Suburra (film)

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Suburra

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Titolo originale

Suburra

Lingua originale italiano, romaní
Paese Italia, Francia
Anno 2015
Genere drammatico, thriller, noir
Regia Stefano Sollima
Soggetto Carlo Bonini, Giancarlo De Cataldo (romanzo)
Stefano Rulli, Sandro Petraglia (storia)
Sceneggiatura Stefano Rulli, Sandro Petraglia, Carlo Bonini, Giancarlo De Cataldo
Produttore Riccardo Tozzi
Interpreti e personaggi

Suburra, film italo-francese del 2015 con Pierfrancesco Favino, Claudio Amendola ed Elio Germano, regia di Stefano Sollima.

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Non siamo un paese sull'orlo del baratro. (Malgradi)
  • Ciao Seba', ciao. (Padre di Sebastiano) [ultime parole al figlio poco prima di suicidarsi]
  • Pe' piagne bisogna sta' da soli. (Manfredi Anacleti)
  • Me lo vedo 'sto posto de merda, tutto trasformato... tutte luci, macchine che vanno e vengono sul lungomare, insegne luminose, fuochi d'artificio, una specie de festa continua, giorno e notte. Tutti grattacieli... sale da gioco, slot machine, casinò... e poi 'na chilometrata de ristoranti, de locali, de gente che si diverte, de fregne stratosferiche... tutto ricco... tutto bello. (Numero 8)
  • Eminenza, lei è una persona troppo intelligente per non immaginare le conseguenze del suo atteggiamento. Se l'affare salta quelli non ci mettono niente a farla finire in fondo al Tevere. E francamente preferirei per lei una sorte migliore. (Samurai)
  • Te stai a pija er sole? (Numero 8) [ultime parole a un suo scagnozzo, poco prima di essere ucciso da Samurai]
  • Senti, sai che c'è? C'è che, ora come ora, in questo paese uno come me, uno che sta dove sto io, uno che è arrivato dove sono arrivato io, se ne fotte della magistratura! Io sono un parlamentare della Repubblica italiana! S'attaccassero al cazzo! (Malgradi)

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Rognati: Tuo padre ci ragionava con le persone.
    Numero 8: Ma io so' io, nun so' mi' padre.
    Rognati: Lo so. Infatti c'hai più palle che testa.
  • Bacarozzo: È tutta cambiata 'sta città: er traffico, i palazzi... pure 'sto posto che roba è? Che c'era prima?
    Samurai: Non c'era niente.
    Bacarozzo: E tu? Pure tu sei cambiato? O sei sempre er Samurai che eri? Er guerriero al servizio dell'idea?
    Samurai: L'idea ormai io me la porto qua. E basta.
    Bacarozzo: Vent'anni. Tra rapine e banda armata me so fatto vent'anni. E invece Pippo sta lì, tu sei diventato il padrone de Roma... e io? Niente.
    Samurai: E che vorresti?
    Bacarozzo: Un pezzetto del traffico che fai con l'Africa. Te li tratto io i diamanti da laggiù.
    Samurai: E se te dicessi de no?
    Bacarozzo: Nun me lo poi dì.
    Samurai: Perché?
    Bacarozzo: Perché stavolta nun me sto zitto e bono.
    Samurai: Che c'hai in mano?
    Bacarozzo: Te nun te preoccupà, che c'ho.
    Samurai: A casa niente. Abbiamo ripulito tutto quanto t'hanno bevuto.
    Bacarozzo: Per i segreti esistono gli avvocati.
    Samurai: Stai a bluffa'. E non sei manco bono a farlo.
    Bacarozzo: Se sto a bluffà, vieni a vede'.
    Samurai: L'avvocato tuo sta sul libro paga mio. Da anni.
  • Manfredi: Tu'padre, l'hai capito perché s'è ammazzato?
    Sebastiano: No, purtroppo no...
    Manfredi: Per i debiti. 'Na montagna de debiti, con noi. Non je stava a dì tanto bene, ultimamente.
    Sebastiano: So che due anni fa ha avuto un momento un po'difficile.
    Manfredi: Sì, che poi è continuato nel tempo, avemo rilevato tutti i buffi sua e se ne semo fatti carico, e pe'buffi parlo de roba de mijoni. Perciò mo' tutto quello che c'aveva lui diventa nostro. Visto che se n'è annato prima der tempo noi in qualche maniera dobbiamo rientra'. Perché vedi, amico mio, quanno finisce 'a ciccia bisogna attaccarse a tutto: pure a li nervetti, alla cartilagine fino ad arrivà a l'osso. Capito l'antifona?
    Sebastiano: Peccato che non ho nulla di intestato a me, altrimenti avrei anche potuto...
    Manfredi: Ah, ah, ah ma cominciamo male così! La villa 'ndo fai le feste non è 'a tua?
    Sebastiano: No, quella è intestata alla società, io ho soltanto delle azioni...
    Manfredi: C'hai la maggioranza, quindi è la tua. Senti, te do una settimana per consegnarce la villa, casa, macchine e tutti i soldi spicci che riesci a rimedia'. Io con tu' padre so' avvelenato. Perciò, mo se nun te ne vai io ti taglio una gamba, me la metto ar frigorifero e te la do quando ce porti i sordi.
  • Numero 8: L'onorevole s'è lamentato, Spadì. Ma che cazzo fai, je piombi in ufficio davanti a tutti, nun se fa.
    Spadino: E te che cazzo c'entri con l'onorevole?
    Numero 8: Nun se fa, Spadì. Quella è gente che va trattata in un'altra maniera.
    Spadino: Ahò, se po' sapé che voi? Chi sei tu, er maggiordomo suo? Perché non è venuto lui a parlamme?
    Numero 8: Perché a parla' co'lui chi c'è andato, tu'fratello? O te c'ha mannato a te?
    Spadino: Manfredi manco lo sa che sono andato dall'Onorevole. Questa è 'na mano solo mia, so' io er cartaro. [comincia a toccarsi i genitali]
    Numero 8: La politica non è roba tua, Spadì. Lascia perdere.
    Spadino: Per chi sarebbe, per te? Eh, mi dispiace, ci tocca stringerce perché a 'sto tavolo me ce siedo pure io.
    Numero 8: Perché te tocchi il cazzo quando parli? Che c'hai lo scolo?
    Spadino: Quello ce l'avrai te.
    Numero 8: Nun me sta a pija per culo.
    Spadino: Chi lo sa, potrebbe esse. C'ha proprio ragione mio fratello Manfredi quando dice che tra te e tu' padre ce corre l'Oceano Atlantico, ahò.
    Numero 8: Tu' fratello non sa manco 'ndo sta l'Oceano Atlantico, Spadì...
    Spadino: Allora sai che famo? Je dico che un giorno di questi passi e je fai l'esame de Geografia, va bene?
    Numero 8: Bravo.
    Spadino [ultime parole]: Mo levate dar cazzo che nun me piace che me stai davanti. [Numero 8 accoltella Spadino alla gola, uccidendolo]
  • Samurai: Ciao Pippo. Hai letto di Bacarozzo?
    Malgradi: Sei stato tu?
    Samurai: È stata Roma. In questa cazzo de città è diventato pericoloso pure attraversà la strada. Io poi col tempo ho imparato che con i morti bisogna andarce piano, so' difficili da maneggià. Invece sembra che tu non lo sai.
    Malgradi: Che stai dicendo, di che stai parlando?
    Samurai: Ma come cazzo ti è venuto in mente di chiamare Aureliano Adami per risolvere la questione con la famiglia Anacleti? Manfredi Anacleti è uno dei fiji de 'na mignotta più a cazzo dritto di tutta Roma!
    Malgradi: Io non ho chiamato nessuno. Io questo Aureliano Adami non so chi sia...
    Samurai: Lo chiamano "Il numero 8".
    Malgradi: Non lo conosco! Come te lo devo dire? Io ho solo chiesto che spaventassero quel deficiente che mi è venuto a ricattare. Ho parlato con un collega di partito che so che ha delle relazioni...
    Samurai: Perché non hai chiamato me?
    Malgradi: Io... sono anni che non ti vedo, sono anni che non ti sento... Ma che cazzo ne sapevo che quello faceva la cazzata di ammazzarlo?! Te come l'hai saputo?
    Samurai: Io so un sacco de cose.
  • Sabrina. Ma Spadino l'hai fatto ammazza' tu?
    Malgradi: Ma come fa a venirti in mente una cosa simile?
    Sabrina: Guarda che so troppe cose tue, me so messa da parte tutto: foto, video, t'ho ripreso mentre dormivi, mentre pippavi... a me se succede qualcosa te tiro fuori tutto, te rovino! Tu a me non mi puoi toccare!
    Malgradi: Io non ho chiesto a nessuno di ammazzare Spadino, è stata la cazzata di un coglione di Ostia che chiamano "Numero 8", quello che te non capisci... è che c'è il rischio che ti viene a cercare uno che è molto peggio, fidati.
  • Manfredi: Nun invecchi mai te, quant'è passato? Dieci anni che nun se vedemo?
    Samurai: Bisogna farla finita con 'sto casino tra te e quelli de Ostia.
    Manfredi: Quale casino, io non ho fatto nessun casino.
    Samurai: Hai cercato de ammazzà Numero 8 e n'altro po' fai 'na strage.
    Manfredi: Te faccio presente che m'ha ammazzato mi'fratello, e che poche ore fa hanno buttato giù du'ragazzi che ho visto nasce. A me nessuno me può impedì de vendicarme.
    Samurai: Non è il momento de fa 'sta guerra del cazzo tra de voi. Sto su un progetto che interessa alle Famiglie, e c'ho bisogno di tranquillità.
    Manfredi: Un progetto? Che progetto?
    Samurai: Un progetto...
    Manfredi: Dev'esse 'na cosa grossa se te se scomodato te... com'è che se è così grossa io non ne so niente?
    Samurai: Perché se fa a Ostia. Ce sta di mezzo la politica, la finanza. Voi, fino a ieri, scontavate le cambiali a gente con le pezze ar culo.
    Manfredi: Sì, però mo' siamo cresciuti, e ce rispettano tutti.
    Samurai: Davanti, perché je fate paura, ma dietro? Ancora ve chiamano "zingari de merda". Sempre poracci cravattati rimanete.
    Manfredi: Vabbè, a me di 'ste stronzate nun me ne frega niente, io voglio solo rimettere in pari i morti. Per quanto riguarda Numero 8 mi spiace solo che non l'ho ammazzato come 'n cane.
    Samurai: Io quello che te dovevo di', te l'ho detto. Pensaci bene Manfré prima di metterti contro de me, e contro le Famiglie.
  • Numero 8: Nun te lamenta', che n'artro al posto mia te buttava da un ponte per la stronzata che hai fatto. Ma che te pensi, eh Viò? Che giocamo a "Guardia & ladri", che se divertimo? Manco per cazzo! Qua basta 'na stronzata, sartano i mijoni e pijamo anni de galera, pijamo!
    Viola: Nun se po' fa sempre pippa...
    Numero 8: Ma che cazzo ne sai te?! Hai fatto 'na caciara, Violà.
    Viola: T'ho vendicato, no?
    Numero 8: E mo' ce tocca facce la Terza guerra mondiale con 'sti zingari de merda.
  • Numero 8: Senti, 'o so avemo fatto 'na cazzata, ah? Mò che tocca fa' per sistemà 'sta cosa?
    Samurai: Ho fatto un accordo con Manfredi, entra pure lui nel progetto, e a risarcimento dei morti che hai fatto se prende una parte della quota tua.
    Numero 8: Ma manco per cazzo, questa non è zona loro, Samurà...
    Samurai: Ho già deciso.
    Numero 8: Meno male che hai deciso! Perché io è 'n anno che sto qui a rompemme il culo per far venne 'e ville, gli stabilimenti, i terreni ce sto io! Quinni mi sa tanto che te tocca anna' da Manfredi e dije che 'sta cosa nun se pò fa'!
    Samurai: E poi la tossica: me la devi da'.
    Numero 8: Viola nun se tocca, è robba mia. E nun chiamarla così, per favore che me infastidisce.
    Samurai: Me stai a di' niente tossica e niente accordo con Manfredi?
    Numero 8: Preciso. Tanto 'o sai pure te che qui a Ostia senza di me nun se move 'na fojia. E' che io nun so' come mi' padre, Samurà; a me nun me ne frega un cazzo di chi sei, di chi eri, di quello che rappresenti. Tu per me nun sei nessuno. Eri... ma mo' stamo a oggi. Te eri... io so'!

Explicit[modifica]

[Viola aspetta Samurai fuori dalla porta di casa e gli punta una pistola contro]
Samurai: Stai a fa una cazzata!
Viola: Cammina. [i due escono all'aperto]
Samurai: Te voglio fa na proposta.
Viola: Na proposta? A me?
Samurai [ultime parole]: Sì, a te.
Viola: La prossima vorta! [lo fredda con una serie di colpi di pistola]

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]