Utente:Bradipo Lento/Scarabocchi

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Segnalazione vetrina[modifica]

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Serie animata tratta dall'omonimo romanzo di Tatsuhiko Takimoto, trasposto anche in manga.
  • Certo che oggi la vita è diventata proprio comoda... Basta entrare in un discount per trovare cibo, cosmetici e... perfino telefoni cellulari. Che peccato: tra le altre cose non vendono anche rapporti umani. (Hitomi)
  • Se non si riesce ad avere fiducia in se stessi, è sufficiente immaginare che l'interlocutore sia messo peggio di noi. (Misaki)
  • Quando qualcosa ti piace davvero, non importa se sbagli, non importa se dai fastidio agli altri... non importa nemmeno se crepi... Quello è "vivere" veramente! (Satō)
  • Quando le persone si fanno prendere da un'idea fissa, alla fine non riescono più a liberarsene. E pensare che spesso la soluzione dei problemi è a portata di mano: l'abbiamo davanti agli occhi e non la vediamo. (Minegishi)
  • I drammi hanno un inizio, uno sviluppo e un epilogo: sono un'esplosione di sentimenti... che ha un termine. Le nostre vite, al contrario, si svolgono continuamente all'interno di una fitta nebbia di assoluta incertezza. (Yamazaki)
  • Se girate un po' su internet, troverete un sacco di persone che si insultano. Quando qualcuno non trova una persona più inutile di lui nella vita reale, sfoga la sua frustrazione contro gli sconosciuti bollandoli come sfigati, in modo da sentirsi superiore almeno a loro. (Megumi)

Citazioni sull'opera

  • Ogni volta che mi avvicino a qualche passaggio, mi viene voglia di scagliare fuori dalla finestra il computer in cui sono conservati tutti i capitoli. Leggendo altri punti, invece, mi scatta la voglia di andare a fare il monaco eremita su una sperduta montagna indiana. (Tatsuhiko Takimoto)
  • Tra situazioni rocambolesche e gag assurde, mi sa che alla fine mi sono perso. Quello che è rimasto è un messaggio troppo diretto, che non è né comico né narrativo: "la volontà cambia le persone". (Tatsuhiko Takimoto)


Test[modifica]

  • Sanetoshi: Oggi credo che ti racconterò una storia d'amore, parla di una donna che scappa e di un uomo che le corre dietro. Anche se si amano un bel giorno all'improvviso lui grida: «Oh no, è scappata!». Tu che faresti al posto suo?
    Himari: Se fosse per me non la rincorrerei.
    Sanetoshi: E perché?
    Himari: Mi stancherei troppo.
    Sanetoshi: Sì, in effetti c'è anche gente che vede le cose in questo modo. In altre parole stai dicendo che preferiresti fare solo la parte di chi fugge, vero?
    Himari: Cosa intende dire?
    Sanetoshi: Quello che voglio dire è che in una storia d'amore quando entrambi gli amanti fuggono è perché nessuno dei due ha mai voglia di fare il primo passo per avvicinarsi all'altro.
    Himari: E quindi?
    Sanetoshi: Il loro amore non si evolverà.
    Himari: Ma per me andrebbe bene anche così, tanto io non avrò mai una storia d'amore.
    Sanetoshi: Davvero?
    Himari: Giusto per fare un esempio, [...] quando una persona scappa io devo per forza inseguirla se voglio che il nostro amore maturi?
    Sanetoshi: A volte funziona, sì.
    Himari: Lei dice? Ma potrebbe anche darsi che lui continui a scappare, rifiutando di concedermi i frutti di questo amore: non è così?
    Sanetoshi: Sei perspicace! Esatto, tra i due chi dona all'altro quei frutti non è mai colui che fugge perché se lo facesse il divertimento finirebbe.
    Himari: Orribile.
    Sanetoshi: Così vorresti un amore in grado di produrre frutti, eh? Potresti accontentarti di qualche bacio, invece...
    Himari: I baci si corrompono in fretta, inoltre prima o poi finiscono. Se i miei baci non potessero generare frutti, io finirei per svuotarmi.
    Sanetoshi: Cosa ci sarebbe di male nell'essere vuota?
    Himari: Se fossi vuota verrei gettata via.
    Sanetoshi: Però anche se ti gettasse via tu avresti potuto comunque dare migliaia di baci.
    Himari: Impossibile. Se facessi così il cuore mi si gelerebbe tanto da impedirmi di respirare.
    Sanetoshi: Ma potresti scegliere di continuare a dispensare baci finché il tuo cuore non gela e blocca anche il tuo respiro, no?
    Himari: Sarei davvero patetica.
    Sanetoshi: Ma che importa se sei patetica? Basta che sia divertente, no? Se il tuo cuore è destinato a congelare, allora... non è meglio che succeda perché hai concesso troppi baci?
    Himari: Cosa dovrei fare?
    Sanetoshi: Lasciare che sia il tuo cuore a decidere. E se fossero i baci i veri frutti?

Maison Ikkoku[modifica]

Episodio 24, Il primo bacio[modifica]

  • Citazione tratta dall'audio italiano
Otonashi: Nell'antichità, quando un uomo moriva, il nome della donna con cui era sposato veniva scritto in rosso sulla sua lapide. Questo stava a significare che la vedova sarebbe stata legata per sempre al marito.
Kyōko: Legata per sempre al marito...
Otonashi: Ma ormai i tempi sono cambiati.
Kyōko: Che cosa intende dire?
Otonashi: Che la vita deve continuare, e deve trionfare sulla morte!
  • Citazione tratta dai sottotitoli in italiano[1]
Otonashi: Una volta, alla morte del marito, sulla tomba veniva scritto in rosso anche il nome della moglie. Vedova... In giapponese questa parola significa "moglie che non è ancora morta".
Kyōko: "Moglie non ancora morta...".[2]
Otonashi: Però... in realtà non è così, no? È sbagliato definirla "non ancora morta", e questo perché "è viva".

  • Otonashi: Nell'antichità, quando un uomo moriva, il nome della donna con cui era sposato veniva scritto in rosso sulla sua lapide. Questo stava a significare che la vedova sarebbe stata legata per sempre al marito.
    Kyōko: Legata per sempre al marito...
    Otonashi: Ma ormai i tempi sono cambiati.
    Kyōko: Che cosa intende dire?
    Otonashi: Che la vita deve continuare, e deve trionfare sulla morte!
  • [Citazione tratta dai sottotitoli in italiano][1]
    Otonashi: Una volta, alla morte del marito, sulla tomba veniva scritto in rosso anche il nome della moglie. Vedova... In giapponese questa parola significa "moglie che non è ancora morta".
    Kyōko: "Moglie non ancora morta...".[3]
    Otonashi: Però... in realtà non è così, no? È sbagliato definirla "non ancora morta", e questo perché "è viva".
  1. a b I DVD della Yamato Video hanno i sottotitoli in italiano fedeli al doppiaggio originale in giapponese. L'adattamento in italiano toglie molte delle caratteristiche specifiche del parlato giapponese (titoli onorifici, forme di cortesia, ecc.), perdendo talvolta il senso e l'intensità di alcuni dialoghi.
  2. Scandisce le sillabe della parola Mibōjin, che significa "vedova".
  3. Scandisce le sillabe della parola Mibōjin, che significa "vedova".


La lettera di Suzuha[modifica]

  • Caro Rintarō Okabe, quanto tempo è passato. Sono Suzuha Amane, per te forse saranno trascorse poche ore, ma per me oggi è il 13 giugno del 2000. Ti dico subito come è andata: purtroppo ho fallito. Ho fallito, ho fallito, ho fallito, ho fallito, ho fallito, ho fallito, ho fallito, ho fallito, io ho fallito, fallito, fallito, fallito, fallito... Ho ricordato chi fossi e da dove venissi solo un anno fa. In questi 24 anni avevo perduto la memoria, il viaggio del tempo non è andato a buon fine: la riparazione della macchina non era perfetta, ma non è stata colpa di mio padre. Sono io che ho fallito, sarei dovuta andare direttamente nel 1975, avrei dovuto evitare la prima tappa nel 2010, non era il momento per abbandonarsi all'egoismo. Ora il futuro non potrà cambiare.
    Purtroppo non sono riuscita a recuperare l'IBN 5100, scusami... ti prego, perdonami. Chissà per quale motivo ho continuato a vivere tanti anni, ho dimenticato la mia missione e ho continuato a vivere come se nulla fosse. Perdonami, perdonami, perdonami, perdonami! Rintarō Okabe, dopo quell'incontro offline sulle macchine del tempo, quando ho cercato di partire per il 1975, tu mi hai fermata; dopodiché è scoppiato il temporale che ha danneggiato la macchina del tempo. Se tu fossi in grado di tornare a quel giorno, vorrei che questa volta non mi trattenessi. La mia vita è stata inutile. (Lettera di Suzuha, letta da Okarin)

Incipit della visual novel[modifica]

  • Non vi è fine benché vi sia un inizio nello spazio. — Infinito.
    Ha la sua potenza, si consuma e svanisce, ma anche nella stella c'è un inizio. — Finito.
    Solo l'individuo che ebbe saggezza può comprendere il più sprovveduto dalla notte dei tempi.
    I pesci che vivono in mare non sanno niente del mondo in superficie. Anch'essi finiranno nel nulla e svaniranno se sono saggi.
    È più assurdo pensare che gli uomini possano superare la velocità della luce che credere che i pesci inizino a vivere sulla terra.
    Si può dire che questo sia l'ultimatum finale della divinità alle persone che sono in grado di lottare. (testo a schermo)
There is no end though there is a start in space. — Infinity.
It has own power, it ruins, and it goes though there is a start also in the star. — Finite.
Only the person who was wisdom can read the most foolish one from the history.
The fish that lives in the sea doesn't know the world in the land. It also ruins and goes if they have wisdom.
It is funnier that man exceeds the speed of light than fish start living in the land.
It can be said that this is an final ultimatum from the god to the people who can fight.
  • Tutto accade per caso.
    Ma questo caso è predeterminato dalla volontà del mondo.
    Non mi sto smarrendo. Sto benissimo.
    Quello che dico adesso è l'assoluta verità, non un delirio pretenzioso.
    ......Non importa quanto una cosa possa sembrare insignificante,
    questa può cambiare le sorti nel grande flusso del tempo. (Okarin)
Everything happens by chance.
But that chance is predetermined by the will of the world.
I'm not losing it. I'm perfectly fine.
What I speak now is the absolute truth, not some pretentious delusion.
......No matter how trivial something may seem,
It may change the tide in the great stream of time.

The Anime Encyclopedia[modifica]

The Anime Encyclopedia, enciclopedia degli anime scritta da Jonathan Clements ed Helen McCarthy.

  • Il modo sottile, sornione, in cui il protagonista risulta essere la cosa che più detesta — quel tipo di scienziati che vogliono ridisegnare il mondo secondo la loro volontà senza pensare alle conseguenze — pone le basi per un epilogo da brivido quando tenta di rimediare al danno. L'idea di accumulare i riferimenti al genere [fantascientifico] in una grotta di Aladino piena di sogni e desideri e di ambientare il tutto ad Akihabara — il mondo dei sogni per gli otaku — sono dei colpi da maestro, ma servono solo a preparare il terreno per i colpi di scena seguenti.
The sly, subtle way that the protagonist turns out to be the very thing he most despises—the kind of scientist who'll reshape the world to his will without a thought for the consequences—sets us up for a thrill-ride denouement as he tries to undo the damage. Piling up the genre references into an Aladdin's cave of dreams and wishes and setting the whole thing in otaku dreamland Akihabara are master strokes, but they only set the scene for the twists and turns to come.
  • In un certo senso, è una buona cosa per il resto degli anime che la tecnica [realizzativa] non sia all'altezza della trama; questo lo avrebbe reso ineguagliabile. Così com'è, il design e le animazioni svolgono il loro compito ma senza eccellere.
In a way, it's a good thing for the rest of anime that the style doesn't match the plotting. That would have made it unbeatable. As it is, the design and animation do the job, but no more.
  • Prendendo spunto da uno dei paradossi preferiti della fantascienza e trasformandolo in una serie televisiva da non perdere, Steins;Gate è uno dei più ingegnosi programmi del suo anno e molto probabilmente dell'intero decennio. Riesce a nascondere la sua vera natura sotto strati di chiacchiere pseudo-psicologiche per appassionati, mettendo a soqquadro abbastanza a lungo per condurvi nel mondo di questa coppia di uomini immaturi — esasperante ma accattivante — e dei loro conoscenti tra i quali l'altezzosa e geniale scienziata Kurisu.
Taking one of science fiction's favorite paradoxes and turning it into a must-see TV series, Steins;Gate is one of the cleverest shows of its year, quite possibly of its decade. It cloaks its true nature under layers of geek-friendly psychobabble and fluff for long enough to draw you in to the world of this infuriating yet endearing pair of man-children and their acquaintances, including the haughty girl science genius Kurisu.

Bibliografia[modifica]

Incipit di alcune opere[modifica]

Il carrello[modifica]

Quando iniziarono i lavori di costruzione della ferrovia a scartamento ridotto che avrebbe collegato Odawara e Atami, Ryohei aveva otto anni. Tutti i giorni lasciava il villaggio per andare a osservare i lavori; più che i lavori in generale osservava i carrelli che trasportavano la terra: era quello che gli interessava e che tornava a vedere. Sul carrello c'erano due operai che montavano dietro ai cumuli di terra. Il carrello, scendendo dalla montagna, prendeva velocità senza l'aiuto degli uomini; il pianale si muoveva come spinto dal vento, i lembi delle giacche degli operai svolazzavano e la stretta stradina pareva torcersi. Ryohei, osservando quello spettacolo, pensava che gli sarebbe piaciuto diventare un operaio o che almeno una volta gli sarebbe piaciuto salire sul carrello insieme agli operai.[1]

Rashōmon[modifica]

Il sole era al tramonto. A Rashōmon, una delle porte della città, un servo aspettava che la pioggia cessasse.

Altri progetti[modifica]

  • Traduzione tratta da Sword Art Online II (ep. 23), dove questo incipit viene letto da un personaggio. Cfr. il testo originale giapponese del racconto.