Shōgo Makishima

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Shōgo Makishima

Universo Psycho-Pass
Nome originale

聖護 槙島
Shōgo Makishima

Autore Gen Urobuchi
1ª apparizione in Episodio 1
Voce originale
  • Takahiro Sakurai
Voce italiana

Shōgo Makishima, personaggio di Psycho-Pass.

Citazioni di Shōgo Makishima[modifica]

Nell'anime[modifica]

  • Anche i bei fiori, prima o poi, appassiscono e cadono: è il fato di ciò che è animato dal soffio vitale. Stando così le cose, è comprensibile che qualcuno voglia fermare il tempo, immortalando la vita nel suo pieno rigoglio; tuttavia, se tu avessi provato nei suoi confronti lo stesso amore che si prova per una figlia, avresti ucciso la creatura per cui hai pianto fino ad accecarti?
  • Cartesio sosteneva che le persone che non sanno prendere una decisione o sono vittime di eccessiva bramosia oppure mancano d'intelletto.
  • Esiste qualcuno che non sia solo in questa società? L'era in cui si forgiava il proprio ego sulla base delle relazioni sociali è finita da un pezzo. Adesso che tutti vengono controllati a vista e seguono le norme imposte dal sistema non c'è più spazio per le cerchie sociali, ognuno si è lasciato addomesticare dalla propria quiete personale restando all'interno di una cella d'isolamento.
  • Io credo che gli esseri umani acquisiscano valore solo quando agiscono secondo il proprio libero arbitrio. Per questo ho deciso di mettere alla prova la volontà di quelle persone, e sono rimasto a guardare cosa succedeva.
  • La giustizia è soggetta a contestazione, la forza è riconoscibilissima e senza dispute: proprio per questa ragione non è stato possibile concedere la forza alla giustizia.
  • [Parlando di Rikako Oryo] La sua vita era come quella delle bestie, non aveva nessuna pietà. Ora è morta anche lei, e sarà degna della pietà degli uccelli.
  • Ormai l'analisi dello spettro energetico degli organismi viventi può rivelare quello che si nasconde nell'animo di un uomo. Il genio scientifico ha finalmente messo a nudo i segreti della mente umana, determinando il cambiamento della società. Tuttavia, nel giudizio del Sibyl non viene contemplata la volontà individuale, perciò mi chiedo: con quali criteri riuscite a distinguere il bene dal male?
  • Più che un sistema amministrativo, non è una gigantesca prigione? Un panopticon. La peggior forma di sorveglianza da un unico punto di osservazione, controllo totale dei detenuti con il minimo del personale: ecco cos'è il Sibyl.
  • Quando si trovano faccia a faccia con il terrore, gli uomini mettono alla prova la propria anima: che cosa vogliono veramente dalla vita, per quale motivo pensano di essere venuti al mondo... tutte queste domande trovano risposta.
  • Tutti sono soli. Tutti sono vuoti. Ormai, nessuno ha bisogno degli altri. Qualunque talento personale può essere rimpiazzato, qualunque relazione può essere rimpiazzata: e io non potevo certo tollerare un mondo del genere.
  • Un libro non serve solo a leggere le parole che racchiude, ma è anche uno strumento molto utile per calibrare la propria sensibilità. [...] A volte, quando stai male, non c'è verso di assimilare il contenuto di ciò che stai leggendo, te ne stai li a riflettere su cosa stia ostacolando la tua lettura... eppure ci sono libri che riesci a comprendere senza sforzo anche quando ti senti poco bene: viene da chiedersi perché, vero? Io credo che dipenda da una sorta di accordatura mentale, e che nell'aggiustare l'accordatura giochino un ruolo fondamentale la sensazione dei fogli di carta sotto le dita e l'impulso trasmesso al tuo cervello nel momento in cui volti le pagine.