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Psycho-Pass

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Psycho-Pass

Serie anime

Immagine Psycho-Pass logo.jpg.
Titolo originale

Saikopasu

Lingua originale giapponese
Paese Giappone
Anno

2012

Genere fantascienza, thriller
Stagioni 3
Episodi 22
Ideatore Gen Urobuchi
Regia Naoyoshi Shiotani
Sceneggiatura Gen Urobuchi, Makoto Fukami, Aya Takaha
Doppiatori italiani

Psycho-Pass, serie televisiva anime del 2012.

Citazioni tratte dalla serie

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Frasi ricorrenti

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  • Un mondo dove la condizione psicologica e le tendenze caratteriali delle persone possono essere misurate e trasformate in numeri. Ogni disposizione psicologica viene registrata e controllata, e questa misurazione, che determina un criterio di giudizio sull'animo degli individui, è conosciuta dalla gente come PSYCHO-PASS (cartello che appare al termine degli episodi)

Episodio 1, Coefficiente di criminalità

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  • Quelli che stai per incontrare non sono esseri umani come noi: sono individui con disturbi di personalità e un coefficiente di criminalità dello Psycho-Pass che supera una certa soglia. Elementi del genere andrebbero tenuti in isolamento come criminali latenti, ma a loro è stata concessa la facoltà di dare la caccia ai delinquenti ed è l'unica attività sociale che possano svolgere. Sono cani da caccia, sono bestie che predano altre bestie: li chiamano "esecutori", e saranno i tuoi diretti sottoposti. (Ginoza, all'arrivo degli esecutori sulla scena del crimine, mentre parla con Akane)
  • Akane [rivolta a Masaoka e Kōgami]: Ma, non si fa un briefing? Non dovremo consultarci, voglio dire che so, per discutere il piano d'azione...
    Kōgami: È molto semplice: noi cacciamo la preda e tu ci supervisioni, non c'è nient'altro da aggiungere.
    Akane: No, volevo dire... in termini più concreti.
    Masaoka: In termini più concreti ci pensiamo noi, al di là delle apparenze siamo professionisti specializzati.
    Kōgami: Ti avviso, ognuno di noi ha il suo stile. Ma l'ispettore qui sei tu, e ti assumi tutte le responsabilità, perciò se non ti piace il mio modo di agire... [indica il Dominator di Akane] mi spari con quella.
    Akane: Cosa?
    Kōgami: Siamo criminali latenti come l'obiettivo, perciò il Dominator funziona anche con noi.
  • Masaoka: Circolano parecchie voci su di te, sai? Eri la prima della classe al corso professionale.
    Akane: Be', in effetti...
    Masaoka: Te lo dico anche a costo di sembrarti invadente, faresti meglio a dimenticare quello che hai imparato lì: quando sei per strada non serve più a niente. Trovi che quello che dico non ha alcun senso, vero? Ma se ti fermi a rifletterci con calma, in realtà, nulla del lavoro che facciamo ha veramente un senso. Chi sei, che cosa pensi, che cosa desideri... nella nostra epoca tutto ciò che abbiamo nell'animo può essere previsto dalle macchine, nonostante questo c'è tanta gente pronta a odiare, a ingannare e a ferire il suo prossimo. Se questo non è insensato, dimmi che cosa lo è. Le nozioni che hai imparato fino adesso seguono una logica astratta, ma presto dovrai renderti conto che sono tutte assurdità... Be', almeno sai che cosa ti aspetta.

Episodio 2, Chi è capace

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  • «Ciò che va fatto compete a chi è capace di farlo.» È questo il grande privilegio che il Sibyl System offre all'umanità. (Yuki)
  • Masaoka [cerca l'uomo con lo Psycho-Pass alterato]: Ah, eccolo là, dietro quella colonna sulla destra...
    Akane: Come fa a capirlo senza nemmeno usare lo scanner?
    Masaoka: La bestia fiuta sempre l'odore dell'altra bestia.
  • Akane: Può davvero riconoscere i criminali latenti?
    Masaoka: Di solito quando incontro qualcuno che ha delle cattive intenzioni io lo intuisco al volo; che si tratti di commettere reati oppure di... di sventarli, entrambi questi talenti hanno a che fare con il mondo del crimine: ed è il motivo per cui anche il mio coefficiente di criminalità è così spaventosamente alto. Ed è anche il motivo per cui mi trattano come un cane da caccia usato solo per il lavoro sporco.
Un cane da caccia
  • È da molto tempo ormai che sono un esecutore. L'istinto del cane da caccia pronto ad abbattere la preda così come gli viene ordinato, senza un dubbio o un'esitazione, ormai è radicato nelle mie mani. Obbedendo ciecamente a quella pistola ho sparato a molti criminali latenti, convinto che fosse per il bene della società; per tutto questo tempo ho sempre accettato la logica del sistema senza pormi domande, dimenticando perfino di riflettere sul significato di ciò che stavo facendo. Quante sciocchezze, eh? Il compito di un agente di polizia non dovrebbe essere dare la caccia alla gente, ma proteggerla. [...] Tu hai giudicato da sola cosa fosse giusto fare, hai anteposto la giustizia al tuo dovere: chissà, forse con un capo come te potrò piantarla di fare il cane e mettermi a lavorare come investigatore... (Kōgami, rivolto ad Akane)

Episodio 3, Tecniche di allevamento

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  • Gli stupidi imparano dalle proprie esperienze, mentre i saggi imparano dalla storia. Mi auguro di cuore che tu non sia una stupida. (Ginoza, rivolto ad Akane)
  • Gli stupidi devono imparare con il metodo degli stupidi, ovvero con le esperienze. Sarà la tua scorciatoia per capire come stanno le cose. (Ginoza, rivolto ad Akane)
  • Diceva di voler essere... un investigatore. E non un cane da caccia. Ma il suo sguardo era... quello del predatore che ha messo alle strette la preda. (Akane, su Kōgami)

Episodio 4, La tua maschera sconosciuta

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  • I cani sono cani, e i padroni sono padroni. Una relazione che non superi mai quel confine: credo che sia proprio questa la cosa migliore per te, signorinella. (Masaoka ad Akane che chiedeva come comportarsi con Kōgami)
  • Se guardi troppo a lungo nell'abisso, prima o poi anche l'abisso guarderà dentro di te.[1] (Masaoka)

Episodio 5, Il tuo volto sconosciuto

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  • Lemonade Candy: Scusami.
    Spooky Boogie: Non posso che risponderti con un modo di dire adatto a questa situazione: «Se bastasse chiedere scusa, non servirebbe la polizia».
  • Masaoka: Avatar, mondo virtuale: sapete, di certe cose non ne capisco tanto... Alla fine chi respira, chi si nutre e chi suda è pur sempre il nostro corpo reale, non vi pare?
    Akane: Sa cosa le dico, signor Masaoka? Le persone come lei al giorno d'oggi sono in via d'estinzione. Ormai l'impiego della rete è paragonabile all'uso di un coltello in cucina, o di carta e penna per scrivere, no? Non voglio dire che sia un bene o un male, non è questo il punto. Il fatto è che siccome la rete esiste tanto vale accettarla e sfruttarla.
    Masaoka: Complimenti, sei brava a spiegare le cose: sembri una maestrina. [...] Tu lo conosci Rousseau?
    Akane: Intende il filosofo?
    Masaoka: Esatto. L'origine e i fondamenti dell'ineguaglianza tra gli uomini. [...] Per esempio, ci sono due cacciatori in un bosco: possono cacciare conigli separatamente oppure collaborare insieme e prendere di mira una preda più grossa. Quale delle due soluzioni è la più giusta secondo te?
    Akane: Senza dubbio la seconda [...] devono scegliere di cooperare.
    Masaoka: Proprio così, è la cosiddetta socialità degli uomini. Il linguaggio, la scrittura, la moneta, il telefono... tutte le forme e i mezzi di comunicazione del mondo non servono ad altro che a potenziare questa socialità. Credi che anche la rete svolga il medesimo ruolo, eh, signorinella?
    Akane: Io credo proprio che lo svolga.
  • Akane [nota una bottigia di liquore nella tasca della giacca di Masaoka]: Scusi, perché quella bottiglia?
    Masaoka: Non c'è niente di meglio dei superalcolici per affrontare gli ologrammi illegali.
    Kōgami: Una vera perla di saggezza, per chi ha più di vent'anni.[2]

Episodio 6, Il ritorno del principe folle

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  • Yoshika, tu non puoi, non puoi scegliere la vita che desideri. Capisco che sia dura... al giorno d'oggi noi non possiamo che accontentarci della felicità che ci è stata concessa sulla base dei criteri di idoneità stabiliti dal sistema: non possiamo perseguire né esaudire i nostri desideri più profondi. Non vuoi vedere almeno per una volta la tua identità autentica, la persona che desideri veramente essere? Io posso insegnarti a scoprire la vera bellezza che alberga dentro di te, Yoshika. (Rikako)
  • Makishima [mentre Rikako dipinge Yoshika]: Anche i bei fiori, prima o poi, appassiscono e cadono: è il fato di ciò che è animato dal soffio vitale. Stando così le cose, è comprensibile che qualcuno voglia fermare il tempo, immortalando la vita nel suo pieno rigoglio; tuttavia, se tu avessi provato nei suoi confronti lo stesso amore che si prova per una figlia, avresti ucciso la creatura per cui hai pianto fino ad accecarti?
    Rikako: Sarebbe stato un bel problema, perché in realtà io in futuro ho intenzione di dipingere e portare a termine molti e molti altri quadri nuovi.

Episodio 7, La bletilla striata nel linguaggio dei fiori

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  • È una bugia. Le persone che si trovano qui sono tutte uguali. Non si accorgono di nulla, non dicono mai nulla, non possono più pensare a nulla. Non sono altro che gusci vuoti destinati a dissolversi come neve al sole. Il contagio condanna questi innocenti a morte certa. Eppure, il germe patogeno non verrà mai debellato, perché questa malattia chiamata "serenità" è una morte che l'uomo si è procurato da sé. (Rikako [Dopo che l'infermiera le ha detto che il padre è felice che gli sia vicino anche se è incosciente])
  • Akane: È davvero necessario allenarsi tanto nel combattimento, quando normalmente ha in dotazione un'arma potente come il Dominator?
    Kōgami: Certo che lo è. Proprio perché è un'arma potente, chi la impugna ha l'obbligo di essere ancora più forte e resistente. In fondo chi uccide il bersaglio non è il Dominator, ma sono io... e proprio per non dimenticarlo mai, devo poter sentire il dolore qui, sulle mie mani.
    Akane: Sta forse cercando di trasmettermi un qualche insegnamento?
    Kōgami: No, dico solo che non ti metterò più in condizione di dover... usare il Dominator.
  • C'è un pensiero di Kierkegaard che mio padre amava molto: «Proprio perché l'essere umano è infinitamente elevato rispetto all'animale, proprio perché non è un animale, ma spirito, egli può conoscere la disperazione». Senza disperazione non c'è nemmeno la speranza. (Rikako)
  • Nel tentativo di curare se stesso, l'uomo ha finito col divenire soltanto una degenerazione dell'essere vivente. (Senguji)
  • Rikako: Voi preparate i giocattoli, e i monelli come noi li adoperano per gettare lo scompiglio nella società... Non trovi che sia davvero molto divertente?
    Gu-sung: Be', per noi giocattolai è sufficiente anche solo stare a guardare cosa combinate voi birbanti per divertirci un mondo.

Episodio 8, Il resto è silenzio

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Immaculata University, Malvern, Pennsylvania: un college femminile
  • Makishima: Perché, come materia prima per le tue opere, hai scelto solo allieve di questa scuola?
    Rikako: Ci troviamo in un collegio femminile, cosa ne pensa di questo sistema educativo? Professor Makishima, vorrei la sua opinione.
    Makishima: È anacronistico, ma forse proprio per questo può dirsi unico nel suo genere, perché no? Al giorno d'oggi, se qualcuno desidera impartire alle figlie un'educazione obsoleta, non ha alternative.
    Rikako: Esatto: castità e dignità, ovvero le virtù della tradizione perduta, i capisaldi della filosofia dell'istituto Oso. Priorità che non si applicano ai maschi e che riguardano solo l'educazione femminile. Una volta inculcati questi valori, ci metteranno sul mercato come figlie di buona famiglia allevate in un ambiente protetto, per farci acquistare da signori che desiderano suppellettili in stile classico, ovvero buone mogli e sagge madri; il tutto tramite la formalità del matrimonio. Le studentesse che frequentano questa scuola sono la materia prima che verrà plasmata in manufatti artigianali chiamati "gentildonne", minerali grezzi in attesa di essere levigati e rifiniti. Le loro vite saranno tristi e noiose, eppure ci sarebbero tanti modi diversi per farle fiorire...
  • Makishima: La caccia è aperta. L'ora mattutina è chiara e grigia. I campi sono fragranti, e verde il bosco. Slegateli qui, e fateli abbaiare a tutto spiano. Nel cuore della notte, qui, migliaia di diavoli, migliaia di serpenti sibilanti, e porcospini, levano un tal coro di paurose strida che a sentirle non c'è creatura umana che non impazzi o che non cada morta. E sia tua gloria mirar le sue lacrime... Ma ad esse sia inflessibile il tuo cuore, come alla pioggia felce. Ed ora, bella... vallo a raccontare, se la tua lingua può parlare, racconta chi te l'ha mozza, e chi t'ha violentata; se i tuoi moncherini ti consentono di fare la scrivana, scrivi quello ch'hai in mente e comunica agli altri il tuo pensiero.[3]
  • Rikako: Verrà il giorno in cui il professor Makishima si stancherà anche di te e ti abbandonerà...
    Senguji: Non preoccuparti di questo. [uccide Rikako con un colpo di fucile] Tu eri la volpacchiotta che doveva farlo divertire, ma io sono un giocatore che è qui per divertirsi, proprio come lui.
    Makishima: La sua vita era come quella delle bestie, non aveva nessuna pietà. Ora è morta anche lei, e sarà degna della pietà degli uccelli.

Episodio 9, Il frutto del paradiso

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  • Platone sosteneva che il corpo fosse la prigione dell'anima.[4] (Senguji)
  • Si dice che Dio abbia creato gli uomini a sua immagine e somiglianza: non crede sia ora che gli uomini ricordino più da vicino il loro creatore? (Senguji, rivolto alla giornalista che lo sta intervistando)
  • Saiga: Kōgami, tu sai che cos'è il carisma?
    Kōgami: Per come la vedo io, è un'attitudine innata, come quella di un eroe o di un leader.
    Saiga: [...] Gli elementi che identificano il carisma sono tre: l'indole innata degli eroi e dei profeti, la capacità di infondere benessere agli altri con la sola presenza e una cultura che ti permetta una conversazione brillante su ogni argomento. L'uomo che cerchi, quale di queste tre caratteristiche possiede?
    Kōgami: Stando a quello che ho visto, direi che le possiede tutte e tre.
  • Ginoza: Per quale ragione pensi che esista la distinzione tra ispettori ed esecutori? È per evitare il rischio che lo Psycho-Pass delle persone sane si intorbidisca[5] durante le indagini criminali; proprio perché ti servi di persone allontanate per sempre dalla società, sei in grado di adempiere al tuo compito preservando il tuo spirito!
    Akane: Questo non è lavoro di squadra! Insomma, che cos'è più importante per lei, risolvere le indagini o mantenere immacolato il proprio Psycho-Pass?
    Ginoza: Dimmi, hai intenzione di gettare al vento la tua carriera? Vuoi davvero rischiare di sacrificare tutto ciò che hai costruito finora?
    Akane: [...] È vero che sono appena arrivata, e rispetto il fatto che lei abbia più esperienza di me: però non si dimentichi che in questo ufficio io e lei abbiamo lo stesso grado! So gestire benissimo da sola la mia tonalità; anche se è qui da più tempo di me, ispettore Ginoza, la prego di non azzardarsi più a mettere in dubbio le mie capacità sul posto di lavoro e di fronte agli esecutori!
  • Se un detective scava troppo in profondità nelle sue indagini, può finire con l'essere marchiato dal Sibyl come un comune delinquente. In fondo, sia i malviventi che i loro persecutori hanno a che fare con un unico fenomeno, chiamato "crimine". Perciò, prima che venisse istituito il ruolo dell'esecutore, molti agenti sono stati giudicati come criminali latenti. Il padre dell'ispettore Ginoza era uno di loro. (Masaoka, rivolto ad Akane)

Episodio 10, Il gioco di Matusalemme

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  • Senguji: [Parlando di Kogami]:: Però, che tipo duro!
    Makishima: Si ricordi che una volpe è pur sempre un canide, potrebbe anche finire per rivelarsi un lupo.
    Senguji: Dimmi un po', Makishima: riguardo alla battuta di caccia di quest'oggi hai forse pianificato qualcosa di cui non sono a conoscenza?
    Makishima: Quando si trovano faccia a faccia con il terrore, gli uomini mettono alla prova la propria anima: che cosa vogliono veramente dalla vita, per quale motivo pensano di essere venuti al mondo... tutte queste domande trovano risposta.
    Senguji: Mi stai forse prendendo in giro?
    Makishima: Non si tratta solo di Kōgami, sono interessato anche a lei caro Senguji. Di fronte a un imprevisto, a una situazione che non si aspetta, anche lei sarà costretto a confrontarsi con il suo io. Immagino siano questi i brividi che tanto desiderava...
    Senguji: Altroché! Devo ammettere che non mi dispiace affatto questo tuo continuo prenderti gioco degli altri.

Episodio 11, La cena del santo

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  • Sai, io credo che gli esseri umani acquisiscano valore solo quando agiscono secondo il proprio libero arbitrio. Per questo ho deciso di mettere alla prova la volontà di quelle persone, e sono rimasto a guardare cosa succedeva. (Makishima, ad Akane che lo accusava di aver spinto Rikako Oryo ad uccidere le sue compagne di scuola)
  • Cartesio sosteneva che le persone che non sanno prendere una decisione o sono vittime di eccessiva bramosia oppure mancano d'intelletto. (Makishima)

Episodio 12, Devil's Crossroads

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  • Kunizuka: Perché dovrei essere idonea a fare l'esecutore?
    Kōgami: Per questo genere di indagini ci vuole istinto, il classico fiuto dell'investigatore. Il Sibyl System ha stabilito che tu ne sei dotata, non potresti avere alleato migliore.
    Kunizuka: Quel Sasayama... ha detto di essere stanco di aspettare. [...] È un esecutore?
    Kōgami: Esatto.
    Kunizuka: Insomma voi due ve lo portate in giro, come se foste i suoi padroni. Non è il fiuto di un investigatore, ma quello di un cane. No, non voglio fare una cosa che può intorbidire la mia tonalità.
  • L'unico modo per non vedersi sottrarre sempre ogni cosa, è quello di passare dalla parte di chi sottrae. (Kōgami)

Episodio 13, Un invito dall'abisso

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  • Se un sistema fosse perfetto e senza pecche, non ci sarebbe più nessun bisogno di gestirlo con delle risorse umane. Basterebbe dotare i drone di Dominator e sguinzagliarli per la città. E invece, il Dipartimento di Pubblica Sicurezza dispone di una sezione anticrimine, con ispettori ed esecutori, che impugnano i Dominator, ovvero gli occhi del Sibyl. [...] Per quanto un sistema possa essere collaudato, occorre comunque una misura di sicurezza per gestire gli imprevisti, flessibilità per ogni singolo caso e reattività per supplire ai guasti: questi sono elementi imprescindibili che occorre aggiungere perché un sistema possa dirsi veramente perfetto. (Kasei)

Episodio 14, Dolce veleno

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  • Ginoza: Un tempo era normale chiudere a chiave la porta d'ingresso, l'ordine era mantenuto sulla base del presupposto che tutti sospettavano degli estranei.
    Akane: Sta rievocando i ricordi del passato che le ha raccontato Masaoka?
    Ginoza: Esatto. Sono cose che mi ha detto quel vecchio. Al giorno d'oggi non abbiamo più alcun bisogno di essere sospettosi o di prendere precauzioni: gli estranei che incontriamo per strada sono per definizione sicuri e innocui, ce lo garantisce il loro Psycho-Pass.
  • Kōgami: In questo mondo, qual è l'esatta definizione di crimine?
    Masaoka: Ko, a cosa stai pensando?
    Kōgami: Questo non è un reato qualunque, è piuttosto qualcosa che scardina un sistema dalle fondamenta.

Episodio 15, La città su cui piove zolfo

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  • Makishima: Sai, non ho mai pensato a me stesso come a un individuo avido: tutto ciò che desidero è di poter vivere in un mondo ordinario in cui le cose di tutti i giorni vengono fatte in modo normale.
    Gu-sung: Perciò si può dire che io e te siamo persone comuni che ordiscono crimini ai danni di una città fuori dal comune.
    Makishima: [...] Per me questa città è come una parodia, mi ricorda la metropoli di un romanzo che ho letto in passato.
    Gu-sung: Magari un romanzo di William Gibson, ad esempio?
    Makishima: Forse più un testo di Philip K. Dick, non è così totalitaria come la società descritta da Orwell[6], ma neanche così selvaggia come quella raccontata da Gibson.
    Gu-sung: Non ho mai letto niente di Philip Dick: se volessi farlo, che libro mi consiglieresti per iniziare?
    Makishima: Ti consiglierei Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, credo.
    Gu-sung: C'era un vecchio film tratto da questo romanzo, vero?[7]
    Makishima: Sì, ma è molto diverso dal libro. Ti suggerisco di confrontarli, se ne avrai il tempo.
  • Un libro non serve solo a leggere le parole che racchiude, ma è anche uno strumento molto utile per calibrare la propria sensibilità. [...] A volte, quando stai male, non c'è verso di assimilare il contenuto di ciò che stai leggendo, te ne stai li a riflettere su cosa stia ostacolando la tua lettura... eppure ci sono libri che riesci a comprendere senza sforzo anche quando ti senti poco bene: viene da chiedersi perché, vero? Io credo che dipenda da una sorta di accordatura mentale, e che nell'aggiustare l'accordatura giochino un ruolo fondamentale la sensazione dei fogli di carta sotto le dita e l'impulso trasmesso al tuo cervello nel momento in cui volti le pagine. (Makishima)

Episodio 16, La porta del giudizio

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Maarten van Heemskerck, Giustizia
  • Makishima: La giustizia è soggetta a contestazione, la forza è riconoscibilissima e senza dispute: proprio per questa ragione non è stato possibile concedere la forza alla giustizia.[8]
    Kōgami: Mi dispiace ma, quand'è così, se qualcuno cita Pascal allora devo fare attenzione: è quello che mi hanno insegnato molto tempo fa.
    Makishima: Immaginavo che rispondessi così. Ortega, giusto? Se tu mi avessi citato Pascal, in effetti ti avrei risposto con le stesse parole.

Episodio 17, Interiora di metallo

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  • Akane [riferendosi all'arresto di Makishima]: Davvero noi possiamo pensare di aver vinto?
    Kōgami: L'attività di un detective è equivalente a una cura palliativa, perché ha inizio quando ci sono già state delle vittime: in questo senso perdiamo già in partenza. Per ora possiamo dire di aver pareggiato una partita che sembrava compromessa, non è molto ma dobbiamo accontentarci.
  • Makishima: Ricorda il medico di Balnibarbi.
    Kasei: Di che stai parlando?
    Makishima: Dei viaggi di Gulliver di Swift, nella terza parte. Lemuel Gulliver dopo aver soggiornato nella città fluttuante di Laputa si reca a Balnibarbi, qui incontra un medico che intende riappacificare dei politici entrati in conflitto tra loro, il tutto attraverso l'intervento chirurgico che consiste nel dividere a metà i loro cervelli e poi riattaccarli insieme, in caso di successo il medico prevede una forma di pensiero armoniosa e misurata. Per chi vive nella convinzione di essere nato per controllare e governare il mondo degli uomini, stando a ciò che scrive Swift questa sembrerebbe la soluzione più auspicabile.
    Kasei: Shogo, sei davvero un genio del sarcasmo.
    Makishima: Non sono io il genio... è Swift.

Episodio 18, Promesse scritte sull'acqua

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  • Akane: Signor Kōgami, una volta ha detto che avrebbe preferito lavorare come investigatore piuttosto che come cane da caccia.
    Kōgami: Certo che te ne ricordi, di cose futili...
    Akane: Non è vero che sono cose futili, sono importanti invece. [...] Per favore può dirmi, può dirmi che resterà per sempre un investigatore? Potrebbe farmi questa promessa, signor Kōgami?
    Kōgami [dopo aver sbuffato]: Ok.
  • Masaoka [parla delle disposizioni di Kasei]: Vorrei sapere se lassù credono davvero che siamo solo dei cani a cui lanciare una palla per farli divertire...
    Ginoza: Dimmi, come dovrei comportarmi in questa situazione? Qual è la cosa giusta da fare?
    Masaoka: Non c'è una cosa giusta, l'unica via possibile è il compromesso. [...] Proteggi te stesso. Te l'ho appena detto, no? Questo non è altro che un grande gioco a palla tra padrone e cani: se disobbedisci, di certo verrai punito. No, l'unica cosa che puoi fare è cambiare la tua posizione assumendo un terzo ruolo, che non sia né quello del padrone né quello del cane.
    Ginoza: Un terzo ruolo?
    Masaoka: Il ruolo della palla. Devi diventare la palla, che si limita a rotolare dopo essere stata lanciata. Potrebbe sembrare umiliante, ma in realtà è quella che subisce meno danni e si stanca di meno. Sono convinto che sia la scelta più intelligente.
  • Quando capita che uno dei nostri novellini diventi più esperto, io lo trovo rassicurante ma anche un po' triste: è difficile da spiegare. (Karanomori, riferendosi ad Akane)
  • Perdonami, non ho potuto mantenere la mia promessa. Sono diventato un investigatore perché volevo proteggere le persone, ma l'esistenza di Makishima ha cambiato tutto. Di sicuro quell'uomo continuerà a fare del male al prossimo, eppure la legge non riesce a giudicarlo. Finché sarò un investigatore non potrò toccarlo in alcun modo: ciò che è successo mi ha fatto capire che non posso più proteggere le persone attraverso la legge, perciò non mi resta che pormi al di fuori di essa. Akane Tsunemori, senza dubbio il tuo modo di vivere è corretto: non devi perdere di vista ciò che sei solo perché io ti ho tradita. Se ho scelto una strada diversa dalla tua, è stato solo per assecondare il mio egoismo e la mia testardaggine; so benissimo che probabilmente è uno sbaglio, però io non conosco altro modo di scendere a compromessi con ciò che sono, se non percorrendo una strada sbagliata. Non chiederò il tuo perdono, quando ci incontreremo di nuovo tu sarai nella posizione di dovermi giudicare: se succederà assolvi al tuo compito senza esitare, non rinnegare le tue convinzioni. (Kōgami, lettera di addio ad Akane)

Episodio 19, Ombre trasparenti

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  • Karanomori: Sai, non dovresti caricare ogni cosa solo sulle tue spalle.
    Akane: Io sto bene, se è preoccupata può esaminare la mia tonalità. Questa mattina l'ho controllata e per poco non mi è venuto un colpo: dopo tutto quello che è successo era pale tourquoise[9]. Io... sono una persona insensibile.
    Karanomori: I sentmenti e lo Psycho-Pass sono due cose diverse.
    Akane: Allora, che cos'è lo Psycho-Pass di una persona? E che cosa sono i suoi sentimenti?
  • Saiga: Tu sai cosa significa anarchia?
    Kōgami: Negazione di un governo e di una autorità, tuttavia non è sinonimo di disordine e caos.
    Saiga: Sì, sì, esatto. È rifiuto verso un apparato di controllo inumano, ma anche desiderio di costruire un sistema più umano.
  • Prendendo in prestito le parole di Max Weber, il burocrate perfetto è quello in cui non si annidano né rabbia né parzialità, né odio né emozioni violente, né amore né esaltazione. È colui che risponde solo al proprio dovere. Il Sibyl System per certi versi si avvicina molto al concetto di amministrazione burocratica ideale, questo però soltanto se supponiamo che tutte le informazioni diffuse pubblicamente riguardo il Sibyl System siano vere. (Saiga)
  • Non posso fare a meno di citare ancora le parole di Weber: l'apparato burocratico riesce a controllare le masse servendosi della conoscenza, la conoscenza tecnica e quella pratica, ma solo mantenendola segreta incrementa la propria superiorità. (Saiga)
Il Panopticon ideato da Jeremy Bentham
  • Saiga: Se Makishima fosse qui, come pensi che affronterebbe questa discussione?
    Kōgami: Di sicuro, dopo aver sentito tirare in ballo le idee di Max Weber, Makishima risponderebbe richiamandosi alle posizioni di Foucault o a quelle di Jeremy Bentham.
    Makishima: Più che un sistema amministrativo, non è una gigantesca prigione? Un panopticon[10]. La peggior forma di sorveglianza da un unico punto di osservazione, controllo totale dei detenuti con il minimo del personale: ecco cos'è il Sibyl.
    Kōgami: Ma potrebbe anche mettersi a citare un passo de I viaggi di Gulliver, è un uomo cinico con un senso dell'umorismo distorto.
    Saiga: Gulliver, eh? Come satira verso l'eccessivo sviluppo tecnologico e politico.
    Kōgami: Già, è quel genere d'uomo.
  • Kōgami [sempre riferito a Makishima]: In questa società rimanere invisibile agli occhi del Sibyl non equivale forse a non essere riconosciuto in quanto persona?
    Saiga: Un bambino che non è stato invitato a far parte del gruppo... ma sì, certo. Forse contro ogni aspettativa il punto di partenza è proprio il sentimento di esclusione.
    Kōgami: Tuttavia, resta solo un'ipotesi. Non sapremo la verità fino a quando non la chiederemo a lui in persona.

Episodio 20, Il luogo dove risiede la giustizia

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  • Per quanto si tratti di un virus benigno, se è possibile modificare l'obbiettivo da aggredire a seconda dei dati inseriti nel sequenziatore, allora è anche possibile alterarlo in modo che uccida il grano anziché gli insetti che lo minacciano. Se ciò accadesse Uka no Mitama[11], dio della fertilità e del raccolto, in un lampo diverrebbe un demone portatore di morte. (Makishima, parlando del virus che preserva le piantagioni di iper avena, il grano alla base di tutti i prodotti alimentari del Giappone)
  • Akane [dopo che il Sibyl System ha ammesso l'esistenza di casi su cui non può decidere]: E voi osate definirlo un sistema perfetto? È questo l'impianto che decide la vita e la morte delle persone?
    Dominator: Non si può sperare nella perfezione semplicemente migliorando un sistema o rendendolo più complesso. La soluzione alle contraddizioni non va cercata nelle funzioni strutturali, ma nel modo di gestirle. Tollerando l'esistenza di elementi che non può controllare, adottando le giuste regole di convivenza con essi, il sistema raggiunge di fatto la perfezione.
    Akane: Che cosa significa?
    Dominator: A coloro che il sistema non riesce a gestire possiamo affidare la gestione del sistema stesso, riteniamo che sia la conclusione più logica.
  • Makishima: Ormai l'analisi dello spettro energetico degli organismi viventi può rivelare quello che si nasconde nell'animo di un uomo. Il genio scientifico ha finalmente messo a nudo i segreti della mente umana, determinando il cambiamento della società. Tuttavia, nel giudizio del Sibyl non viene contemplata la volontà individuale, perciò mi chiedo: con quali criteri riuscite a distinguere il bene dal male?
    Akane: Forse ciò che conta davvero non è decidere cosa sia "bene" o cosa sia "male", ma l'atto stesso di giudicare da sé soffrendo per il proprio giudizio fino ad accettarlo.

Episodio 21, Elogio insanguinato

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  • Gesù espose loro un'altra parabola pronunciando queste parole: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò.» (Makishima)
  • Più grande è il bersaglio, più facile è prendere la mira: soprattutto se stai per utilizzare un ago avvelenato capace di uccidere una balena. (Akane)
  • Ginoza: Stupido! Perché l'hai lasciato scappare? [Riferendosi a Makishima] Perché? Sei un investigatore, no?
    Masaoka: [Pronuncia le sue ultime parole] Noi investigatori non siamo niente di speciale... in fondo siamo padre e figlio, giusto? Infatti i tuoi occhi sono identici ai miei quando ero giovane... tanti anni fa...
  • Makishima [dopo aver riso]: Finalmente hai deciso di abbandonare la falsa giustizia e ti sei dato al crimine, come immaginavo non hai tradito le mie aspettative.
    Kōgami: Ah davvero? Io invece non mi aspetto nulla da te.
    Makishima: Ti sei spinto oltre la legge per poi fare l'indifferente?
    Kōgami: Non essere arrogante, tu non sei un individuo speciale, sei solo feccia che è sempre vissuta ai margini della società e non fai che coltivare il tuo rancore per la tua esclusione da ogni cerchia umana. La verità è che tu non riesci a sopportare la solitudine, sei come quei bambini che piangono e strepitano perché rifiutati dal gruppo.
    Makishima: Le tue parole sono interessanti sai? Parli di solitudine, ma sei sicuro che la cosa riguardi solo me? Su dimmi, esiste qualcuno che non sia solo in questa società? L'era in cui si forgiava il proprio ego sulla base delle relazioni sociali è finita da un pezzo. Adesso che tutti vengono controllati a vista e seguono le norme imposte dal sistema non c'è più spazio per le cerchie sociali, ognuno si è lasciato addomesticare dalla propria quiete personale restando all'interno di una cella d'isolamento.

Episodio 22, Un mondo perfetto

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  • Makishima: [Riferendosi all'ultima citazione di "Episodio 21, Elogio insanguinato"] Vale anche per te giusto? Shinya Kōgami... Nessuno ha accettato il tuo senso di giustizia, nessuno ha capito la tua rabbia, così hai voltato le spalle alla tua fede e ai tuoi affetti, hai perfino abbandonato il tuo unico luogo di appartenenza e sei venuto fin qui. E tu osi ancora prenderti gioco della mia solitudine? [...] Sai, io provo grande ammirazione per chi non teme la solitudine, tu per esempio la usi come un'arma.
Cosplayer di Kōgami e Akane
  • Kōgami: Per quale motivo ti ostini a non voler uccidere Makishima?
    Akane: Perché è illegale, e l'illegalità non è tollerata.
    Kōgami: Perché difendere a tutti i costi una legalità che non punisce i criminali e non protegge i cittadini?
    Akane: Perché non è la legge che deve proteggere la gente, ma la gente che deve proteggere la legge. Le persone hanno sempre cercato e voluto un modo di vivere civile, che rifiutasse l'idea del male, e la legge incarna questo sentimento.
  • Tutti sono soli. Tutti sono vuoti. Ormai, nessuno ha bisogno degli altri. Qualunque talento personale può essere rimpiazzato, qualunque relazione può essere rimpiazzata: e io non potevo certo tollerare un mondo del genere. (Makishima)
  • Makishima: L'idea che a uccidermi sia qualcun altro e non tu, non riesco proprio a contemplarla. Allora, che ne pensi, eh Kōgami? Dopo tutto questo, riuscirai a trovare qualcuno che mi sostituisca?
    Kōgami: Spero di no. Spero che non accada mai più.
  • Sapete qual è il modo peggiore per coprire di fango il nobile principio della legalità? Ebbene, è creare e amministrare una legge che non merita di essere difesa. (Akane, al Sibyl System)
  • Quando togli il guinzaglio a un cane da caccia feroce come lui non c'è più niente che lo distingua da un lupo. Visto che è tornato allo stato brado, la sua vita sarà più spensierata. (Ginoza, riferendosi a Kōgami)

Note

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  1. Cfr. Friedrich Nietzsche: «Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te.»
  2. In Giappone il consumo di bevande alcoliche è riservato ai maggiorenni, e secondo le loro leggi la "maggiore età" è fissata a 20 anni.
  3. Queste frasi di Makishima sono tratte dal Tito Andronico di William Shakespeare.
  4. Cfr. Fedone: «L'uomo è un prigioniero che non può aprire la porta della sua prigione e scappare... deve aspettare; e non è libero di gestire la sua vita finché un dio non lo chiama.»
  5. Ai vari livelli del coefficiente di criminalità sono associate delle tonalità di colore, la limpidezza è inversamente proporzionale al livello del coefficiente.
  6. Riferimento al romanzo 1984
  7. Riferimento al film Blade Runner.
  8. Cfr. Pensieri, 298: «La giustizia senza la forza è impotente.» e «Bisogna dunque unire la giustizia e la forza; e perciò bisogna far sì che ciò che è giusto sia forte e che ciò che è forte sia giusto.».
  9. Turchese chiaro, vedi la pagina corrispondente su Wikipedia per approfondimenti.
  10. Un carcere ideale progettato da Jeremy Bentham. Per approfondire vedi la voce corrispondente su Wikipedia.
  11. Il virus prende il nome dalla divinità giapponese invocata per chiedere un raccolto abbondante. Per approfondire vedi la voce corrispondente su Wikipedia in lingua inglese.

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