Tbilisi

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Tbilisi

Citazioni su Tbilisi.

Enrico Emanuelli[modifica]

  • [Tbilisi vista dal monte David] Dall'alto Tibilisi appare come posata sul palmo di una mano che stia per chiudersi. Le montagne la circondano, e sono verdi, non minacciose; un fiume l'attraversa, dividendola in due parti uguali, come una scriminatura. Là sopra trascorsi l'ultima mia sera con la piacevole sensazione d'essere in vacanza.
  • Nei racconti di non so più quale viaggiatore, ho letto che non lontano da Tibilisi, sopra una grande strada, c'era un cartello segnavia che da una parte diceva "Asia" e, dall'altra, "Europa". Trascorsi parecchi giorni con questa sbrigativa indicazione sempre presente e non soltanto nella immaginazione, ma anche ai miei stessi occhi. È una specie di ambiguità che risultava dovunque, nelle stradette dei quartieri vecchi come nelle vie della città moderna, nello sguardo di una donna come nei gesti di un uomo.
  • Tibilisi invoglia a prendere una vacanza; viene spontaneo il desiderio di godere cose molto semplici: una passeggiata, un tramonto, la compagnia anonima della gente. Si sale all'Orto botanico, per viali silenziosi e d'un bel verde; s'indugia al sommo del monte Davide, dalle terrazze l'occhio riposa su dolci colori e su disegni di monti gentili. Si va nella città vecchia, le case sono addossate l'una all'altra, hanno balconi e verande per dar modo di non perdere lo spettacolo della strada; e nelle strade gli uomini vivono per tre quarti della loro giornata. La natura epicurea della città, per chi arrivi da Leningrado, da Mosca, da Gorki che è ritenuta la Detroit dell'Unione Sovietica o da Novo Sibirsk che dicono sia la Chicago russa, deve sembrare cosa incredibile.

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