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Subiaco

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Subiaco, vista della rocca con il castello

Citazioni su Subiaco e i suoi abitanti.

Ernesto Ragazzoni[modifica]

  • Invece, attraverso più di tredici secoli, persiste sempre gloriosa e presente per continue opere feconde, la memoria di un anacoreta che qui era venuto oscuro per vivere oscuro, lontano dal mondo, nella preghiera e nella meditazione: Benedetto da Norcia. Perché troviamo una ben strana associazione di nomi a Subiaco! Nerone e San Benedetto!
  • La migliore prova, intanto, della rara bellezza del luogo e della sottile purezza del clima è che Nerone – e Nerone se ne intendeva di quello che fa piacere – si regalava a Subiaco una delle sue residenze estive più sontuose, vi si conduceva magnificamente per una via da lui apposta costruita e vi sfoggiava pompe che gli storici hanno registrato.
  • Ma nessuna traccia più resta a Subiaco del passato e dei fasti di Nerone. Pochi sassi nell'erba e tra i pruni, rovine di rovine, segnano appena il luogo dove sorgeva il suo palazzo, splendido di colonnati e di statue, e l'Aniene, rompendo gli argini che gli erano stati imposti, si è portato via già da più di mill'anni, inabissandosi tumultuoso nella vallata, i laghi dove s'era piaciuto di mirarsi, coronato di rose il tiranno.
  • Subiaco, la valle sublacense e poscia Montecassino – la successiva creazione di San Benedetto – ebbero una vera missione storica. È di qui che si irradiarono le colonie monastiche per tutto il mondo innumerevoli; di qui che uscirono papi, dottori, maestri, artefici, i grandi dissodatori dell'anima medioevale, che insieme serbarono i tesori dell'antichità e cooperarono per la loro cultura al Rinascimento; di qui – e proprio da Subiaco – che uscirono nel 1465, in Italia, i primi libri a stampa: il Lattanzio, il Cicerone, il Sant'Agostino... Non merita, Subiaco, un pellegrinaggio?

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