta di Enver Hoxha - diffondevano la voce, in Albania e all’estero, che il Partito Democratico aveva costruito le società piramidali e si era arricchito rubando milioni di dollari agli ignari investitori.
  • Tutti sapevano, per esempio, che Fino era in combutta con la mafia dei carburanti di Argirocastro. Eppure, anche in Italia, lo avete scambiato per un grande statista.
  • Senza una sconfitta delle mafie non ci sarà alcun futuro per l'Albania. Quando nel '92 vinsi le prime elezioni libere, il Paese era a pezzi. Eppure dissi che il problema numero uno non era la crisi economica, ma il ristabilimento dell'ordine pubblico. Adesso ci ritroviamo nella stessa situazione di anarchia, anzi, stiamo peggio di allora. Il crimine organizzato dilaga ed ora è anche super-armato: durante la rivolta dello scorso anno sono spariti dalle caserme oltre un milione di fucili e altrettante cartucce, un centinaio di bazooka, circa 200 mitragliatrici pesanti, bombe di ogni tipo e persino una quindicina di carri armati. E, naturalmente, a questo governo screditato e connivente nessuno pensa di restituire neanche un bossolo.
  • Della demolizione della mia persona e dell’enfatizzazione della rivolta Raitre ne aveva fatto addirittura una bandiera, divenendo praticamente il megafono dei comunisti albanesi. Erano così faziosi che mi ricordavano la tv dei tempi di Enver Hoxha.
  • È vero, a dare il via alla rivolta armata sono stati piccoli gruppi di banditi. Ma la loro sommossa trovava terreno fertile nel malcontento popolare per il crac delle finanziarie. Un malcontento - lo avevo dichiarato pubblicamente - che doveva essere convogliato nelle urne, alle quali volevo affidare il giudizio del Paese sul mio operato e su quello del mio governo. Ma la rivolta, sulla quale la criminalità e i comunisti gettavano benzina, è divenuta ben presto incontrollabile.
  • Il conflitto è già incominciato. A metà marzo, per la seconda volta, gli abitanti del Kosovo avevano pacificamente votato per loro indipendenza, da raggiungere attraverso il dialogo politico. Milosevic ha colto così l'occasione per imprimere un ulteriore giro di vite, massacrando decine di civili inermi.
  • Dire agli albanesi del Kosovo che non avranno mai diritto all'autodeterminazione, è stupido, è un nonsenso politico. Come è altrettanto folle promettere l'indipendenza. L'unica soluzione alla crisi kossovara passa attraverso l'armonizzazione di queste due tesi contrapposte. Ciò che è stato raggiunto nel nord della ex Jugoslavia a prezzo di guerre sanguinose, nel sud deve essere ottenuto con mezzi pacifici. Del resto qui non è più in gioco la "Grande Serbia": il sogno di Milosevic è definitivamente svanito in Bosnia, dove il 25% della popolazione è di etnia serba. Il Montenegro, ad esempio, pur facendo parte della federazione jugoslava, ha oggi molta più autonomia di quella che aveva il Kosovo nel '74, ai tempi di Tito. Inoltre, nel Kosovo i serbi sono soltanto il 2% della popolazione. Dunque il richiamo del sangue non c'entra nulla, in ballo c'è soltanto la lotta per il potere in corso a Belgrado, dove la gente non ne può più della crisi economica, dell’embargo e di una folle dittatura.
  • Ormai Nano si vede solo coi suoi, ha abolito persino le conferenze stampa. Per il bene dell’Albania, si faccia finalmente da parte.

Intervista de Le Courrier des Balkans

da Albania: intervista a Sali Berisha, Balcanicaucaso.org, 13 luglio 2005

  • Dappertutto nel mondo esiste la corruzione, ma l'Albania è il solo paese d'Europa in cui la corruzione è stata eretta a sistema.
  • L'Albania è diventata un protettorato del crimine organizzato, diretto dal governo.
  • Io m'impegno per l'avvenire, non per ciò che è stato. L'obiettivo è sconfiggere la corruzione nel mio governo. Comunque, non ci saranno leggi di amnistia.
  • Prima di entrare in politica, ero un ricercatore. Nella ricerca, si impara sempre dai propri errori. L'uomo deve superare sé stesso.
  • In questo momento, il Kossovo è un Paese libero. Io ho sostenuto una giusta causa. Anche se talvolta mi è stato rimproverato il mio impegno, ho avuto ragione. Comunque, il Kossovo e l'Albania sono due Paesi differenti. Ora il Kossovo ha i suoi dirigenti eletti. Quando devo esprimermi in merito al Kossovo, io insisto soprattutto sul necessario rispetto delle minoranze. In ogni caso, è necessario che il Kossovo si consolidi, è indispensabile per la stabilità dell'intera regione, ma questa evoluzione dipende da un negoziato tra la società del Kossovo e la comunità internazionale.
  • L'Albania e gli Albanesi hanno un destino: unirsi all'Unione europea e alla Nato.
  • L'unico vero modello costituzionale è quello degli USA: un testo corto, che parla in nome del popolo.
  • Io avevo principalmente due sogni. Che l'Albania fosse liberata dalla dittatura, e che la mia nazione fosse libera, qui e in Kossovo. Siamo riusciti anche a vanificare i giochi del governo sulle elezioni. Io farò di tutto perché l'Albania diventi una nazione democratica come le altre.
  • Ho sempre riflettuto prima di decidere. Sono un uomo che sa prendere decisioni. Ero un cardiologo, e la vita di un essere umano dipendeva dalle mie decisioni.

Intervista di Euronews

da Albania: intervista a Sali Berisha, Intervista a Sali Berisha, primo ministro dell'Albania, 16 maggio 2008

  • Credere che la Serbia sia un paese piu’ sicuro per i visti rispetto all’Albania è molto, molto irrealistico.
  • Nessuno è cosi ingenuo da illudersi che i peggiori criminali di guerra possano diventare angeli dall’oggi al domani: sono e restano un bastione del crimine organizzato dovunque si trovino. Il crimine organizzato è in simbiosi con il potere politico nei Balcani? Si per ragioni economiche e politiche.
  • I vecchi schemi sono dietro le spalle. La Russia se vuole avere ancora un ruolo deve adattarsi alla nuova situazione.

Intervista de Il messaggero

da Albania nel caos, Sali Berisha: «Paese in mano ai narco-politici», Ilmessaggero.it, 17 Febbraio 2019

  • [Su Edi Rama] Deve dimettersi e lasciare spazio a un governo di transizione che gli impedisca di gestire e manipolare il voto. Non ci sarà un avvenire per l'Albania se non sarà ristabilita la libertà di voto. A Tirana oggi governano banditi e narcotrafficanti.
  • Con Rama elezioni libere non sono possibili.
  • La violenza vera è violare il diritto di voto.
  • Edi Rama è l’uomo che ha protestato pubblicamente contro l’ingresso di Tirana nella Nato, ha bloccato per due anni lo status di candidato dell’Albania all’ingresso nella UE perché non faceva votare tre leggi per le quali poi è arrivato il consenso della commissione europea. E non rispetta alcuna regola europea. Ha strettissimi legami con criminalità e traffico di droga. E coltiva la vecchia idea dei comunisti albanesi del “crimine utile”. Discende dall’alta nomenklatura comunista di Hoxa, suo padre era nel presidium, e “firmò” l’impiccagione di un poeta dissidente.
  • Edi Rama ha aperto il Parlamento agli assassini. La mia uscita di scena è senza ritorno. Ma farò di tutto perché gli albanesi votino come tutti i cittadini europei. Siamo l’unico paese in Europa con una semi-dittatura come in Venezuela.

Citazioni su Sali Berisha[modifica]

  • Berisha è entrato a casa nostra dalla porta di servizio. Era un fanatico comunista e già da allora faceva l'impossibile per ottenere con esagerato zelo il potere. (Nexhmije Hoxha)
  • Dice pure che l’unico modo per mandarmi via è una pallottola in fronte, ma non voglio commentare. E poi l’Albania ai tempi di Berisha bruciava. Vuole solo ostacolare la riforma della giustizia. (Edi Rama)
  • Le bande armate infatti sono state lo strumento preferito del regime di Sali Berisha e del suo partito che per circa 10 mesi, dalle elezioni-broglio del maggio '96 in poi, hanno terrorizzato le forze d'opposizione, intimidito i leader, braccato gli intellettuali, incendiato sedi di associazioni e di giornali indipendenti. (Tommaso Di Francesco)
  • Questo regime di Sali Berisha non rispetta né leggi né diritti umani. Oggi, in Albania il potere è nelle mani dei fascisti e antidemocratici, che contro i manifestanti hanno mobilitato e armato tutte le forze di polizia, di sicurezza statale (lo Shik - Servizio informativo nazionale) e dell'esercito. (Nexhmije Hoxha)

Altri progetti[modifica]

  • Citato in "Basta pane, Sarajevo vuole armi", La Repubblica, 2 dicembre 1992